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Iqbal Masih era un bambino pakistano reso schiavo dai fabbricanti di tappeti.
Ceduto dai genitori ridotti in miseria dagli usurai era
costretto, come milioni di altri bambini
dei paesi poveri del mondo,a lavorare dall’alba al tramonto, incatenato al telaio.
Iqbal cercò con forza il riscatto dalla sua condizione, riuscì a liberarsi dallo sfruttamento del
padrone, lo denunciò e lo fece arrestare, contribuendo poi alla liberazione di centinaia di altri bambini.
“Sindacalista” dei bambini sfruttati sostenne la sua lotta dalle tribune del mondo intero, da Stoccolma
a Boston e le sue parole sono diventate un motto
per chi crede nella inviolabilità dei diritti dei bambini:
“Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti che un
bambino deve tenere in mano sono penna e matita”.
Venne ucciso a 12 anni, in un attentato mentre
giocava con il suo aquilone, dalla mafia dei tappeti. |
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