CRONACHE

5 maggio, Lampedusa (AG). Venti internati del Cpt vengono denunciati: secondo le forze dell’ordine preparavano una rivolta.

30 maggio, Milano. Rivolta nel Cpt di via Corelli: 19 nordafricani rifiutano il cibo e poi rovesciano i tavoli e sfasciano porte, arredi e suppellettili. Il tutto si conclude con l’intervento della polizia e con l’arresto di 15 rivoltosi, mentre un immigrato e tre poliziotti faranno ricorso a cure mediche.

3 giugno, Teulada (CA). Prosegue la lotta dei pescatori, tornati ad occupare le acque del poligono militare di Capo Teulada. Alcuni giorni prima avevano bloccato i mezzi militari a terra. Poi la protesta Ë ripresa con l’uscita delle barche nelle acque interdette, allo scopo di impedire le esercitazioni militari per tutto il giorno, fino alle 9 di sera. Da sei mesi portano avanti la loro battaglia per poter pescare in quel tratto di mare che si estende per 15 chilometri da Teulada a Portopino.

12 giugno, Sant’Anna (KR). All’interno del Cpt un uomo finge un malore, sottrae le chiavi universali all’operatore, fugge di corsa verso la libertà e, raggiunta l’uscita, lancia le chiavi ai suoi compagni di sventura. » l’inizio della rivolta. I carabinieri, infatti, dopo aver chiamato i rinforzi, bloccano il gruppo in fuga, non senza provocare la reazione violenta degli altri extracomunitari. Il gesto del singolo diventa la rivendicazione di tutti. Il Cpt si trasforma in un campo di battaglia. Una cinquantina di immigrati, più della metà degli stranieri detenuti, avrebbe iniziato a dare fuoco ai materassi delle sale dormitorio. Alcuni avrebbero divelto gli infissi, spaccando i davanzali delle finestre per procurarsi pietre da lanciare contro le forze dell’ordine che presidiavano l’ingresso del centro, altri avrebbero tentato invano di avvicinarsi all’uscita coprendosi il volto con lenzuola. La battaglia va avanti fino all’alba. Alla fine saranno diciassette le persone ferite: sette carabinieri e due agenti della polizia, che avrebbero riportato contusioni di vario genere, e otto immigrati, ai quali vengono riscontrate per lo più ustioni causate dall’incendio. Tre gli immigrati arrestati, ritenuti i promotori della rivolta. Due di loro vengono trasferiti in carcere, mentre l’altro Ë piantonato in ospedale.

13 giugno, Torino. I vigili urbani tentano di sgomberare le bancarelle di via Cottolengo, uno dei mercati abusivi più grossi della città e ritrovo domenicale di immigrati, soprattutto maghrebini. Riescono però a far sloggiare soltanto alcune bancarelle, perchÈ presto vengono bersagliati con pietre e bottiglie. Abbastanza ammaccati, i vigili sono costretti a darsi alla fuga sulle loro vetture di servizio, anch’esse pesantemente danneggiate. Nella stessa zona, in mattinata, ignoti avevano bruciato le bandiere di alcuni Stati della coalizione occidentale in Iraq e volantinato in solidarietà con gli insorti iracheni.

18 giugno, Milano. Manifestazione di studenti e migranti davanti agli uffici della Valsole, agenzia di viaggi che si occupa anche di organizzare i rimpatri forzati dei reclusi nei Cpt del nord Italia. Uno striscione con la scritta "Basta deportazioni – no alla Fortezza Europa" blocca l’ingresso per un’ora, e alcune scritte ne oscurano le vetrine.

26 giugno, Milano. Un ordigno rudimentale inesploso viene trovato all’ingresso di una filiale di Banca Intesa. Viene anche rinvenuto un biglietto di rivendicazione: "Banca Intesa complice nella gestione del Cpt. Fuoco a ogni lager, fuoco a ogni carcere, fuoco a ogni Stato. Solidarietà per gli arrestati in Sardegna. Liberi tutti". Firmato: "Gli sfruttati".

27 giugno, San Foca (LE). Venti reclusi del Regina Pacis tentano la fuga; in diversi riescono a scavalcare ma solo cinque riescono a dileguarsi.

11 luglio, San Foca (LE). Durante un presidio sotto le mura del Cpt, i reclusi danno vita ad una rivolta distruggendo le finestre e gli arredi, e lanciano tutto di sotto. Uno di loro tenta di scavalcare, ma viene ripreso e fuori parte una carica dei carabinieri, nel corso della quale due compagni all'esterno restano feriti, mentre uno viene arrestato.

12 luglio, Bologna. Nel corso di una rivolta, durante la quale quasi tutti gli internati salgono sul tetto per distrarre le guardie, in due riescono a fuggire dal Cpt di via Mattei.

12 luglio, Lecce. Numerose scritte appaiono su muri e chiese del centro storico, contro le espulsioni, i Cpt, e per la liberazione del compagno arrestato.

15 luglio, Sant’Anna (KR). Sette reclusi divelgono le finestre e tentano di evadere dal Cpt, ma sono scoperti dagli agenti. A quel punto inizia un fitto lancio di oggetti contro le forze dell’ordine e viene dato fuoco alle suppellettili e agli arredi, col conseguente intervento dei vigili del fuoco. Quando polizia e carabinieri riescono a sedare la rivolta, tre immigrati vengono arrestati e si contano nove feriti tra le forze dell’ordine e sette tra i rivoltosi.

15 luglio, Milano. Ancora un’azione contro una filiale di Banca Intesa, ma stavolta l’ordigno esplode. Anche in questo caso viene trovato un biglietto di rivendicazione: "Solidarietà per gli immigrati nei Cpt", "Contro gli sfruttatori", e un riferimento al compagno arrestato a Lecce.

17 luglio, Lecce. Un presidio per chiedere la liberazione dell’arrestato e contro i Cpt si tiene in piazza Duomo.

21 luglio, San Foca (LE). Una ventina di reclusi tentano la fuga nella notte, ma solo due maghrebini riescono a far perdere le proprie tracce.

24 luglio, Milano. Un altro ordigno esplode contro una filiale di Banca Intesa. In un biglietto di rivendicazione si fa riferimento alla lotta contro i Cpt e si esprime solidarietà ad alcuni anarchici arrestati a Trento.

27 luglio, Lecce. Nuovo presidio fuori dal Tribunale, che dovrà esprimersi sulla revoca degli arresti domiciliari al compagno arrestato l’11 luglio.

9 agosto, San Foca (LE). Un tunisino tenta di fuggire dal Cpt, ma viene fermato da un carabiniere e ne segue una colluttazione: cinque sono i giorni di prognosi per lo sbirro.

10 agosto, San Foca (LE). Nove immigrati tentano la fuga. In sei ce la fanno, un moldavo cade dal muro di cinta e resta paralizzato.

12 agosto, San Foca (LE). Altri quindici internati tentano di evadere; solo un rumeno riesce a fuggire.

16 agosto, Sant’Anna (KR). Gli internati aggrediscono gli agenti delle forze dell’ordine all’interno del Cpt.

17 agosto, San Foca (LE). Venti immigrati tentano di scavalcare la recinzione del Cpt, sei dei quali riescono ad allontanarsi. Nello scontro che avviene nel corso del tentativo di fuga, il direttore don Cesare Lodeserto viene colpito con calci e pugni da un tunisino: lievi contusioni per il prete, mentre il tunisino viene arrestato.

17 agosto, Lecce. Ignoti lanciano una bottiglia incendiaria contro l’abitazione di don Cesare Lodeserto.

Viene ritrovato un biglietto con frasi contro i Cpt e i loro gestori.

18 agosto, Lecce. Ancora un presidio in piazza Duomo.

19 agosto, San Foca (LE). Sciopero della fame di quasi tutti i reclusi nel Cpt.

29 agosto, Sant’Anna (KR). Alle 5 del mattino gli sbirri si accorgono che una sessantina di immigrati con il viso avvolto dagli asciugamani sta per scavalcare la prima recinzione del Cpt con una fune. Impediti nel tentativo di fuga, gli immigrati ripiegano barricandosi in una delle palazzine facenti parte del Cpt. Da qui, fracassati scalini e soglie in marmo, fanno partire una fitta sassaiola contro i poliziotti. Sopraggiungono carabinieri e finanzieri e infine gli sbirri penetrano nella palazzina. A quel punto gli immigrati danno fuoco ai materassi e ai mobili all’interno devastando totalmente tre stanze. La mischia si chiude con tre sbirri e 10 immigrati feriti, 13 palestinesi arrestati e altri 32 immigrati denunciati.

29 agosto, San Foca (LE). Manifestazione e presidio sotto le mura del Cpt, contro le espulsioni e per la distruzione di tutti i lager. Un immigrato fa sapere di essere ancora in sciopero della fame.

1 settembre, Bologna. In cinque sollevano i cancelli esterni del Cpt facendosi beffa della ristrutturazione in corso e si dileguano nei campi antistanti.

3 settembre, Isola Capo Rizzuto (CZ). All'alba circa cinquanta palestinesi fuggono dal Cpt. Pare siano stati tutti riarrestati dopo poche ore lungo la statale ionica.

8 settembre, San Foca (LE). Quindici reclusi forzano una porta e tentano la fuga, scontrandosi con i carabinieri. Quattro feriti per parte, ma in due riescono a dileguarsi.

12 settembre, Trapani. Appiccando un incendio in una stanza al secondo piano del Cpt Serraino Vulpitta per creare un diversivo, una trentina di tunisini tenta la fuga. Due di loro riescono a far perdere le proprie tracce, mentre gli altri sono bloccati dagli agenti di polizia. Per otto extracomunitari scatta l’arresto con l’accusa di "resistenza, lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato". Un poliziotto e un immigrato sono costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso.

13 settembre, Sant’Anna (KR). Complice il calar delle tenebre, in duecento fuggono dal centro di prima accoglienza (adiacente al Cpt), dove teoricamente non sarebbero detenuti ma semplici "ospiti con l’obbligo di non allontanarsi", smascherando la vera natura della cosiddetta accoglienza. Una sessantina di evasi vengono purtroppo ritrovati dagli sbirri nei giorni seguenti.

13 settembre, Trapani. Alle 3,30 di notte alcuni immigrati danno fuoco ai materassi della camerata in cui sono rinchiusi in cinquanta. I materassi ignifughi sprigionano solo una gran quantità di fumo, ma il trambusto consente a 25 uomini di fuggire calandosi da un balcone. Solo in due riusciranno a sfuggire alle ricerche della polizia. In otto sono arrestati con le accuse di "resistenza e danneggiamento".

16 settembre, Lecce. Altre scritte appaiono in città contro i Cpt e contro il direttore del Regina Pacis.