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Israele
fra realtà e pregiudizio
Il pregiudizio verso gli ebrei ha
radici antichissime ed è frutto dell'estraneità e della non-conoscenza,
imposte per secoli dalla Chiesa col supporto di presunte basi
teologiche.
Al giorno d'oggi l'estraneità e
la non-conoscenza sono state trasferite del popolo ebraico allo Stato degli
ebrei. Nonostante nei nostri media si parli quotidianamente di Israele,
l'immagine che il pubblico ne ricava è piuttosto distorta. Ciò è dovuto
alla scarsa qualità dell'informazione che ci viene offerta, alla sua
faziosità.
Ecco quanto risulta da
un'indagine effettuata in Italia nel 2001 su di un campione rappresentativo di
differenti regioni, età e livelli socio-culturali.
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Quando
è nato lo Stato d'Israele? |
| nel
medioevo |
0,6% |
| ai tempi di
Abramo |
12% |
| nel 1861 |
9,4% |
| nel 1993 |
15% |
| ai tempi di
Mosè |
45,6% |
| nel 1948 |
17,4% |
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Quanto
è grande lo Stato d'Israele? |
| quanto
l'Egitto |
10% |
| quanto
la Francia |
7,8% |
| quanto
l'Italia |
57,4% |
| quanto
l'Algeria |
15,6% |
| poco
meno del Piemonte |
9,2% |
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Qual
è la lingua ufficiale dello Stato d'Israele? |
| "israeliano" |
11% |
| arabo |
65,4% |
| inglese |
12,6% |
| ebraico |
12% |
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Quali
sono le principali risorse dello Stato d'Israele? |
| petrolio |
56% |
| sali |
- |
| bromo e
magnesio |
- |
| non so |
44% |
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In
quale settore economico sono maggiormente impegnati gli israeliani? |
| agricoltura |
78% |
| industria |
12,6% |
| servizi |
- |
| hightech |
- |
| non so |
9,4% |
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Qual
è la capitale dello Stato d'Israele? |
| Il Cairo |
0,5% |
| Tel Aviv |
73% |
| Gerusalemme |
26,5% |
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(Daniela Santus,
2002)
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Ne viene fuori un Israele biblico,
agricolo nonostante la presunta ricchezza petrolifera, grande quanto
l'Italia, di lingua araba e con capitale a Tel Aviv. Un'immagine buffa da
far sorridere, ma che nasconde un'insidia molto grave. Nell'antico
e fertile terreno della non-conoscenza affonda oggi le radici il
nuovo antisemitismo, quello mascherato da anti-sionismo "in difesa
del popolo palestinese spodestato dall'espansionismo sionista". Ma
chi sono i Palestinesi?
Fino
alla fine del Mandato Britannico di Palestina, il termine
"palestinese" stava a indicare -tanto nel linguaggio comune
quanto sui documenti ufficiali- la nazionalità degli ebrei residenti in
quel territorio.
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Per
trovare il termine "palestinese" usato nell'attuale accezione,
bisogna arrivare al 1967. Fino ad allora, infatti, la variegata
popolazione araba di Israele-Palestina non aveva ancora adottato per sé una
particolare definizione.
Spesso si sente parlare di terra
strappata ai suoi legittimi proprietari, al suo popolo che viveva lì felice da
sempre, ma... ad esempio, nel 1867 Mark Twain scriveva
che la Palestina era "una silenziosa e funerea estensione, una
desolazione (...) Non abbiamo mai visto un essere umano sulla strada (...).
Perfino gli ulivi e i cactus, quegli amici sicuri di un terreno incolto, hanno
per lo più abbandonato il paese (..). La Palestina siede su sacchi di cenere,
desolata e brutta..." Gli arabi di quelle zone erano in
massima parte pastori nomadi. Gli unici insediamenti
permanenti - segnatamente a Gerusalemme e a Safed, sede
ininterrotta quest'ultima di università religiose - sono stati quelli ebraici,
a partire dalla fine del regno ebraico nel 70 d.C.
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Una
pacifista con scritta "uccidi l'ebreo" |
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Se
si conosce la sproporzione fra Israele e il Mondo Arabo che lo
circonda, diventa ridicolo parlare di "pericoloso
espansionismo sionista". |
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Un'altra bufala che gira spesso
e volentieri, vuole il sottosuolo israeliano ricco di petrolio e diamanti, ma... per smentirla basta un qualunque
atlante: petrolio, quasi zero; diamanti, quelli sì, ma grezzi alla voce importazioni e
lavorati nella
voce esportazioni.
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E ancora si dice: "Israele non
rispetta le risoluzioni dell'ONU, perché l'America non interviene
militarmente?" Riguardo questo argomento, ultimamente in internet circola
un documento estremamente fuorviante: http://axdid.mat.uniroma2.it/~schillac/g/desert/domande2.htm
Una risposta esauriente è nel sito israele.net
alla pagina: http://www.israele.net/nesarret/033donu.html
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Mito di tutti i miti negativi è Sharon, quale "boia di Sabra e Chatila", o
per la sua
storica "passeggiata". Non importa se la realtà dei fatti è ben
diversa dalla leggenda, creata ad hoc da chi manovra l'informazione: nella mente
del pubblico un po' distratto ciò che rimarrà per sempre impresso sarà il
"boia Sharon", il "provocatore Sharon", nonostante le
smentite. In barba ad ogni logica e giustizia.
Per approfondire questo ed altri
argomenti:
http://www.eclettico.org/israele/storia/storia.htm
http://www.amicidisraele.org/faq.htm
http://www.misteriditalia.it/terrorismo-internazionale/ questione-mediorientale/parte-israele/ download/DallapartediIsraele.pdf
E' praticamente impossibile non
essere dalla parte dei Palestinesi, se si prendono per buone le notizie dei
media. Ma -viene spontaneo chiedersi- per quale ragione i nostri media lavorano solo e sempre contro Israele?
I giornalisti stranieri per
poter lavorare nei territori palestinesi sono costretti a firmare
un documento in cui si impegnano a non ledere l'immagine dell'Autorità
Palestinese, pena l'espulsione.
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Il 6
giugno 1982 Israele lancia un attacco con 60.000 soldati in Libano,
dove l'OLP ha istituito una specie di Stato nello Stato, e da dove
partono gli attentati contro i villaggi israeliani al confine
settentrionale. L'OLP è costretto a trincerarsi dentro Beirut, già
dal 1975 in preda alle convulsioni della guerra civile. Sotto il
controllo di forze dell'ONU francesi, americane e italiane, alla
fine d'agosto una parte dell'OLP lascia il Libano. Alla fine
dell'anno successivo sarà costretto a lasciarlo definitivamente
anche Arafat. La vittoria israeliana nel sud e al centro del Libano
è salutata con entusiasmo dai libanesi cristiani, che eleggono alla
Presidenza del paese un loro illustre combattente, Bashir Gemayel,
l'uomo della pace con Israele. Prima ancora di prendere possesso
della carica, Bashir Gemayel viene assassinato. I libanesi cristiani
vogliono vendicarsi dell'assassinio del loro condottiero Bashir. Così
penetrano nella parte occidentale di Beirut in mano israeliana,
dilagano nei due quartieri di Sabra e Chatila e compiono un vero e
proprio massacro. Quasi mille palestinesi vengono sgozzati. La
carneficina riempie d'orrore l'opinione pubblica di tutto il mondo,
che subito punta il dito contro Israele che controllava la zona. Qui
però Israele dimostra la sua robusta collocazione democratica. Il
governo (di destra) non esita a nominare una commissione d'inchiesta
che dimostra la sua assoluta indipendenza e, senza guardare in
faccia nessuno e nemmeno farsi condizionare dalla delicatezza della
situazione politica (estera e interna) d'Israele, accerta la
responsabilità oggettiva dei comandi militari, ma anche quella
politica del governo. I responsabili, riconosciuti colpevoli di non
essere intervenuti a impedire la strage, sono tutti esemplarmente
puniti. Il ministro della Difesa Ariel Sharon è costretto a
dimettersi. La crisi farà poi cadere il governo. Il bilancio
libanese di tanti anni di feroce guerra civile, in gran parte
fomentata e diretta dalla Siria, è disastroso. Tra i 1975 e la fine
degli anni Ottanta sono morti 150.000 libanesi, su una popolazione
di poco più di due milioni. (fonte: www.amicidisraele.org) |
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Caso esemplare quello del
giornalista RAI Riccardo Cristiano che, avendo Mediaset mandato in onda
un servizio in cui la folla palestinese linciava a morte dei riservisti
israeliani, tenne a prendere le distanze dall'accaduto, precisando che lui non aveva
colpa di quella cattiva propaganda.
"Miei
cari amici di Palestina, ci congratuliamo con voi e crediamo sia nostro
compito mettervi al corrente degli eventi che hanno avuto luogo a
Ramallah il 12 ottobre. Una delle reti private italiane, nostra
concorrente, e non la rete televisiva ufficiale italiana RAI, ha ripreso
gli eventi. In seguito, la televisione israeliana ha mandato in onda le
immagini così come erano state riprese dalla rete italiana e in questo
modo l'impressione del pubblico è stata che noi, cioè la RAI, avessimo
filmato quelle immagini. Desideriamo sottolineare che le cose sono
andate in questo modo, perché noi rispettiamo sempre e continueremo a
rispettare le procedure giornalistiche dell'Autorità Palestinese per il
lavoro giornalistico in Palestina e siamo attendibili per il nostro
lavoro accurato. Vi ringraziamo per la vostra fiducia e potete stare
certi che questo non è il nostro modo di agire (ossia che non lavoriamo
come le altre reti TV). Non facciamo e non faremo cose del genere. Vi
preghiamo di accettare i nostri migliori auguri. Riccardo Cristiano
(lettera pubblicata sul quotidiano palestinese Al Hayat-Al Jadidah 16
ottobre 2000)" |
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Pubblicisti
quali Igor Man e Michele Santoro, per non fare che qualche
esempio, si sono più volte scandalizzati per la passeggiata di
Sharon -il 28 settembre 2000- sul Monte del Tempio, riferendo a
ciò il fallimento del processo di pace tra israeliani e
palestinesi, ma mai hanno riferito che quella
"passeggiata" era stata preventivamente autorizzata dal
capo del servizio di sicurezza palestinese, Jibril Rajub, il quale
aveva garantito che tutto si sarebbe svolto senza incidenti (Morris,
2001). Né hanno mai fatto conoscere ai loro lettori la posizione
di Imad Al Falouji, ministro palestinese per le comunicazioni, il
quale -come riportato da Associated Press e dal quotidiano
palestinese Al-Ayyam il 6 dicembre 2000- ha sostenuto che "le
sommosse dell'attuale intifadah non sono da mettere in relazione
con la visita di Sharon, poiché sono state pianificate
dall'Autorità Palestinese -in accordo con le istruzioni ricevute
da Arafat- fin dal luglio 2000, dopo la conclusione delle
conversazioni israelo-palestinesi di Camp David" (Santus.
2002) |
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Altro caso, quello dell'inviato della
televisione belga, che un bel giorno ha fatto le valigie, se n'è tornato a
casa e ha informato i telespettatori che non avrebbero più visto i suoi
servizi dal Medio Oriente in quanto, per restare, avrebbe dovuto scegliere
tra dire ciò che volevano i Palestinesi e farsi ammazzare.
Questo spiega perché nel TG chi si imbottisce
di tritolo e uccide un'infinità d'innocenti non fa scandalo, ma un
carro-armato che abbatte delle case preventivamente svuotate fa orrore.
Il nostro Telegiornale non ci racconta dei piccini
israeliani di un anno presi di mira con armi di precisione e freddati con un
colpo alla tempia mentre giocavano al parco. Il nostro telegiornale
parla vagamente di "coloni israeliani morti", ma non dice chi
fossero quei "coloni". Non dice che fra di loro c'erano bambini
sgozzati col coltello sotto gli occhi dei loro genitori, uccisi a loro volta a
coltellate dopo aver visto la morte dei propri figli.
Per approfondire questo
argomento: www.informazionecorretta.com
http://digilander.libero.it/asdfghj2/dossier/Nuove%20 Regole%20per%20i%20corrispondenti%20 dal%20Medio%20Oriente.htm
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"Dicemmo poi ai figli d'Israele: abitate la
terra. E quando si compirà l'ultima promessa, noi vi riuniremo
tutti insieme"
(dal Corano 17:104) |
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