Acque di vegetazione, chiamata l’Arpac - 04-01-03 - da Il Sannio Quotidiano

 

 

Acque di vegetazione, chiamata in causa l’Arpac
Pubblicato il 03-01-2003
nessuna

Valle telesina / Aria nauseabonda, la locale sezione di Legambiente punta il dito contro i frantoi castelveneresi


Rivolto un appello anche al primo cittadino Mario Scetta: «Fidiamo in un’azione risoluta...»


Dopo la denuncia apparsa sulle colonne de ‘Il Sannio’ di ieri anche Legambiente torna sulla questione degli scarichi illeciti delle acque di vegetazione dei frantoi. E lo fa puntando decisamente il dito contro i frantoi castelveneresi.

Attraverso un documento - sottoscritto dalla responsabile della Valle Telesina, Grazia Fasano - viene analizzato l’annoso problema. «Alle prime voci degli odori nauseabondi avvertiti dalla popolazione di Telese Terme, nonostante l’ipotesi fatta era che la causa risiedesse nell’attività industriale ‘Soia’, sita nei pressi della stazione ferroviaria di Solopaca, per noi si è acceso il campanello di allarme che ci indicava che eravamo prossimi allo sversamento annuale delle acque di vegetazione dei frantoi della zona.

Il nostro timore era che si ripetesse, in concomitanza con le piogge ed in orario serale o notturno, lo sversamento nel torrente Seneta, come era avvenuto negli anni scorsi...».

 Resta da sottolineare, comunque, che proprio sulle colonne del giornale di ieri illustravamo il caso di uno sversamento illegale che tuttavia non interessava il torrente Seneta: si trattava, infatti, di un piccolo corso d’acqua che non va ad alimentare il torrente in questione, ma confluisce direttamente nelle acque del Calore. Ed è a questo punto che l’associazione ha chiamato in causa il responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale di Castelvenere e la responsabile del Distretto 21 dell’Asl Bn 1...

«la responsabile del Distretto - viene ricordato - lamentava l’assenza di una mappa di siti, cioè dei terreni agricoli previsti per lo spandimento, per poter effettuare controlli. Le informazioni ricevute dagli Enti preposti al controllo in quel momento, ci rassicuravano che i terreni per i quali sarebbe avvenuto di lì a qualche giorno lo spandimento delle acque di lavorazione delle olive provenienti dai frantoi siti a Castelvenere - spesso causa di sversamento illegale negli anni scorsi - secondo quanto previsto dalla normativa...,

si trovassero lontani da Telese, ovvero a monte dell’abitato di Castelvenere, per cui in quel momento sembrava presumibile che la causa potesse essere dovuta meramente a movimentazione o trattamento di una partita di sansa con un particolare tenore di acqua, e quindi più putrescente, dell’industria ‘Soia’ e non da altro.

Interrogato da noi il responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale di Castelvenere, affinché predisponesse un controllo di tali attività imminenti di spandimento, ci venivano paventate le oggettive difficoltà da parte dell’Ufficio.

Con questo quadro, ecco che a distanza di poche settimane si è verificato quanto temevamo, con inquinamento delle acque, del suolo e del sottosuolo e problemi alla salute dei cittadini...».

Ed ecco che Legambiente si appella al sindaco (visto che la competenza del controllo è attribuita dalla legge innanzitutto all’Ente comunale) affinché, vista l’annosità del problema, si vigili sufficientemente per la tutela della salute dei cittadini e dei corso d’acqua dove finiscono in forte concentrazione le suddette acque...

«Il sindaco - viene ricordato - dovrebbe controllare lo spandimento nei terreni agricoli delle stesse, nei giorni in cui questo avviene, dopo l’avvenuta diluizione in acqua».

Più avanti la nota ricorda che proprio nella giornata di ieri la richiesta di un intervento immediato all’Arpac ed al sindaco di Castelvenere, chiedendo che siano disposti gli opportuni controlli e verifiche affinché siano individuate le responsabilità dei fatti... Fidiamo che non si facci attendere un’azione risoluta da parte del sindaco Mario Scetta, a cui rivolgiamo con stima il nostro appello...

Rinnoviamo inoltre l’appello ai cittadini a segnalarci in maniera sollecita altri eventuali casi di inquinamento come questo, a sentirsi tutti partecipi nella difesa anche della nostra salute e quella del territorio».

 

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Sullo stesso argomento l'articolo uscito su ValtelesianNews:

 

Castelvenere

 

Castelvenere. Più di un mese fa fu scoperta una discarica a cielo aperto di amianto. Il Rinvenimento fu denunciato all'ASL e di conseguenza all'ARPA Campania. Dopo le promesse di verifica, più nulla. 

Queste alcune foto scattate nella discarica abusiva  in via Verdesca nel Comune di Castelvenere , il materiale riverso sul terreno è Eternit (cemento-amianto) e la sostanza nera é MORCA ( residuo della trasformazione delle olive in olio). Il ritrovamento è avvenuto un mese fa da parte di alcuni giovani della zona che, senza perdersi d'animo hanno denunciato lo stato di degrado del luogo all'autorità competente, in questo caso L'Asl che tempestivamente ha provveduto ad interessare l'ARPA Campania. Entrambi gli enti avevano promesso un intervento immediato nella zona anche per il monitoraggio del problema. A tutt'oggi, però, non risulta esservi stato alcun intervento da parte degli enti coinvolti nella questione, e il materiale altamente cancerogeno è ancora depositato nei pressi di un vigneto (come si nota dalla foto).

Non è certo il primo luogo dove vengono rinvenute abbondanti quantità di amianto, ma certo è che ancora nessuna istituzione territoriale prende seriamente il problema tanto da iniziare un monitoraggio globale di ogni territorio. Oltre all'eternit, in via Verdesca a Castelvenere sono state anche rinvenute tracce consistenti di Morca, residuo della trasformazione delle olive in olio, materiale non solo tossico ma a forte concentrazione acida.

La foto in basso a tutto ritrae proprio i residui di questo materiale. A prima vista sembrerebbero delle bruciature sul terreno, ma in realtà trattasi di quel materiale scuro risultante dalla lavorazione dei frantoi.

Relativamente a questo problema invitiamo il Comune di Castelvenere alla replica in merito alla questione.

2.1.03 ore 14:22