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La figurazione di Secondo Moretti

Secondo Moretti si propone al pubblico con una produzione legata soprattutto alle tematiche del paesaggio e della natura morta, rivisitate attraverso un sentimento che le trasforma in momenti di vera poesia. Il pittore è un "lavoratore" instancabile e trova motivi di studio in ogni scorcio, basta solo che muti la stagione o l'effetto di luce. É come se volesse riscoprire nelle piccole cose quotidiane la bellezza della natura, in tutta la sua immensità e il suo mistero. I paesaggi sono ricordi, frammenti di vita, visioni bellunesi e piemontesi che vengono riportate sulla tela o sulla carta e trasfigurate attraverso il colore e la luce. Anche gli scorci che sembrano noti acquistano un'aurea che li fa sembrare diversi, più intensi, più affascinanti, più coinvolgenti. Ecco qui l'intervento dell'artista: non basta saper cogliere il punto di vista o l'insieme, è necessario poi impregnare la superficie pittorica di sensazioni, di sentimenti personali, di meditazioni. La materia vibra, si fa luminosa, trasparente, limpida e trasmette chiare impressioni, ossia la percezione della realtà attraverso le emozioni. L'ingrediente segreto è rivelato, poiché non è sufficiente la sola bravura tecnica, ma la ricerca pittorica deve spingersi più in là e scavare all'interno, nell'interiorità. L'interpretazione del paesaggio o della natura morta è quindi una meditazione sulla vita, sulla bellezza, sul rapporto tra l'uomo e la natura, una riflessione, a volte lirica e delicata, a volte silenziosa e solitaria, a seconda dei momenti che dona la vita stessa. Le sensazioni mutevoli corrispondono anche ad un cambiamento di tecnica, ad una sperimentazione sui materiali che permette di rendere in modo più valido l'espressione. Olio, pastello, acquerello, usati indifferentemente, con perizia tecnica, a seconda del momento. Troviamo uno studio meditato, puntuale ed attento con l'olio nei paesaggi e nelle nature morte, per rendere la profondità, la morbidezza dei contorni, il chiaroscuro dei volumi, la palpabilità del reale; il pastello negli scorci per dare delicatezza all'insieme, intimità, armoniosità; l'acquerello dei paesaggi per produrre l'immediatezza delle sensazioni, la freschezza gioiosa e piacevole dell'osservare, la trasparenza dei cieli e delle acque, la luce cangiante delle tinte e dei riflessi. Gli stessi temi rivisti con tecniche diverse, trasmettono sensazioni differenti, grazie ad uno studio personale che fonde insieme visione e poesia, in una dimensione familiare. Si può ben comprendere come questo incessante lavoro rispecchi una intera vita legata indissolubilmente al fare artistico, ma anche ai valori fondamentali dei rapporto con la natura, nel pieno rispetto di essa. Non dobbiamo dimenticare che Secondo Moretti è un instancabile ricercatore e quest'ansia di scoprire nuove possibilità espressive lo porta anche a superare la realtà, a sfondare lo spazio, per trovare nuove profondità attraverso il trompe-l’oeil dipinto su grandi pareti murarie (Quero-Torino). Queste imprese su larga scala sono quasi una sfida a superare i risultati ottenuti, una dimostrazione della fortissima volontà che anima questo pittore di procedere nel cammino artistico, stimolato dalle difficoltà che diventano così motivo di indagine e di approfondimento.

Dall'alto in basso e da sinistra a destra: Veduta di Belluno, olio; Natura morta-Funghi, olio; Gladioli, olio; Ortensie, acrilico; Belluno-La Carpenada, olio; S. Benigno Canavese-Torino, Acrilico; Lago del Mis (Bl), olio.

Antonella Alban, Luglio 1996, dal catalogo della mostra personale alla Sala di Cultura De Luca in Belluno, settembre 1996