Quero: le ragioni del no
Il Comune di Quero è da decenni sottoposto a gravi tensioni ambientali in quanto il suo territorio, di soli 28 Kmq, è stato interessato: |
a) da una concessione di marna di cemento con uno squarcio nelle pendici del Monte Cornella, nelle immediate vicinanze del capoluogo, rimasto aperto per trent'anni e solo da qualche anno parzialmente risanato; |
b) da uno sfruttamento delle risorse idriche molto intensificato; |
c) da una condotta sotterranea, in pieno centro abitato del capoluogo, di derivazione d'acqua ENEL ex SADE che in passato ha provocato fenomeni diffusi di cedimento del terreno sovrastante la stessa galleria, conseguenti dissesti ai fabbricati e, in generale, effetti negativi e di degrado dell'esistente patrimonio edilizio/urbanistico, ancora in atto nella zona; |
d) da una cava di ghiaia sita appena sopra la stazione ferroviaria di Quero Vas che oltre allo scempio ambientale ancora ben visibile, nonostante siano già passati alcuni decenni dalla sua chiusura, risulta tutt'ora pericolosa per la sicurezza della viabilità della sottostante SS 348 "Feltrina" e di alcune abitazioni contigue alla stessa arteria; |
Una sequenza di miniere a cielo aperto sono altresì previste, oltre a quelle già assentite, anche nei limitrofi Comuni di Alano di Piave e di Vas, tutte direttamente visibili e dirimpettaie al territorio del Comune di Quero stesso e ciò a riprova di uno sfruttamento intensivo in atto delle risorse a danno dell'intero comprensorio del basso feltrino con riflessi negativi per l'ambiente e per le condizioni economiche, sociali, di vìvibílità, salubrità e sicurezza che la popolazione residente sarà costretta a subire. |
(Estratto dalla delibera consiliare del 29 Maggio, consultata all'albo pretorio di Quero) |