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Sull’insegnamento crociano “La libertà al singolare
esiste soltanto nelle libertà al plurale” si è ricordato,
nel 50° anniversario dalla sua scomparsa, Benedetto Croce (1866-1952),
presso la sede del Centro di Ricerche Storiche d’Ambra a Forio d’Ischia.
Ha introdotto e coordinato l’incontro l’avv. Nino d’Ambra,
presidente del Centro, che ha parlato dei momenti più significativi
della vita del grande storico e filosofo, specie di quei punti di “contatto”
con l’Isola d’Ischia. Ha ricordato, fra l’altro, il
sacerdote Mario Palladino (futuro vescovo d’Ischia) che fu insegnante
di latino di Croce giovanetto, allorché quest’ultimo scriveva
poesie liberando la fantasia con temi propri della sua età, ma
il suo precettore lo indusse a comporre versi dedicati a Sant’Alfonso
dei Liguori! Forse – ha ironizzato il d’Ambra – deve
ricercarsi qui una delle radici del suo anticlericalismo! L’oratore
ha richiamato alla memoria di come il filosofo si formò alla scuola
napoletana di italianità e di cultura, che fu diretta dal celebre
maestro Basilio Puoti, forse contemporaneamente al francescano garibaldino
P. Giuseppe da Forio m.o., autore, fra l’altro, di una delle più
documentate biografie di Giuseppe Garibaldi. Ha ricordato altresì
la dolorosa vicenda della sua vita allorché, nel luglio 1883, avendo
studiato da privatista, conseguì brillantemente la licenza liceale
presso il Liceo Genovesi di Napoli e fu portato in vacanza-premio a Casamicciola
dai genitori che perirono, assieme alla sorella di Benedetto di nome Maria,
sotto le macerie del tristemente famoso terremoto del 28 luglio del 1883,
sottolineando, con dovizie di particolari, la responsabilità degli
amministratori dell’epoca che nascosero i segni premonitori del
disastro. Da allora il Croce non volle più ritornare nell’Isola
d’Ischia, come ha confermato di recente l’avv. Vincenzo Romolo,
già sindaco liberale del Comune di Ischia.
L’avv. d’Ambra ha anche ricordato quando Croce con la famiglia
risiedeva a Villa Tritone a Sorrento nel settembre 1943 e fu condotto
di notte a Capri da un ufficiale inglese e dai partigiani Marco Pasanisi
e Rocco d’Ambra (fratello defunto del relatore), per sottrarlo ad
un imminente sequestro da parte dei nazifascisti.
Indi ha preso la parola il prof. Gianni Balestrieri, docente di Filosofia
e storia del Liceo scientifico Einstein, il quale fra l’unanime
attenzione del numeroso e qualificato pubblico intervenuto, fra l’altro
ha messo in particolare evidenza i caratteri dello storicismo crociano.
Dopo aver sottolineato che per Croce lo storicismo è un'integrale
e coerente concezione della realtà, fondata sull'idea che l'intera
realtà, nulla escluso, è storia, e che non vi è alcuna
dimensione che trascende il piano storico, il prof. Balestrieri si è
soffermato in particolare su due aspetti della riflessione del filosofo
napoletano: la svalutazione del metodo delle scienze naturali e la dialettica
della storia. Riguardo al primo aspetto, il relatore ha insistito sul
fatto che, per comprendere adeguatamente la posizione crociana, occorre
sempre tenere presente che per il Filosofo la storicità del reale
implica l'individualità dell'esistente, individualità che
non può essere mai colta dalle scienze naturali che costruiscono
concetti di genere. Per quanto concerne il secondo aspetto, il relatore
ha posto a confronto la dialettica della storia di Croce con quelle di
Hegel e Marx. Dallo stimolante confronto è uscito, ci si consenta
l'espressione, vincitore Croce che, rispetto ai due pensatori dell'Ottocento
che ritenevano che ad un certo punto la storia sarebbe finita, in una
versione secolarizzata del paradiso cristiano, ha sostenuto che la storia
non può avere una meta ultima e definitiva, pena la fine stessa
della vita. Certo, alla luce di quali inferni si sono rivelati i paradisi
promessi, appare difficile dare torto a Croce, dalla cui filosofia, ha
concluso il prof. Balestrieri, viene invece un invito ed un monito ad
un impegno, da rinnovarsi quotidianamente, in nome della libertà
e del progresso della civiltà.
Ne è seguito un articolato dibattito, dove il prof.Balestrieri
ha dato ampie ed esaurienti risposte. Sono intervenuti, fra gli altri:
preside Vito Trofa, arch. Silvano Arcamone, senatore Luigi Covatta, onorevole
Franco Iacono, dr. Franco Napoleone, prof.ssa Angiola Maggi, avv.ssa Anastasia
Trofa, avv. Ugo Nonno, prof.ssa Maria Luisa Ruggiero, prof.ssa Suor Teresa,
dr.Nicolino Barbieri, scrittore Giuseppe Ferrandino, dr.ssa Silvana Maschio,
prof. Enrico Longobardi, dr. Luigi Cesareo, ins. Rosa Genovino, prof.ssa
Emma Di Meo, pianista Lina Tufano, preside Vito Ottato, poetessa Nunzia
Migliaccio, pianista Teresa Castellaccio, prof.ssa Anna Maria Osterini,
prof. Domenico Buono, prof.sse Anna e Clara Mattera, avv.Salvatore Trani,
rag.Giuseppe Sorrentino, prof.ssa Adele Conte, rag. Tonia Ferrandino,
prof.ssa Rosa Impagliazzo. prof. Nicola Lamonica, Cap.no Vito Mattera,
dr. Fulvio Comegna, prof.ssa Angela Del Deo, prof. Giampiero Scaglione,
dr.ssa Licia Lamonaca, prof.ssa Amalia Nacca Monte, prof.ssa Maria Mennella,
past president Fidapa Caterina Mazzella, prof.ssa Anna Rosaria Marcellino,
prof. Agostino Di Lustro, avv. Agostino Polito, prof. Giovan Giuseppe
Conte, prof.ssa Giovanna Mattera, prof.ssa Tonia Di Meglio, dr. Salvatore
Romano, vice presidente Fidapa Cecilia Mattera Arturo; e altresì
Franco Coppa, Maria Mattera, Adele Patalano, Vanda Verde, Mira Caccavale
Mangioli, Franco Monte, Anna Peluso e tanti altri (chi scrive si scusa
se non ricorda tutti i nomi).
I vari momenti della serata sono stati sapientemente alternati da brani
di musica classica e sinfonica eseguiti dal gruppo vocale e strumentale
diretto dal maestro Filippo Schioppa (Francesco Calise, Francesco Casilli,
Ciro Iacono, Maria Serena Schioppa, Carmela Iacono, Valentina Bramante,
Rossella Calise, Virginia Iacono e Gianna Di Mauro). Non è mancata
una pausa natalizia con la misurata e sapiente regia della prof.ssa Gemma
d’Ambra, segretaria generale del Centro, coadiuvata da Giusy e Sonia.
Organizzare una serata di cultura – con riscontro più che
positivo – dedicata a Benedetto Croce, in queste correnti festività,
ha tutto il sapore di una sfida che il Centro d’Ambra ha voluto
porre in essere, forse per costringere l’intellighenzia ischitana
ad una scelta di campo. Ma la partecipazione è stata ampia, attiva
e qualificata, per questo bisogna congratularsi con gli organizzatori
e con gli intervenuti. Anche con il Sindaco di Napoli, avv. Rosa Russo
Iervolino, che con un suo messaggio ha voluto manifestare la sua adesione
all’iniziativa.
(Rosaria Conte, “Il Golfo 2 gennaio 2003, pag.23).
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