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domenica 18 giugno 2000, SS. Trinita  

"Scavi solo dove dicono i Comuni"

Un no corale dalla Cmf alle estrazioni

Gli enti locali chiedono potere attraverso le deleghe regionali

É stata evidenziata la scarsa considerazione nella quale è tenuta la montagna

Giovanni Pelosio

Barbara Faccinetto

   
FELTRE. E' passata la linea proposta dalla Provincia nella riunione in comunità montana, che aveva per oggetto soprattutto la questione delle richieste di attività di ricerca mineraria nel territorio dei comuni di Quero e Alano di Piave: le ricerche in sé si possono fare ma devono essere subordinate al parere dell'ente locale interessato, parere che deve risultare vincolante ai fini della decisione.In sostanza è stata ribadito il concetto già espresso in passato dall'assessore Piero Balzan, riguardo la questione miniere. Meglio ancora sarebbe se fosse proprio l'amministrazione, a designare essa per prima i siti da destinare a questo tipo di attività. L'idea che è sorta è di concentrarsi su una proposta di legge da presentare in sede regionale. Ci si aspettava la presenza di parlamentari bellunesi, erano presenti Paolo Bampo e Fabio Calzavara, ai quali si è aggiunto Guido Trento per quanto riguarda la Regione e proprio sul consigliere regionale si concentrano le attese, come sottolinea Luigi Codemo: "É stato riproposto quanto già detto nella riunione avuta con Balzan a Quero, si è, però, evidenziato, grazie alla presenza di Guido Trento, che la materia dovrebbe essere di competenza della Regione in virtù di alcune deleghe rimaste inattuate. In questo senso Trento ha assicurato un impegno, ovvero nel ricercare di applicare tali deleghe. Un'altra novità riguardo quanto già detto e scritto è stata proposta da Mauro Miuzzi e la trovo condivisibile. Ovvero una pianificazione a livello regionale in base alla quale vengano individuate delle piccolissime cave che servano ai Comuni per lavori di restauro e quant'altro, in modo da risultare autosufficienti". Il venerdì campale è passato, in quali termini ne è uscito il Comune di Alano di Piave è presto detto: "Siamo soddisfatti - continua Codemo - ma non è finita, ne abbiamo la consapevolezza. Noi abbiamo in ballo una concessione di marna e non è escluso che con il tempo inizino a sfruttarla. Invece, per quanto riguarda le nuove istanze, dovrebbero cadere ma resta questa sorta in precedenza". Un maggior potere agli enti locali è il cavallo di battaglia della proposta che verrà portata avanti e trova d'accordo anche Sereno Solagna, primo cittadino di Vas: "É stato approvato un ordine del giorno che ricalca le cose dette da Balzan, ossia la possibilità di concedere spazi per le miniere ma al contempo esigere per gli enti locali l'ultima parola, com'è giusto che sia. La revisione del vecchio decreto legge va portata avanti in quei termini".Infine, Loris Scopel, presidente della Comunità montana e, perciò, padrone di casa: "C'è stato un ordine del giorno di totale diniego, da parte dei ventitre presenti, all'impostazione legislativa attuale. La volontà è di perseguire una soluzione legislativa a livello regionale. Con la Bassanini le competenze in materia vengono passate alle Regioni. Si tratta di salvaguardare la montagna, bisogna tenerne conto, dobbiamo essere noi a proporre alla Regione le nuove soluzioni e non aspettare che accada il contrario, onde evitare poi spiacevoli sorprese". Una battuta in è stata rivolta anche alla vicenda della diga del Vanoi: "Il problema è simile anche se si parla di sfruttamento di acqua. Anche in questo caso c'è uno sforzo con un coordinamento provinciale in modo tale che si tenga conto della montagna".

Niente miniere ad Alano e Quero. Netta opposizione del Consiglio della Comunità Montana Feltrina all'accoglimento delle tre istanze di ricerca per sali magnesiaci e marna da cemento inoltrate al Distretto Minerario di Padova. La decisione è stata votata all'unanimità al termine del Consiglio convocato venerdì sera per discutere esclusivamente su questo problema, al quale erano presenti anche i parlamentari Paolo Bampo e Fabio Calzavara, il consigliere regionale Guido Trento, l'assessore provinciale Piero Balzan e il sindaco di Alano Luigi Codemo. I lavori sono cominciati con l'introduzione del Presidente Loris Scopel che ha illustrato il punto all'ordine del giorno, lasciando poi la parola a sindaco di Alano che ha riassunto tutte le motivazioni di carattere storico ambientale, geologico e tecnico che hanno indotto l'amministrazione alanese ad opporsi alle istanze di ricerca da effettuare sul proprio territorio Non solo, Codemo ha anche criticato la formulazione delle normative sul le attività minerarie giudicate confuse e poco chiare, tanto da rendere talora difficile comprendere la distinzione fra cave e miniere, con tutte le conseguenze che ne derivano. Da questo punto gli interventi che si sono succeduti hanno affrontato il problema delle miniere e dello sfruttamento dell'acqua e delle risorse montane in genere su un piano più generale. Prendendo spunto dalle istanze di ricerca nei comuni del Basso Feltrino il sindaco di Quero Bruno Zanolla ha lamentato come il territorio montano e le sue risorse siano spesso sfruttate per soddisfare non solo le esigenze locali, ma anche quelle della pianura senza che vi sia alcun riconoscimento o risarcimento per gli enti locali e per le amministrazioni. Zanolla ha inoltre auspicato l'attuazione delle leggi esistenti sulla montagna. L'assessore Balzan e il consigliere Trento hanno sottolineato l'importanza storica di questo momento. Lo Stato, con il Decreto Bassanini, ha già trasferito alle Regioni la competenza in materia di estrazioni minerarie. Perché il decreto divenga operativo è però necessaria l'attuazione da parte della Regione. Guido Trento ha affermato che già esiste un progetto legislativo regionale elaborato dalla I Commissione Consiliare. Tale progetto e da riprendere e approfondire. Sulla questione miniere l'onorevole Giovanni Crema ha presentato un'interrogazione al ministro dell'industria e al ministro dell'ambiente sulla compatibilità di eventuali miniere con il Piano d'Area del Massiccio del Grappa e sul numero delle istanze.