sabato 17 giugno 2000, S. Ranieri
Il Corpo delle miniere frena i Comuni
"Sulle ricerche decidiamo solo noi"
LA BATTAGLIA ANTI SCAVI
di Giovanni Pelosio
FELTRE. Dalla conferenza dei servizi
le amministrazioni comunali e il Corpo delle miniere escono fermi sulle rispettive
posizioni. La questione che riguarda i comuni del Basso Feltrino ha segnato la classica
fumata grigia, nel senso che da una parte è stato confermato il no anche alla ricerca,
mentre dall'altra è stata affermata la differenza tra ricerca ed effettiva coltivazione
delle miniere. A decidere, alla fine, sarà il Corpo delle miniere, proprio per questo in
futuro gli enti locali vogliono più potere.
Il sindaco di Quero, Bruno Zanolla, ha ribadito la posizione della
propria amministrazione: "Abbiamo riproposto la nostra opposizione anche
all'attività di ricerca perché riteniamo che in questo caso essa sia propedeutica alla
coltivazione. Dal suo canto il Corpo delle miniere ha cercato di dividere in due momenti
la vicenda, dicendo che le istanze presentate dai Comuni erano fuori tema in quanto una
cosa è la ricerca, un'altra la coltivazione della miniera. Del resto io avevo una chiara
delibera del consiglio, che all'unanimità si è opposto anche alla ricerca. Dato che per
noi quei siti sono inidonei, il nostro no permane. Tuttavia non è che dalla conferenza
dei servizi si sia usciti più o meno soddisfatti, era semplicemente una raccolta di
pareri, perché alla fine spetta al corpo delle miniere decidere. Anche la Sovrintendenza
ha messo fortissime riserve sulle attività di miniera per il valore ambientale dei siti
interessati". In Prefettura era presente anche l'assessore provinciale Piero Balzan.
La Provincia ha ribadito l'appoggio alle amministrazioni comunali: "Al corpo delle
miniere interessava sapere più che altro se c'era l'assenso per la ricerca. Per coerenza
con i Comuni, il mio parere, allo stato attuale delle cose, è stato negativo. Il che non
vuol dire che non si possa riaprire il discorso un domani, qualora l'ente non abbia
soltanto potere consultivo. Sulla questione in esame nemmeno la ditta ha interesse ad uno
scontro frontale. Il dipartimento dei beni ambientali ha affermato il proprio assenso alla
ricerca ma la netta opposizione all'esecuzione. L'incontro è stato positivo, a mio modo
di vedere, nessuno si è spostato dalla propria posizione ma tutti riconoscono che ci sono
delle giuste ragioni anche nelle istanze della controparte. Importante diventa la riunione
in Comunità montana. Se il parere di tutti sarà quello di lavorare come se fossimo
padroni del nostro destino potremmo arrivare a chiedere un maggior potere decisorio,
indicare noi dei siti interessanti per l'attività di miniera e poi collaborare con
l'altra parte. Certamente rimane l'idea di revisione della legge ma se si riesce a
rimediare già a livello locale tanto meglio. La sede adatta per parlare di tutto questo
è la riunione in Comunità montana". Maggiore autonomia e indennizzi adeguati
saranno i temi su cui si è discusso ieri sera in Cmf. |

A rischio le falde acquifere
Sotto accusa le temute miniere. Lallarme lanciato ieri in
Prefettura
Basso Feltrino. Ieri mattina in
prefettura a Belluno si è svolta la tanto attesa Conferenza dei Servizi per studiare le
istanze di ricerca di sali magnesiaci e di marna da cemento in territorio di Alano e
Quero.
Alla presenza del Prefetto, del
presidente della Camera del Commercio, dell'assessore provinciale all'ecologia e ambiente
e del rappresentante della Soprintendenza, il sindaco di Alano Luigi Codemo e il sindaco
di Quero Bruno Zanolla, hanno riproposto all'ingegnere capo del Distretto Minerario di
Padova Nicola Pasqua di Bisceglie tutte le opposizioni presentate dai cittadini e le
delibere consiliari di netta ferma e netta opposizione all'accoglimento delle istanze di
ricerca.
Anche se di per sè l'esecuzione delle
indagini richieste, non arreca nessun danno al territorio e non ne pregiudica in alcun
modo l'integrità, essa è vista dagli amministratori come atto propedeutico all'attività
estrattiva, attività considerata inopportuna sotto tutti i punti di vista. Aprire tre
miniere nei comuni di Alano e Quero, secondo i sindaci, è improponibile. Queste le più
importanti argomentazioni di opposizione: la zona su cui insisterebbero è troppo
importante storicamente e paesaggisticamente per divenire sede di miniere a cielo, inoltre
i territori interessati presentano interessanti aspetti naturalistici, faunistici e
agricoli con la presenza di pascoli regolarmente sfalciati, frutteti, vigneti, castagneti
da frutto e boschi naturali.
Da non dimenticare la presenza in zona di
abitazioni stabilmente occupate e l'esistenza di strade silvo pastorali realizzate quasi
interamente a spese dei proprietari dei fondi rustici. Inoltre attività estrattive
potrebbero compromettere la portata delle sorgenti che forniscono l'acqua distribuita nei
comuni di Alano, Pederobba, Caerano S. Marco, Maser e Trevignano dall'acquedotto
consorziale "La Calcola".
In fine l'assetto viario dei due comuni
è ritenuto assolutamente insufficiente per sopportare il traffico pesante. Pur con
qualche distinguo e precisazioni sulla necessità di modificare la legge che regola le
modalità di apertura di attività minerarie, le argomentazioni portate dai due sindaci
sono state sostenute anche dagli altri partecipanti alla Conferenza.
I funzionari del Corpo delle Miniere
hanno sottolineato la necessità di mantenere concettualmente distinti i due momenti della
ricerca e della coltivazione e hanno perciò considerate non pertinenti le opposizioni
alle istanze di ricerca che si basano sulle problematiche inerenti all'attività di
escavazione.
Barbara Faccinetto |