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Boycott
SIGARETTE MARLBORO
In tutto il mondo, le vendite di tabacco sono dominate da sei enormi multinazionali (American Brands, BAT, Hanson, Philip Morris, Rembrandt, RJR Nabisco) e da alcuni monopoli di stato.
Tutte le compagnie attuano una commercializzazione irresponsabile, poichè promuovono un prodotto che, secondo l'OMS, è collegato a 2,5 milioni di morti all'anno nel mondo. Anche la maggior parte delle industrie del tabacco ora ammettono che fumare è un fattore di rischio per il cancro al polmone e altre malattie. Nel Regno Unito 9 morti su 10 di cancro al polmone, bronchite cronica ed enfisema, nonchè 1 morto su 5 di malattie cardiovascolari, sono collegati al fumo. Anche il fumo passivo è stato associato ad effetti negativi sulla salute.
Calando le vendite in Occidente, l'industria del tabacco sta guardando per il futuro ai mercati del Terzo Mondo. Nel mondo, le vendite di tabacco stanno aumentando del 2% all'anno. Il tabacco, come coltura per l'esportazione, causa problemi simili a prodotti come caffè o zucchero: misere condizioni di lavoro, salari bassi, dipendenza dai mercati, latifondismo, uso di pesticidi, sottrazione di terre fertili alla produzione di cibo.
Nel maggio 1993 INFACT, associazione di Boston che lotta per un comportamento eticamente corretto delle multinazionali, ha dato il via alla campagna di boicottaggio contro l'industria delle sigarette. L'industria americana del tabacco, che controlla un mercato di 50 miliardi di $ all'anno, si sta rivolgendo verso nuovi "mercati in espansione". La strategia industriale ha scelto di colpire bambini e giovani, che sono i più vulnerabili e diventano consumatori per tutta la vita. Il 60% delle persone che fumano cominciano infatti prima dei 14 anni. Un altro bersaglio sono le donne, la gente di colore negli USA, e la gente dei paesi del Sud del mondo. Mentre il consumo di sigarette è sceso in Occidente, nel Terzo Mondo, dove la legislazione sanitaria è carente, negli ultimi 25 anni è cresciuto del 70%. Ogni giorno le compagnie americane spendono 11 milioni di $ in pubblicità: più di quanto il governo USA spende per la prevenzione del fumo in un anno. L'industria sostiene che tutta questa pubblicità ha lo scopo di persuadere gli adulti a cambiare marca di sigarette. Ma la realtà dice il contrario. Per esempio, la quota di mercato delle sigarette Camel, per i minori di 18 anni, è balzata da meno dell'1% al 33% in tre anni, grazie ad una campagna pubblicitaria di alto livello, con protagonista un personaggio dei cartoni animati. Il 10% dei ragazzi tra 11 e 15 anni fuma regolarmente. Essi sono sedotti da pubblicità che dipingono il fumo come adulto e alla moda. La sponsorizzazione di attività sportive paradossalmente associa il fumo ad uno stile di vita salutare. Nei paesi in via di sviluppo le pubblicità propagandano "il sogno americano"... salute, benessere e consumo. Nonostante i suoi pericoli per la salute, il tabacco è il prodotto di consumo meno regolato negli USA. Nessuna agenzia federale controlla la produzione, la distribuzione, la vendita, l'etichettatura e la sicurezza degli additivi chimici nelle sigarette.
La Philip Morris è la prima produttrice di sigarette nel mondo, ed è presente in 180 nazioni: le sigarette Marlboro sono il prodotto di largo consumo più venduto. Il 56% delle sue entrate proviene da prodotti alimentari e ciò la rende un bersaglio vulnerabile all'azione dei consumatori.
[fonte: Boycott Network]
-> Consulta la scheda su Philip Morris!!!
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