
ASSOCIAZIONE DI CULTURA ED ATTIVITA' FERROVIARIA
La Castelvetrano - Porto Empedocle
È stata l’ultima linea a scartamento ridotto delle FS in esercizio, nella tratta Castelvetrano - Ribera, abbandonata il 31 dicembre 1985. Non sono serviti a salvarla il modesto, ma attivo fino all’ultimo, traffico merci, né l’utilissima funzione di collegamento con la zona archeologica di Selinunte.
La storia
Dopo vari anni di esercizio
delle due linee private siciliane a scartamento ridotto (Palermo - S. Carlo e
Circumetnea) le numerosissime richieste dei vari Comuni dell’Isola di essere
collegati alla rete ferroviaria furono soddisfatte mediante la costruzione di
una rete economica a scartamento 950 mm. Sulla scelta dello scartamento ridotto
al posto di quello ordinario hanno influito varie considerazioni. La maggior
preoccupazione dell’epoca era l’economicità della realizzazione della linea,
che poteva essere garantita dagli stretti raggi di curvatura consentiti da
questo tipo di binario. Infatti, consentendo al tracciato di costeggiare le ondulazioni
del terreno anziché doverle scavalcare, diminuiva di molto la necessità di
realizzare opere d’arte quali viadotti o gallerie. Si ritenne poi che poteva
anche evitarsi la costruzione di cavalcavia o sottopassaggi stradali, in quanto
la bassa velocità dei treni avrebbe consentito un "sicuro"
attraversamento a raso, anche senza barriere.
Gli svantaggi di tale sistema, che poi ne determinarono la fine, furono
giudicati all’epoca (primi anni del ‘900) minori dei supposti vantaggi. Alcuni
inconvenienti erano già noti ai progettisti, quali la necessità di trasbordare
persone e merci alle stazioni comuni alle due reti, ridotta ed ordinaria ed i
lunghissimi tempi di percorrenza dei treni. Altri sono emersi successivamente:
i mezzi motori, specialmente quelli a cremagliera, risultarono di onerosa
costruzione e manutenzione e la sede del binario, che ha forse consentito un
minimo risparmio nella sua costruzione, ha comportato notevoli spese per il suo
mantenimento, dovute alla difficile situazione idrogeologica dell’interno della
Sicilia ed alla conseguente natura molto franosa dei terreni.
I lavori per la costruzione delle prime linee, iniziati dopo l’emanazione della
legge 12 luglio 1906, vedono un primo risultato il 20 giugno 1910 con
l’inaugurazione dei tratti da Castelvetrano a Partanna ed a Selinunte. I lavori
iniziano anche dal lato agrigentino: il 16 dicembre 1911 entra in esercizio la
Porto Empedocle - Siculiana.
Da Girgenti (l'odierna Agrigento) a Porto Empedocle la linea, a scartamento
normale, esisteva già da decenni. I successivi prolungamenti furono: Selinunte
- Sciacca il 21 febbraio 1914, da Siculiana a Cattolica Eraclea (16 giugno
1915) ed a Ribera
(26 febbraio 1917). Per il completamento della linea sorgono difficoltà
impreviste nel tratto che si trovava nei pressi dell'attuale zona turistica di
"Torre Makauda"; tali problemi comportarono una variante di progetto
con costruzione di un traforo di 3700 metri, il maggiore della rete ridotta
siciliana. La saldatura dei due tronchi avverrà così soltanto il 2 luglio 1923.
Durante il periodo in cui la linea è stata in esercizio non avvengono rilevanti
variazioni di tracciato. Da rilevare che nel 1951 è stata installata una terza
rotaia sulla rampa da Porto Empedocle ad Agrigento Bassa, che ha consentito
alle automotrici RALn 60 il collegamento diretto con Agrigento Centrale. La
rimozione di questa terza rotaia, il 23 febbraio 1976, con la conseguente
sostituzione dei treni da Porto Empedocle ad Agrigento con autobus, è stata il
preludio alla chiusura dell’intera linea, proseguita il 22 marzo 1978 con il tratto
Porto Empedocle - Ribera e completata il 31 dicembre 1985 da Ribera fino a
Castelvetrano.
Il materiale rotabile era costituito agli inizi dalle locomotive a quattro assi
accoppiati gruppo 20, poi R 401. Tali locomotive non risultarono idonee all’esercizio
sulle difficili linee siciliane, e già dal 1912 furono sostituite dalle R 301 a
tre assi accoppiati più asse portante, molto più riuscite. Le macchine del
gruppo R 302, da esse derivate, effettuarono servizio merci fino al 1984. A
partire dal 1949 le vaporiere furono affiancate per il servizio viaggiatori
dalle automotrici RALn 60 e relative rimorchiate RLn 68; all’incirca nel 1960
sulla rete siciliana a scartamento ridotto ebbe termine l’impiego delle
locomotive con carrozze per il servizio passeggeri, che rimase quindi di
esclusiva competenza delle RALn 60 fino alla chiusura delle linee. Nel 1981
sono state introdotte due locomotive diesel a scartamento ridotto RD 142, che
hanno dapprima affiancato e poi sostituito le decrepite vaporiere, il cui servizio
era tanto precario da far preferire le automotrici per il traino dei treni
merci.
Il percorso
Oggi in molti tratti della
linea l’ambiente circostante è profondamente mutato, per l’incontrollata
edificazione di villette e costruzioni varie, che in alcuni casi si sono spinti
fino all’abbandonata sede ferroviaria. In alcuni punti del tracciato la sede
dei binari è stata occupata da strade e svincoli o convertita in pista
ciclabile.
In partenza da Castelvetrano la linea, dopo aver attraversato la periferia del
paese, si dirigeva a sud affiancata da estesi uliveti, finché a destra non
apparivano i templi e le rovine di Selinunte. All’omonima stazione si
raggiungeva il litorale del Mar d’Africa, dove per riparare il binario dalla
sabbia spostata dal vento sono state erette palizzate con traversine in disuso.
Il tracciato proseguiva alternando paesaggi marittimi con puntate verso le
brulle colline interne. Dopo Sciacca si attraversavano alcune gallerie ed una
lunga salita portava a Ribera. Da questo scalo si discende nella valle del
Magazzolo, ricchissima di agrumeti e coltivazioni varie i cui prodotti sono
oggi trasportati da ansimanti camion. Dopo l’omonima stazione, già diramazione
di un’ancor più lenta linea a cremagliera per Lercara Bassa, si ricominciavano
a percorrere lande desolate, finché non si riguadagnava il mare dopo Montallegro.
Il tratto seguente è di grande interesse paesaggistico, attraverso Realmonte
fino alle prime costruzioni di Porto Empedocle, centro industriale e portuale.
Iniziata la salita verso Agrigento, sulla linea attualmente abbandonata dal
traffico ordinario viaggiatori e merci, ma riservata a treni straordinari, si
godeva di splendidi scorci sulla Valle dei Templi, prima di giungere ad
Agrigento Bassa.
Caratteristiche
della linea
LUNGHEZZA: km. 123
PENDENZE MASSIME: 25 per mille
VELOCITÁ MASSIMA: 30 km/h per i treni
a materiale ordinario e 50 km/h (su alcune tratte) per le automotrici.
Mezzi di
trazione
locomotive a vapore: R 401, R 301, R 302. Negli anni ’60 furono trasferite a Castelvetrano alcune R 370 in vista di un possibile utilizzo sulla linea, poi non avvenuto
locomotive diesel: RD 142
automotrici diesel: RALn 60.
Possibilità
di recupero
Per questa linea, come per
tutte le altre a scartamento ridotto già gestite dalle FS, non vi sono
prospettive realistiche di completa riapertura ma rimane possibile il ripristino
di tratte limitate a scopo turistico. Ad esempio il ripristino dell’ancora
esistente binario fino a Selinunte sarebbe di notevole utilità, tra l'altro per
dare ai turisti la certezza di un mezzo di trasporto le cui corse risultino
dagli orari reperibili in tutta Italia, cosa che non avviene con le attuali
autolinee. La prospettata ricostruzione dell’intera linea a scartamento
ordinario è ormai accantonata. E' stata invece realizzata una lunga pista
ciclabile sull'ex tracciato ferroviario nei pressi di Menfi, costruita
inglobando nel cemento ed asfalto il vecchio binario.
Inoltre a fine 2001 è stata purtroppo effettuata la demolizione delle tre
superstiti vaporiere R 301.023, 028 e 033 ancora accantonate a Castelvetrano.