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Ci siamo. Quest'anno finalmente ritornano le olimpiadi, e dopo parecchio tempo ritornano in Grecia. Ed è proprio ai Greci che dobbiamo dire grazie per avere ideato e iniziato questa tradizione, che ogni quattro anni unisce, seppure solo nello sport, tutti i popoli del mondo. È iniziato tutto nell'VIII° secolo a.C., quando a Olimpia si svolsero i primi giochi nel Santuario di Zeus Olimpico. Ogni quattro anni si lasciavamo perdere guerre, discordie e ogni divisione tra le città e la gente si recava al Santuario di Zeus dove gli atleti gareggiavano ognuno nella propria specialità. Interrotte nel II°secolo dopo Cristo, furono riprese solo alla fine dell'Ottocento dal francese Pierre De Coubertin. Poco è cambiato dalla prima Olimpiade: oggi come una volta i giochi si svolgono ogni quattro anni e le specialità nelle quali si misuravano gli antichi atleti Greci sono rimaste. Qualcosa è cambiato però, ed è cambiato sicuramente in meglio: ogni olimpiade moderna ha visto la partecipazione di una numero sempre maggiore di atleti, fino a permettere di gareggiare anche alle donne, mentre nell'antica Grecia la partecipazione ai Giochi era riservata esclusivamente ai maschi con cittadinanza greca. Inoltre si è sempre cercato di allargare i giochi olimpici a tutti gli sport, così che ogni atleta, indipendentemente dallo sport praticato, possa esprimersi a livello mondiale. Tuttavia una cosa molto importante è stata presa col tempo: le guerre non sono più state interrotte in occasione delle Olimpiadi; anzi nella seconda Guerra Mondiale è successo che furono i giochi ad essere interrotti. Sarebbe bello, visti tutti i fatti di cronaca successi in questi due o tre anni, che si interrompesse ogni ostilità e che le Olimpiadi tornassero ad essere la causa dell'unione dei popoli; ma mi rendo conto che oggi, nella società moderna, tutto ciò è impossibile. Per cui limitiamoci a godere di questi giochi, dello spettacolo che danno e a tifare per i nostri atleti che sicuramente daranno il massimo per loro stessi ma soprattutto per il pubblico che li ammira.
Andrea Facchi
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