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Santa Caterina

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O Speranza, dolce sorella della fede, tu sei quella che con le chiavi del sangue desideri la vita eterna, tu guardi la città dell'anima dal nemico della confusione, tu non allenti i tuoi passi perché il demonio con la gravità delle colpe commesse, vuole confondere l'anima per condurla alla disperazione; ma se virile perseveri nella virtù, ponendo sulla bilancia il prezzo del sangue, tu poni la corona della vittoria sul capo alla perseveranza, perché tu sperasti di averla in virtù del sangue. Tu sei quella che lega il demonio della confusione con la fune della fede viva, tu rispondi al sottile inganno che egli usa con l'anima, per tenerla nella continua tenebra e afflizione. Qualche volta l'anima avrà confessato il suo difetto schiettamente; il demonio allora, per impacciarle la mente, e perché non riceva con ardore di cuore il frutto della confessione, avrà fatto vedere all'anima che non si è bene confessata dei difetti dicendo: «Tu non li hai detti tutti; e quelli che tu hai detti, non li hai esposti nel modo in cui avresti dovuto. E molte altre cogitazioni e passioni manda nell'anima. Se allora l'anima non si eleva con prudenza e con speranza, ella rimane in una tiepidezza, in un tremore e affanno di mente, e in una tenebra, legandosi le braccia del santo desiderio, intrappolandosi nel laccio della confusione; in una sola parola ella si priva dell'allegrezza e si rende insopportabile a se stessa».

In che modo deve riparare affinché non giunga alla disperazione? Non c'è altro modo, se non col lume della fede che fa osservare alla coscienza come volontariamente senza malizia non ci sia veleno di colpa nell'anima che la confessione non possa espellere. Tuttavia confessi con umiltà di aver detto quei difetti imperfettamente, di non aver aggravata la colpa tanto quanto avrebbe dovuto; ma questa confessione sia condita con la speranza del sangue di Cristo, sperando che quello che manca da parte sua, sarà Egli che lo completerà.

L'altro rimedio è che col lume guardi quanto è ineffabilmente amata da Dio; il Suo amore non spregi il testimonio della buona coscienza, né sostenga che nell'anima rimanga cosa che sia stata fatta in offesa sua. Con questa fede, amore e speranza, si anneghi nella misericordia di Dio, discorrendo a sé medesima, confessando con semplicità di cuore; e non si preoccupi di più; lasci tranquillo il pensiero rivolto su di sé, e pensi piuttosto alla misericordia di Dio che ha ricevuta e riceve continuamente. E nel caso la battaglia e le molestie del demonio ritornassero, se le getti oltre le spalle come afflizione, e se la ponga dinanzi per umiliazione e conoscenza di sé, col frutto della vera e perfetta speranza; è più piacevole a Dio che si speri nel Suo sostegno per passare nella via della croce, che ad altro modo. E più abbondantemente riceverà il frutto del sangue. Questo è il rimedio, carissimo fratello, che vi dà la Verità eterna contro la vostra infermità.

Ora abbiamo visto qual è quella cosa che ci toglie il lume, e abbiamo visto quello che fa la fede, come abbatta la superbia e tolga la presunzione; e abbiamo visto il frutto che dà la fede, cioè la speranza.
Prego, e vi stringo a me per l'amore di Cristo Gesù, che noi possiamo passare con tale glorioso lume questo mare tempestoso, con ferma speranza e con vera conoscenza di noi; gettando a terra ogni nostro volere, parere e piacere, per vera umiltà; cercando di vestirci delle vere e reali virtù nella dottrina di Cristo crocifisso. Sono certa che avendo in voi il lume della fede farete tutto questo, altrimenti non ne sarete in grado. Vi dissi che io desideravo di vedere in voi questo dolce lume; e così prego che vi preoccupiate di averlo in voi. Pensate che Dio è più pronto a perdonare, di quanto non lo siate voi a peccare. Sperate e siate fedeli al sangue e alla santa Chiesa, e al sommo pontefice papa Urbano VI. Gesù è amore.

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