1500-2000: Scienza e Tecnica
Testi, immagini, video.

E dopo aver "studiato":

1543
N. COPERNICO: La teoria eliocentrica

L’astronomo polacco Niccolò Copernico pubblica nel 1543, anno della sua morte, un’opera di straordinaria importanza, la De Revolutionibus orbium coelestium, nella quale formula una teoria eliocentrica, che sostituisce totalmente la teoria geocentrica.

*Il sistema geocentrico è un modello astronomico che pone la Terra al centro dell'Universo, mentre tutti gli altri corpi celesti ruoterebbero attorno ad essa.

Egli illustra la rivoluzionaria tesi di un sole immobile al centro dell’Universo mentre tutti gli altri corpi celesti gli ruotano intorno descrivendo orbite circolari concentriche.
Il passaggio dal geocentrismo all'eliocentrismo, noto come rivoluzione copernicana, segnò l'affermazione del metodo scientifico e la nascita della scienza moderna.

In quest’opera Copernico descrive anche la rotazione del nostro pianeta su se stesso e la rotazione della Luna; riconosce inoltre i pianeti interni (Mercurio e Venere, cioè quelli situati tra il Sole e la Terra) e i pianeti esterni allora conosciuti ( Marte, Giove, Saturno, cioè situati al di fuori dell’orbita terrestre) e pone la Terra in terza posizione nel sistema solare. Queste teorie, avanzate per il periodo, verranno perfezionate grazie alle scoperte di Keplero.


1609
Keplero: Le orbite ellittiche dei pianeti

Johannes Kepler nacque in un piccolo villaggio della Germania nella seconda metà del XVI secolo e sin dalla più tenera età cominciò ad appassionarsi all’Astronomia.Probabilmente tutto iniziò quando vide la cometa apparsa nel 1577 e rimasta famosa per la sua straordinaria luminosità.

Avviato, com’era in uso a quei tempi, alla carriera ecclesiastica ebbe la possibilità di frequentare la prestigiosa università di Tubinga dove conobbe  insigni matematici del tempo che gli fecero conoscere la teoria eliocentrica di Copernico, in un periodo in cui ovunque imperava ancora la concezione tolemaica geocentrica  che collocava la Terra al centro dell’Universo. La fanciullezza e gli studi giovanili lo segnarono e ne fecero contemporaneamente un astronomo, un matematico e un religioso.

Nelle sue opere la matematica,  l’astronomia  e la religione diventarono strettamente collegate, infatti egli era convinto che Dio avesse creato l’Universo seguendo precisi schemi matematici e che solo la matematica potesse permettere all’uomo di conoscere i cosmo e il mondo circostante. Egli infatti, mediante strumenti matematici, riuscì a dare una definizione precisa delle leggi che regolano il moto dei corpi celesti quando nel 1607 pubblicò le tre leggi che lo hanno consegnato alla storia e che descrivono il movimento dei pianeti intorno al sole.

La più importante innovazione fu quella di superare la concezione che i pianeti dovessero obbligatoriamente percorrere orbite circolari, infatti la 1^ Legge, la più conosciuta dice che ogni pianeta ruota intorno al Sole descrivendo orbite ellittiche di cui il Sole occupa uno dei fuochi.


1610
G. Galilei: Osservazioni astronomiche con il cannocchiale

Galileo Galilei , nato a Pisa nel 1564, grandissimo fisico, filosofo, astronomo e matematico, è universalmente considerato il padre della scienza moderna.

Galileo si interessò praticamente dello scibile umano, in particolare  fornì solide basi al  metodo scientifico,  già sviluppato nell’antica Grecia da Archimede e riaffermato da Copernico.

Con il metodo scientifico la scienza vuole raggiungere una conoscenza del mondo circostante che sia oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Esso consiste, innanzitutto, nella raccolta di prove  misurabile attraverso l'osservazione e l'esperimento e successivamente  nella formulazione di ipotesi e teorie ulteriormente verificabili.

Fondamentali furono, tra gli infiniti contributi e invenzioni che ha lasciato in eredità al mondo, il suo ruolo nella rivoluzione astronomica e il suo sostegno alle teorie copernicane e alla visione eliocentrica dell’universo. A questo proposito si può ricordare il "suo" cannocchiale. Infatti  nel luglio del 1609 un amico informò Galileo Galilei che in numerose città europee tra cui Milano si poteva trovare in vendita un occhiale che fa vedere le cose lontane.
Già da tempo per correggere  i difetti della vista si usavano delle rudimentali lenti ma solo alla fine del XVI secolo fu costruito questo "tubo" con due lenti poste alle estremità che, da qualcuno, veniva usato  per scrutare la superficie lunare.
Il mese successivo Galileo informò il Doge di Venezia di averne costruito uno personalmente che avrebbe permesso di avvistare le navi nemiche con molto anticipo. Nei mesi successivi si dedicò totalmente a perfezionare il suo apparecchio e a studiare la Luna e gli altri corpi celesti.
All’inizio del 1610 presentava ufficialmente il suo cannocchiale e poteva illustrare la struttura stellare della Via Lattea, annunciare la scoperta di quattro satelliti di Giove e descrivere perfettamente la superficie della Luna con le sue pianure, le sue montagne e i suoi crateri.


1665
R. Hooke individua al microscopio la cellula

La teoria cellulare afferma che ogni essere vivente è formato da una o più cellule. La definizione "cellula" fu introdotta dal fisico Robert Hooke nel 1665.  


Lo scienziato, esaminando al microscopio delle sottili lamelle di sughero, scoprì delle piccole strutture distinte, apparentemente vuote, simili a tantissime piccole celle, le stanze occupate nei conventi dai monaci. In realtà Hooke aveva osservato solo le pareti di cellule morte di sughero; non aveva infatti descritto, perché non presenti, né il nucleo né gli organuli cellulari.

L’anno successivo un fisiologo tedesco, Thedor Schwann ampliò questo concetto, arrivando alla conclusione che tutti gli animali e tutte le piante, sono formati da cellule e che ogni cellula è circondata da una membrana che la isola dall’ambiente esterno.

La teoria cellulare fu completamente messa a punto solo dagli studi di Rudolf Virchow (1858), il quale affermò che ogni cellula nasce da un'altra cellula preesistente e non si possono formare cellule ex novo.


1667
F. Redi: confutazione della teoria della generazione spontanea

Secondo la teoria della generazione spontanea, dominante fino al XVII secolo, molte forme di vita semplici, soprattutto insetti, nascevano spontaneamente da materia organica in decomposizione.  


Questa teoria fu confutata dal medico e poeta italiano Francesco Redi  nel 1668 mediante uno studio accurato ed approfondito passato alla storia per merito di un famoso esperimento.

Egli riempì tre recipienti puliti con pezzetti di carne, ne lasciò uno aperto, uno lo coprì con una garza per tenere lontane le mosche e uno lo chiuse.  Trascorso qualche giorno, Redi osservò che la carne nel recipiente aperto era infestata dai vermi; sulla garza del secondo barattolo vi erano uova non schiuse e nel barattolo chiuso non vi erano né larve  né uova. Redi elaborò la sua teoria secondo la quale gli insetti non nascevano spontaneamente dalle sostanze in decomposizione ma erano le mosche che deponevano le uova, che potevano svilupparsi solo perché trovavano nutrimento nella materia in putrefazione.

Aveva dimostrato infatti che chiudendo bene i barattoli non nasceva nessun insetto. Dunque la generazione spontanea non esiste: ogni essere vivente nasce esclusivamente da un altro essere vivente. Nel lavoro scientifico di Redi più ancora dei risultati ottenuti è essenziale il metodo usato, che gli assicura un posto di grande rilievo nella storia del metodo sperimentale.


1687
Newton: La legge della gravitazione universale

Quella che molto probabilmente è solo una famosissima leggenda diffusa dal filosofo francese Voltaire, narra che Newton, in una dolce sera d’estate, come al solito seduto in giardino e immerso nei suoi pensieri, vide cadere una mela da un ramo.  


Nulla di più normale e banale direbbe ognuno di noi, ma non per il geniale fisico inglese che  si chiese: "Che cosa fa cadere la mela verso il basso invece che verso l’alto?".

Newton, con tutta la potenza della sua mente straordinaria, studiò il caso e capì che quello era lo stesso tipo di forza che fa muovere i pianeti intorno al sole. Egli scoprì che le masse dei corpi celesti si attraggono con una forza direttamente proporzionale al prodotto delle masse e inversamente proporzionale al quadrato delle distanze. Questa forza prese il nome di gravità; Newton intuì che la gravità è valida in tutti i luoghi dell’universo ed è quella forza che sulla terra tiene ancorato al suolo ogni corpo. Più grande è la massa di un corpo maggiore sarà la sua attrazione gravitazionale e un corpo di massa minore non riuscirà a liberarsi se non con enormi sforzi (basti pensare all’immensa energia necessaria per poter staccare dal suolo e quindi dall’attrazione terrestre un razzo).

Una bella e comprensibile definizione della gravità è presente nel dialogo tra Semola e Mago Merlino nell’indimenticabile film della Disney "La spada nella roccia".

Semola :"Che cos’è la gravità?"
Merlino: "La gravità è quello che ti fa cadere"
Semola: "Come un inciampo o uno sgambetto?"
Merlino: "Già, come un inciampo o uno... – No, no, no, no, no, è la forza che ti tira verso il basso, il fenomeno per il quale due particelle di materia o corpi, se liberi di muoversi, vengono attratti  l’uno verso l’altro."


1769
J. Watt: La macchina a vapore; La Rivoluzione industriale

Già nel secondo secolo d.C. Erone intuì l’importanza della forza del vapore; solo però 1500 anni dopo si riuscì veramente a sfruttarla quando  una scoperta rivoluzionaria, la macchina a vapore messa a punto da James Watt, segnò veramente una svolta nella storia e l’inizio della rivoluzione industriale, con le città piene di fumi e ciminiere.


Il principio del funzionamento è piuttosto semplice: l’acqua, portata ad alta temperatura in un recipiente chiuso, si trasforma in vapore che produce una pressione sempre maggiore sulle pareti del recipiente stesso; se si apre una via di fuga  il vapore uscendo genera una forza che produce energia meccanica, cioè il movimento di una turbina. L’energia meccanica prodotta con questa metodologia fu utilizzata ad esempio per far funzionare i telai o  per pompare in superficie l'acqua che s'infiltrava nelle miniere di carbone. Il lavoro dell’uomo mutò radicalmente, la fatica fisica diminuì,  gli artigiani si trasformarono in operai con il compito, spesso ripetitivo, di controllare il funzionamento delle macchine.

La macchina a vapore permise anche un grande sviluppo dei trasporti con l’avvento delle locomotive e dei battelli a vapore che non dipendevano più dalla presenza o meno dei venti. La vita dell’uomo, in tutti i suoi aspetti, fu irreversibilmente modificata dalla rivoluzione industriale, indotta dalla macchina a vapore.


1779
Scoperta del meccanismo della fotosintesi

Il medico olandese Jan Ingenhousz nel 1779 si interessò ad un esperimento compiuto anni prima dall’inglese Joseph Priestley; quest’ultimo aveva notato che un animale e una pianta sopravvivono se messi a coabitare in un ambiente chiuso, egli non aveva però capito e aveva tratto conclusioni sbagliate.


L’olandese anni dopo capì la portata dell’esito dell’esperimento e diede la giusta interpretazione: solo le piante verdi, mediante la luce del sole, producono aria pura, quella sostanza che più tardi sarà chiamata ossigeno: l’animale riusciva quindi a sopravvivere perché la pianta produceva ossigeno.

Jan Ingenhousz studiò a lungo questa proprietà fondamentale delle piante verdi che porta alla costruzione di tutti tessuti vegetali, soprattutto svelò completamente l’effetto della luce del sole e diede al fenomeno il nome di fotosintesi (mettere insieme per mezzo della luce).


1790
L'Accademia Francese delle Scienze introduce il sistema metrico decimale

Il Sistema Metrico Decimale è un regalo, fra i tanti, che ci ha lasciato la Rivoluzione francese.

Alla fine del XIX secolo regnava un insostenibile caos nel campo delle misure. Ogni distretto francese utilizzava campioni e metodi di misura diversi rendendo difficoltosi gli scambi commerciali, la riscossione dei tributi, in definitiva rallentava e complicava lo svolgimento di tutte le attività della vita quotidiana.

Talleyrand, influente politico del tempo, propose di fissare un campione valido  in tutti i casi e stabilì una condizione: che tale campione appartenesse alla natura.

Dopo lunghe dispute anche animate, si decise di prendere in considerazione un meridiano terrestre ( ogni Stato è attraversato da un meridiano e tutti i meridiani sono uguali) e di dividerlo in dieci milioni di parti uguali fra loro.

La decimilionesima parte della lunghezza di un meridiano fu chiamata "metro" e diventò l’unità generatrice di tutte le misure. La riforma metrica assunse una configurazione patriottica e divenne un vanto della rivoluzione.


1796
E. Jenner: introduzione del vaccino contro il vaiolo

Il vaiolo è l’unica malattia infettiva che grazie all'uso della vaccinazione è stata dichiarata nel 1979 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità  eradicata da tutto il pianeta.

Per secoli ha causato terribili epidemie; quando una popolazione veniva colpita, la maggior parte delle persone moriva e chi sopravviveva rimaneva con il corpo deturpato da profonde cicatrici. Il vaiolo è stata  una delle più contagiose malattie mai conosciute; bastava toccare gli abiti di un malato per essere infettati.

Fin dall’antichità l’uomo aveva però notato che, se una persona ammalata riusciva a sopravvivere, ne risultava poi immune per tutta la vita. Questa constatazione fece diventare abbastanza comune l’abitudine di farsi contagiare da qualcuno che presentasse la malattia in forma leggera; naturalmente la cosa era rischiosa e provocò molti morti.

Alla fine del XVIII secolo il medico di campagna Eduard Jenner sentì dire da alcuni contadini suoi pazienti, ammalatisi di vaiolo e guariti perfettamente,  che la malattia l’avevano presa dalle mucche. Egli cominciò ad interessarsi alla cosa notando in effetti che anche i bovini presentavano una forma della malattia e gli venne l’idea che, contraendo il vaiolo dalle mucche si potesse diventare immuni.

Bisognava sperimentare questa ipotesi: Jenner si assunse la grande responsabilità e iniettò il virus ad un bambino. Dopo giorni di febbrile attesa, il grande risultato: il terribile morbo era sconfitto, il ragazzo non si ammalò. La strada per le vaccinazioni  (la parola deriva dal termine vacche)  era aperta.


1800
A. Volta sviluppa la pila che produce una corrente elettrica costante

Alessandro Volta, uno dei più insigni scienziati italiani dell’epoca, nel 1800 inventò la pila. Questo strumento fu il primo generatore di energia elettrica mai realizzato e costituì il primo esemplare della batteria elettrica moderna.


Prima di questa formidabile invenzione esistevano delle apparecchiature che fornivano solo una scarica elettrica brevissima e che andavano ricaricate prima di ogni utilizzo. Con la pila gli scienziati ebbero a disposizione uno strumento capace di produrre corrente in modo ininterrotto.

La pila a colonna consisteva in una serie di coppie di dischi di zinco (Zn) e di rame (Cu) separate da un disco di panno inumidito con acqua e acido solforico. Le due estremità della pila si dicono poli: tra di essi si stabilisce una differenza di potenziale detta anche forza elettromotrice della pila.

Questa invenzione  ha cambiato  per sempre l’ambiente scientifico poiché per la prima volta è disponibile uno strumento capace di fornire corrente elettrica per periodi di tempo tali da consentire esperimenti di fisica e chimica molto accurati.

Come riconoscimento dell’importanza di questa invenzione, nel 1805 Napoleone Bonaparte nomina Alessandro Volta Cavaliere della Legion d'Onore e gli conferisce,  oltre a un premio di 6000 lire,  il titolo di "Re degli elettricisti".


1859
C. Darwin pubblica la sua teoria sull'evoluzione della specie

Charles Robert Darwin, biologo, geologo, zoologo e botanico inglese pubblica nel 1859  "L’origine delle specie", uno dei testi più importanti nella storia della scienza, che contiene  una rivoluzionaria teoria dell'evoluzione animale e vegetale.


Darwin, appassionato fin dall’infanzia delle scienze naturali, ebbe, a soli vent’anni, un’occasione straordinaria: gli fu proposto di partecipare ad una spedizione cartografica di cinque anni attorno al mondo a bordo del brigantino Beagle.
Nei lunghi anni trascorsi tra mari e terre sconosciute, in particolare nell'America del Sud, ebbe modo di vedere dal vivo e di studiare le caratteristiche geologiche, gli animali, le piante, i fossili di innumerevoli ambienti. Nelle isole Galapagos osservò, fra le altre cose, la presenza di uccelli differenti per ogni isola dell’arcipelago, che sembravano però appartenere ad una specie comune (questo fatto fu poi confermato dagli ornitologi del British Museum di Londra: gli uccelli facevano parte della famiglia Fringillidae, cui appartengono anche i comuni fringuelli).

Per una ventina d’anni, dopo il famoso viaggio, Darwin rielaborò i suoi appunti e le sue osservazioni arrivando, appunto nel 1859, alla divulgazione della sua opera. Lo scienziato britannico  formulò la teoria dell'evoluzione delle specie animali e vegetali attraverso la selezione naturale che agisce  sulla variabilità dei caratteri.

La teoria darwiniana si basa su tre punti fondamentali:

- Tutti gli organismi viventi si riproducono in numero nettamente maggiore a quelli che possono sopravvivere.
- All'interno della stessa specie ci sono individui diversi tra loro.
- Esiste una lotta continua per la sopravvivenza all'interno della specie. Nella lotta sopravvivono gli individui più forti, meglio adattati all’ambiente in quanto avvantaggiati nei confronti dei più deboli.


1862
Pasteur effetua la prima prova di pastorizzazione

Il biologo francese Luis Pasteur è considerato uno dei più grandi benefattori dell’umanità; oltre ad aver sconfitto moltissime malattie che provocavano migliaia di vittime e ad avere praticamente fondato la Microbiologia, nel 1862 effettuò con successo la prima pastorizzazione.

Il biologo francese Luis Pasteur è considerato uno dei più grandi benefattori dell’umanità; oltre ad aver sconfitto moltissime malattie che provocavano migliaia di vittime e ad avere praticamente fondato la Microbiologia, nel 1862 effettuò con successo la prima pastorizzazione.

Questo termine che deriva dal nome Pasteur, indica un trattamento termico che riesce a distruggere quasi tutti i microrganismi, molti dei quali patogeni. Per capire l’importanza dell’evento, basti pensare che la pastorizzazione del latte di mucca, alla fine del XIX secolo, in Inghilterra ridusse della metà la mortalità dei bambini.

Con la pastorizzazione gli alimenti vengono portati a temperature che vanno dai 60° ai 75/85°, temperature che non uccidono tutti i microrganismi, quindi gli alimenti trattati devono in genere subire altri trattamenti, di solito la refrigerazione.


1865
G. Mendel pubblica i suoi studi sull'ereditarietà

L’abate Gregor Mendel, dopo essersi interessato per anni alla coltivazione e all’incrocio di diverse specie di vegetali, spinto dalla curiosità e da una viva intelligenza, cominciò a condurre esperimenti di impollinazione artificiale coltivando e studiando, nell’orto del suo convento, migliaia di piante di pisello odoroso, una essenza vegetale molto comune che abbelliva il suo ambiente di lavoro.


Egli studiò in particolare il colore del fiore e la superficie del seme; dopo migliaia di incroci giunse alla conclusione che i caratteri vengono trasmessi ai discendenti indipendentemente l’uno dall’altro (legge della indipendenza dei caratteri)  e che ogni carattere è regolato da due fattori (alleli) presenti nelle cellule riproduttive, uno dei quali dominante sull’altro (legge della dominanza).

 Il particolare che le caratteristiche di ogni individuo siano presenti in doppia quantità nell’organismo consente una continua ricombinazione dei caratteri nelle generazioni successive. Il risultato delle sue deduzioni brillanti lo espose nel 1865, gettando le basi dello studio della ereditarietà dei caratteri.


1903
Fratelli Wright: Primo volo in aeroplano

La fine del XIX secolo fu contraddistinta da una vera e propria passione, quasi una frenesia per il volo. Decine di entusiasti inventori provarono con alianti o macchine strane a sollevarsi da terra, a realizzare cioè uno dei più antichi sogni dell’uomo: volare, librarsi nell’aria.


I risultati furono spesso anche tragici, infatti parecchi di questi coraggiosi e a volte stravaganti personaggi morirono.

Poi, il 17 dicembre 1903, dopo diversi tentativi falliti, i fratelli Wright riuscirono, su una spiaggia del Nord Carolina (USA), a far decollare il loro aeroplano, il Flyer 1, e a tenerlo in volo per ben dodici secondi.

Nello stesso giorno fecero altri tentativi in uno dei quali riuscirono a restare in volo 59 secondi. In quella lontana giornata d’inverno caratterizzata da una brezza leggera cambiò la storia del volo e la storia del l’uomo. Negli anni successivi nuovi velivoli, sempre più perfezionati, saranno presentati a ritmo incessante.


1928
A. Fleming isola la sostanza antibiotica penicillina

Come sovente succede, le più importanti scoperte scientifiche sono il  frutto di un avvenimento fortuito e non prevedibile; così avvenne anche per il primo antibiotico, sostanza che avrebbe cambiato il destino di milioni di persone, salvandole dalle infezioni e da molte gravi malattie come la tubercolosi.


Il medico scozzese Alexander Fleming, nell’estate del 1928, arrivato nel suo laboratorio dopo una breve vacanza, si accorse di qualcosa di strano: una coltura di batteri alla quale stava lavorando presentava chiazze verdastre in corrispondenza delle quali i batteri erano morti.

La contaminazione  della coltura con una muffa (Penicillium) fu con ogni probabilità causata da una fetta di ananas dimenticato e andato a male. Fleming capì che qualcosa di molto importante era avvenuto e studiando il preparato invaso dalla muffa  individuò una sostanza battericida che chiamò penicillina.


1942
L'équipe di E. Fermi realizza il primo reattore nucleare

Dopo il 2 dicembre del 1942 il mondo non sarebbe più stato quello di prima; quel giorno il grande fisico italiano Enrico Fermi sperimentò con successo,  mediante il primo reattore nucleare, la scissione di alcuni atomi di uranio allo scopo di ricavarne energia. La reazione creata è chiamata fissione nucleare.


Questo risultato  arrivò dopo studi lunghi dieci anni sulla struttura interna dell’atomo soprattutto degli elementi radioattivi; con l’esperimento del 1942 in cui si utilizzò la prima "pila" atomica, Fermi e i suoi collaboratori dimostrarono che era possibile controllare la reazione di scissione e quindi anche l’emissione dell’enorme quantità di energia prodotta.

Questa scoperta cambiò completamente il mondo, anche perché come sovente avviene non tutte le applicazioni furono positive; basti ricordare che solo tre anni più tardi l’applicazione militare della scissione nella costruzione di bombe atomiche provocherà la spaventosa distruzione delle città giapponesi di Hiroshima (il 6 agosto) e di Nagasaki (il 9 agosto 1945) con tutte le conseguenze che ne derivarono. Nei decenni successivi in varie parti del mondo verranno fatti esperimenti e avverranno incidenti che provocheranno un inquinamento radioattivo di tutto il pianeta, terribilmente pericoloso perché insidioso in quanto non avvertibile dalla popolazione.

Negli ultimi anni sembra abbia prevalso la consapevolezza che la fissione dell’atomo, così utile nel produrre quell’energia di cui abbiamo sempre più bisogno, deve essere usata con rispetto dell’uomo e dell’ambiente.  


1953
Watson e Crick presentano il primo modello della struttura del DNA

Nel 1953 i ricercatori James Watson e Francis Crick mettono a segno una delle più importanti scoperte della storia della scienza: individuano  la struttura del DNA, in pratica l’architettura della vita.


Costruiscono un modello dell’acido nucleico simile ad una scala a chiocciola, dove i pioli sono costituiti da quattro  basi azotate e i corrimano da zuccheri e fosfati.

Questa scoperta ha completamente rivoluzionato il mondo scientifico influenzando profondamente  non solo la biologia ma  anche e soprattutto la medicina e la scienza forense.

In campo medico introduce l’idea di  una medicina che riesca ad individuare il rischio di contrarre una malattia prima della comparsa dei sintomi; la conoscenza del DNA e la consapevolezza del fatto che è unico e irripetibile per ogni persona,  fa tramontare l’epoca delle classiche impronte digitali stravolgendo la metodologia delle  indagini poliziesche.


1969
N. Amstrong e B. Aldrin sono i primi uomini a camminare sul suolo lunare

Molte famose poesie e canzoni, ispirate dal fascino e dal mistero che la luna ha sempre esercitato  sull’uomo e dalla sua presunta irraggiungibilità, dopo il 21 luglio 1969, data dello sbarco dell’uomo sulla luna, non sarebbero probabilmente state scritte.


In questa data, Neil Armstrong e Buzz Aldrin, due astronauti statunitensi, misero per la prima volta il piede sul nostro satellite naturale, portando a compimento una straordinaria impresa che ha richiesto immensi capitali e il lavoro e il sacrificio di migliaia di persone.

Questo avvenimento straordinario, seguito in diretta dalle televisioni di tutto il mondo, ha tolto un po’ di quell’affascinante alone di mistero, ma ha dato il via a innumerevoli progetti in campo spaziale che hanno ampliato progressivamente gli obiettivi umani.

Ormai la luna è quasi vicina e gli scienziati  stanno puntando, per ora senza uomini a bordo, verso mete sempre più ambiziose e lontane nel Sistema Solare.
Questa avventura così tipica dell’uomo, sempre teso ad esplorare nuovi confini, è iniziata veramente alle ore 5,56 di quel lontano giorno di luglio.


2000
Mappatura del genoma umano

Il genoma è il complesso di tutte le informazioni genetiche depositate nella sequenza del DNA. Contenuto nel nucleo delle cellule sotto forma di cromosomi, il genoma (o patrimonio genetico) è un documento immenso  che viene trasmesso dalla cellula madre alla cellula figlia.

Una molecola di DNA ha la forma di una scala a pioli, in cui i montanti sono costituiti da zuccheri e fosfati, e i pioli da coppie di quattro diverse basi azotate: adenina (A), timina (T), citosina (C) e guanina (G). Un gene è costituito da una determinata sequenza di coppie di basi azotate; l'informazione stabilisce una corrispondenza tra basi azotate e amminoacidi, in tal modo i geni regolano la sintesi delle proteine.

Il Progetto Genoma Umano è un progetto di ricerca scientifica internazionale. Iniziato nel 1990 con l’obiettivo di identificare e mappare tutti i geni dell’uomo, ha ottenuto nel 2000 un primo straordinario risultato, infatti il 6 aprile un annuncio dichiarò che  la sequenza delle coppie di basi azotate presenti nelle molecole dell’acido nucleico era stata definita.  Lo stimolo fondamentale che ha portato alla  decifrazione del DNA e dei  meccanismi biologici che lo regolano è stata fin dall’inizio la speranza  di poter comprendere e quindi guarire le molte malattie genetiche che affliggono l’uomo, aprendo la strada a nuove terapie.


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Didattici all devices di Giuseppe Bettati
1500-2000: Scienza e Tecnica

Versione javascript dell'omonimo CDD, fruibile con Flash player, presente nel sito.

Credits:

Progetto e programmazione: Giuseppe Bettati

Testi e disegni: Lalla Attolini


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