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Immigrazione: vediamola dall'altra parte

Dopo aver cercato vari contatti con immigrati nei nostri paesi, abbiamo trovato la disponibilità di Redouane Nour Ellil, per iniziare una collaborazione che ci aiuti a capire come vivono la loro condizione nella nostra nazione, con quali speranze hanno lasciato la loro terra, come si pongono nei confronti delle nostre comunità. É un primo approccio, che speriamo si sviluppi in una pluralità di collaborazioni, grazie alle quali entrare noi in contatto con le loro tradizioni e, viceversa, loro con le nostre. (Il direttore)

Extracomunitari: vantaggio o svantaggio?

di Redouane Nour Ellil

La presenza degli extracomunitari in Italia è determinata solo da un loro sogno per un futuro migliore o il destino offre all'Italia un colpo di fortuna per progredire sul sentiero dell'economia europea ed avere un posto tra i primi paesi potenti nel mondo?

Sarebbe poco dire che è un destino favorevole, che non si ripeterà più.
É vero che l'Italia ha bisogno della manodopera per poter produrre sia per il consumatore italiano, che per quello estero, dato che la manodopera italiana è poca. É anche vero che nei paesi d'origine degli immigrati non c'è lavoro.
D'altro canto la crescita in Italia è sotto zero. Quindi il "problema immigrazione" è equivalente sia per l'Italia che per i paesi di provenienza dell'immigrazione.
É un successo per tutte e due le parti, perchè soddisfa i bisogni d'ambedue. D'altra parte, la politica italiana, orientata a favorire la manodopera straniera, non è fatta solamente per risolvere il problema economico o per aiutare altri paesi poveri.

Io la vedo anche da un punto di vista sociale, con lo Stato italiano indirizzato verso una cultura mista, ancor più importante, che non può che produrre un volto ancor più civile, armonioso e più efficace. Quest'ultimo aspetto renderà l'Italia una potenza mondiale, completa da tutti i punti di vista: politica, economia, civiltà.
Come in altri paesi del mondo, si deve considerare la gioventù come l'arma ideale per controbattere gli ostacoli economici, che, in definitiva, fanno assumere ad uno Stato caratteristiche positive o negative.

É necessario, quindi, soffermarsi attentamente sulla questione dell'immigrazione e considerarla, alla fine, un vantaggio, perchè la crescita di immigrati significa disponibilità futura di manodopera per il sistema economico italiano e compenetrazione di diverse realtà culturali.

Resta da dire che un elevato livello di immigrazione potrà cambiare alcuni aspetti socio-culturali dell'Italia, sapendo che la maggior parte degli immigrati è di religione musulmana. E a proposito di religione, io credo che la presenza di tanti immigrati di fede musulmana, la presenza della grande Moschea di Roma e le molte altre sparse un po' dappertutto in Italia siano un segno della profezia di Mohamed il Profeta, il quale affermò la conversione all'Islam di Costantinopoli (Turchia) per prima e poi di Romea (Roma-Italia?).

Due, tre cose che so di lui

Straniero e pregiudizio


Dati estratti da una campagna d'informazione promossa dalla Cisl Veneto alla fine del 1997. Sono dati che invitano a riflettere e a considerare come molte volte vi sia sull'argomento della cattiva informazione.


IMMIGRATI E "INVASIONE"
Spesso si sente dire: "siamo di fronte ad una vera e propria invasione"
Il termine "invasione" sembra francamente esagerato quando si pensa che in Italia, e anche nel Veneto, l'incidenza degli stranieri presenti sulla popolazione residente è assai meno della metà rispetto al valore UE. E in ogni caso si tratta di due stranieri ogni cento residenti. In Austria e in Germania sono 9, in Francia 6, in Belgio e in Svezia 5, nel Lussemburgo addirittura 33 (dati relativi al 1996). Nel mondo ci sono circa 130 milioni di persone che vivono da stranieri immigrati in un Paese che non è il loro. Di questi solo lo 0,9 per cento è dato dagli stranieri in Italia. Ed è quasi quattro volte superiore (3,5 per cento) il numero degli italiani che vivono ancora oggi da stranieri immigrati all'estero.
TUTTI "MUSULMANI"?
Spesso si sente dire: "stanno islamizzando l'Italia"
Può essere considerato di religione musulmana circa un terzo degli stranieri presenti in Italia, mentre sono più della metà quelli che possiamo presumere cattolici o di altra chiesa cristiana (stima '96 Fondazione Migrantes-Cei). C'è poi da tenere presente che gli immigrati di religione islamica provengono da aree diverse. Solo una parte di loro si identifica con il mondo arabo. E nello stesso mondo arabo è noto come il rapporto tra religione, società civile e stato vari molto da paese a paese. E c'è anche un vissuto diverso della religione che caratterizza i singoli individui. Come tra i cattolici c'è chi è praticante e chi lo è meno, chi legge e vive il Vangelo in un modo e chi in un altro, chi ci tiene a dichiararsi cristiano e chi invece non ci tiene affatto per mille ragioni, la stessa cosa avviene nelle altre religioni. Anche tra i musulmani.