Pisciotta


Le prime ipotesi sulle origini e sulla
storia di Pisciotta, sono collegate alla distruzione di Troia (650 a.C.). Nel
650 a.C. i troiani, sfuggiti all'incendio ed alla distruzione della loro città,
approdarono sul lido ionico, dove fondarono Siri. Gli abitanti di Siri, i Sirini,
avanzarono verso Ovest, seguendo l'ampia valle del fiume Sinni, fino al lago ed
al monte Sirino (che da essi presero il nome), presso l'odierna Lagonegro, si
spinsero fino al mar Tirreno, sul lido dell’odierno Golfo di Policastro.
Qui essi fondarono la colonia di Pixous.
A testimonianza di ciò una rarissima serie di antiche monete, recanti, in
caratteri arcaici, i nomi coniati di Sirinos e Pixoes, riferentisi,
rispettivamente, alle popolazioni delle due città di Siri e Pixous.
Le prime ipotesi sulle origini e
sulla storia di Pisciotta, sono collegate alla distruzione di Troia (650 a.C.).
Nel 650 a.C. i troiani, sfuggiti all'incendio ed alla distruzione della loro
città, approdarono sul lido ionico, dove fondarono Siri.
Gli abitanti di Siri, i Sirini, avanzarono verso Ovest, seguendo l'ampia valle
del fiume Sinni, fino al lago ed al monte Sirino (che da essi presero il nome),
presso l'odierna Lagonegro.
Fondata Siruci (oggi Seluce, frazione di Lauria), si spinsero fino al mar
Tirreno, sul lido dell'odierno Golfo di Policastro. Qui essi fondarono la
colonia di Pixous.
A testimonianza di ciò una rarissima serie di antiche monete, recanti, in
caratteri arcaici, i nomi coniati di Sirinos e Pixoes, riferentisi,
rispettivamente, alle popolazioni delle due città di Siri e Pixous.
Il nome "Pixous", dalla radice "PVX",
deriva dal bosso (buxus semprevivens), arbusto sempre verde delle buxacee
(simbolo della giovinezza e della forza, del coraggio, della perennità del
pensiero e dell'opera; il bosso orna lo stemma del Comune di Pisciotta).
Dall'etimologia greca e da quella latina derivano i nomi di Pixous, Pixo,
Pixunte, Buxentum e Bissento.
Nel 194 a.C. la pixous greca divenne la Buxentum romana e nel 915, quando questo
centro viene depredato e bruciato dai Saraceni di Agropoli, ne ha già cambiato
il nome latino in quello attuale di Policastro.
E' l'anno 915 a segnare la nascita di Pisciotta. Gli abitanti di Bussento, dopo
che i Saraceni di Agropoli assalirono, saccheggiarono e diedero alle fiamme il
loro villaggio, cercarono scampo sui monti e sulle alture circonvicine.
E' del 1144 il documento più antico che riporta il nome di Pisciotta, il
Catalogus Baronum. L'anno 1464 segna poi per il paese uno sviluppo notevole
allorquando gli abitanti superstiti di Molpa, in seguito alla distruzione del
loro villaggio si rifugiarono a Pisciotta.
Fino al 2 Agosto 1806, quando Giuseppe Napoleone re di Napoli decretò finita la
feudalità, la storia di Pisciotta è una interminabile enumerazione di passaggi
feudali da un "Padrone" all'altro. l Caracciolo (1270), i Sanseverino (nel 400),
i Pappacoda (1590), sono alcune delle famiglie (tra le più potenti del regno) ad
avere avuto il possesso.
(Uno dei tanti passaggi: Pisciotta acquistata nel 1554 da don Sancho Martinez de
Leyna, capitano generale delle regie galee, per 17.000 ducati, fu rivenduta nel
1578 a don Camillo Pignatelli per 30.000 ducati.
Da segnalare due sacerdoti eletti vescovi: Luigi Pappacoda di Pisciotta,
nominato Vescovo di Capaccio nel 1635 (che, tra l'altro, rimase a Pisciotta
senza trasferirsi a Capaccio e fece della bella chiesa di S. Pietro la
Cattedrale) e Giovanbattista de Bellis di Rodio, Vescovo di Telese.
Tipica scala in pietra per passare da un atterrazzamento all'altro (foto di
Massimo Iannone)
Ne11708,con i suoi 2163 abitanti, è tra i popolosi ed importanti paesi a Sud di
Salerno. L'anno 1806 fu teatro di duri scontri tra Francesi e Borboni.
La guerra tra Francesi e Spagnoli, i moti del Cilento e I'epopea Garibaldina, a
cui, in nome della indipendenza e della libertà, presero parte i figli migliori
di Pisciotta, sono i grandi avvenimenti della Storia del Paese.
Il Cenotafio di Palinuro, il Castello, le torri di
avvistamento, la Chiesa di S. Pietro, i Palazzi padronali, sono alcune
testimonianze del passato tramandate ai nostri giorni.
Su di un alto colle, degradante verso il
mare, è collocata Pisciotta: un belvedere proteso sullo splendido mare cilentano
insignito della Bandiera Blu dall'Unione Europea. Fa da corona all'antico borgo
medioevale una natura incontaminata composta da maestosi ulivi secolari,
autentici monumenti della natura, i quali, da qualche tempo, sono alla base
della rinascita commerciale del paese, impegnato nella valorizzazione dell'olio
a Denominazione di Origine Protetta, derivante dalle rinomate olive Pisciottane.
Questa varietà costituisce il vanto del Comune, che la salvaguardia fin dalla
sua introduzione nel Cilento da parte dei Greci alcuni secoli prima dell'era
cristiana. Scomparsa l'attività incentrata sui traffici dell'antico porto
commerciale, ora Pisciotta si è data una collocazione più dinamica affidando
alle sue risorse agroalimentari , alle bellezze naturali ed al clima
eccezionalmente mite il suo futuro turistico-ambientale.Pisciotta propone al
mercato strutture nuove e pittoresche che hanno fatto esclamare ad un turista
che si soffermò molti anni in paese, che "la bellezza del posto è beatificante,
la calma e l'armonia costituiscono un balsamo per l'anima.... si sta bene
d'estate come d'inverno". Numerose manifestazioni folkloristiche allietano il
soggiorno ai villeggianti.
Notizie a cura di Antonio Ferrara
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