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Spett. Direttore de "Il Tornado"

Vorrei cogliere l’invito, da Lei rivolto ai lettori del periodico, a promuovere dibattiti su temi che ritengano sia il caso di approfondire, e parlare della gestione in forma associata di uffici e servizi comunali.

Sull’argomento, data la sua grande attualità, credo, infatti, si debba discutere e confrontarsi apertamente. Farlo è senz’altro utile a comprendere le ragioni per cui le Amministrazioni comunali del Basso Feltrino si stiano muovendo in questa direzione e a conoscere quali opportunità, vantaggi, risultati i Comuni possano ottenere con l’esercizio associato delle funzioni. Serve inoltre, a mio avviso, anche a far emergere origini e natura di difficoltà, remore e problemi, che ne impediscano o ne complichino l’avvio.

Osservo come alcuni avanzino riserve e perplessità sulle concrete possibilità, da parte dei Comuni di Alano, Quero Vas e Segusino, di dare vita tra loro a forme di gestione associata. Ci hanno provato in passato e non ci sono riusciti. Sul numero 379 de "Il Tornado" si rammentava proprio l’insuccesso, vent’anni fa, di un consorzio costituito tra questi enti. C’è il timore, mi pare di vedere, che gli accordi, se mai raggiunti, restino solo sulla carta, perché la loro attuazione incontrerà inesorabilmente ostacoli. L’idea era ed è ancora buona, ma l’esperienza sembra insegnare si tratti di un’utopia. Meglio sarebbe quindi, sembra voler far intendere qualcuno, che gli amministratori si rassegnino e lascino che ciascun Comune continui ad arrangiarsi da solo.

A tal proposito vorrei far notare come un tempo i Comuni potessero permettersi il lusso di snobbare e far fallire queste iniziative. Ai compiti che avevano allora potevano farvi fronte tranquillamente da soli. Ma oggi non è più così. Le cose sono cambiate, e di molto rispetto ad una volta. Incombenze e responsabilità dei Comuni sono aumentate notevolmente negli ultimi anni. Di contro l’organizzazione è rimasta pressoché invariata e deve sobbarcarsi pertanto una mole non indifferente di lavoro. Ma soprattutto i finanziamenti da parte dello Stato, anziché aumentare, come la logica avrebbe voluto per dare agli enti locali i mezzi necessari per l’esercizio delle funzioni loro trasferite o delegate, vengono di anno in anno sempre più decurtati e le Amministrazioni comunali si trovano ad affrontare non poche difficoltà finanziare. A ciò aggiungasi la complessità delle procedure (per gli adempimenti necessari a dare in appalto la costruzione di un acquedotto ci si impiega tra pareri e documentazioni varie sei mesi, una volta in 15 giorni si faceva tutto) e l’esigenza di un costante aggiornamento sulle leggi che vengono emanate e riformate di continuo.

Di fronte ad una tale situazione bisogna aprire gli occhi e valutare se e in quale misura la gestione associata di funzioni e servizi sia utile a migliorare lo stato attuale delle cose. Alcuni servizi sono già gestiti in modo associato a livello di Comunità Montana, con riflessi più che positivi per i singoli Comuni. Per certi altri servizi e uffici, l’Ufficio Tributi ad esempio, è però più opportuno farlo su scala più ridotta. Va preso atto, poi, di come il processo di riorganizzazione sovracomunale dei servizi e delle funzioni, attraverso convenzioni, consorzi e unioni tra i Comuni, venga sempre più incoraggiato dal legislatore con la previsione di incentivi e contributi finanziari, che variano secondo il livello di unificazione raggiunto e che sono sensibilmente maggiorati nel caso di Unione;. Unione che vuol dire mettere in piedi un servizio unico per tutti i comuni che vi partecipano e non significa la creazione di un unico grande comune.

L’intraprendere con convinzione questo cammino deriva pertanto non solo dalla continua diminuzione dei trasferimenti statali, ma soprattutto perché l’unificazione di servizi comporta la possibilità di realizzare economie di gestione,logiche di razionalizzazione e ottimizzazione, di promuovere la specializzazione del personale. Tutti fattori questi in grado di rendere l’attività amministrativa efficace, efficiente e spedita consentendo nello stesso tempo evidenti benefici economici che vanno a tutto vantaggio della comunità

Bruno Zanolla Sindaco di Quero