Atrani

Atrani, stretta fra l'alta parete rocciosa ed
il mare, allo sbocco della valle del Dragone, offre allo spettatore un quadro
fantastico che, forse, ha un'eco nell'etimologia del suo nome: "Atranum dictum
est ab oscuro". Attraversato dal piccolo fiume Dragone, ha una spiaggia raccolta
e protetta da dove, la sera, partono per la pesca le lampare, che costellano
nella notte il mare di mille punti luminosi.Ha una struttura urbana tipicamente
medievale e presenta i borghi formatisi intorno alle chiese di S. Maddalena, S.
Salvatore, S. Michele, S. Rosalia, S. Maria del Bando. Oggi il naturale
anfiteatro formato dalla piazza e dalla cortina degli edifici appare come
tagliato dall'inserimento della strada. La spiaggia é quasi soverchiata dalla
piazza e dalla scogliera di protezione. I fabbricati che si affacciano sul mare
lasciano libero soltanto un passaggio che conduce alla piazza, centro di vita.
Fondata come Amalfi durante la decadenza dell'impero romano, le due cittą furono
unite in comunanza nel mese di novembre del 1467 e poi si divisero "per le
frequenti soperchierie di poi usate dai grascieri (coloro che riscuotevano le
gabelle) di Amalfi in voler imporre ad Atrani l'assisa sui generi
commestibili"il 16 maggio 1578.
Saccheggiata dai pisani nel 1135 e 1137, venne parzialmente distrutta.
Si ringrazia il prof. Adriano Caffaro per la cortese collaborazione.
Notizie a cura di
Antonio Ferrara
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