Freschi vincitori di RockOnCircle
e Torre d'Avvistamento, i Melanie Efrem raccolgono nell'ep "Il
sogno di Irma" i pezzi registrati nell'ultimo anno di attività.
Alcuni aspetti colpiscono subito e contribuiscono a darne l'impressione
di un gruppo con una precisa identità.
1. le musiche sono il risultato di una commistione di rock dallo stampo
decisamente chitarristico e basi elettroniche. Una miscela decisamente
inedita, considerando che le chitarre hanno influenze prevalentemente
alternative e che bassista e batterista nelle loro parti attingono
a un background di tipo numetal/crossover. Da questo punto di vista
il cd presenta una band che ha già raggiunto una certa maturità,
in più con ottimi potenziali live.
2. il cantato è di estremo interesse. Mentre la linea vocale
"all'italiana" va a deformarsi in metriche volubili e mutevoli,
i testi partono dalla scuola di Godano e Lindo Ferretti per trovare
una poetica tutta loro, che descrive la rattrappita quotidianità
di un "vivere in percentuale". "Se il fisico fa pena
la mente fa paura, e so che non avrò mai la vostra compassione,
sarò folle ma ne sono consapevole, tu ti credi normale ma non
ci sono prove". Mentre in molti (troppi) gruppi i testi sono
trascurabili e affrettati, nei Melanie Efrem diventano preziosi e
brillanti: "suono solo per me, per catartica ricerca di un sè".
In ogni caso, un cd da ascoltare a volume 10. |