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logocda.gif (5484 byte)Sindaci uniti per far cambiare la legge

Zanolla esige il controllo dei Comuni sugli scavi, Codemo chiede indennità per i disagi sopportati

LE MINIERE CONTESTATE

di Giovanni Pelosio

QUERO. Se è vero che l'unione fa la forza, allora il movimento che si sta creando per la rivisitazione del regio decreto sulle miniere 1443/27 può davvero spiccare il volo. Su questo versante c'è una comunione d'intenti notevole, che parte dalla Provincia per passare ai Comuni e arrivare infine alle minoranze all'interno dei consigli comunali del Basso Feltrino.

Tuttavia il caso delle miniere è un punto di partenza per un discorso più ampio, quello riguardante lo sfruttamento spesso irrazionale delle risorse della montagna a favore della pianura.

Il sindaco di Alano di Piave, Luigi Codemo, chiarisce i punti sui quali verte la riconsiderazione della vecchia normativa: "Dalla riunione con la Provincia è emersa la volontà di proporre una revisione perchè la legge non è più aggiornata ai tempi. Diventa necessario rendere le amministrazioni locali depositarie di un potere più forte. Occorre fissare a loro vantaggio un'indennità per i disagi che crea una miniera, infine va operata una revisione della catalogazione dei materiali che vengono presi in considerazione qualora si distingue tra cava e miniera". A questo punto diventa importante la riunione di venerdì in Comunità montana: "Il problema va portato avanti, c'è unanimità di intenti e questo è positivo. Venerdì ci troveremo in Comunità per fare pressione sui parlamentari".

Potere più forte per gli enti locali, dunque. Il sindaco di Quero, Bruno Zanolla sottolinea questa necessità: "La modifica della normativa deve tener conto del parere vincolante dell'ente locale. Inoltre deve prevedere il giusto ristoro. Questo perché si è sempre applicato il principio di solidarietà della montagna nei confronti della pianura. Ora il verso va invertito. Si è trovato lo spunto, dalla fattispecie legata alle miniere, di affidare a un legale una bozza riguardante un progetto di legge per poi presentarla in Parlamento tramite i parlamentari bellunesi. Qui si va oltre lo specifico caso della miniera. Questo è l'ennesimo caso di sfruttamento".

L'intervento dell'assessore provinciale Balzan ha trovato appoggio anche in Zanolla: "L'assessore ha fatto un passaggio interessante quando afferma la necessità di proporre un assenso condizionato. Deve essere prevista una mappatura sulla quale l'ente locale abbia il controllo. Per esempio, quando ci sono problemi sul territorio come le frane, proprio lì possono sorgere dei piccoli cantieri. Questo per soddisfare il problema di salvaguardia dell'ambiente e le esigenze di utilizzo da parte delle imprese".

Un accenno finale riguarda la conferenza di servizi di venerdì mattina: "Riguardo le tre domande ancora in ballo, che verranno vagliate in Prefettura, siamo ancora a un livello di permesso di ricerca. Dal canto nostro porteremo la netta contrarietà motivata, con delibera all'unanimità dell'intero consiglio comunale, alla domanda che riguarda in parte il territorio del comune di Quero. E' un no secco che deriva da evidenti problemi ambientali".