La scena torinese si arricchisce
finalmente di un' altro gruppo di livello e spessore: gli Armstrong?
(si, col punto interrogativo che sta a significare or what?: Armstrong,
o cos'altro?). L'intelligente e arguta domanda che questi tre ragazzi
si pongono come premessa al loro progetto musicale ce la poniamo anche
noi: che cosa/chi sono gli Armstrong? I vostri ragionevoli dubbi verranno
chiarificati non appena andrete ad un loro concerto e potrete godere
appieno della loro performance ma soprattutto entrare in possesso
di questo EP di otto tracce, che non ha titolo bensì una simpatica
mucca (o toro?) bicolore in copertina e un packaging capace di far
impallidire chiunque, tanto è curato e dettagliato. Il nome
che è stato scelto per questo progetto, si adatta perfettamente
ai suoni e alle atmosfere delle otto canzoni.
Suoni fuori dal comune, loop coinvolgenti, inserti elettronici dosati
in modo pregevole lungo tutta la durata del disco, una voce eterea
e sfuggente (alla My Bloody Valentine) che sa emozionare, come in
Apostrophe of my love.
Musica per chi non è abituato al solito (e stanco) canone di
canzone da tre minuti, che erroneamente qualcuno potrebbe etichettare
post-rock. Influenze di gruppi appartenenti a questa categoria ce
ne sono (Mogwai su tutti), però provate ad ascoltare Ticket
for bedroom o What control; la prima è una pregevole canzone
pop che al primo ascolto mi ha ricordato, soprattutto per le melodie
vocali, i Teenage Funclub mentre la seconda è la canzone che
ripaga lo sforzo degli Armstrong? di mediare tra il post-rock e l'indie
pop, riuscendo a creare una canzone a metà strada tra atmosfere
mogwaiane e ritornelli incalzanti alla Yuppie Flu (anche se le chitarre
nel ritornello non spingono come mi sarei aspettato!).
Nel loro Myspace si definiscono tra le altre cose shoegaze: segno
che non serve atteggiarsi per far buona musica e alla fine
chi
ha bisogno di ascoltare questa musica anche usando la vista, dato
che riesce ad arrivare dritta al cuore, grazie a melodie tanto semplici
quanto intricati sono i giri di chitarra che le trasportano?
A livello di chitarre non possiamo non individuare l'influenza dei
Radiohead; ma se pensate che oramai li citano tutti incondizionatamente,
andate prima a sentire gli Armstrong? dal vivo, prendete il loro cd
e poi ditemi se ho ragione o no.
Per il prossimo lungo viaggio che farete in macchina caricate sul
vostro lettore Superman mon amour, ideale per un viaggio notturno,
lasciandosi trasportare dalla musica, immaginando di essere altrove.
Magari sulla luna. |