La Valle di Schievenin, porta d'ingresso della miniera?
(M.M.) Per il momento esistono solo delle probabilità, ma la domanda di poter compiere delle ricerche minerarie sul versante alanese, che si raggiunge proprio dalla Valle di Schievenin, non lascia presagire nulla di buono. La richiesta di poter compiere tali ricerche è affissa all'albo pretorio dei Comuni interessati e chiunque può prenderne visione per esprimere le proprie contrarietà. In sintesi, questo il succo dei documenti esposti al pubblico: l'area della ricerca ha una superficie di 19 ettari e mezzo, su versanti della pendenza media di 40 gradi e si inquadra tra Val Maor, Forcella San Daniele e casera Fobba. Gli studi hanno lo scopo di verificare la presenza di formazioni rocciose catalogabili come "dolomite", un minerale pregiato per l'industria e che, è bene sottolinearlo, viene considerato dallo Stato come minerale di prima categoria, rientrante fra i sali magnesiaci, la cui estrazione viene attribuita per competenza al settore delle miniere. A cosa serve questo materiale? Esso viene usato in diversi processi sia nel campo siderurgico che in quello cementizio. La relazione allegata alla richiesta di autorizzazione di ricerca elenca alcune applicazioni: refrattari basici, calce magnesiaca, cementi dolomitici, idrossido, carbonati di magnesio dell'acqua marina e da brines, vetro, polveri da carica per prodotti plastici, carta, coloranti, smalti, stucchi, miscele ceramiche, abrasivi, emendanti per l'agricoltura, eccipienti ed assorbenti in farmacia, materiale per costruzione. Inutile sottolineare quanto sia pericolosa la prospettiva di una possibile miniera in questi luoghi. Oltre a far parte del Massiccio del Grappa, che dovrebbe essere tutelato nella sua interezza, la valle di Schievenin è una delle più singolari valli prealpine, dalle caratteristiche naturali molto particolari. Un habitat che ha ricevuto riconoscimenti da tanti e tanti studiosi della natura e che rischia di avere al suo interno un pericoloso tarlo, capace di minarne la bellezza. Certo, le assicurazioni sulla ricomposizione ambientale si sprecherebbero nel caso si desse corso ai lavori di estrazione, ma fatevi un giro per le zone che hanno avuto simili attività in casa e chiedete alle persone che abitano nei dintorni cosa ha significato per loro questa attività. Io l'avevo fatto ai tempi della paventata miniera di Alano e ne conservo ancora un pessimo ricordo. Per avere ulteriori informazioni su modalità e procedure dei ricorsi ci si può rivolgere agli uffici tecnici comunali dei Comuni di Alano di Piave e di Quero. |