(M.M.) Il libro, di 128 pagine, corredato da una ventina di vignette di Marco Capretta, create appositamente per illustrare lo specifico tema, e da alcune foto riproducenti manoscritti originali del 6, 7/800 dove compaiono alcuni soprannomi, è stato tenuto a battesimo venerdì 18 dicembre nella sala "G. Zancaner" di Segusino. L'opera ha avuto come padrino il Belumat Gianni Secco e può contare sulla premessa di Manlio Cortelazzo, uno dei più qualificati studiosi del dialetto veneto.
Vediamo di conoscere più da vicino questa singolare opera, frutto di paziente raccolta e minuziose indagini dell'autore; Mariano Lio, non nuovo ad imprese editoriali caratterizzate da spiccata originalità.
I 200 soprannomi scovati da Mariano permettono di risalire, attraverso le loro motivazioni, a vecchi mestieri, a termini dialettali, ad usi e costumi, a tradizioni e anche a vecchi proverbi locali. Il soprannome diventa, dunque, una chiave per entrare in un meraviglioso mondo di storia locale. É stata un'impresa non da poco, quella di Mariano, che ha origini lontane. Dalla fine del 1987 l'autore ha preso la buona abitudine di annotarsi i soprannomi che incontrava e pian piano la raccolta ha cominciato a lievitare, a prendere consistenza, tanto da diventare materiale utile per compiere una ricerca.
Se state a sentire l'autore vi dirà che è una cosa da poco, che forse bisognava aspettare ancora, continuare a cercare. É il vizio di tutti gli appassionati, mai contenti del loro lavoro. Invece l'opera di Mariano ci restituisce un aspetto importante della nostra storia minore e ci dà ottimi spunti di riflessione. Utilissime anche le note che danno conto dell'origine del cognome, che spiegano come essi nascano nella storia, che introducono al perchè nascono, poi, i soprannomi, Straordinarie anche le osservazioni, in appendice, dei soprannomi sopravvissuti a Chipilo e scomparsi a Segusino, testimonianza dello loro esistenza almeno 150 anni fa, ai tempi dell'emigrazione. Ricche di buonumore, infine, le pagine di curiosità, aneddoti, omonimie legate ai soprannomi, per completare un'operazione editoriale che ben può figurare fra le strenne natalizie.
I soprannomi costituiscono il nerbo dell'onomastica, la scienza dei nomi propri: ne accompagnano l'origine, l'evoluzione, i punti d'arrivo. Eppure, sono guardati con sospetto e timore, perchè sfuggono ad ogni tentativo di spiegazione razionalmente condotto: chi può ricostruire le abitudini, i tic, l'isolato episodio lontano, che li ha fatti nascere? E chi è in grado di seguirli nel passaggio da contrassegno personale a individuazione di tutta una famiglia? ...
Le interpretazioni individuali o collettive non sono da rigettare in blocco: qui è il trionfo dell'etimologia popolare, condotta ed accolta da tutto un paese e l'autore ha fatto bene di farsene il portavoce, accentuandone l'importanza anche col corredo di immagini funzionali. ...
La ricostruzione delle cause, che hanno (o avrebbero) dato origine all'assegnazione del soprannome è rievocata sempre con garbo, tale da renderne la lettura piacevole e distensiva. ...
Piccolo è, forse, l'omaggio alla scienza, grandissimo alla storia sotterranea, ma
viva, dell'intero paese.
Padova 14 novembre 1998