Lettera al Sindaco e ai Consiglieri  - 18-03-03 - da Il Quaderno

 

Nota di Vivitelese:

L'articolo pubblicato in questa pagina, riguarda la città di Benevento e non Telese Terme. Abbiamo preferito inserirlo in questo spazio, perché esistono diverse affinità con la realtà telesina. Esprimiamo solidarietà all'autore dell'articolo in nome di una "civiltà sociale" che ancora tarda ad affermarsi.

 

 

Lettera al Sindaco e ai Consiglieri di Benevento

 

da Il Quaderno

QUINDICINALE SANNITA D'INFORMAZIONE      

Carlo Panella

 

Signor Sindaco, Le scrivo per portare a Sua conoscenza un grave episodio accaduto domenica mattina 9 marzo, poco dopo essermi salutato con Lei e Sua moglie, nell’edicola di via Perasso.

 

Passeggiavo con la mia bambina per il Corso Garibaldi ed ho incontrato all’altezza del Campanile il Presidente della Provincia Carmine Nardone ed il signor Vincenzo Mucci, dirigente DS. Ero intento a salutarli, quando mi si è avvicinato il Direttore generale del Comune, Nicola Boccalone, che era assieme al Consigliere Comunale Antonio Capuano e ad un bambino più piccolo.

 

Boccalone, apostrofandomi con improperi, mi ha chiesto aspramente come mi fossi permesso di scrivere quello che avevo scritto sul “Quaderno”, lasciando di stucco me e gli altri due, e spaventando la bambina. Era fortemente irritato, per il mio articolo di fondo, apparso sull’ultimo numero del giornale e che, tra l’altro, solo incidentalmente lo riguardava: parlava, com'è noto, dei troppi dirigenti e controllori pagati dal Comune.

 

Gli ho detto immediatamente di moderare i toni e poi l’ho invitato a replicare con lo stesso mezzo o, se si fosse sentito offeso, a sporgere querela. Ricordandogli pure che chi mi autorizzava a scrivere era la Costituzione Italiana: non dovevo certo chiedere a lui o a chicchessia il permesso.

 

Anche perché, tra un epiteto ed un altro, Boccalone aveva aggiunto: “Siccome hai un giornale, credi di poter scrivere quello che ti pare”. E’ poi intervenuto anche il signor Gerardo De Gennaro, già esponente di AN, che si trovava a passare, invitandolo alla calma.

 

Quindi Boccalone s’è allontanato promettendo di querelarmi. Io gli ho detto di farlo, non avendo nulla da temere, preoccupandomi piuttosto di rassicurare la bambina. Non è stato semplice, infatti, spiegarle lui chi fosse, le ho solo detto che era un signore arrabbiato: non me la sono sentita di dirle che si trattava di uno dei massimi dirigenti del Comune dove è nata e vive.

 

Nardone, Mucci e De Gennaro mi hanno subito espresso la loro solidarietà per l'accaduto.

 

Signor Sindaco,

Le ho riferito questo sgradevole episodio perché Lei è il Primo Cittadino di Benevento, Città che non può tollerare questi comportamenti. Il Direttore generale, poi, fa capo esclusivamente a Lei che lo nomina: gli ricordi allora che Lei stesso ed i suoi assessori o amici di partito siete stati fatti oggetto, talvolta, di aspre critiche, reagendo con ben altro stile; gli spieghi che esiste la libertà di stampa e di manifestazione del pensiero e che un city manager, tra i tanti onori connessi al ruolo, ha anche l’onere di sopportare le critiche.

 

Se invece le ritiene esagerate e addirittura lesive, c’è un tribunale cui può rivolgersi. Ma gli dica prima di tutto che deve evitare assolutamente queste forme di aggressione verbale verso chiunque.

 

Non intimoriscono, ma sicuramente rendono un cattivo servizio all’immagine del Comune di Benevento. Ancor più se fatte al cospetto di un’importante carica istituzionale qual è il Presidente della Provincia.

 

Signori Consiglieri Comunali,

chiedo anche a Voi un intervento in sede istituzionale su quanto accaduto. Ovviamente non è una questione personale: il Comune di Benevento, in tutte le sue componenti, deve continuare ad essere espressione di libertà, democrazia e tolleranza. Lo svolgimento dell’attività giornalistica è un bene prezioso per tutti.

 

E’ difficile da svolgere, può incorrere in errori, ma è pur sempre un insostituibile punto di riferimento per l’opinione pubblica amministrata. “Il Quaderno”, con i suoi limiti, cerca da anni di fare informazione, opinabile quanto si vuole, ma con la massima correttezza: tant’è che non solo non ha ricevuto condanne, ma non è stato mai querelato per diffamazione.

 

Non per caso: anche il Sottosegretario Viespoli, recentemente, non ha gradito una nostra interpretazione di una vicenda politica, ma si è limitato ad una dura replica, a mezzo stampa. Tutto è finito lì, come dev’essere.

 

Signori Consiglieri,

qui non si tratta, com’è chiaro, di destra, di centro o di sinistra: qui è in discussione il rispetto delle regole democratiche, dei ruoli e di chi li interpreta, oltre alle buone maniere.

 

Ecco perché chiedo un intervento a tutti Voi, di maggioranza e di opposizione: perché non siano ammessi certi elementi di estraneità al civile dibattito politico ed amministrativo della Città.

 

Carlo Panella