Lettera bet dell'Isola della Rugiada Divina - per gentile concessione dello scultore Gabriele Levy

Israele fra realtà e pregiudizio

 

Il pregiudizio verso gli ebrei ha radici antichissime ed è frutto dell'estraneità e della non-conoscenza, imposte per secoli dalla Chiesa col supporto di presunte basi teologiche.

Al giorno d'oggi l'estraneità e la non-conoscenza sono state trasferite del popolo ebraico allo Stato degli ebrei. Nonostante nei nostri media si parli quotidianamente di Israele, l'immagine che il pubblico ne ricava è piuttosto distorta. Ciò è dovuto alla scarsa qualità dell'informazione che ci viene offerta, alla sua faziosità. 

Ecco quanto risulta da un'indagine effettuata in Italia nel 2001 su di un campione rappresentativo di differenti regioni, età e livelli socio-culturali.

Quando è nato lo Stato d'Israele?

nel medioevo

0,6%

ai tempi di Abramo 12%
nel 1861 9,4%
nel 1993 15%
ai tempi di Mosè 45,6%
nel 1948 17,4%

Quanto è grande lo Stato d'Israele?

quanto l'Egitto 10%
quanto la Francia 7,8%
quanto l'Italia 57,4%
quanto l'Algeria 15,6%
poco meno del Piemonte 9,2%

Qual è la lingua ufficiale dello Stato d'Israele?

"israeliano" 11%
arabo 65,4%
inglese 12,6%
ebraico 12%

Quali sono le principali risorse dello Stato d'Israele?

petrolio 56%
sali -
bromo e magnesio -
non so 44%

In quale settore economico sono maggiormente impegnati gli israeliani?

agricoltura 78%
industria 12,6%
servizi -
hightech -
non so 9,4%

Qual è la capitale dello Stato d'Israele?

Il Cairo 0,5%
Tel Aviv 73%
Gerusalemme 26,5%

(Daniela Santus, 2002)

Ne viene fuori un Israele biblico, agricolo nonostante la presunta ricchezza petrolifera, grande quanto l'Italia, di lingua araba e con capitale a Tel Aviv. Un'immagine buffa da far sorridere, ma che nasconde un'insidia molto grave.

Nell'antico e fertile terreno della non-conoscenza affonda oggi le radici il nuovo antisemitismo, quello mascherato da anti-sionismo "in difesa del popolo palestinese spodestato dall'espansionismo sionista".

Ma chi sono i Palestinesi?
Fino alla fine del Mandato Britannico di Palestina, il termine "palestinese" stava a indicare -tanto nel linguaggio comune quanto sui documenti ufficiali- la nazionalità degli ebrei residenti in quel territorio. 

Per trovare il termine "palestinese" usato nell'attuale accezione, bisogna arrivare al 1967. Fino ad allora, infatti, la variegata popolazione araba di Israele-Palestina non aveva ancora adottato per sé una particolare definizione.

Spesso si sente  parlare di terra strappata ai suoi legittimi proprietari, al suo popolo che viveva lì felice da sempre, ma... ad esempio, nel 1867 Mark Twain scriveva che la Palestina era "una silenziosa e funerea estensione, una desolazione (...) Non abbiamo mai visto un essere umano sulla strada (...). Perfino gli ulivi e i cactus, quegli amici sicuri di un terreno incolto, hanno per lo più abbandonato il paese (..). La Palestina siede su sacchi di cenere, desolata e brutta..."

Gli arabi di quelle zone erano in massima parte pastori nomadi. Gli unici insediamenti permanenti - segnatamente a Gerusalemme e a Safed, sede ininterrotta quest'ultima di università religiose - sono stati quelli ebraici, a partire dalla fine del regno ebraico nel 70 d.C.

Una pacifista con scritta "uccidi l'ebreo"

Se si conosce la sproporzione fra Israele e il Mondo Arabo che lo circonda, diventa ridicolo parlare di "pericoloso espansionismo sionista".

Un'altra bufala che gira spesso e volentieri, vuole  il sottosuolo israeliano ricco di petrolio e diamanti, ma... per smentirla basta un qualunque atlante: petrolio, quasi zero; diamanti, quelli sì, ma grezzi alla voce importazioni e lavorati nella voce esportazioni

E ancora si dice: "Israele non rispetta le risoluzioni dell'ONU, perché l'America non interviene militarmente?" Riguardo questo argomento, ultimamente in internet circola un documento estremamente fuorviante: http://axdid.mat.uniroma2.it/~schillac/g/desert/domande2.htm

Una risposta esauriente è nel sito israele.net alla pagina: http://www.israele.net/nesarret/033donu.html

Mito di tutti i miti negativi è Sharon, quale "boia di Sabra e Chatila", o per la sua storica "passeggiata". Non importa se la realtà dei fatti è ben diversa dalla leggenda, creata ad hoc da chi manovra l'informazione: nella mente del pubblico un po' distratto ciò che rimarrà per sempre impresso sarà il "boia Sharon", il "provocatore Sharon", nonostante le smentite. In barba ad ogni logica e giustizia.

Per approfondire questo ed altri argomenti:

http://www.eclettico.org/israele/storia/storia.htm

http://www.amicidisraele.org/faq.htm

http://www.misteriditalia.it/terrorismo-internazionale/
questione-mediorientale/parte-israele/
download/DallapartediIsraele.pdf

E' praticamente impossibile non essere dalla parte dei Palestinesi, se si prendono per buone le notizie dei media. Ma -viene spontaneo chiedersi- per quale ragione i nostri media lavorano solo e sempre contro Israele?

I giornalisti stranieri per poter lavorare nei territori palestinesi sono costretti a firmare un documento in cui si impegnano a non ledere l'immagine dell'Autorità Palestinese, pena l'espulsione. 

Il 6 giugno 1982 Israele lancia un attacco con 60.000 soldati in Libano, dove l'OLP ha istituito una specie di Stato nello Stato, e da dove partono gli attentati contro i villaggi israeliani al confine settentrionale. L'OLP è costretto a trincerarsi dentro Beirut, già dal 1975 in preda alle convulsioni della guerra civile. Sotto il controllo di forze dell'ONU francesi, americane e italiane, alla fine d'agosto una parte dell'OLP lascia il Libano. Alla fine dell'anno successivo sarà costretto a lasciarlo definitivamente anche Arafat. La vittoria israeliana nel sud e al centro del Libano è salutata con entusiasmo dai libanesi cristiani, che eleggono alla Presidenza del paese un loro illustre combattente, Bashir Gemayel, l'uomo della pace con Israele. Prima ancora di prendere possesso della carica, Bashir Gemayel viene assassinato. I libanesi cristiani vogliono vendicarsi dell'assassinio del loro condottiero Bashir. Così penetrano nella parte occidentale di Beirut in mano israeliana, dilagano nei due quartieri di Sabra e Chatila e compiono un vero e proprio massacro. Quasi mille palestinesi vengono sgozzati. La carneficina riempie d'orrore l'opinione pubblica di tutto il mondo, che subito punta il dito contro Israele che controllava la zona. Qui però Israele dimostra la sua robusta collocazione democratica. Il governo (di destra) non esita a nominare una commissione d'inchiesta che dimostra la sua assoluta indipendenza e, senza guardare in faccia nessuno e nemmeno farsi condizionare dalla delicatezza della situazione politica (estera e interna) d'Israele, accerta la responsabilità oggettiva dei comandi militari, ma anche quella politica del governo. I responsabili, riconosciuti colpevoli di non essere intervenuti a impedire la strage, sono tutti esemplarmente puniti. Il ministro della Difesa Ariel Sharon è costretto a dimettersi. La crisi farà poi cadere il governo. Il bilancio libanese di tanti anni di feroce guerra civile, in gran parte fomentata e diretta dalla Siria, è disastroso. Tra i 1975 e la fine degli anni Ottanta sono morti 150.000 libanesi, su una popolazione di poco più di due milioni. (fonte: www.amicidisraele.org)

 
Caso esemplare quello del giornalista RAI Riccardo Cristiano che, avendo Mediaset mandato in onda un servizio in cui la folla palestinese linciava a morte dei riservisti israeliani, tenne a prendere le distanze dall'accaduto, precisando che lui non aveva colpa di quella cattiva propaganda. 
 

"Miei cari amici di Palestina, ci congratuliamo con voi e crediamo sia nostro compito mettervi al corrente degli eventi che hanno avuto luogo a Ramallah il 12 ottobre. Una delle reti private italiane, nostra concorrente, e non la rete televisiva ufficiale italiana RAI, ha ripreso gli eventi. In seguito, la televisione israeliana ha mandato in onda le immagini così come erano state riprese dalla rete italiana e in questo modo l'impressione del pubblico è stata che noi, cioè la RAI, avessimo filmato quelle immagini. Desideriamo sottolineare che le cose sono andate in questo modo, perché noi rispettiamo sempre e continueremo a rispettare le procedure giornalistiche dell'Autorità Palestinese per il lavoro giornalistico in Palestina e siamo attendibili per il nostro lavoro accurato. Vi ringraziamo per la vostra fiducia e potete stare certi che questo non è il nostro modo di agire (ossia che non lavoriamo come le altre reti TV). Non facciamo e non faremo cose del genere. Vi preghiamo di accettare i nostri migliori auguri.
Riccardo Cristiano (lettera pubblicata sul quotidiano palestinese Al Hayat-Al Jadidah 16 ottobre 2000)"

 
 

Pubblicisti quali Igor Man e Michele Santoro, per non fare che qualche esempio, si sono più volte scandalizzati per la passeggiata di Sharon -il 28 settembre 2000- sul Monte del Tempio, riferendo a ciò il fallimento del processo di pace tra israeliani e palestinesi, ma mai hanno riferito che quella "passeggiata" era stata preventivamente autorizzata dal capo del servizio di sicurezza palestinese, Jibril Rajub, il quale aveva garantito che tutto si sarebbe svolto senza incidenti (Morris, 2001). Né hanno mai fatto conoscere ai loro lettori la posizione di Imad Al Falouji, ministro palestinese per le comunicazioni, il quale -come riportato da Associated Press e dal quotidiano palestinese Al-Ayyam il 6 dicembre 2000- ha sostenuto che "le sommosse dell'attuale intifadah non sono da mettere in relazione con la visita di Sharon, poiché sono state pianificate dall'Autorità Palestinese -in accordo con le istruzioni ricevute da Arafat- fin dal luglio 2000, dopo la conclusione delle conversazioni israelo-palestinesi di Camp David"
(Santus. 2002)

Altro caso, quello dell'inviato della televisione belga, che un bel giorno ha fatto le valigie, se n'è tornato a casa e ha informato i telespettatori che non avrebbero più visto i suoi servizi dal Medio Oriente in quanto, per restare, avrebbe dovuto scegliere tra dire ciò che volevano i Palestinesi e farsi ammazzare.
Questo spiega perché nel TG chi si imbottisce di tritolo e uccide un'infinità d'innocenti non fa scandalo, ma un carro-armato che abbatte delle case preventivamente svuotate fa orrore.
Il nostro Telegiornale non ci racconta dei piccini israeliani di un anno presi di mira con armi di precisione e freddati con un colpo alla tempia mentre giocavano al parco. Il nostro telegiornale parla vagamente di "coloni israeliani morti", ma non dice chi fossero quei "coloni". Non dice che fra di loro c'erano bambini sgozzati col coltello sotto gli occhi dei loro genitori, uccisi a loro volta a coltellate dopo aver visto la morte dei propri figli.

Per approfondire questo argomento: www.informazionecorretta.com

http://digilander.libero.it/asdfghj2/dossier/Nuove%20
Regole%20per%20i%20corrispondenti%20
dal%20Medio%20Oriente.htm

 

"Dicemmo poi ai figli d'Israele: abitate la terra. E quando si compirà l'ultima promessa, noi vi riuniremo tutti insieme"

(dal Corano 17:104)