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MEDITAZIONE
II salmo inizia con una solenne dichiarazione: "la terra è del Signore". Sentimenti di adorazione, di amore uniti ad una profonda e commossa ammirazione sembrano naturali.

Passa un potente per le vie del mondo, e tutti si affrettano ad ossequiarlo: ne sono soggiogati. Lui è il padrone del mondo, di tutto anche dei potenti: ma perché si è nascosto sotto le apparenze del pane, pochi riconoscono in Lui il sovrano di tutto, l'ordinatore delle meraviglie terrestri e celesti, il dispensatore della ricchezza, Colui che dà e toglie agli uomini la potenza.

Quando potrò vedere l'universo dal cielo, lo contemplerò tutto teso verso il Tabernacolo in un grandioso atteggiamento di riconoscenza e di sottomissione.

Comprendo come sia valido e giusto l'invito mosso dal salmista alle opere tutte di benedire il Signore, perché le regge da questa casa, tanto umile e più ammirabile del cielo stellato, tanto angusta eppure eletta a contenere Colui che i cicli non possono contenere?
Posso dire o, meglio, sento che da questa casa tanto umile Gesù guida anche me?
Quando sarò lassù avrò la gioia di guardare al Tabernacolo santo come la casa che mi ha custodito sulla terra, per cui non mi sarà difficile o disagevole stare vicino a Gesù nella sua gloria essendogli stato vicino, stretto nella sua casa di umiltà, di povertà, di amore?
Sentirò la mia presenza in cielo come il prolungamento della mia vita eucaristica, come la ricompensa alla mia fedeltà al Sacramento eucaristico?
Riesce Gesù ad averci più vicini?
Sappiamo superare qualche metro o qualche piano di distanza per giungere a dirgli personalmente... Gesù sono qui?

Dalle altezze del cielo, dove Lui abita, un giorno si è avvicinato a me per rivolgermi un invito; dal tabernacolo mi ispira al cuore l'amore per i suoi altari. Gli ho risposto tanti anni fa e sono venuto da Lui. Ma mi accorgo ora che il salire fino a Lui è molto faticoso e la via è lunga. Dire ancora di si presentarmi alle sue chiamate sento che è più difficile ora che allora date le resistenze, le opposte inclinazioni, le stanchezze, gli scoraggiamenti, gli stordimenti, le rilassatezze che riscontro o che si verificano in me: ma è proprio da questo cumulo di difficoltà che Egli mi invita a stringermi a lui più vicino, perché solo così gli offro la possibilità di creare in me quella mondezza interiore ed esterna necessaria per darmi limpidezza alla vista e fare gioiosa la visione della vetta: Gesù insediato in me!

È inutile che mi cerchiate, è ancora solo qui accanto a Luì che mi è data la possibilità di vedere le scorie della mia condotta e del mio interno: quando Lo riceviamo nella santa Comunione veniamo a visitarlo, ci accorgiamo che a Lui non piace qualcosa che pure ci era sembrata una imperfezione trascurabile, e sentiamo l'esortazione ad una mondezza più nitida. E quando accetto questa esortazione, e con la forza che me ne deriva mi impegno perché scompaia quanto Lui non gradisce, che gioia venire a visitarlo per dirgli: Gesù non c'è più! L'ho superata, o per dirgli: Gesù mi sono impegnato, Tu l'hai visto....ma! Come allora ce Lo sentiamo più vicino con una delicatezza che sa di assicurazione del suo amore sempre valido; di incoraggiamento perché, se gli starò vicino, vedrò le meraviglie della sua potenza; di gratitudine, perché l'abbiamo preferito. Sì di gratitudine, certo, perché col sacrificarmi io divento un passaggio vivo di Gesù per cui Egli potrà essere più presente nel mio ambiente, nel mio lavoro, nelle mie conversazioni ecc.

Come sento che con Lui accanto il cammino, pur difficile, si fa più agevole ... La virtù o l'opera da fare non è il dovere arido del momento, ma una possibilità di dire a Gesù: eccomi..... Confessando così che Egli è buono e mi ama, per cui non ho avuto timore di sacrificare troppo per fare quanto ho fatto; Egli lo merita e comprendo anche se la sua compagnia ed il suo parlarmi al cuore esigono sempre maggior silenzio in me, sempre un maggior distacco da ogni cosa me compreso, soprattutto, valga la spesa di adattarmi, perché sento che la gioia e la pace si faranno veramente sovrane in me. Mi schiero con S. Agostino: il mio cuore è fatto per Iddio: in Lui solo la vera mia pace".

Se poi sto attento, avverto che si va formando in me un cuore anche più esigente. sono troppo ricchi i doni dei quali mi vuole ricolmare, perché io possa ancora appagarmi delle miserabili cose del mondo e del mondo religioso.

Perché tutto questo sia presto realtà, oh. come mi è necessario vivere nelle vicinanze dell'adorabile Sacramento perché aumenti in me il gusto delle cose eterne! Perché io non dissipi le energie della mente e del cuore dietro l'incanto delle futilità. Gesù ha sofferto la passione: attirandomi al santo tabernacolo Egli vuole ricordarmi questo: "son qui perché ho patito"; a Lui devo pensare quando mi prende la noia del soffrire; guardarlo nella spogliazione assoluta della Croce, quando le comodità della vita mi lusingano. In questa contesa, tra i desideri eterni e le seduzioni delle vanità, mi sono trovato ieri, oggi, mi troverò domani. Come è salutare stringere il S. Tabernacolo per non sentirsi portar via da questo vento!.

PREGHIERA PER IL PAPA

Signore Gesù,
Pastore etemo di tutti i fedeli,
tu che hai costruito la tua Chiesa
sulla roccia di Pietro,
assisti continuamente il papa
perché sia, secondo il tuo progetto,
il segno vivente e visibile,
e il promotore instancabile
dell'unità della tua Chiesa
nella verità e nell'amore.

Annunci al mondo con apostolico coraggio
tutto il tuo Vangelo.

Ascolti le voci e le aspirazioni
che salgono dai fedeli e dal mondo,
non si stanchi mai di promuovere la pace.

Governi e diriga il popolo di Dio
avendo sempre dinanzi agli occhi
il tuo esempio, o Cristo buon Pastore,
che sei venuto non per essere servito,
ma per servire e dare la vita per le pecore.

A noi concedi, o Signore,
una forte volontà di comunione con lui
e la docilità ai suoi insegnamenti.

O Dio, pastore e guida di tutti i credenti,
guarda il tuo servo Papa Francesco
che hai posto a presiedere la tua Chiesa;
sostienilo con il tuo amore,
perché edifichi con la parola e con l'esempio
il popolo che gli hai affidato,
e insieme, gregge e pastore,
giungano alla vita etema.

Per Cristo nostro Signore. Amen

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