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Armstrong?
s/t
 
Ep autoprodotto
2006
 
La scena torinese si arricchisce finalmente di un' altro gruppo di livello e spessore: gli Armstrong? (si, col punto interrogativo che sta a significare or what?: Armstrong, o cos'altro?). L'intelligente e arguta domanda che questi tre ragazzi si pongono come premessa al loro progetto musicale ce la poniamo anche noi: che cosa/chi sono gli Armstrong? I vostri ragionevoli dubbi verranno chiarificati non appena andrete ad un loro concerto e potrete godere appieno della loro performance ma soprattutto entrare in possesso di questo EP di otto tracce, che non ha titolo bensì una simpatica mucca (o toro?) bicolore in copertina e un packaging capace di far impallidire chiunque, tanto è curato e dettagliato. Il nome che è stato scelto per questo progetto, si adatta perfettamente ai suoni e alle atmosfere delle otto canzoni.
Suoni fuori dal comune, loop coinvolgenti, inserti elettronici dosati in modo pregevole lungo tutta la durata del disco, una voce eterea e sfuggente (alla My Bloody Valentine) che sa emozionare, come in Apostrophe of my love.
Musica per chi non è abituato al solito (e stanco) canone di canzone da tre minuti, che erroneamente qualcuno potrebbe etichettare post-rock. Influenze di gruppi appartenenti a questa categoria ce ne sono (Mogwai su tutti), però provate ad ascoltare Ticket for bedroom o What control; la prima è una pregevole canzone pop che al primo ascolto mi ha ricordato, soprattutto per le melodie vocali, i Teenage Funclub mentre la seconda è la canzone che ripaga lo sforzo degli Armstrong? di mediare tra il post-rock e l'indie pop, riuscendo a creare una canzone a metà strada tra atmosfere mogwaiane e ritornelli incalzanti alla Yuppie Flu (anche se le chitarre nel ritornello non spingono come mi sarei aspettato!).
Nel loro Myspace si definiscono tra le altre cose shoegaze: segno che non serve atteggiarsi per far buona musica e alla fine… chi ha bisogno di ascoltare questa musica anche usando la vista, dato che riesce ad arrivare dritta al cuore, grazie a melodie tanto semplici quanto intricati sono i giri di chitarra che le trasportano?
A livello di chitarre non possiamo non individuare l'influenza dei Radiohead; ma se pensate che oramai li citano tutti incondizionatamente, andate prima a sentire gli Armstrong? dal vivo, prendete il loro cd e poi ditemi se ho ragione o no.
Per il prossimo lungo viaggio che farete in macchina caricate sul vostro lettore Superman mon amour, ideale per un viaggio notturno, lasciandosi trasportare dalla musica, immaginando di essere altrove. Magari sulla luna.
 
www.myspace.com/armstrongorwhat
 
Andy - rockoncircle@libero.it