RISCOPRIRE DANTE
di Guido Lio
Devo ringraziare il Sig. Piero Piccolotto per il suo articolo in risposta a quanto pubblicato precedentemente dallo scrivente. Prima di tutto perché la sua critica è motivo di riscoperta e rilettura della DIVINA COMMEDIA, nonché di confronto di idee che devono comunque essere vagliate dalla realtà dei fatti, quando possibile. In secondo luogo, ho capito ed appreso che, quando si vuole riportare dei versi di opere letterarie di questa portata, tratti da altri testi, non bisogna mai dimenticarsi di citare la fonte.
Mi spiego meglio. Molto semplicemente la dicitura "sostener lo puzzo dell'immigrato rapace" e il riferimento all'inferno nei canti XV e XVI non sono frutto di immaginazioni "perverse " del sottoscritto, ma, più semplicemente, sono state tratte da un manuale di sociologia di Paolo Guidicini, di cui ho lasciato copia delle pagine interessate al responsabile della presente rivista. In effetti, dopo una verifica, gli errori contestati ci sono tutti e di questo non ho problema alcuno ad ammetterlo.
Nonostante ciò, l'articolo nei suoi contenuti e nelle sue analisi, compreso il fenomeno del veloce inurbamento della città di Firenze, citato nella divina commedia, non viene scalfito nella sostanza.
Mio è invece l'errore di aver scritto X secolo anziché XIII; all'inizio di questo secolo Firenze contava circa 50.000 abitanti e alla fine dello stesso la popolazione era il doppio. Per quanto riguarda i dati "ufficiali" prodotti dalla triplice sindacale, circa il numero "esiguo" di extracomunitari presenti nel nostro territorio rispetto agli altri paesi europei, bisogna dire con molta franchezza che le autorità italiane non conoscono con certezza i dati reali, visto che si basano su quanto accertato dalle questure e dagli uffici anagrafici. A prescindere da queste considerazioni oggettive, a maggior ragione si giustifica la preoccupazione di molti cittadini per la crescita vertiginosa della criminalità legata sempre più spesso alla presenza di extracomunitari, tenuto conto che è ancora limitata!
Tornando a Dante, penso che l'autore del manuale, a prescindere dall'errore materiale Inferno anziché Paradiso, non abbia voluto "strapazzare" la divina commedia, ma, probabilmente, dare una sua interpretazione aggiungendo le parole "immigrati rapaci". Facile capire, dunque, che chiunque avrebbe giudicato attendibile quanto riportato in questo manuale scolastico (tranne che per coloro che conoscono l'opera a memoria) e imbarazzante sarebbe stato, se fosse stata citata già da subito la fonte, dare dello strapazzatore ad una persona che non coincidesse con la mia.
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