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CHIESA PARROCCHIALE DI SAN LORENZO MARTIRE
(COLLEGIATA)
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STORIA LE CHIESE VITA PARROCCHIALE INFORMAZIONI
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La storia del tempio è indissolubilmente legata alle vicende della pieve di S.Lorenzo, il più antico edificio sacro di Montecosaro di cui collochiamo le origini in età paleocristiana. Questa divenne sede di un "ministerium", ovvero di un funzionario minore del conte che esercitava compiti giurisdizionali su distretti poco estesi. Apparentemente il territorio del ministerium di
S.Lorenzo ricalcava quelli che grosso modo sono gli attuali confini
comunali. La pieve era sita originariamente extra muros, ai piedi del
colle lungo la strada fermana. Sul luogo sorgono oggi alcuni edifici
moderni e dagli anni '50 la caserma dei carabinieri. Per costruirla si
dovettero demolire le fondamenta di un torrione che giacevano interrate da
secoli. Forse si trattava dei ruderi della torre campanaria, visto che gli
anziani ricordano quel luogo col nome di "Pervecchia" (Pieve Vecchia).
Possiamo invece affermare con certezza che nel 1490, le prerogative della
pieve vennero trasferite all'intemo del borgo, nella chiesa di S.Maria in
Piazza.
Riedificata nelle forme attuali nel 1723,
fu
sopraelevata e ampliata occupando in parte, per regolarità della
Fabbrica, l'attiguo palazzo dei duca Cesarini signore di Montecosaro.
Nel 1766 fu aggiunta la Sagrestia, e nel 1773, con bolla di papa Clemente
XIV la chiesa venne eretta a Collegiata. Dell'edificio medievale resta solo il campanile romanico, comunemente fatto risalire al X secolo. E' stato costruito in laterizi, ma poggia su di un basamento più antico composto da grosse pietre in arenaria, normale quindi ipotizzare per esso un'origine anteriore. Considerando la posizione elevata ed il materiale utilizzato, è probabile che l'attuale campanile fosse la torre di avvistamento di un complesso fortificato altomedievale. E' munito di quattro campane poste a circa venti metri d'altezza, di cui le più antiche risalgono al 1802, mentre le altre sono realizzazioni della metà degli anni '50.
La composizione presenta la Madonna
mentre allatta il Bambino seduto sulle
La Sacra Immagine, un tempo molto cara ai
montecosaresi,
è esposta alla venerazione dei fedelì, con la preziosa e artistica
cornice, anche essa restaurata. E' di
pregevole fattura ma in parte rimaneggiato e restano ancora ignoti autore
e scuola pittorica. Sopra le acquasantiere sono visibili due croci scolpite su pietra, anch'esse appartenenti alla chiesa medievale. Di seguito ammiriamo l'altare dell'Immacolata, con una preziosa tela seicentesca collocata nel timpano.
L'opera è di Andrea Sacchi e raffigura S.Sebastiano trafitto nel petto. Alle spalle dell'altar maggiore, fa bella mostra di se il notevole coro in noce completato nel 1762 dal Piccioni.
I dipinti dell'abside, del presbiterio e del soffitto sono invece opera del pittore-partigiano Vincenzo Monti (1908-1981), nativo di Pollenza e attivo nella Brigata del comandante Vera. Soggiornò e dipinse a Montecosaro anche per sfuggire ai tedeschi e più d'una volta evitò la cattura travestendosi da prete o nascondendosi nei campi di grano.
Proseguendo in senso inverso lungo la
navata di sinistra, ci imbattiamo nel gioiello della Collegiata, il grande
crocifisso pre-giottesco trasferito sul finire del '400 dall'antica pieve
di
Di grande pregio anche l'organo a sette registri, realizzato nel 1764 da
Giovanni Fedeli della Rocchetta di Camerino.
Ad un periodo successivo dovrebbero risalire l'inginocchiatoio
vicino all'entrata, i confessionali in legno verniciato e i due pulpiti.
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