Tradizioni di Natale

IL NATALE DEI NONNI:
I PREPARATIVI DELLA FESTA 



Abbiamo intervistato il signor Fontaneto Savino, che un tempo viveva a Fontaneto d’Agogna in vicolo Romani. Ecco che cosa ci ha raccontato:
Al mattino ci svegliavamo presto per vedere che cosa ci aveva portato Gesù Bambino. 
Erano cose da poco, ma ai quei tempi, quando non si aveva niente, sembravano bellissimi regali. Poi si andava a messa, al ritorno si pranzava e noi bambini recitavamo insieme una poesia.
La vigilia di natale alle 19.00 suonava per le strade una campanella che avvisava che Gesù Bambino era nelle vicinanze. Noi bambini mettevamo vicino al camino un po’ di fieno e dell’acqua per il bue e l’asinello; poi si andava a dormire.
Per l’albero di Natale si prendeva un ramo che veniva addobbato con noci e fichi secchi. Anche il presepe era molto semplice: c’era del muschio e le statuine erano di cartone. Si regalavano cose utili come gli zoccoli di legno, le calze e i guanti.
I regali si facevano solo ai bambini.
Per l’occasione si faceva bollire una gallina e con il brodo si preparava il risotto. Il primo cucchiaio bisognava darlo alle galline perché cosi avrebbero fatto le uova tutto l’anno.Un piatto tipico era proprio il pollo bollito.
Non si mangiava il panettone, anzi non sapevamo neanche cosa fosse.
Inoltre non c’erano le illuminazioni neanche nelle città come Borgomanero e neppure tutti i negozi di oggi. Siccome mi piaceva disegnare avrei voluto una scatola di colori.
Mi ricordo una tipica canzoncina che diceva:  


Lucente senza vel 
un nastro brilla in ciel

Le pecore lo vedono
ed pastor gli chiedono:
“Bel nastro dove vai? 
Bel nastro di’ che fai? ”

La stella dolce e pia 
insegna a lor la via.


intervista a cura di Federico Fontaneto - 1A 


[Disegno di Ignazio Canestro - 2A]

Persona intervistata: il nonno e la nonna
Età: il nonno ha 74 anni, la nonna ha 71 anni.
Luogo dove abitano oggi: Cavaglio in vicolo Quarna.
Luogo dove abitavano: il nonno a Cavaglio in vicolo Quarna, la nonna in via Mazzini.

Quando i nonni erano piccoli il Natale si preparava così: qualche giorno prima della vigilia si andava nei boschi a prendere il muschio per fare il presepe. Alla vigilia si andava in chiesa due volte: la prima volta si andava per confessarsi, la seconda volta si andava a mezzanotte per assistere alla messa. Tornati da messa si andava a letto aspettando il mattino per vedere se c’era qualche dono: i bambini ricevevano dei fichi secchi, dei mandarini, degli arachidi e le bambine anche una bambola di pezza. Nel giorno di natale si festeggiava in famiglia con il pranzo, i piatti tipici erano: il risotto, la frittura di maiale e lo stufato d’oca. Non potevano mancare i dolci che erano: il panettone e la torta fatta in casa. I bambini mettevano, fuori dalle stalle, fieno e acqua credendo che Gesù Bambino (Babbo Natale non lo conoscevano) e il suo asinello mangiavano e bevevano il fieno e l’acqua. L’albero di Natale non si conosceva, però, come ho già detto, si conosceva il presepe, si conoscevano le canzoni di Natale e nella Santa notte, passavano gli zampognari con le zampogne a suonare di paese in paese.


intervista a cura di Federico Tacca - 2A

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