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Medardo Rosso nasce a Torino nel 1858 e muore a Milano nel 1928. Alla base della sua poetica c'è una sua frase "Come la pittura, anche la scultura ha la possibilità di vibrare in mille spezzature di linee, di animarsi per via di sbattimenti d'ompre e di luci, più o meno violenti, d'imprigionarsi misteriosamente in colori caldi e freddi - quantuneue la materia ne sia monocroma - ogniqualvolta l'artista sappia calcolare bene il chiaroscuro che è a sua disposizione, di riprodurre in una parola gli esseri con tutto il loro ambiente proprio e di farceli rivivere". Per raggiungere questo egli evita il realismo descrittivo per rappresentare l'oggetto con fluidità, permeandolo di luci e ombre che danno un significato atmosferico.
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