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La persecuzione dei
cristiani nelle aree dell'Autorità Palestinese
di David Raab
Introduzione
La comunità cristiana nelle aree amministrate dall'Autorità Nazionale
Palestinese (ANP) è piccola, ma simbolicamente importante. I circa 35.000
cristiani che vivono in Cisgiordania e i 3.000 che vivono a Gaza (1)
rappresentano circa l'1,3% dei palestinesi. Oltre a questi ci sono 12.500
cristiani che vivono a Gerusalemme est.
La percentuale cristiana, però, sta rapidamente diminuendo, e non solo a
causa della difficile situazione militare ed economica degli ultimi due anni. Ci
sono molti segnali che indicano che la popolazione cristiana viene perseguitata
a causa della propria religione. Considerando il contesto delle condizioni dei
cristiani negli altri paesi del medio oriente, la situazione e' molto
preoccupante.
La repressione cristiana nel mondo islamico
Nel mondo islamico, i cristiani sono considerati "dhimmi", categoria
tollerata - anche se ritenuta inferiore - e che necessita protezione da parte
dell'islam. La "dhimmitudine" e' parte integrante dell'islam; e' un
"patto di protezione" che interrompe "il diritto dei
conquistatori musulmani di uccidere o rendere schiavi ebrei e cristiani, a
condizione che questi paghino un tributo" (2).
La vita dei cristiani nei paesi islamici e' sempre stata difficile, e lo e'
tuttora. In Egitto "solo le scuole musulmane, e non quelle cristiane,
ricevono aiuti da parte dello Stato... E' praticamente impossibile costruire
nuove chiese o restaurare quelle vecchie... I cristiani vengono spesso
ostracizzati o insultati pubblicamente, e la legge proibisce ai musulmani di
convertirsi al cristianesimo..." (3).
L'Arabia Saudita "è uno dei paesi più repressivi nei confronti dei
cristiani. Non ci sono chiese in tutto il paese. I lavoratori stranieri
rappresentano un terzo della popolazione, e molti di loro sono cristiani.
Per tutto il periodo in cui risiedono in Arabia Saudita (a volte anni), viene
proibito loro di mostrare simboli cristiani o Bibbie, e addirittura di
incontrarsi pubblicamente per pregare. Alcuni hanno visto le proprie Bibbie
messe dentro un tritadocumenti quando sono entrati nel paese" (4).
In Iran "pubblicare testi cristiani e' illegale e la conversione dall'islam
è punibile con la pena di morte. Ai cristiani non viene permesso di
testimoniare in una corte islamica quando un musulmano e' coinvolto e vengono
discriminati sul lavoro"
I cristiani nell'Autorità Palestinese
L'islam e' la religione ufficiale dell'Autorità Palestinese (5).
Inoltre, i gruppi fondamentalisti Hamas e Jihad islamica hanno promosso
l'influenza islamica sulla società palestinese.
Ufficialmente, l'ANP dichiara di non discriminare i cristiani, dando queste
prove: Natale è riconosciuto come una festività ufficiale; il presidente
Arafat presenzia alla messa di Natale e ha dichiarato come suo compito "la
protezione dei luoghi sacri cristiani e islamici (6).
Alcuni cristiani occupano posti di rilievo nell'ANP. Ma in pratica, le cose
vanno diversamente. Nel sermone di venerdì 13 ottobre 2000, trasmesso in
diretta da una moschea di Gaza dalla televisione dell'Autorità Palestinese, il
Dottor Abu Halabiya ha dichiarato: "Allah l'onnipotente ci chiede di non
allearci con gli ebrei e i cristiani, non provare simpatia per loro, non
diventare loro soci, non sostenerli e non firmare accordi con loro" (7).
Inoltre, nessuna legge dell'Autorità Palestinese protegge la libertà
religiosa (8). Nonostante abbia detto che "il diritto di tutti i
palestinesi di pregare e praticare il proprio credo religioso viene
salvaguardato", un Ministro dell'Informazione dell'Autorità Palestinese ha
dichiarato anche che: "Il popolo palestinese e' governato dalla Sharia
(legge islamica)... anche per quello che riguarda le questioni religiose.
Secondo la Sharia, applicata in tutto il mondo islamico, qualunque musulmano che
si converte o che dichiara di non credere piu' nell'islam commette il piu'
grande peccato, punibile con la pena capitale... l'Autorità Palestinese non
puo' tenere una posizione diversa riguardo a questa questione" (9).
Nel tentativo di non irritare i cristiani, la dichiarazione continua dicendo che
la pena di morte per una conversione "non ha mai avuto luogo, e non avra'
luogo in futuro" nei territori palestinesi, ma che "le norme e le
tradizioni si occuperanno della situazione se dovesse verificarsi".
Nell'agosto del 1997 un poliziotto palestinese a Beit Sahur ha aperto il fuoco
su una folla di arabi cristiani, ferendone sei. L'Autorita' Palestinese ha
cercato di nascondere l'episodio e ha fatto sapere di non gradire la
pubblicizzazione della storia. Il comandante locale della polizia palestinese ha
istruito i giornalisti a non parlare dell'incidente.
Alla fine di giugno del 1997 un palestinese convertito al cristianesimo nella
Cisgiordania settentrionale e' stato arrestato da agenti del Servizio di
Sicurezza Preventiva dell'Autorita' Palestinese. Stava regolarmente assistendo
ad un incontro religioso in Chiesa e distribuendo Bibbie. L'Autorita'
Palestinese ne ha ordinato l'arresto.
Agenti di sicurezza dell'Autorita' Palestinese hanno recentemente avvisato il
Pastore di una chiesa di Ramallah che stavano controllando le sue attivita'
evangeliche nella zona e che lo volevano interrogare sulla sua propagazione del
cristianesimo.
Un convertito palestinese che vive in un villaggio vicino a Nablus e' stato di
recente arrestato dalla polizia palestinese. Un predicatore musulmano e' stato
portato al suo cospetto dalla polizia ed ha cercato di convincerlo a tornare
all'Islam. Quando il convertito si e' rifiutato e' stato portato davanti a una
corte che lo ha condannato al carcere per aver offeso il leader religioso.
Un altro convertito di Ramallah ha visto arrivare a casa sua un poliziotto che
lo ha avvertito che se avesse continuato a predicare il cristianesimo sarebbe
stato arrestato e accusato di essere una spia israeliana (10).
In un altro rapporto del 2002, basato sulle informazioni raccolte dai servizi
segreti durante l'operazione israeliana Scudo Difensivo si afferma che "Il
sistema dei servizi segreti di Fatah e Arafat ha intimidito e maltrattato la
popolazione cristiana a Betlemme. Hanno estorto loro denaro, confiscato terre e
proprieta' e li hanno lasciati alla merce' di teppisti e criminali, senza
protezione" (11).
Fatti simili sono stati denunciati sul "Washington Times" dopo
l'occupazione da parte della AP della chiesa della Nativita' a Betlemme.
Gli abitanti di questa citta' biblica hanno espresso sollievo per l'esilio a
Cipro [e da qui accolti in Europa, Italia compresa. N.d.T.] dei 13 estremisti
palestinesi che secondo loro avevano imposto un regime di terrore per due anni,
con stupri, estorsioni ed assassini. I 13 mandati a Cipro, così come gli altri
26 mandati nella striscia di Gaza, si erano rifugiati nella chiesa della
Nativita' provocando un assedio durato 39 giorni.
I palestinesi che vivevano vicino alla chiesa hanno descritto il gruppo come
una banda criminale che perseguitava in particolar modo i palestinesi
cristiani, pretendendo "soldi per la protezione" dai principali
commercianti, che producono e vendono articoli religiosi.
"Finalmente i cristiani possono respirare liberamente" ha detto Helen,
una cinquantenne, madre di quattro figli. "siamo così contenti che questi
criminali che ci hanno spaventato così a lungo se ne siano finalmente
andati".
L'ostilita' di questa banda contro i cristiani si e' estesa al chierichetto
diciassettenne ucciso a colpi di arma da fuoco durante un'incursione israeliana
in ottobre.
Un piccolo monumento in pietra eretto dalla famiglia in memoria di Johnny
Talgieh sul luogo di piazza Manger, dove e' morto, e' stato preso a calci e
sputi da membri della banda, poi e' stato avvolto di corde e cavi fino a farlo
cadere distrutto al suolo.
"Non volevano riconoscere che un cristiano potesse avere tanta
considerazione [come martire]" ha detto un familiare. "Odiano noi
cristiani piu' di quanto amino la Palestina" (12).
Oltre al danno la beffa: durante questo regno del terrore le Brigate Martiri di
Al Aqsa (dichiarate dagli Stati Uniti un'organizzazione terrorista) mandarono
una lettera al consiglio comunale di Betlemme "pretendendo" aiuto
nella forma di contributi pecuniari per le operazioni militari. Nell' aggiungere
cinicamente un simbolo cristiano alla loro richiesta di estorsione, la lettera
era firmata "Fatah - Brigate Martiri di Al Aqsa e Brigate della Chiesa
della Nativita'" (13).
Oltraggi da parte dell'Autorita' Palestinese verso luoghi santi cristiani
L'AP ha mostrato disprezzo per alcuni luoghi santi cristiani e vi sono state
anche alcune profanazioni. Per esempio, senza aver ottenuto il consenso dalla
chiesa, Yasser Arafat ha deciso di trasformare il monastero greco ortodosso
vicino alla chiesa della Nativita' a Betlemme nella sua residenza durante la
visita alla citta' (14). Il 5 luglio del 1997 l'OLP si e' impadronito del
Monastero russo della Trinita' della Quercia di Abramo, a Hebron, sfrattando con
la forza i monaci e le suore (15).
Nella Guerra del Terrore Palestinese fra il 2000 e il 2002, le milizie dell'AP
Tanzim, fra i vari luoghi che avrebbero potuto scegliere fra quelli occupati nel
1967, scelsero la citta' cristiana di Beit Jalla per sparare su Gerusalemme. Si
piazzarono di proposito vicino a chiese (per esempio San Nicola), case e
alberghi cristiani, oltre che al club greco-ortodosso, sapendo che un piccolo
errore nel fuoco di ritorno israeliano avrebbe danneggiato chiese e istituzioni
cristiane (16). In altre parole hanno preferito mettere in cattiva luce Israele
piuttosto che preservare la santita' e l'integrita' dei siti e delle proprieta'
cristiane.
Ad un certo punto Andreas Reinecke, capo dell'ufficio di relazioni pubbliche
tedesco presso l'AP ha protestato. Notevole la sua lettera, dove si parla di
alcuni episodi avvenuti alla scuola Talitakoumi, a Beit Jalla, finanziata
soprattutto dalla Chiesa Protestante di Berlino.
"Nei giorni scorsi il personale della scuola ha notato tentativi da parte
di diversi palestinesi armati di usare gli edifici della scuola e alcuni
giardini per le loro attivita'. Se ci riescono, la reazione israeliana sara'
inevitabile. Questo avra' un impatto negativo sulla continuazione delle lezioni,
dove studiano non meno di 1.000 palestinesi [cristiani]. Non potete neanche
immaginare quale disagio provocherebbe ai sostenitori di questa scuola [in
Germania] la scoperta che gli edifici scolastici vengono usati come campo di
battaglia (17).
L'esempio piu' eclatante del disprezzo da parte dell'AP per la santita' dei
luoghi di culto cristiani e' stata l'occupazione nel marzo del 2002 della Chiesa
della Nativita' a Betlemme da parte di forze dell'AP e la cattura di oltre 40
religiosi cristiani come ostaggi. Questa occupazione non e' stata un atto di
disperazione o la ricerca di un rifugio durate una battaglia. E' stata
un'azione premeditata per mettere in cattiva luce Israele. Secondo le nostre
fonti e la conferma data da un comandante dei Tanzim, Abdullah Abu- Hadid,
"L'idea era quella di entrare nella chiesa per suscitare pressioni
internazionali su Israele . Gia' sapevamo che c'erano cibarie in grado di
sostenere i 50 monaci per due anni. Olio, fagioli, riso, olive. Buoni bagni e il
pozzo piu' grande della vecchia Betlemme. Non c'era bisogno di elettricita'
perche' c'erano le candele. Nell'orto coltivavano verdure. C'era tutto il
necessario" (18).
Il comportamento delle forze ufficiali dell'AP durante questo episodio mostra
chiaramente il disprezzo per il luogo sacro, come descritto di seguito.
L'occupazione da parte dell'AP della Chiesa della Nativita'
Il 2 aprile 2002, quando Israele ha cominciato l'operazione Scudo Difensivo per
combattere le infrastrutture terroriste palestinesi a Betlemme, "un certo
numero di terroristi presero la Chiesa di Santa Maria e trattennero i monaci e
alcune suore contro la loro volonta'. I terroristi hanno usato la Chiesa come
luogo da cui sparare ai soldati dell'IDF nella zona. I soldati non hanno
risposto al fuoco contro la chiesa, quando venivano bersagliati da colpi di arma
da fuoco. Un drappello dell'IDF, sotto il comando del comandante regionale della
zona di Betlemme, e' entrato nella Chiesa oggi, senza battaglia, in
coordinamento con i suoi capi, e ha evacuato i preti e le suore" (19).
Tre monaci armeni, tenuti in ostaggio da palestinesi armati dentro la Chiesa
della Nativita' a Betlemme sono riusciti a fuggire dalla chiesa attraverso un
cancello secondario. Hanno subito ringraziato i soldati per averli salvati.
Hanno detto agli ufficiali che i palestinesi avevano rubato oro e altre
proprieta', compresi crocifissi e libri di preghiera e che avevano causato
danni.
Uno dei frati, Narkiss Korasian, ha detto ai giornalisti: "Hanno rubato
tutto, hanno aperto le porte una per una e rubato ogni cosa. Hanno rubato i
nostri libri di preghiera e quattro crocifissi. Non hanno lasciato niente.Grazie
per il vostro aiuto, non lo dimenticheremo mai"
Secondo gli ufficiali israeliani, i monaci avevano detto che i palestinesi
avevano cominciato a picchiare ed essere violenti con i monaci (20).
Dopo la fine dell'assedio, i soldati dell'AP hanno lasciato la chiesa in
condizioni terribili.
I palestinesi armati si erano rinchiusi nella chiesa e avevano preso tutte le
scorte di cibo dei frati e "le avevano mangiate come mostri affamati"
fino a che il cibo non aveva cominciato a scarseggiare per i 150 civili. Si
erano anche tracannati birra, vino e Johnnie Walker che avevano trovato nei
quartieri dei monaci, incuranti del divieto islamico di consumare alcolici.
Queste gozzoviglie sono durate per circa due settimane, nel corso dei 39 giorni
di assedio, quando il cibo e gli alcolici sono finiti, secondo quanto raccontato
da quattro monaci greco-ortodossi intrappolati per tutto il tempo dentro la
Chiesa.
"Dovrebbero vergognarsi. Si sono comportati come animali, come lupi
affamati. Venite, vi faccio vedere" - ha detto un frate, che si e'
rifiutato di dire il suo nome. Ha mostrato bottiglie di birra vuote e centinaia
di mozziconi di sigarette gettati a terra. I frati hanno quindi portato i
giornalisti a vedere i computer smembrati e le televisioni usate come
nascondigli per le armi.
"Ecco quale ricompensa abbiamo avuto per aver 'ospitato' questi cosiddetti
ospiti" ha detto l'Arcivescovo Ironius, mentre mostrava ai giornalisti il
salone d'ingresso del monastero greco-ortodosso. I monaci ortodossi e alcuni
civili hanno detto che i palestinesi avevano creato un regime di terrore.
Anche nella zona cattolica del complesso c'erano i segni del disprezzo per le
norme religiose. I preti cattolici hanno detto che alcune Bibbie sono state
fatte a pezzi per farne carta igienica e molti oggetti sacri sono stati rimossi.
"I palestinesi hanno preso i candelabri, le icone e qualsiasi cosa che
sembrasse oro" ha detto un francescano, il reverendo messicano Nicholas
Marquez. (21)
.
Comportamenti simili a Gerusalemme
Nonostante non abbia uno status legale a Gerusalemme, gli impiegati dell'AP si
comportano in modo simile anche la'.
In realta' l'AP nega qualsiasi legame ebraico, così come cristiano, con
Gerusalemme. Walid M. Awad, direttore delle relazioni pubbliche con gli
stranieri presso il Ministero dell'Informazione palestinese, ha affermato:
"Il fatto che il Tempio [ebraico] si trovi sul Monte del Tempio e' dubbio.
Ci sono accademici che dicono che potrebbe essere a Gerico o altrove, a 4
chilometri di distanza da Gerusalemme". E chiede: "Il Nuovo Testamento
parla di Gesu' che va al Tempio a Gerusalemme. State forse dicendo che Gesu'
andava a Gerico invece che a Gerusalemme?" Risponde "dipende presso
quale tempio voi pensate si dirigesse" (22). L'Ambasciatore Dennis Ross
afferma: "L'unica nuova idea che Arafat ha portato a Camp David e' stata
che il Tempio non esisteva a Gerusalemme" (23)
. Un leader cristiano, Padre Marun Lahham, fa sapere che "le frequenti
dichiarazioni dei musulmani secondo le quali Gerusalemme sarebbe una citta'
islamica preoccupano i cristiani" (24)
. Anche il Waqf nominato dall'AP sta lavorando febbrilmente per trasformare il
Monte del Tempio, un luogo sacro per i cristiani e gli ebrei, in una moschea e
cancellare qualsiasi traccia del Tempio. Nel giugno del 2000 Ha'aretz ha
riferito che "Il Movimento Islamico in Israele ha un piano per costruire
una moschea sul lato orientale del Monte del Tempio" e che in realta',
secondo il capo del Movimento, "l'intera zona del Monte del Tempio e'
parte inseparabile e integrale della Moschea di Al Aqsa" (25)
. Il Waqf si e' fatto beffa delle leggi dello Stato di Israele. I suoi impiegati
hanno chiesto e ricevuto il permesso di aprire un'uscita di emergenza per la
nuova moschea nelle Stalle di Salomone. In realta' il Waqf cerca di rompere
quattro degli archi sotterranei nella parte settentrionale delle Stalle di
Salomone. Per farlo hanno scavato un enorme foro di 60 metri di lunghezza e 25
di larghezza proprio al centro del Monte del Tempio. 6.000 tonnellate di terra
sono state rimosse. Alcune tonnellate sono state gettate in discariche, altre
sono state buttate nel fiume Kidron. Antichita' risalenti al primo e secondo
tempio sono state buttate via fra i rifiuti (26).
Il direttore generale dell'Autorita' per le Antichita' israeliano, Shuka Dorfman,
afferma "categoricamente" e "in modo inequivocabile, che vi e' un
danno archeologico commesso dal Waqf alle antichita' del Monte del Tempio"
(27).
Sotto la "sorveglianza" del Waqf, "quei ladri dei palestinesi
stanno scavando senza vergogna manufatti ebraici dal sito sacro del Monte del
Tempio e cercano di venderli al mercato nero per almeno un milione di
dollari" (28).
Recentemente, dall'inizio della guerra del terrore palestinese, il Waqf ha
impedito a molti cristiani di visitare il Monte del Tempio, nonostante il fatto
che non vi fossero motivi di sicurezza di alcun tipo.
Riduzione del potere politico dei cristiani
Storicamente non solo Betlemme era una citta' cristiana governata principalmente
da cristiani, ma con le citta' sorelle di Beit Jalla e Beit Sakhur, era la piu'
grande enclave di cristiani in Cisgiordania.
Dopo averne assunto il controllo nel 1995, l'Autorita' Palestinese ha cominciato
a islamizzare Betlemme. Ha cambiato i confini della municipalita' e ne ha
modificato drammaticamente la demografia incorporando in essa 30.000 musulmani
di tre campi profughi vicini, Dehaisheh, El-Ayda' e El-Azeh. Ha anche aggiunto
alcune migliaia di beduini della tribu' di Ta'amrah, dislocati ad est di
Betlemme e ha incoraggiato l'immigrazione musulmana da Hebron a Betlemme. Il
risultato e' che nella zona i 23.000 cristiani sono stati ridotti da una
maggioranza del 60% nel 1990 a una minoranza nel 2001.
Inoltre, in sprezzo della tradizione, Yasser Arafat ha nominato un musulmano di
Hebron, Muhammed Rashad A-Jabari, governatore di Betlemme. Questi ha licenziato
il consiglio comunale esistente, composto da 9 cristiani e due musulmani, e lo
ha rimpiazzato con un concilio composto per il 50% da musulmani. Anche se il
sindaco e' cristiano, i funzionari di piu' alto livello, i settori della
sicurezza e altri settori sono stati svuotati dei loro impiegati comunali
cristiani (29). Per di piu', "secondo le nuove regole per l'elezione del
consiglio comunale stabilite dall'Autorita' Palestinese - ma non ancora in
vigore - il sindaco sara' comunque nominato dai membri del consiglio della
propria citta'. I cristiani temono che queste nuove regole aprano la strada alla
nomina di sindaci musulmani in una citta' tradizionalmente cristiana" (30).
Sebbene 6 degli 88 seggi al Consiglio legislativo palestinese siano stati
riservati a cristiani (31), rappresentando quindi piu' del doppio della loro
effettiva proporzione nella societa' palestinese, il Consiglio e' un'entita'
praticamente senza poteri. In modo simile, nessun cristiano detiene una
posizione di potere nel governo palestinese.
Soprusi sui cristiani palestinesi da parte di musulmani palestinesi
I palestinesi cristiani sono ritenuti da molti musulmani come una potenziale
quinta colonna israeliana - come fossero cristiani libanesi. In realta', all'
inizio della recente guerra del terrore nel 2000, i musulmani palestinesi hanno
attaccato i cristiani a Gaza, come confermato da Padre Raed Abusahlia,
cancelliere del Patriarcato latino di Gerusalemme (32).
A Betlemme e nella vicina Beit Sahur ci sono molte scritte sui muri contro i
cristiani: "Prima la gente del Sabato [gli ebrei], poi la gente della
domenica [i cristiani]" (33). Lo stesso slogan e' stato spesso cantato
durante le manifestazioni antiisraeliane dell'Olp/AP. Accusate di indossare
vestiti occidentali "permissivi", le donne cristiane di Betlemme sono
state intimidite varie volte. Infine si ha notizia di frequenti rapimenti e
stupri di donne cristiane (soprattutto a Beit Sahur), come gia' avvenuto in
Libano (34).
Cimiteri cristiani sono stati profanati, sono state tagliate le linee
telefoniche dei monasteri e ci sono state irruzioni nei conventi. (35).
Nel luglio del 1994 "The Wall Street Journal" ha riferito che i
musulmani palestinesi non avrebbero venduto terra ai cristiani e che gli
immobili e le associazioni dei cristiani erano state attaccate da estremisti
musulmani. Tombe, statue e crocifissi cristiani erano stati dissacrati; e
cristiani avevano subito aggressioni, percosse e attacchi con bombe molotov
(36).
Nel febbraio del 2002 musulmani palestinesi hanno scatenato un'ondata di
aggressioni contro i cristiani a Ramallah, e l'Autorita' Palestinese non e'
intervenuta. Come denunciato dal "Boston Globe":
"La verita' e' che si tratta di un problema fra cristiani e musulmani -
dice un imprenditore cristiano - Non c'e' sicurezza per noi. Ognuno usa la legge
a modo suo. Uno accusa il fratello di un uomo, e gli bruciano la casa, il
negozio, la macchina, e la polizia di Ramallah sta lì e guarda. Questa e' la
democrazia per la Palestina?"
Anche alcuni agenti dei servizi di sicurezza partecipano a queste devastazioni,
dicono i testimoni. "Il capo della sicurezza a Kalandia e' stato denunciato
per queste devastazioni" ha detto un commerciante musulmano. Il sindaco di
Ramallah e' venuto, ha visto cosa stava succedendo, e se n'e' andato. Sono
musulmano, ma condanno queste cose. Sono dei selvaggi" (37).
Simili attacchi sono avvenuti anche a Gerusalemme Est. Nel finesettimana bande
di giovani musulmani hanno devastato i locali di una piscina vicino alla Chiesa
del Santo Sepolcro, frequentata dai giovani cristiani. Quattro cristiani sono
stati accoltellati e feriti leggermente, uno pero' e' stato ricoverato in
ospedale. Secondo i testimoni circa 50 giovani musulmani hanno marciato per i
quartieri cristiani, cantando slogan anticristiani. Hanno attaccato i cristiani
anche nelle case, distruggendo sedie, tavoli e altri oggetti. Il vice capo della
polizia della Citta' Vecchia, David Givati, ha confermato che ci sono stati di
recente alcuni di questi attacchi di musulmani contro cristiani (38).
La reazione dei palestinesi cristiani: fuga
Con gli Accordi di Oslo fra il 1995 e il 1997, all'Autorita' Palestinese veniva
dato il controllo su oltre il 98% della popolazione palestinese in Cisgiordania
e nella Striscia di Gaza. Ci si sarebbe potuti aspettare che i palestinesi
cristiani, nello spirito dell'autodeterminazione palestinese, aderissero alla
giurisdizione dell'AP. Ma non e' stato così; i cristiani palestinesi stanno
scappando.
I cristiani palestinesi sono gia' fuggiti al dominio islamico in passato.
Nell'ultimo censimento delle autorita' mandatarie britanniche nel 1947, c'erano
28.000 cristiani a Gerusalemme. Il censimento svolto da Israele subito dopo la
Guerra dei Sei Giorni nel 1967, con cui termino' il controllo durato 19 anni
della Giordania sulla parte orientale della citta', trovo' che erano rimasti
soltanto 11.000 cristiani a Gerusalemme Est. Circa 17.000 (il 61%!) erano
scappati durante il dominio giordano su Gerusalemme (39).
In realta', i palestinesi cristiani hanno sofferto per secoli, in quanto "dhimmi".
Ad esempio, un viaggiatore inglese in Terra Santa nel 1816 notava che ai
cristiani non era permesso viaggiare a cavallo senza permesso esplicito del
Pascia' musulmano (40).
All'inizio del '900, aggressioni sporadiche ai cristiani da parte dei musulmani
accadevano in molte citta' palestinesi (41). Durante le rivolte arabe
palestinesi della fine degli anni '30 - e a cui parteciparono ben pochi
cristiani - se un contadino cristiano rifiutava di rifornire le bande terroriste
con armi e rifornimenti, le loro vigne venivano sradicate e le loro donne
violentate. I ribelli costringevano la popolazione cristiana ad osservare il
giorno di riposo al venerdì, invece che alla domenica e a sostituire il Fez con
la Kefia, per gli uomini, mentre le donne erano costrette ad indossare il velo.
Nel 1936 i musulmani marciarono verso il villaggio cristiano di Bir Zayt, vicino
a Ramallah, cantando "Stiamo andando ad ammazzare i cristiani" (42).
Dal 1953 al 1967, la Giordania comincio' ad islamizzare il quartiere cristiano
della citta' vecchia di Gerusalemme con leggi che vietavano ai cristiani di
comprare la terra e le case. Fu ordinata la chiusura obbligatoria delle scuole
durante le festivita' musulmane e fu permesso che moschee fossero costruite
accanto alle chiese, impedendo a quest'ultime qualsiasi possibilita' di
allargarsi.
(Amici di Israele, 05.11.02 - trad. Valentina Piattelli)
Note bibliografiche:
1 Daphne Tsimhoni, "The Christians in Israel, the West
Bank and the Gaza Strip," Middle East Quarterly, inverno 2001
2 "Bat Ye'or, Islam and Dhimmitude: Where Civilizations Collide",
Fairleigh Dickenson University Press, 2002, p. 41
3 Jonathan Adelman and Aggie Kuperman, "Rocky Mountain News", 22
dicembre 2001
4 "Muslim Countries Becoming Bolder in Persecuting Christians," Battle
Cry Magazine, settembre/ottobre 2001
5 Daphne Tsimhoni, "The Christians in Israel, the West Bank and the Gaza
Strip," Middle East Quarterly, inverno 2001
6 Daphne Tsimhoni, "The Christians in Israel, the West Bank and the Gaza
Strip," Middle East Quarterly, inverno 2001
7 MEMRI Special Dispatch No. 138, 13 ottobre 2000
8 "International Religious Freedom Report: Israel and the Occupied
Territories" Dipartimento di Stato Americano, realizzato il 26 ottobre 2001
9 Ministero dell'informazione dell'Autorita' Palestinese, dicembre 1997.
Riportato da: http://www.lawsociety.org/Reports/reports/1998/crz4.html
10 "The Palestinian Authority's Treatment of Christians in the Autonomous
Areas", Governo di Israele, ottobre 1997, tradotto in inglese dall'Imra.
11 Dani Naveh (Israeli Minister of Parlamentary Affairs) et al, The Involvement
of Arafat, PA Senior Officials and Apparatuses in Terrorism against Israel,
Corruption and Crime, 2002, http://www.mfa.gov.il/mfa/go.asp?MFAH0lom0
12 Sayed Anwar, "Exiled Palestinian militants ran two-year reign of terror,"
"The Washington Times", 13 maggio 2002.
13 Dani Naveh (Israeli Minister of Parlamentary Affairs) et al, The Involvement
of Arafat, PA Senior Officials and Apparatuses in Terrorism against Israel,
Corruption and Crime, 2002, http://www.mfa.gov.il/mfa/go.asp?MFAH0lom0
14 "The Palestinian Authority's Treatment of Christians in the Autonomous
Areas", Governo di Israele, ottobre 1997, tradotto in inglese dall'Imra.
15 Associated Press, cit. in Yoram Ettinger, "The Islamization of Bethlehem
By Arafat," Jerusalem Cloakroom #117, Ariel Center for Policy Research, 25
dicembre 2001
16 Associated Press, cit. in Yoram Ettinger, "The Islamization of Bethlehem
By Arafat" Jerusalem Cloakroom #117, Ariel Center for Policy Research, 25
dicembre 2001
17 Lettera di Andreas Reinecke al colonello Jibril Rajoub, capo dell'apparato di
sicurezza preventiva dell'AP in Cisgiordania, 5 maggio 2002, dal portavoce dell'IDF,
12 maggio 2002.
18 Yediot Ahronot 24 maggio, cit. in Daily Alert, Conferenza dei presidenti
delle principali organizzazioni ebraiche, 30 maggio 2002.
19 Portavoce dell'IDF 3 aprile 2002
20 Margot Dudkevitch, "Gunmen Stole Gold, Crucifixes, Escaped Monks Report"
The Jerusalem Post, 24 aprile 2002
21 "'Greedy Monsters' Ruled Church," The Washington Times, 15 maggio
2002
22 Intervista all'Imra, 25 dicembre 1996
23 Intervista al Fox News Sunday, 21 aprile 2001
24 Al-Quds, June 18, 1999, 18 giugno 1999, riportato da MEMRI, edizione 41 del 2
agosto 1999
25 Nadav Shragai, "Islamic Movement Planning Fourth Mosque For Temple Mount,"
Haaretz (Online English Edition), 18 giugno 2000
26 Andrea Levin, "EYE ON THE MEDIA: Desperately Seeking the Temple Mount,
"The Jerusalem Post, 11 luglio 2000
27 Etgar Lefkovits, "Antiquities Authority: Wakf damaging Temple Mount,"
The Jerusalem Post, 22 marzo 2001
28 Uri Dan, "Temple Mount Artifacts Looted", "The New York
Post", 22 aprile 2001
29 Associated Press, cit. in Yoram Ettinger, "The Islamization of Bethlehem
By Arafat," Jerusalem Cloakroom #117, Ariel Center for Policy Research, 25
dicembre 2001
30 Daphne Tsimhoni, "The Christians in Israel, the West Bank and the Gaza
Strip," Middle East Quarterly, inverno 2001
31 Daphne Tsimhoni, "The Christians in Israel, the West Bank and the Gaza
Strip," Middle East Quarterly, inverno 2001
32 Margot Dudkevitch et al, "Church Denies Christians Fleeing PA Areas,"
The Jerusalem Post, October 26, 2000
33 Andre Aciman, "In the Muslim City Of Bethlehem," New York Times
Magazine, 24 dicembre 1995
34 Associated Press, cit. in Yoram Ettinger, "The Islamization of Bethlehem
By Arafat," Jerusalem Cloakroom #117, Ariel Center for Policy Research, 25
dicembre 2001
35 "The Palestinian Authority's Treatment of Christians in the Autonomous
Areas", Governo di Israele, ottobre 1997, tradotto in inglese dall'Imra.
36 "Bat Ye'or, Islam and Dhimmitude: Where Civilizations Collide",
Fairleigh Dickenson University Press, 2002, p. 244
37 Charles Radin, "Mob Fears Grow In West Bank" "The Boston
Globe", 6 febbraio 2002.
38 Bill Hutman, "Concern Over Moslem Attacks On Christians In Old
City," "Jerusalem Post", 8 luglio 1994
39 "The Palestinian Authority's Treatment of Christians in the Autonomous
Areas", Governo di Israele, ottobre 1997, tradotto in inglese dall'Imra.
40 James Silk Buckingham, "Travels in Palestine", London 1821, citato
in Bat Ye'or, p. 98
41 Yehoshua Porath, "The Palestinian Arab National Movement, 1929- 1939:
From Riots to Rebellion" (London, 1977), p.109, citato in Bat Ye'or p.
160-161
42 Yehoshua Porath, "The Palestinian Arab National Movement, 1929- 1939:
From Riots to Rebellion" (London, 1977), p.109, citato in Bat Ye'or pp.
268-70
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