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ASSOCIAZIONE DI CULTURA ED ATTIVITA' FERROVIARIA


LA CIRCUMETNEA

Fotografie ed orario

La storia

Quando, verso il 1880, si andava delineando l’ossatura della rete ferroviaria siciliana, in molti centri nacquero istanze per il collegamento su rotaia col resto dell’isola. Così avvenne anche nei paesi intorno al vulcano: all’epoca essi avevano già raggiunto un notevole sviluppo, dovuto alle favorevoli condizioni ambientali, ed ebbero quindi buon gioco nelle loro richieste. Con regio decreto del 31 dicembre 1883 fu costituito un Consorzio per la costruzione e l’esercizio della ferrovia Circumetnea, tra la Provincia di Catania, la Camera di Commercio ed Arti di Catania, ed i Comuni di Riposto, Giarre, Mascali, Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, Randazzo, Maletto, Bronte, Adernò, Biancavilla, Santa Maria di Licodia, Paternò, Belpasso, Misterbianco e Catania.

Come è accaduto per tutte le linee siciliane, la scelta del percorso della linea fu molto contrastata. A Catania, in particolare, la lotta era serrata tra chi proponeva il passaggio a sud del centro cittadino e chi voleva che il binario fosse posato a nord e ad est, come poi avvenne. A queste polemiche si aggiunsero i centri del montagnoso interno della Sicilia, come Cerami, Troina, Nicosia, Gangi, che reclamavano la costruzione di una o più linee che dalla costa ionica penetrassero verso le Madonie fino alla Palermo - Catania. Queste ultime richieste sono rimaste sempre inascoltate, per le difficoltà derivanti dall’asprezza dei terreni: fatto sta che al giorno d’oggi questa zona risente in maniera notevole dell’isolamento.

L’impulso decisivo per la realizzazione della Circumetnea venne da un personaggio un po’ imprenditore e un po’ faccendiere, Robert Trewhella: a lui dobbiamo la fondazione della rete siciliana a scartamento ridotto, infatti in quel periodo si stava interessando anche alla Palermo - Corleone. Egli l’11 settembre 1885 stipulò un compromesso col Consorzio, in base al quale avrebbe dovuto occuparsi di tutto, dal progetto alla costruzione ed all’esercizio della linea, in cambio dell’esclusiva sulla linea e del divieto di concessione di altre linee con lo stesso percorso. I lavori, iniziati nel 1889, portarono il 2 febbraio 1895 all’apertura del primo tratto, da Catania Borgo ad Adernò; l’ultimo tratto, da Catania Gaito al Porto si inaugurò il 10 luglio 1898.

La storia successiva della linea è stata segnata dalle eruzioni del vulcano che con le sue colate laviche ha più volte invaso i binari: si ricordano quelle del 1911, del 1923, che rese necessaria la costruzione di una variante per Castiglione, aperta nel 1927 ed abbandonata poi nel 1952 per instabilità dei terreni, del 1928 e del 1981.

Altre distruzioni provennero dalla seconda guerra mondiale: in quegli anni la linea svolse un gran lavoro per il trasporto degli sfollati da Catania, e dopo la liberazione fu alacremente ricostruita e riportata all’efficienza dalle sue stesse maestranze. Nel 1938 circolarono per la prima volta le littorine AL 56 Fiat, versione a scartamento ridotto di quelle che già facevano servizio sulle linee FS. Queste presero in carico la quasi totalità dei servizi viaggiatori; la fine delle locomotive a vapore giunse nel 1963.

Le difficoltà del periodo bellico dettero il colpo di grazia anche alla società proprietaria della ferrovia, che nell’immediato dopoguerra passò definitivamente alla gestione commissariale governativa.

Negli anni '50 e '60 vennero immesse in servizio altre automotrici nuove o usate: ricordiamo le cosiddette "Emmine" (dalla sigla "M" che avevano veicoli analoghi presso le Ferrovie Calabro - Lucane) a due assi, provenienti dalla cessata linea Rimini - Novafeltria delle Ferrovie Padane, come altre automotrici a carrelli di cui una oggi e' ancora a Catania Borgo, in livrea arancione ed utilizzata come carro soccorso automotore.

Il percorso

Chi intende partire da Catania potrà usufruire del servizio metropolitano dalla fermata di Catania Centrale scendendo al capolinea di Catania Borgo. Da lì, emersi in superficie, si prende l'automotrice a scartamento ridotto per iniziare un’esperienza di viaggio unica: si potrà provare come si viaggiava, fino a qualche anno fa, sulla rete a scartamento ridotto FS, visto che l’armamento ed alcuni dei mezzi sono simili, con in più l’eccezionale paesaggio etneo. Subito dopo la partenza inizia una forte rampa e tra le case della periferia iniziano a fiancheggiare la ferrovia le nere rocce laviche, che non ci abbandoneranno fino all’arrivo.

Si susseguono nel lento caracollare dell’automotrice paesi e campagne, e talvolta il guidatore è costretto ad una frenata fuori programma per qualche pedone che ha scelto la sede ferroviaria come scorciatoia. Man mano che si sale il paesaggio si fa sempre più selvaggio e le colate prendono il sopravvento, finché passata Bronte inizia un lungo percorso senza centri abitati, nel quale si trova il culmine della linea, all’altitudine di 976 metri, nella località di Rocca Calanna. Nella successiva discesa, quasi ininterrotta fino al mare, preoccupa un po’ il modo di guidare dei macchinisti, in folle anche sulle pendenze più ripide: per fortuna pare proprio che funzioni bene così!

Da Randazzo ricomincia un paesaggio civilizzato, ed anche nelle zone di campagna si possono osservare magnifiche ville, testimoni di una ricchezza di lunga data. Poco dopo la partenza da Randazzo la linea si affianca per un breve tratto a quella FS diretta a Taormina: purtroppo tale linea è inspiegabilmente inattiva. Il trenino FCE scende rapidamente verso il mare, che appare dopo una stretta (come tutte le altre) curva a destra, con un magnifico panorama sulla splendida riviera ionica: anzi sembra più bella vista dall’alto che non a starvi in mezzo! Chi deve prendere la coincidenza con i convogli Trenitalia per rientrare a Catania scenderà a Giarre, dove attraversando il binario FCE e percorrendo pochi metri si raggiunge la stazione. Il treno FCE prosegue fino al suo capolinea che si trova pochi chilometri a valle, a Riposto.

Caratteristiche della linea

LUNGHEZZA: km. 110, 963

PENDENZE MASSIME: 36 per mille

VELOCITÀ MASSIMA: 60 km/h

Mezzi di trazione

A) locomotive diesel: purtroppo la FCE, unica ferrovia al mondo, non possiede nemmeno un locomotore, dopo l’accantonamento nel 1963 dell’ultima vaporiera. Si era pensato di acquistare le RD 142 dopo la chiusura della Castelvetrano - Ribera, ma non erano abbastanza potenti, ed il progetto di riadattare le automotrici degli anni ’60 è stato anch’esso abbandonato. Pertanto non vengono effettuati treni merci, ed i pochi trasporti di carri per la manutenzione della linea e le manovre in deposito sono effettuate dalle automotrici.

 B) automotrici diesel: sono in servizio numerosi mezzi di questo tipo, ed altri sono accantonati; in totale esistono 35 vetture, delle quali sono utilizzate solo quelle diesel - elettriche costruite dal 1970. L’ossatura del servizio è costituita dalle ADe 21 - 25, di linea moderna, costruite nel 1990-91 e dalle ricostruite RALn 64, ex RALn 60 FS, che sono a trasmissione meccanica ed hanno i motori più potenti tra le automotrici in servizio sulla Circumetnea.

Interventi di riqualificazione

Contrariamente alla linee secondarie Trenitalia, sulla Circumetnea le proposte di miglioramento ed i progetti sono stati numerosi: tuttavia ancora, nonostante siano state compiute importanti opere (metropolitana di Catania) ancora molto resta da mettere in pratica. Ricordiamo negli anni scorsi l’istituzione di moderni apparati di stazione ACEI in varie stazioni, la sostituzione di binari e traversine in alcuni tratti di linea con altri di tipo moderno e l’immissione in servizio di nuove automotrici, oltre che di quelle ex FS ricostruite, che possono anch’esse considerarsi praticamente nuove.

Negli ultimi anni era previsto un piano di rilancio della ferrovia, ma i relativi lavori procedono lentamente. Gli interventi da attuare consistevano nel tratto Riposto - Paternò nel miglioramento della linea a scartamento ridotto e la sua predisposizione per l’eventuale trasformazione a scartamento ordinario da Randazzo a Paternò, con caratteristiche di metropolitana leggera da Adrano; da Paternò a Catania sono in corso i lavori per trasformare del tutto la linea in ferrovia metropolitana a scartamento ordinario, doppio binario elettrificata a 3000 V. Da Catania centro poi vi è il progetto di proseguimento della metropolitana verso Piazza Duomo, il quartiere Librino e l’aeroporto, in modo da realizzare un ottimo interscambio anche per il flusso turistico diretto nel comprensorio taorminese.

Da non trascurare e' l'importanza turistica della linea, per via dell'aspra bellezza del territorio attraversato. Purtroppo in coincidenza con il passaggio della gestione della linea dal Commissario Governativo alla Direzione Regionale Trasporto Locale FS si e' decisa la soppressione del servizio nei giorni festivi, con notevole detrimento quindi dell'utilizzo turistico della ferrovia. Nei giorni feriali circolano comunque, su richiesta di gruppi ed associazioni, le due AL 56 01 e 06 del 1937, molto probabilmente le ultime littorine d'anteguerra ancora in grado di circolare in Italia. In occasione del centenario della linea, nel 1995, si era provveduto a restaurare e rimettere in pressione la locomotiva a vapore n. 10 "Mascali", ma la macchina si e' limitata a percorrere qualche metro all'interno del deposito e passati i festeggiamenti del centenario e' stata nuovamente accantonata e non si hanno attualmente notizie circa la sua rimessa in circolazione. E' un vero peccato che non si possa utilizzare la "Mascali", sarebbe infatti l'unica vaporiera circolante in Sicilia per di più su una linea a scartamento ridotto di grande attrattiva turistica.

Sito della FCE - società esercente della linea

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