Gli Zetà fanno le cose per
bene.
Un packaging curato nei minimi dettagli, con tanto di cartellina,
biografia, foto e quant'altro. Un cd curato nei minimi dettagli, ben
realizzato, con tutti i suoni al posto e al volume giusto. Non è
che non vada bene, è che sebbene la produzione sia notevole
(direi stra-produzione), mi sembra ecceda un po' nella ricerca del
difficile, o del "riempitivo per forza".
3 pezzi: molto carina Salvami, sicuramente la più attuale e
scritta meglio, meno Zetà e Quel Giorno Da Bambino, per un'interpretazione
vocale e un arrangiamento ai limiti del sanremese. Sanremese non vuol
dire per forza brutto, il fatto è che io ascolto più
o meno tutto, tranne quello. Non intendo il Sanremo istituzionale,
noioso, ma quel Sanremo Giovani da cui ogni tanto traspare qualche
buona idea, senza però essere al passo coi tempi. Si scorge
il tentativo di avvicinarsi a sonorità più internazionali
(Soundgarden?), ma alla fine rimane l'idea che di Rock ci sia poco
e sia tutto un po' troppo "italiano", nel senso arretrato
del termine, anche per colpa di un mixaggio pulitino e perfettino
e una voce che a volte ricama tonalità un po' fuori luogo.
Testi non eccelsi, ma formalmente abbastanza buoni. In definitiva...
Ci sanno fare, e può darsi troveranno la loro strada suonando
in questo modo ormai difficilmente proponibile, ma, intravedendone
le capacità sia a livello esecutivo (ottima esecuzione) sia
a livello artistico (buona scrittura), con un po' di sforzo in attualità
e "deregulation" sicuramente li apprezzerei di più. |