(M.M.) Ho sul mio tavolo quattro fogli, due fitti fitti di parole e due quasi pieni. Mi
sono stati recapitati dalla minoranza querese, i primi, e dal sindaco di Quero i secondi.
Ora, se dovessi badare ai desideri delle due parti, dovrei impegnare quattro facciate del
nostro giornale, monopolizzando la Vostra attenzione di lettori su questioni politiche che
abbiamo già trattato.
I quattro fogli, infatti, sono tutti dedicati all'ultimo consiglio comunale querese, al
quale ha partecipato il nostro cronista, che ha reso poi un resoconto, per forza di cose,
sintetico della seduta amministrativa.
La minoranza vorrebbe invece dilungarsi sui temi che le sono cari, ampliando i motivi che
il cronista ha già delineato nella sua cronaca e torna sui punti neri che attribuisce
all'azione amministrativa. Sennonchè il documento che mi è stato consegnato non è altro
che il documento letto in consiglio, non porta cose nuove, il nostro giornale ne ha già
dato ampia sintesi nel resoconto della seduta e non credo che sia utile, per un giornale
come il nostro, che non si ritiene un giornale politico, ritornare nuovamente su un
argomento se non vi sono novità sostanziali. Due facciate rischiano di annoiare il
lettore, specialmente se non portano qualche nuovo elemento propositivo su cui iniziare un
possibile scambio di opinioni. Per questo motivo ho deciso che non darò corso ad una
pubblicazione integrale del testo, ma cercherò, se ne avrò il tempo (e la voglia, dato
che impiego il mio tempo libero) di operarne una sintesi, magari raffrontandola alle
posizioni emerse in consiglio, in modo da consentire al lettore una propria valutazione
critica.
D'altra parte è questo il compito, credo, della stampa, non quello di farsi semplice
amplificatore.
Non accetto nemmeno le quasi due pagine che mi ha inviato il sindaco di Quero. Lamenta
affermazioni errate del cronista ed osservazioni del gruppo di minoranza distanti dalla
realtà amministrativa. Stavolta sono costretto a contestare. Il cronista di suo ci ha
messo lo stile. I contenuti sono quelli emersi nel corso della seduta. Se si vuole
attribuire al cronista una colpa perchè ha riportato i punti di vista della minoranza,
allora proprio non ci siamo. Ho riesaminato il pezzo di cronaca. Lo avevo già letto prima
della pubblicazione e anche volendo fare i pignoli posso dire che, a parte la buona
sintesi e l'efficace resa della prosa, non vedo quali siano le parti colpevoli di errori.
Persino da un punto di vista quantitativo le righe destinate alle due parti si
equivalgono. Titolo, sottotitolo e articolo sono bilanciati nello spazio dedicato alle due
parti consigliari. La minoranza ha sottoposto l'amministrazione ad un fuoco di fila di
contestazioni in quella serata e di questo si è fatta cronaca, riconoscendo, peraltro, a
sindaco ed amministrazione, l'ineluttabilità di doverlo sopportare. A favore della azione
amministrativa non mancano riferimenti continui a cose fatte e in corso di esecuzione.
Detto questo, bisogna aggiungere altre considerazioni. Nel rendere un pezzo di cronaca ad
un giornale non si può prendere a metro del proprio lavoro quello degli stenografi della
Camera dei Deputati. É impensabile che tutto, proprio tutto sia riportato in pagina. Si
fa una scelta. Vi sono ragionamenti, o comportamenti in aula, che sono più interessanti,
che si prestano ad entrare in cronaca per essere più efficaci nel rendere un clima
politico. Nella seduta consigliare il clima era di aperta critica. C'è qualcosa di male
nel registrarlo? Forse il sindaco vorrebbe che riportassimo sempre e solo elogi
all'attività amministrativa? Si sa benissimo che chi non fa non falla e, come riportato
nell'articolo, fa parte del gioco democratico accettare le critiche, fossero anche
strumentali. Infine, durante tutto l'anno l'Amministrazione è presente su queste pagine
con innumerevoli azioni, illustrate e spiegate in vario modo. Non manca, dunque,
l'opportunità di far bella mostra del proprio operato e non ho mai sentito qualcuno che
abbia avanzato qualche ringraziamento per questo tipo di informazione, utile sì al
cittadino, ma anche all'amministrazione per aver reso possibile la conoscenza della
propria attività. Ci si ricorda della stampa solo in negativo, sottolineando presunti
"sgarbi". Io vorrei ricordare che compito della stampa dovrebbe essere quello,
secondo una efficace definizione, di "cane da guardia del potere" e non animale
da salotto. Noi non puntiamo a tanto, ma nel nostro piccolo cerchiamo di rendere
disponibile un'informazione il più possibile sincera, non di parte e comunque aperta al
confronto più che allo scontro.
Per questo pressioni o tentativi di monopolizzare le nostre pagine, per quanto mi sarà
possibile come direttore e fin quando lo sarò, non avranno vita facile.