Chi è Francesco Totti ? E che cosa rappresenta
per noi tifosi romanisti ? Non è certamente semplice iniziare a parlare
di Francesco per rispondere in maniera esauriente a queste due domande.
Francesco è la persona che tutto il popolo giallorosso ha sempre sognato
di vedere giocare con la maglia della Roma. Dall'inizio. Dai tempi di
Campo Testaccio. Il tifo giallorosso da quel fatidico 1927 vive con
emozione e passione le vicende della sua Roma, emozioni passate attraverso
giocatori di tutti i tipi e di tutte le razze: dai grandi attaccanti
nord europei ai centrocampisti brasiliani, dalle ale argentine a quelle
uruguayane, dagli assi stranieri a quelli italiani. Tanti giocatori
osannati ed amati in modo sincero e caloroso, passionale ed a volte
smisurato anche, ma mai uno che fosse stato perfetto sotto tutti i profili.
Fino a quando, in quel Roma-Brescia del 28 marzo 1993, entrò in campo
Francesco Totti. Le sue caratteristiche, come calciatore (e non solo
come tale, ma di questo se ne parlerà più avanti), sono impressionanti.
E' facile tessere elogi ad un giocatore come
Francesco; basta semplicemente cominciare a citare la sua tecnica, propria
di quel formidabile piede destro da cui nascono magicamente le principali
azioni della Roma e della Nazionale e che lo fece uscire, in un Milan-Roma
d'estate (tanto per citare un esempio a caso), tra gli applausi del
pubblico avverso di San Siro; e poi parlare, perché no, delle sua incredibile
intelligenza tattica, quell'intelligenza che gli consente di giocare
indifferentemente come centrocampista, oppure ala oppure ancora attaccante
puro; e delle sue finte, che gli fanno saltare un avversario in tutta
scioltezza lasciandolo sul posto; e della determinazione del suo carattere,
che gli fa superare i momenti difficili; ed ancora della sua classe,
che gli fa fare in maniera semplice e naturale ciò che agli altri è
assolutamente precluso in partenza. E la potenza, che traspare chiaramente
nelle sue giocate, che siano da fermo o in velocità.
E' per tutto questo che Francesco è amato dal
popolo giallorosso, di cui rappresenta e rappresenterà per sempre la
bandiera, l'icona, la fede, la romanità. La sua spontaneità, la sua
bontà, la sua sincerità, la sua voglia di scherzare e di essere ironico
(tutte caratteristiche proprie dei romani), hanno fatto breccia nel
cuore della città: così è e solo così poteva essere. Lui, da persona
intelligente e sensibile, ha capito tutto questo, e si è calato perfettamente
nel ruolo che gli compete, ossia quello di rappresentarci come persona
in tutti gli stadi d'Italia ed in tutti i posti dove c'è bisogno di
amore e di aiuto. E' ormai riconosciuto da tutti il suo ruolo più importante,
ancor più delle sue prestazioni calcistiche: è stato recentemente nominato
ambasciatore dell'Unicef, grazie al suo grande cuore ed all'impegno
che dedica nell'aiutare le persone meno fortunate, dedicando a questa
attività la stessa passione con la quale si adopera calciando un pallone.
Noi romanisti che stiamo vivendo quest'epoca calcistica siamo davvero
fortunati: chi ci ha preceduto non lo ha potuto ammirare per niente;
le generazioni che verranno potranno solo sentirne parlare e vederne
le immagini. Noi ce lo stiamo gustando adesso !