Conca dei Marini
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Conca dei Marini
è l'antica "Cosa" o "Cossa dei Tirreni, che divenne colonia romana nel 481
avanti Cristo. Alleata dei romani nella seconda guerra punica, ne fu avversaria
nella guerra sociale. Famosa per la sua marina mercantile che aveva rapporti con
tutti i paesi del Mediterraneo, "codesto traffico attivo e continuo fece
prosperare Conca per più secoli, e principalmente sotto le dinastie degli svevi
ed angioini di Sicilia e di Napoli", lo e' stata anche per una consuetudine
abbastanza singolare: essendo la mortalità molto bassa, i pochi morti non
venivano seppelliti , ma depositati uno sopra l'altro, nella Torre vicereale che
sorge sulla penisoletta della sua marina."Troviamo che nel mese di giugno 1543,
una ciurma di quegl' infedeli (definiti "feroci barbareschi") appressatasi con
cinque galeotte al lido della terra di Conca (appo Amalfi), e quivi disbarcati
la saccheggiaron tutta. La chiesa parrocchiale di San Pancrazio, fu profanata e
spogliata interamente de' suoi arredi e vasi sacri, e rimase per piu' anni
chiusa e interdetta. Quei miseri abitanti, alla comparsa de' predoni,
abbandonaron ogni cosa, riescendo a gran pena a trafugarsi ne' monti superiori,
mettendo in salvo la propria vita". La chiesa di S. Pancrazio, citata in un
documento nel 1362 attestante che essa era di patronato della famiglia Mele,
presenta tre navate con altrettante absidi e porte d'ingresso. Le navate
laterali, coperte da volta a crociera, hanno tre cappelle ciascuna. E' stata
ricostruita in tempi recenti nella facciata e nel campanile dopo il crollo di
quello originario.
La chiesa di S. Antonio di Padova ha la caratteristica di avere le absidi
piatte, con tre navate coperte da volta a crociera e divise da colonnati con
grossi pilastri cilindrici in muratura su cui insistono archi a tutto sesto.
Nella sagrestia e' da notare l'antico pavimento in maiolica e un' acquasantiera
in marmo. Il campanile e' coperto da una cuspide rivestita in maiolica. Da
sottolineare e' che l'interno e la facciata furono restaurati nel 1909.
La chiesa di S. Michele Arcangelo, nella zona di Penne, e' citata in un
documento del 1208 dove si attesta che essa era di patronato di Pietro
Comiteorso e che nel 1309 venne ceduta al Capitolo di Amalfi. E' costituita da
un'aula non absidata alla quale si accede attraverso un ambiente coperto da
volta a crociera. Il campanile, maldestramente restaurato, termina con una cella
cilindrica con monofore sormontata da una cuspide.
Il convento di S. Rosa sorge su un'altra rupe a fianco della chiesa di S. Maria
de Grado, che divenuta "malconcia e bisognevole di riparazioni" fu nel 1539
dall'arcivescovo di Amalfi Giovan Ferdinando Annio donata al Comune di Conca, e
da questi nel 1679 a suor Maria Pandolfo che nel 1681 vi fondò un convento di
domenicane, sotto il titolo di S. Rosa. Il convento presenta le celle voltate a
botti estradossate parallele, costruite al di sopra di altre volte interne allo
scopo di fornire una preziosa camera d'aria sugli ambienti.
Subito dopo la Statale si allarga in una piccola piazza da cui si accede alla
Grotta di Smeraldo, che scoperta nel 1932 dal marinaio Luigi Buonocore di
Vettica Minore, e' stata mirabilmente sistemata dall'Ing. Ruggiero Francese. La
grotta di "dolce color d'oriental zeffiro" misura m.60x30 con altezza massima di
m. 24. La profondità dell'acqua e' di m. 10. Ha alcuni corridoi di m. 20 - 40 di
lunghezza. Raggiungibile per mare e per terra, presenta una caratteristica
singolare, quasi unica: unisce in sé gli elementi della grotta carsica con
quelli della grotta marina. Formatasi in epoca remotissima per un procedimento
carsico, fu poi invasa dal mare; così che si vedono stalattiti e stalagmiti,
fatto rarissimo, immerse nell'acqua fino a notevole profondità.
Si ringrazia il prof. Adriano Caffaro per la cortese collaborazione
Notizie a cura di Antonio Ferrara
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