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Arrosto pillottato (Lu Pelotte)

Ricetta

Non si descrive alcuna ricetta, Perchè l'arrosto è il piatto più antico e più usato dalle genti di tutto il mondo, con ogni tipo di carne: manzo, vitello, agnello, castrato, pollo, coniglio,cacciag-    gione, maiale, ecc.
Pertanto alla griglia, al forno, allo spiedo, in casseruola, al cartoccio o alla creta sotto la brace,
ecc., viene profumato con i più disparati ingredienti,aglio, rosmarino e pepe i principali; salvia, semi di ginepro, semi di finocchietto, maggiorana, timo, spezie varie, ecc...
A queste regole generali non fugge la cucina ascolana, che particolarmente negli arrosti allo spiedo, pratica l'uso del «pillotto», meglio conosciuto col termine dialettale «lu pelotte».
Si tratta di una pratica antichissima che deriva dall'uso di un arnese da cucina, appunto il pillotto, di forma sferica, con manico e beccuccio, destinato a contenere e versare il grasso di lardo liquefatto ed infiammato, col quale si ungevano gli arrosti.
«Lu pelotte» è sostanzialmente la stessa cosa, praticata con un sistema singolare, diverso da quello indicato soprae senza quel particolare attrezzo, e che vale la pena di descrivere, se non altro, per rimanere nel proposito di rinsaldare la tradizione ascolana.
«Lu pelotte» si prepara con una fetta di lardo spessa 2 cm. e lunga 15 cm., avvolta in un foglio di carta paglia, sì da formare un rotolo cilindrico un pò più lungodella fetta di lardo.
Infilzare il rotolo da una estremità con uno spiedo, o con i rebbi di un forchettone che abbia il manico di materiale isolante.
Infiammare l'altra estremità del rotolo in maniera che scaldi il lardo situato nell'interno.
Dopo qualche minuto il lardo comincia a sciogliersi in gocce di grasso, che a contatto della carta ardente, precipita in fiammelle.
Far cadere le gocce di grasso infiammate sul pezzo di arrosto che continua a girare sullo spiedo, e fare in modo di distribuirle su tutta la superficie della carne.
Questa operazione si inizia quando l'arrosto è quasi cotto del tutto, per ottenere, in fine, una superficie bronzea, completamente rosolata e insaporita.
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