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MADAGASCAR: L'ISOLA DEI CONTRASTI

di Padre Carlo Berton - Foyer Montfort - Andraisoro 101 - Antananarivo - Madagascar

montfort@simicro.mg

madagascar.jpg (20616 byte)Madagascar? Una della più grandi isole del pianeta con i suoi 587.000 Km2, grande quasi due volte l'Italia. Detta "isola rossa" a causa del suolo di laterite con forte presenza d'ossido di ferro, si allunga per più di 2.000 Km: all'Est dell'Africa, distaccata dal canale di Mozambico largo circa 600 Km.
Ha una varietà di climi sorprendente, le foreste umide dell'Est, gli Altipiani e montagne alte fino a 3.000 metri piuttosto fredde e la costa che guarda l'Africa piatta e secca, la savana.
Questa varietà di paesaggi attira il turista che non finisce d'ammirare e di stupirsi.
Qui c'è il detto "noi non abbiamo hotel a 5 stelle, ma una natura a 5 stelle!". Contrasti e chiaroscuri che stupiscono e scandalizzano, vedendo ricchezza potenziale e miseria attuale.

Luci: fauna quasi unica mondo. A livello floreale, come le cento e più specie d'orchidee, i bougainvillier multicolori, i flamboyants rosso vivi, i grossi alberi di jacaranda violetti, le colline di mimose... Tra le specie animali, lo zebù è come il totem apprezzato e rispettato. Vi sono i lèmori o lemùridi o makì, che sarebbero gli animali ancora anteriori alla scimmia, di cui il Madagascar è fiero di possederli ed in grande varietà: attrattiva principale del turismo locale. Da non dimenticare poi i caimani, varietà di coccodrilli, i camaleonti di tutte le dimensioni e colori, le tartarughe ed i pescecani. Il sottosuolo poi nasconde ricchezze ancora inesplorate: quarzo, grafite, mica, cromo, uranio ed una varietà grande di pietre semi - preziose.

Le culture dei cereali sono pure assai varie; dal riso, piatto nazionale obbligatorio e quasi sacro. alla manioca o cassava, al granoturco, alla patata ordinaria a quella americana. Sugli Altipiani, in più dei frutti tropicali africani, quasi tutti i legumi ed i frutti europei vi crescono facilmente. Le culture industriali sono pure presenti: canna da zucchero, cotone, caffè, chiodi di garofano, cannella e specialmente la vaniglia, di cui il Madagascar è il primo produttore mondiale. Quest'isola poi con 5.000 Km. di coste marine ha una ricchezza di pesca e di spiagge al tropici impensabili in Europa.

Ombre: La domanda che sorge spesso nella coscienza di chi ammira lo splendore di quest'isola è questa :

Come è possibile che un'isola così vasta e con sì poca popolazione (15 milioni d'abitanti) non riesca a nutrire la gente e vi sia chi muore di fame? Come si può morire di fame su un materasso d'oro?

Come mai le abitazioni sono costruite in generale di vegetali fragili, accanto a boschi ed alberi ad alto fusto, perfino di legno prezioso? Come mai, con una superficie immensa, si debba essere costretti a bruciare la foresta distruggendo tutta l'ecologia, facendo inaridire le sorgenti e rendendo sterile il suolo? Molti dicono che a questo ritmo l'isola diverrà un mattone rosso nell'oceano indiano.

Pensate al monte Cornella dopo la guerra del '18, in cui non v'era più un cespuglio, né una frasca.

Come è possibile con tanti dottori ed infermieri patentati. ma purtroppo disoccupati, si possa mancare di ospedali, di cure e di medicine? Purtroppo in più della peste, ch'era stata sradicata nel periodo coloniale col bacillo Girard-Robic, ed ora è ritornata a far morire gente, in più è apparso anche il colera, che, in certe zone, fa strage? Da tre anni si lotta contro il flagello delle cavallette che a sciami immensi divorano le piantagioni. Anche le strade agibili ed asfaltate diminuiscono, mentre le file di gente che camminano a piedi, con fardelli sulla testa, si infoltiscono. Le scuole e l'università hanno sfornato un sacco di gente diplomata, eppure il 35% della popolazione è dichiarata analfabeta ed i bambini che non possono andare a scuola aumentano anche nella capitale. Nelle città legna e carbone costano sempre di più e le foreste vanno in fumo.

In quest'isola, fino a tempo fa, gli zebù erano più numerosi della gente, eppure il popolo non può mangiarne che raramente. Qui non c'è né neve, né ghiaccio, eppure la gente della capitale ha freddo nell'inverno australe (giugno - agosto) e parecchi si sono ammalati, con polmoniti e diarree. Sono questi i maggiori contrasti di un'isola meravigliosa, ma colpita da tante piaghe, contrasti che sconvolgono assai chi ci passa, ed un po' meno chi ci vive, poiché ha il fenomeno dell'assuefazione.

In parecchi ci poniamo questione dopo tanti anni di lavoro impegnativo: "ma possibile che non si possano vedere i frutti di tanto lavoro impegnativo? Ma chi gestisce, governa e dirige questo bel Paese? Quali sono i meccanismi che bloccano una crescita regolare del paese, uno sviluppo socio economico della popolazione?"

Quest'anno, 2000, si celebrano i 40 anni d'indipendenza politica dalla Francia. Si ha l'impressione di aver fatto un salto all'indietro. É vero che per 17 anni, 1975-1992, la politica era orientata sul miraggio della democrazia" della Corea dei Nord di Kim Li Sun, paese ove ora si muore di fame. Le conseguenze per l'isola sono state quasi identiche, veramente catastrofiche, riducendo il paese tra i paesi più poveri dei pianeta. La gente, disillusa dai miraggi politici, ha bisogno di essere mobilitata, rimotivata per un soprassalto di dignità e d'impegno, ma è scioccata davanti ad una minoranza che ostenta una ricchezza enorme e la povertà sfacciata impossibile ormai a nascondersi nelle campagne ed ancor più nelle città.

Ci si domanda se l'isola dovrà rimanere per sempre ricca solo potenzialmente, in possibilità virtuali soltanto o se potrà finalmente metterle realmente in valore per il bene di tutto questo popolo assetato di una vita migliore. Sapremo noi, missionari, assieme a tutte le buone volontà esistenti, risvegliare le coscienze, essere portatori di valori chiari per creare speranza, unione ed impegno generoso tra la gente ed essere pure voce di chi non ha voce, davanti a chi tiene il potere, l'avere ed il sapere nel paese? Ne siamo alla ricerca e con urgenza.