TRENO DOC
ASSOCIAZIONE DI CULTURA ED ATTIVITA' FERROVIARIA
LALCANTARA - RANDAZZO
Si trattava di una linea che a dispetto delleccezionale interesse del territorio attraversato non ha mai avuto un traffico superiore a poche corse di automotrici, e che dopo essere rimasta chiusa per anni in attesa di ristrutturazione è stata ufficialmente soppressa.
La storia
Le vicissitudini dellAlcantara - Randazzo hanno comportato per questa linea dapprima unapertura molto ritardata ed oggi la definitiva chiusura al traffico.
Le popolazioni della zona tra la catena montuosa dei Nebrodi e delle Madonie a nord e lEtna e colline interne a sud, sono state negli ultimi decenni dellottocento molto attive nel richiedere la realizzazione di una rete ferroviaria, il mezzo allora (ed anche oggi) più moderno per toglierle dallisolamento. A posteriori queste istanze appaiono ben giustificate: al giorno doggi, la mancata realizzazione dei collegamenti richiesti ha fatto sì che tale territorio (pressappoco quello attraversato dalla strada statale 120 tra Randazzo e le Madonie) sia rimasto uno dei meno sviluppati della Sicilia. Oggi però questa mancanza si può trasformare in una risorsa, vista lattrattiva che possono esercitare le vastissime estensioni incontaminate che in parte sono state protette nei parchi naturali regionali delle Madonie e dei Nebrodi.
Secondo i progetti promossi circa centanni fa il binario da Alcantara avrebbe dovuto seguire il tracciato poi realizzato e dopo Randazzo continuare per Cesarò, Troina, Nicosia, le Petralie e sboccare a mare a Termini Imerese; un altro tracciato, parzialmente realizzato con la Motta S. Anastasia - Regalbuto, prevedeva il passaggio per Agira, Leonforte e Nicosia. Questultima città, se si fossero realizzate tutte le ferrovie proposte, sarebbe stata sede di un nodo ferroviario visto che si sarebbe qui incrociata una trasversale da Santo Stefano di Camastra verso Leonforte e Dittaino: fu realizzata la Dittaino - Leonforte e la sede stradale per la Leonforte - Nicosia nonché per il tronco iniziale della Santo Stefano - Mistretta, ma queste ultime due linee non vennero mai aperte al traffico.
LAlcantara - Randazzo ha rischiato di seguire la stessa sorte: i lavori, iniziati nel 1928 e proseguiti negli anni successivi (i numerosi fasci littori visibili sui ponti testimoniano l'epoca della loro costruzione) si sono arenati nel 1933 quando si era giunti a realizzare la metà delle opere occorrenti, ma fortunatamente sono stati ripresi nel dopoguerra e conclusi con linaugurazione della linea il 4 giugno 1959. Nel frattempo il progetto di proseguimento del binario viene mutato ed anziché verso Nicosia si rivolge verso Carcaci riunendosi alla Motta S. Anastasia - Regalbuto, per fare forse unassurda concorrenza alla Circumetnea: il risultato odierno è che le linee a scartamento ordinario sono chiuse, mentre lantiquata FCE continua a lavorare con buon successo, e sono in corso i lavori per il suo ampliamento e rettifica.
Dopo gli entusiasmi della cerimonia dinaugurazione lAlcantara - Randazzo non riscuote linteresse sperato, tanto che addirittura dopo sei mesi dallinaugurazione già si parlava di soppressione. Fortunatamente, per lopposizione delle popolazioni locali e per evitare la brutta figura di aver sperperato denaro pubblico in unopera inutile, lesercizio ferroviario, sia pure con un numero limitato di corse ed alcune interruzioni nei periodi feriali, è proseguito fino al 1994, quando la linea è stata chiusa per lavori di adeguamento allesercizio a spola. Il 15 dicembre 2002 la linea è stata ufficialmente soppressa, ma si è trattato solo di un atto formale, vista l'assenza di traffico negli ultimi anni.
Nei primi anni il materiale motore era costituito per il servizio passeggeri da ALn 56 e 772, e per quello merci da vaporiere 940, che presentavano il vantaggio di non necessitare di giratura al capolinea, anche perché a Randazzo, concepita come stazione di transito, mancava la piattaforma girevole. Dopo il 1965 sono state utilizzate le ALn 668 serie 1500, che hanno assicurato il servizio fino alla chiusura della linea. Per evitare manovre di composizione anche sulle corse meno frequentate (quelle fuori dallorario di entrata ed uscita degli studenti) le ALn 668 circolavano in coppia.
Levento maggiore nella storia della linea è stata la sua interruzione, il 18 marzo 1981, ad opera del magma eruttato dallEtna ad alcuni chilometri da Randazzo. La linea è stata in quelloccasione sepolta sotto uno strato di alcuni metri di lava, e la conseguente interruzione con limitazione del servizio a Moio Alcantara è durata circa tre anni. Il ripristino della linea è stato abbastanza impegnativo, essendosi dovuta scavare una lunga trincea nel materiale lavico e ricostruire integralmente il binario e le opere accessorie.
Dopo la fine del servizio merci sono stati bloccati per sempre gli scambi nelle stazioni (tranne ovviamente Alcantara), e lesercizio della linea avveniva già col sistema a spola, con limpossibilità di far circolare più di un treno in linea. Perché la linea potesse tecnicamente essere classificata a spola occorreva però automatizzare i passaggi a livello e centralizzare il comando dei segnali. Le stazioni, benché non più sede dincroci, restavano infatti presenziate per il comando dei PL, che in alcuni casi erano comandati a fune. I segnali, splendidi semafori ad ala di seconda categoria, erano inutili (tranne quelli a protezione dei PL) per lassenza di altro traffico sui binari. Lunico semaforo luminoso era quello posto in ingresso ad Alcantara.
I lavori di ricondizionamento della ferrovia hanno comportato linstallazione di segnali luminosi e di passaggi a livello comandati dal Dirigente Centrale Operativo con sede ad Alcantara, e la costruzione di pensiline in cemento sui marciapiedi di stazione, tipiche delle linee dove gli scali sono impresenziati.
Dalla chiusura la linea è stata utilizzata in pochissime occasioni per treni turistici a vapore, che hanno riscosso grande successo anche in giornate che per le condizioni meteorologiche non invitavano alle gite.
Il percorso
Dopo la partenza da Taormina il treno transitava dietro le case della parte più vecchia di Giardini Naxos e superata Alcantara si percorreva unubertosa campagna, con la vista a sinistra dellEtna ed a destra dei primi contrafforti dei monti Peloritani. Non passa molta strada e la linea iniziava a salire sul fianco della valle tra alcune gallerie e dei viadotti che sono delle autentiche opere darte.
Giunti sotto Francavilla il treno effettuava un lungo giro prima di approdare alla relativa stazione, tra le più importanti della linea.
Da qui si proseguiva nel fondovalle, attraversando il fiume Alcantara con belle viste sul suo greto e percorrendo dopo un po la zona interessata dalla colata lavica, col binario in trincea. Poco prima di arrivare a Randazzo è interessante il PL a pochissimi metri da quello della Circumetnea. Dopo la stazione di Randazzo due binari dello scalo terminano con i respingenti in un trincerone che avrebbe dovuto costituire la sede della linea in proseguimento verso Bivio Salso e Nicosia.
Caratteristiche della linea
LUNGHEZZA: km. 37,523
| Km. | Stazione |
| 0+000 | Alcantara |
| 5+660 | Gaggi |
| 7+663 | Graniti |
| 12+773 | Motta di Camastra |
| 17+544 | Francavilla di Sicilia |
| 22+137 | Castiglione di Sicilia |
| 26+656 | Moio Alcantara - Malvagna |
| 31+461 | San Teodoro |
| 37+040 | Randazzo |
RAGGIO MINIMO CURVE: 300 metri
PENDENZA MASSIMA: 26 per mille
GRADO DI PRESTAZIONE: 25
VELOCITA' MASSIMA: 75 km/h (dati 1978)
Mezzi di trazione
fino agli anni '70 i rari treni merci erano trainati da locomotive gruppo 940, tra cui le 008 e 036 oggi a Pistoia in attesa di restauro;negli ultimi anni vi ha fatto servizio la 740.244 in occasione di alcuni treni speciali organizzati dallAzienda Provinciale Turismo di Catanialocomotive a vapore:
locomotive diesel: una D 443 è stata destinata, con scarso successo nei tratti più ripidi, alla spinta dei treni speciali di cui sopra. La società RFI ha comunque previsto la circolabilità su questa linea anche alle D 143, D 145 (con velocità limitata a 35 km/h), D 343, D 345 (entrambe in rango B), D 443 e D 445 1a serie (1001-1035), limitate anch'esse a 35 km/h. Non possono invece circolarvi le D 445 navetta (1036-1150),che in ogni caso dal 2001 non sono più in dotazione in Sicilia.
automotrici diesel: negli ultimi tempi di servizio circolavano le ALn 668.1500
Interventi di riqualificazione
La maggior parte dei possibili interventi, come si è visto in precedenza, sono stati già effettuati negli ultimi anni; si attendeva la riapertura della linea al traffico regolare, ma questa non e' mai avvenuta e la linea è ormai soppressa.
Molto vicino alla linea vi è una notevole risorsa turistica, ovvero le Gole dellAlcantara, che attraggono una grande quantità di turisti anche per la vicinanza col polo ricettivo di Taormina. Finché il treno funzionava non effettuava la fermata in questa località, posta a metà strada tra le stazioni di Graniti e Motta di Camastra. Per aumentare la frequentazione della ferrovia sarebbe stato quindi utile istituirvi una fermata con i servizi relativi (sala dattesa, bagni, eventuale biglietteria) che avrebbe potuto anche inserirsi in una sorta di metrò della costa ionica, con partenza da Letojanni e fermate, oltre a quelle esistenti, davanti allIsola Bella e a Giardini - spiaggia Recanati.
Negli ultimi anni si è manifestato l'interessamento della Ferrovia Circumetnea all'acquisizione della linea: sarebbe senz'altro un'utile opportunità per ripristinare il servizio in una ferrovia troppo presto dimenticata.
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