Scritta da SNK
Copiose sono le anime erranti
di cotesto e di cotello regno,
inquiete nel loro glagiale silenzio
vagano per i meandri delle tenebre
in cerca impetuosa ed impalpabile
di una qualche fonte di energia che per la loro dannazione han perduto.
Invisibili alla luce, inguardabili alle tenebre,
vagano accompagnate dalla malinconica solitudine
che passo dopo passo nell'infinito li trascina...

Molte lune piene or sono, in una notte luminosa senza tregua alcuna,
un gruppo di creature all'uomo sconosciute vagavano
inquiete e lamentose, ignare dei loro desideri, dei loro sogni perduti,
ignari di quel sentimento che gli umani chiamano "amore".
Puo' esister mai una creatura piu' infelice
di quella che non sa' cosa cerca
nel mentre stesso di che lo sta' cercando
e cio' si ripete da numerosi lustri oramai?
Eppur tra loro era presente
un'anima alle fiamme sfuggita...
ella cosi' rimpiange di essere scampata alla biblica dannazione,
perche' fuggitavi da quella incappo' in una piu' tormentata condizione...
quella degli ignari, dei cosi' detti immemori, ad essi, ella, non apparterra';
delle acque del Lete non si disseto' al suo tempo,
ed e' per codesto motivo ch'ella vaga consapevole della vita passata
e di cio' che dei ricordi suoi un tempo fu',
ma incapace di nessuna forma di contatto,
fu costretta ad osservare senza potersi manifestare,
ne' nel mondo dei vivi, ne' in quello onirico;
ed e' questa la sua lamentosa, malinconica situazione.
Disperata dal'inutile destino che per l'eternita' l'attende
vagava in cerca di un qualcosa che dall'eterno tormento l'alleviasse:
avrebbe dato tutto, avrebbe accettato il doppio del tormento eterno
col gioioso sorriso di chi riceve un dono
tanto desiderato quanto inatteso, pur di vivere un'istante, un solo istante
di quel sentimento a noi cosi' noto e troppo spesso mal sfruttato.
Ma ella non aveva nulla da offrire, nulla...
era solo un'anima errante, spogliata da tutto,
i suoi ricordi sono il suo tormento, nulla pote' offrire, e nulla potra' offir mai...
"esserci sempre e non potermi manifestare...
avere visto il mondo e non poterlo raccontare...
accumulare cosi' tanta esperienza da offrire...
e non poterlo fare...
ricordare che ho amato qualcuno, ma non sapere cos'e' l'amore."
In compagnia di codeste parole nel pensiero ella vagava.
All'improvviso un pulpito!
Un brivido infinito le attraverso' la mente...
ed in ginocchio non pote' fare a meno di gettarsi

lacrime fiorivano sulle sue pallide guancie,
lacrime vecchie un secolo, ma cosi' fresche e limpide
da non sembrar le sue.
Un'attimo, un batter di ciglia, apparve un volto dentro lei,
era il suo amore?
era il suo dolore?
era il suo tormento?
un volto, un volto assai noto,
dolce, caldo, luminoso tanto da bruciar le retine!
"chi era quella visione?!
chi era quell'immagine impressa per un'istante
nella mia mente?!
nella mia mente...
ora ricordai... chi era...
ed il buio ancora una volta s'impossesso' di me.
era il mio amore, che fu poi il mio dolore...
ora ricordo l'amore!... ora ricordo di noi!...
ora ricordo... e non avrei voluto farlo!
era il mio amore... fu il mio dolore...
ed e' per mano sua che mi trovai a viver cosi'.
era il mio amore... fu il mio dolore...
ora ricordo... e' il mio uccisore!"
Chiuse gli occhi un'istante ed asciugo' cosi'
un'ultima lacrima, un'ultima ancora...
per poi riaprirli al dolce suono di un canto celestiale...
"piu' non ero nel buio della mia stanza abbandonata,
ma in uno mai visto, lontano da ogni mio pensiero
ed'una sagoma d'innanzi a me apparve lentamente:
un immenso aureo portone, socchiuso avanti a me.
Una fredda voce irruppe il mio stupore: "Vieni avanti"
ed io tremante un passo feci per poi fermarmi.
adesso una scelta mi si presento':
tornare in vita oppure entrare...
nel regno dell'eterno e gioioso riposo.
vorrei sentire il fremito dell'amore,
amore che un'anima non puo' provare...
ed e' cosi' che lasciai codesto luogo di luce e di gioia
sulle note della melodia piu' armoniosa
accompagnata dal calare del velo della notte
per la via del ritorno, mi addentro nelle tenebre
del mio regno, consapevole della luce che
ad ogni alba, nuova vita mi dona."
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