Community
 
Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Invia ad un amico
------------------
Crea
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
Amici
   
 
 

logocda.gif (5484 byte)

sabato 17 giugno 2000, S. Ranieri

Il Corpo delle miniere frena i Comuni "Sulle ricerche decidiamo solo noi"

LA BATTAGLIA ANTI SCAVI
di Giovanni Pelosio

FELTRE. Dalla conferenza dei servizi le amministrazioni comunali e il Corpo delle miniere escono fermi sulle rispettive posizioni. La questione che riguarda i comuni del Basso Feltrino ha segnato la classica fumata grigia, nel senso che da una parte è stato confermato il no anche alla ricerca, mentre dall'altra è stata affermata la differenza tra ricerca ed effettiva coltivazione delle miniere. A decidere, alla fine, sarà il Corpo delle miniere, proprio per questo in futuro gli enti locali vogliono più potere.

Il sindaco di Quero, Bruno Zanolla, ha ribadito la posizione della propria amministrazione: "Abbiamo riproposto la nostra opposizione anche all'attività di ricerca perché riteniamo che in questo caso essa sia propedeutica alla coltivazione. Dal suo canto il Corpo delle miniere ha cercato di dividere in due momenti la vicenda, dicendo che le istanze presentate dai Comuni erano fuori tema in quanto una cosa è la ricerca, un'altra la coltivazione della miniera. Del resto io avevo una chiara delibera del consiglio, che all'unanimità si è opposto anche alla ricerca. Dato che per noi quei siti sono inidonei, il nostro no permane. Tuttavia non è che dalla conferenza dei servizi si sia usciti più o meno soddisfatti, era semplicemente una raccolta di pareri, perché alla fine spetta al corpo delle miniere decidere. Anche la Sovrintendenza ha messo fortissime riserve sulle attività di miniera per il valore ambientale dei siti interessati". In Prefettura era presente anche l'assessore provinciale Piero Balzan. La Provincia ha ribadito l'appoggio alle amministrazioni comunali: "Al corpo delle miniere interessava sapere più che altro se c'era l'assenso per la ricerca. Per coerenza con i Comuni, il mio parere, allo stato attuale delle cose, è stato negativo. Il che non vuol dire che non si possa riaprire il discorso un domani, qualora l'ente non abbia soltanto potere consultivo. Sulla questione in esame nemmeno la ditta ha interesse ad uno scontro frontale. Il dipartimento dei beni ambientali ha affermato il proprio assenso alla ricerca ma la netta opposizione all'esecuzione. L'incontro è stato positivo, a mio modo di vedere, nessuno si è spostato dalla propria posizione ma tutti riconoscono che ci sono delle giuste ragioni anche nelle istanze della controparte. Importante diventa la riunione in Comunità montana. Se il parere di tutti sarà quello di lavorare come se fossimo padroni del nostro destino potremmo arrivare a chiedere un maggior potere decisorio, indicare noi dei siti interessanti per l'attività di miniera e poi collaborare con l'altra parte. Certamente rimane l'idea di revisione della legge ma se si riesce a rimediare già a livello locale tanto meglio. La sede adatta per parlare di tutto questo è la riunione in Comunità montana". Maggiore autonomia e indennizzi adeguati saranno i temi su cui si è discusso ieri sera in Cmf.

IlGazzettino.jpg (2258 byte)

A rischio le falde acquifere

Sotto accusa le temute miniere. L’allarme lanciato ieri in Prefettura

Basso Feltrino. Ieri mattina in prefettura a Belluno si è svolta la tanto attesa Conferenza dei Servizi per studiare le istanze di ricerca di sali magnesiaci e di marna da cemento in territorio di Alano e Quero.

Alla presenza del Prefetto, del presidente della Camera del Commercio, dell'assessore provinciale all'ecologia e ambiente e del rappresentante della Soprintendenza, il sindaco di Alano Luigi Codemo e il sindaco di Quero Bruno Zanolla, hanno riproposto all'ingegnere capo del Distretto Minerario di Padova Nicola Pasqua di Bisceglie tutte le opposizioni presentate dai cittadini e le delibere consiliari di netta ferma e netta opposizione all'accoglimento delle istanze di ricerca.

Anche se di per sè l'esecuzione delle indagini richieste, non arreca nessun danno al territorio e non ne pregiudica in alcun modo l'integrità, essa è vista dagli amministratori come atto propedeutico all'attività estrattiva, attività considerata inopportuna sotto tutti i punti di vista. Aprire tre miniere nei comuni di Alano e Quero, secondo i sindaci, è improponibile. Queste le più importanti argomentazioni di opposizione: la zona su cui insisterebbero è troppo importante storicamente e paesaggisticamente per divenire sede di miniere a cielo, inoltre i territori interessati presentano interessanti aspetti naturalistici, faunistici e agricoli con la presenza di pascoli regolarmente sfalciati, frutteti, vigneti, castagneti da frutto e boschi naturali.

Da non dimenticare la presenza in zona di abitazioni stabilmente occupate e l'esistenza di strade silvo pastorali realizzate quasi interamente a spese dei proprietari dei fondi rustici. Inoltre attività estrattive potrebbero compromettere la portata delle sorgenti che forniscono l'acqua distribuita nei comuni di Alano, Pederobba, Caerano S. Marco, Maser e Trevignano dall'acquedotto consorziale "La Calcola".

In fine l'assetto viario dei due comuni è ritenuto assolutamente insufficiente per sopportare il traffico pesante. Pur con qualche distinguo e precisazioni sulla necessità di modificare la legge che regola le modalità di apertura di attività minerarie, le argomentazioni portate dai due sindaci sono state sostenute anche dagli altri partecipanti alla Conferenza.

I funzionari del Corpo delle Miniere hanno sottolineato la necessità di mantenere concettualmente distinti i due momenti della ricerca e della coltivazione e hanno perciò considerate non pertinenti le opposizioni alle istanze di ricerca che si basano sulle problematiche inerenti all'attività di escavazione.

Barbara Faccinetto

IlGazzettino.jpg (2258 byte)

LA PAROLA ALL'IMPRESA

"Stiamo facendo solo i sondaggi preliminari"

Feltre. L'opposizione alle miniere non è unanime. Anche nel Basso Feltrino c'è chi ritiene ingiusto negare a priori il permesso di ricerca. Fra questi c'è chi ricorda i duri anni di miniera lontano da casa e chi invece ha evitato l'emigrazione grazie al cementificio di Pederobba. L'ing. De Biasio del gruppo Grigolin, il gruppo che ha inoltrato le domande di ricerca di sali magnesiaci e marna da cemento al Corpo delle Miniere di Padova, spiega gli obiettivi del suo gruppo su Alano e Quero. Innanzitutto De Biasio sottolinea che le istanze inviate a Padova sono relative ad attività di ricerca. "In sintesi- afferma De Biasio- si tratta di recarsi sul posto e prelevare 10 - 15 chilogrammi di terra, che dovrà poi essere analizzata. Nulla di sconvolgente o dannoso per il territorio".

Sarebbe però un'attività propedeutica all'apertura della miniera? "Effettivamente ci sono indicazioni abbastanza sicure sulla presenza di sali magnesiaci e se il Corpo delle Miniere ci autorizza, su sua indicazione procederemo alla raccolta dei campioni di materiale e li consegneremo per le analisi". "La politica del gruppo è quella di cercare il consenso delle amministrazioni, di avere la disponibilità dei terreni necessari e di cercare di tutelare e recuperare al massimo il territorio".

Se arriverà la concessione come intendete procedere? "Con macchinari conformi alle normative europee sulla limitazione di inquinamento acustico, di emissioni di fumi ecc. procederemo alla coltivazione in trincea, o a imbuto canadese, e alla successiva e immediata risistemazione e rivegetazione della zona".

E per quanto riguarda le strade? "Questo è un problema da studiare se e quando avremo le autorizzazioni".                                                                                                                          B.F.