Il Sionismo

 

Il desiderio di ritornare un giorno a Sion, sinonimo tradizionale di Gerusalemme e di Terra d'Israele, è stato sempre al centro della vita ebraica nella diaspora nel corso di molti secoli. 


Israele è l'unico stato al mondo il cui principio nazionale, cioè di esistenza e sussistenza, sia degno di una stigmatizzazione universale, come è accaduto ultimamente -ma non per la prima volta- durante la conferenza di Durban, qualche giorno prima dell'attacco terroristico che ha distrutto le Torri Gemelle e un pezzo del Pentagono. Il sionismo, che è come dire il risorgimento (che però siamo abituati a scrivere con l'iniziale maiuscola, per rispetto), è stato equiparato al razzismo. In nome della causa palestinese. Dei copti dell'Egitto, dei sudanesi non mussulmani, dei mussulmani curdi in Iraq, dei filippini e degli algerini trucidati nessuno ha ritenuto doveroso occuparsi. Ma del sionismo, sì.
La condanna del sionismo come razzismo si fonda su un presupposto sbagliato. In altre parole, è il frutto di un pregiudizio.
(da: Elena Loewenthal - Lettera agli amici non ebrei - Milano, Bompiani, 2003)

Alla fine del secolo XIX nacque il sionismo come movimento nazionale in risposta alla continua oppressione e persecuzione degli ebrei in Europa Orientale e alla crescente disillusione nei confronti di quell'emancipazione formale ottenuta in alcuni paesi dell'Europa Occidentale, la quale non solo non pose termine alle discriminazioni, ma in molti casi non permise nemmeno la piena partecipazione degli ebrei alla vita sociale dei paesi in cui vivevano.

Nel Primo Congresso Sionista, convocato a Basilea nel 1897 da Theodor Herzl, il movimento sionista fu costituito come un'organizzazione politica che chiama al ritorno del popolo ebraico in Terra d'Israele e alla rinascita della vita nazionale nella sua patria ancestrale.

Migliaia di ebrei, ispirati dall'ideologia sionista, cominciarono ad arrivare nel paese, allora parte poco popolata e trascurata dell'Impero Ottomano. Questi primi pionieri bonificarono pantani, piantarono alberi sugli aridi versanti delle colline, costruirono industrie e innalzarono case e città. Fondarono istituzioni e servizi sociali. E la lingua ebraica, relegata per secoli al ristretto ambito delle funzioni religiose, ritornò a vivere come lingua di uso quotidiano.

Riconoscendo la connessione storica del popolo ebraico con la Terra d'Israele e le basi per ricostruire il suo Focolare Nazionale in quel paese, la Società delle Nazioni concesse nel 1922 alla Gran Bretagna un mandato con la responsabilità di  "porre il paese in condizioni politiche, amministrative ed economiche tali da assicurare la fondazione di un Focolare Nazionale Ebraico".

 

Per una breve storia del Movimento Sionista:
http://www.greconet.com/sionismo.htm

Theodor Herzl