Quando ascolto un cd come questo
provo sempre una tremenda sensazione di fastidio.
Insomma, vedere nascosti nell'underground certi talenti non puo' che
fare inorridire gli amanti della musica di qualità. Se già
con l'ultimo "Dormi Di Nuovo Poco?" (anno 2002) si poteva
assaporare il valore dei Monicamotormotel, questo loro quarto mini-cd
di cinque brani è una lampante conferma delle loro enormi potenzialità.
Trionfo dell'analogico, suoni curati, groove incalzante (merito di
una rischiosa, ma appagante, registrazione in presa diretta), testi
in primo piano ("la verità rimane dentro, ti ho sognato
e tu non lo saprai mai"), e anche una veste grafica suggestiva,
da fare invidia a certi presuntuosi disegnatori che imbrattano i dischi
della top-ten.
Lo confesso, sono rimasto folgorato da Noir, la canzone che apre il
cd di questi intrepidi rockettari. Fa breccia immediatamente: sapienti
entrate e uscite degli strumenti, atmosfere Muse, testo curato e cantato
col cuore. Tutto il resto c'è, e funziona, ma la qualità
della prima traccia è di gran lunga superiore alle altre.
ZeroG e Pioggia, che chiudono il disco, sono immediate e dirette,
e pare evochino rispettivamente i primi e gli ultimi Marlene Kuntz,
mentre la seconda e la terza traccia vanno prese a piccole dosi, per
apprezzarle: sarà per il cantato un po' sulla difensiva di
Come Mi Vuoi, o sarà per la voce che rincorre un po' la metrica
nella strofa della title-track La Via Più Breve. Dunque non
sono perfetti, questi Monicamotormotel, ma ascoltando ad alto volume
questo disco se ne coglie il talento e la passione.
Se siete fan del rock italiano più intenso, vero e valvolare,
non potete perdervi questo gioiellino, o se per sbaglio non lo foste
mai stati, provate a metterlo sul lettore: probabilmente cambierete
idea. Io, intanto, vado ad ascoltarmi Noir. |