TRA BREVE-aprile 2012
Scuola media Divisione julia - Trieste 20 marzo 2012
a Trieste 13 -17 giugno 2012- conferenza e insegnamenti
domenica 4 marzo 2012 a Trieste
Il VOLTO dell'ASSOLUTO-- Mostra di icone bizantine contemporanee dei monaci del Monte Athos
La
sezione di Religioni per la Pace – Regione FVG,
insieme
al Centro Culturale Studium Fidei, propongono
giovedì
24 novembre 2011- alle ore 18.00
Il
Dialogo è uno strumento prezioso
per la conoscenza reciproca, primo passo indispensabile per costruire la Pace
tra le genti… “…come puoi dire di amare Dio che non vedi, se non ami il
fratello che vedi…”(1Gv,2…)
All’incontro
di Dialogo interreligioso sono invitate le comunità religiose ( cristiane:
ortodosse, cattolica, evangeliche), ebraica,islamica,buddhista,baha’i..)
presenti in città.
E’
bandita ogni forma di sincretismo, irenismo o proselitismo da tutti considerati
offensivi per un credente autentico.
Informazioni: Religioni per la Pace –FVG http://digilander.libero.it/sitoecumenico
e mail ecumenico@tin.it- cell339 6207061
La
sezione di Religioni per la Pace – Regione FVG,
insieme
al Centro Culturale Studium Fidei, propongono
giovedì
13 ottobre 2011- alle ore 18.00
Il
Dialogo è uno strumento prezioso
per la conoscenza reciproca, primo passo indispensabile per costruire la Pace
tra le genti… “…come puoi dire di amare Dio che non vedi, se non ami il
fratello che vedi…”(1Gv,2…)
Parrocchia
Serbo Ortodossa di San Spiridione
All’incontro
di Dialogo interreligioso sono invitate le comunità religiose ( cristiane:
ortodosse, cattolica, evangeliche), ebraica,islamica,buddhista,baha’i..)
presenti in città.
E’
bandita ogni forma di sincretismo, irenismo o proselitismo da tutti considerati
offensivi per un credente autentico.
Informazioni: Religioni per la Pace –FVG http://digilander.libero.it/sitoecumenico
e mail ecumenico@tin.it- cell339 6207061

La
sezione di Religioni per la Pace – Regione FVG,
insieme
al Centro Culturale Studium Fidei, propongono
giovedì
6 ottobre 2011- alle ore 18.00
Il
Dialogo è uno strumento prezioso
per la conoscenza reciproca, primo passo indispensabile per costruire la Pace
tra le genti… “…come puoi dire di amare Dio che non vedi, se non ami il
fratello che vedi…”(1Gv,2…)
Comunità
Greco Orientale di Trieste
All’incontro
di Dialogo interreligioso sono invitate le comunità religiose ( cristiane:
ortodosse, cattolica, evangeliche), ebraica,islamica,buddhista,baha’i..)
presenti in città.
E’
bandita ogni forma di sincretismo, irenismo o proselitismo da tutti considerati
offensivi per un credente autentico.
Informazioni: Religioni per la Pace –FVG http://digilander.libero.it/sitoecumenico
e mail ecumenico@tin.it- cell339 6207061
in
collaborazione con la Cappella Civica di
Trieste
nella Cattedrale di San Giusto.
Nota
importante.
Nel
giorno della festa della
Esaltazione
della Santa Croce
martedì
27 settembre - alle ore 09.00
CORO DELLA CATTEDRALE DI BELGRADO

-Prima
Società Corale di Belgrado-
eleverà
il Canto di Lode durante la
Divina Liturgia (La Santa Messa) nella Chiesa di San Spiridione.
Ingresso
libero
il Parroco, Arciprete Rasko Radovic
CELEBRANO INSIEME LA FESTA DELLA CREAZIONE
venerdi
23 settembre 2011- ore 18.30

Chiesa
Greco-Ortodossa di San Nicola
Riva
Tre Novembre, 7
a partecipare alla celebrazione
Lettera dell'Arcivescovo mons Giampaolo Crepaldi in occasione del 1 settembre
Incontro di preghiera per la Salvaguardia del Creato
1
settembre
Giornata
per la Salvaguardia del Creato
In
una terra ospitale educhiamo all’accoglienza
La
Chiesa che è in Italia ha individuato nel primo di settembre la giornata
di riflessione e preghiera circa i rapporti tra umanità e ambiente e la
ha denominata “Giornata per la Salvaguardia del Creato”. Il tema di
quest’anno è: “In una terra ospitale educhiamo all’accoglienza”.
E’ stato predisposto dalle
Commissioni Episcopali CEI per i Problemi del Lavoro e per l’Ecumenismo,
un messaggio suddiviso in quattro parti: l’uomo, creatura responsabile
ed ospitale; il problema dei rifugiati ambientali; educare
all’accoglienza; i miti eredi di questo mondo.
Destinatari di questa presa di
coscienza anzitutto sono le nostre comunità cristiane e i singoli
christifideles di tutte le età, stati di vita e ceti sociali. Il creato
è la dimensione spazio-temporale in cui il Creatore ha fatto l’uomo sua
immagine e somiglianza (Gen 2,8-15) per custodire e, come dice il Concilio
Vaticano II, per perfezionare ciò che Lui aveva chiamato ad essere.
Mi rivolgo ai fedeli laici presenti
ed impegnati nelle nostre comunità cristiane e a coloro che sono presenti
nella ‘città terrigena’ quale sale e luce di quei valori non
negoziabili che debbono contraddistinguere l’operato di un cattolico
nella società.
1.
L’uomo,
creatura responsabile ed ospitale
E’
opportuno riflettere sull’identità della persona umana che è grande
proprio perché è l’immagine di Dio e quindi, in primis, l’uomo deve
dare cittadinanza a Dio nella sua coscienza e nei suoi parametri di
valutazione e di azione.
Il
credente ha il compito di aiutare la società di oggi a riconoscere che
l’uomo è realtà penultima e Dio è la sua piena realizzazione. Ed in
questo, direbbe S.Agostino, l’uomo trova pace.
Ogni
percorso di pensiero antropologico ci presenta la persona umana come
soggetto che, in virtù delle sue capacità razionali di intendere e
volere, è anche responsabile dei suoi pensieri, delle sue azioni e
omissioni.
Questa
sua responsabilità la deve espletare nei rapporti con Dio, con sé stesso
e con il suo prossimo.
Una
responsabilità per il cristiano diversa dalla risposta di Caino: “sono
forse io custode di mio fratello?” (Gen 4,9) che si fa accoglienza e
generosa tutela del più debole, nella legalità e nella giustizia,
premessa questa per un vero e profetico atto di carità. E’ la
consapevolezza dell’appartenenza alla stessa natura umana che ci deve
spingere a tutelare nel fratello/sorella in difficoltà, l’imago Dei.
E’
la stessa dignità di figlio di Dio che ci dona il battesimo e la fede in
Cristo Gesù che non può lasciarci indifferenti nei confronti dei
diseredati e quindi offrire loro gesti concreti di speranza.
2.
Il
problema dei rifugiati ambientali
L’abbandono
da parte di singole persone, famiglie o gruppi comunitari di adulti, giovani
e bambini di territori del nostro pianeta per la desertificazione, il
degrado e la perdita di produttività di vaste aree agricole,
l’inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere, la perdita della
bio-diversità, l’aumento di eventi naturali estremi, il disboscamento
delle aree equatoriali e tropicali[1],
ci interpella chiedendoci anzitutto di conoscere e informare su questa nuova
e drammatica forzata migrazione.
Tutti
possiamo fare opinione e pressione sulla comunità internazionale e sulle
persone che hanno a cuore l’habitat dell’intera umanità perché,
anzitutto, si intervenga concretamente “a quo” sul da farsi
nell’arrestare quei fenomeni di impoverimento ambientale che hanno la loro
causa nella speculazione e nella mal gestione del territorio.
3.
Educare
all’accoglienza a partire dalla custodia del creato
Accogliere
è uno degli atteggiamenti che gli Apostoli hanno rilevato nella vita di
Cristo Gesù. Infatti il Maestro e Signore accoglie i peccatori, i malati, i
fanciulli, i dubbiosi e inoltre non disdegna di entrare nella casa di
Zaccheo e di accogliere Nicodemo di notte. L’accoglienza è uno stile che
non può mancare in una comunità cristiana. Il messaggio dei Vescovi
italiani per la 6a giornata per la salvaguardia del Creato ci
esorta a farci carico del Creato. Anzitutto lodando Dio per ciò che ci ha
donato , sentendoci responsabili dell’intera creazione, ed infine facendo
nostro lo stile della gratuità e del servizio nei confronti di ogni
persona. Il tutto deve partire da una convinzione che ci viene dalla fede e
cioè che è in Cristo che la solidarietà diviene reciprocità e vera
fraternità.
La
giornata della salvaguardia del Creato può essere inoltre l’occasione per
un incontro tra le varie confessioni cristiane che si pongono quale
coscienza per tutta la società al fine di sensibilizzare l’intera
famiglia umana a cooperare “affinchè le risorse ambientali siano
preservate dallo spreco, dall’inquinamento, dalla mercificazione e
dall’appropriazione da parte di pochi”[2].
Anche questo impegno diviene evangelizzazione e rispetto delle vestigia del
Creatore e della sua sapiente attenzione per la vita.
4.
I
miti, eredi di questo mondo
Matteo
nel riportare il discorso della Montagna ci offre un criterio di
“possesso” che non appartiene alla logica della sopraffazione o
dell’imposizione.
Per
lui coloro che possederanno la terra nella logica del regno di Dio sono i
miti (Mt 5,5), cioè coloro che nella semplicità di un cuore limpido e puro
sono lontani da cattiverie, speculazioni o linguaggi violenti e quindi si
commuovono e si preoccupano del bene di ogni creatura e persona. Chi sa
realizzare per sé la attenzione evangelica della mitezza è colui che più
di ogni altro può concretamente spendersi per far comprendere il dono della
creazione e il dovere di custodirla vedendo in questo un indiretto atto di
amore verso Dio creatore e signore di tutte le cose.
![]()
Giampaolo Crepaldi
Arcivescovo - Vescovo di Trieste
[1] Benedetto XVI, Messaggio per la Giornata della Pace del 2010 n.4
[2] CEI, Messaggio per la 6 Giornata per la Salvaguardia del Creato 1 settembre 2001 n. 3
INCONTRO
DI PREGHIERA SALVAGUARDIA DEL CREATO
23
SETTEMBRE 2011
ORE
18.30
Chiesa Greco Ortodossa di San Nicola
Riva
Tre Novembre 7 Trieste
Introduzione:
Archimandrita padre
Gregorios Miliaris
Canto
iniziale: Coro Ecclesiale della Comunità Greco Orientale di Trieste
(
Dòxasi to dìxandi to fòs…)
Gloria a Te che ci hai mostrato la luce!
Gloria a
Dio nel più alto dei cieli, pace sulla terra, e per gli uomini benevolenza.
Noi ti
celebriamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie
per la tua grande gloria.
Signore,
Re del cielo, Dio Padre onnipotente; Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo
e Santo Spirito.
Signore
Dio, agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli il peccato del mondo
abbi pietà di noi: tu che togli i peccati del mondo.
Accogli la
nostra supplica, tu che siedi alla destra del Padre, e abbi pietà di noi.
Perché tu
solo sei santo, tu solo Signore, Gesù Cristo, a gloria di Dio Padre. Amìn.
Ogni giorno ti benedirò,
e loderò il tuo nome in eterno e nei secoli dei secoli.
Concedici,
Signore, in questo giorno, di essere custoditi senza peccato.
Benedetto
sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, degno di lode e glorificato è il tuo
nome nei secoli. Amìn.
Sia la tua
misericordia, Signore, su di noi, come in te abbiamo sperato.
Benedetto
sei tu, Signore: insegnami i tuoi decreti. (3 volte)
Signore,
ti sei fatto nostro rifugio di generazione in generazione. Io ho detto:
Signore, abbi pietà di me, sana l’anima mia perché ho peccato contro di
te.
Signore,
in te mi sono rifugiato: insegnami a fare la tua volotà, perché tu sei il
mio Dio.
Poiché
presso di te è la sorgente della vita, nella tua luce vedremo la luce.
Dispiega
la tua misericordia per quelli che ti conoscono.
Santo Dio, Santo forte,
Santo immortale, abbi pietà di noi. (3 volte)
Gloria al
Padre e al Figlio e al Santo Spirito, ora
e sempre e nei secoli dei secoli. Amìn.
Santo
immortale, abbi pietà di noi.
P. Preghiamo.
C. Kìrie Elèison .
O Dio, che estendi
a ogni creatura la tua paterna sollecitudine, fa’ che tutti gli uomini,
che hanno da te un’unica origine, formino una vera famiglia, unita nella
concordia e nella pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio, che
è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i
secoli dei secoli.
A.
Amen.
1.a
Lettura: Ef 2,18-22. Siamo concittadini dei
santi e familiari di Dio.
Per
mezzo di Gesù Cristo noi tutti, Ebrei e pagani, possiamo presentarci a Dio
Padre, uniti dallo stesso Spirito Santo.
Di
conseguenza, ora voi non siete più stranieri, né ospiti. Anche voi,
insieme con gli altri, appartenete al popolo e alla famiglia di Dio. Siete
parte dell’edificio che ha come fondamenta gli apostoli e i profeti, e
come pietra principale lo stesso Gesù Cristo. È lui che dà solidità a
tutta la costruzione, e la fa crescere fino a diventare un tempio santo per
il Signore. Uniti a lui, anche voi siete costruiti insieme con gli altri,
per essere la casa dove Dio abita per mezzo dello Spirito Santo.
Salmo
85: Passato, presente, futuro.
Hai sempre
amato la tua terra, Signore,
hai fatto ritornare i
deportati d’Israele.
Hai perdonato i
nostri peccati
E dimenticato le nostre
colpe.
Hai ritirato le tue
minacce
E placato il furore della
tua collera.
Dio Salvatore,
riavvicinati a noi,
fa’ cessare il tuo
sdegno.
Resterai per sempre
irritato con noi?
Torna a darci la
vita
e sarai la gioia del tuo
popolo.
Mostraci ancora il tuo
amore fedele
E donaci la tua salvezza.
Ascolterò il
Signore, nostro Dio:
certamente ci parlerà di
pace,
se restiamo suo popolo e
suoi amici
e non torniamo sulla via
degli stolti.
Sì, egli è pronto
a salvare chi lo ascolta,
con la sua presenza
riempirà la terra
Amore e fedeltà si
incontreranno,
giustizia e pace si
abbracceranno.
Dal cielo scenderà
la giustizia,
la fedeltà germoglierà
sulla terra.
Il Signore ci darà
la pioggia,
la nostra terra produrrà
frutti abbondanti.
La giustizia
camminerà davanti al Signore
E seguirà la via dei
suoi passi.
C. Alleluia,
alleluia, alleluia. x 3
Vangelo: Gv
15,1-8. La pace scaturisce dall’unione con Cristo.
In quel
tempo Gesù disse ancora: “Io sono la vera vite. Il Padre mio è il
contadino. Ogni ramo che è in me e non dà frutto, egli lo taglia e getta
via, e i rami che danno frutto, li libera da tutto ciò che impedisce frutti
più abbondanti. Voi siete già liberati grazie alla parola che vi ho
annunziato. Rimaneteuniti a me, e io rimarrò unito a voi. Come il tralcio
non può dar frutto da solo, se non rimane unito alla vite, neppure voi
potete dar frutto, se non rimanete uniti a me.
Io
sono la vite. Voi siete i tralce. Se uno rimane unito a me e io a lui, egli
produce molto frutto; senza di me non potete far nulla.
Se uno non rimane unito a me, è gettato via come i tralci che diventano secchi e che la gente raccoglie per bruciare. Se rimanete uniti a me, e le mie parole sono radicate in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. La gloria del Padre mio risplende quando portate molto frutto e diventate miei discepoli.
C. Dòxasi Kìrie , Dòxasi
Riflessione.
C.
Inno Cherubico. ( ì
ta Cheruvìm …)
Noi che misticamente raffiguriamo i Cherubini,
e
alla Trinità vivificante cantiamo l’inno trisagio,
deponiamo
ogni mondana preoccupazione.
Padre nostro. Ciascuno
dei presenti lo reciterà nella propria lingua.
Segno dello scambio
della pace.
P.: Come segno di accoglienza fraterna, scambiamoci un abbraccio di pace. = C. ( Agapìso se Kìrie… )
Ti
amerò , o Signore, mia forza ;
il
Signore è mio sostegno, mio rifugio e mio liberatore.
P. Gòspodi Pamìllui
C. Kìrie Elèison .
Preghiera:
P. Dio della pace,
non ti può comprendere chi semina la discordia, non ti può accogliere chi
ama la violenza: dona a chi edifica la pace di perseverare nel suo
proposito, e a chi la ostacola di essere sanato dall’odio che lo tormenta,
perché tutti si trovino in te, che sei la vera pace. Per il nostro Signore
Gesù Cristo tuo figlio, che è Dio e vive e regna con te, nell’unità
dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
A.
Amen
Benedizione.
Canto
finale. Tis Theòs Mègas…
C. Quale
Dio è grande come il nostro Dio? Tu sei Dio che opera meraviglie.
1° versetto. Hai reso nota tra le nazioni la tua potenza.
2° versetto. E ho detto: questo è il mio tormento: è mutata
la destra dell’Altissimo.
3° versetto. Ricordo le gesta del Signore, ricordo le tue
meraviglie di un tempo.
...articoli tratti dai giornali ..
articolo tratto da Il
Piccolo di Trieste - 23 settembre 2011
ORTODOSSI E CATTOLICI
CELEBRANO INSIEME LA FESTA DELLA CREAZIONE
Venerdì 23 settembre alle 18.30, presso la Chiesa Greco Ortodossa di San Nicola, si terrà un incontro di preghiera per la Salvaguardia del Creato, celebrato congiuntamente dalle Chiese Cattolica e Ortodossa ed aperto a tutti, cristiani e non cristiani.
Ad aprire questo importante momento di condivisione saranno le parole dell’Archimandrita, padre Gregorios Miliaris, e la musica del coro ecclesiale della Comunità Greca, che intonerà il canto “Dòxasi to dìxandi to fòs”. Ma alla lingua greca, subito si alterneranno quella latina e quella serba, con le lodi all’Altissimo recitate dai lettori, sia religiosi che laici, afferenti alle varie Comunità. Il carattere ecumenico dell’incontro culminerà nella proclamazione del Padre Nostro, in diverse lingue contemporaneamente: una splendida sinfonia già sperimentata nell'assemblea ecumenica europea di Graz, nel 1999.
I padri delle comunità
cattolica e ortodosse della città proporranno infine le loro riflessioni sulle
tematiche ambientali. Il Vescovo Giampaolo Crepaldi, che durante la celebrazione
verrà rappresentato dal vicario vescovile,
ha già affrontato il tema della crisi ambientale e
della responsabilità della Chiesa nell’affrontarla in modo efficace, in
una lettera rivolta a tutte le comunità cristiane scritta in occasione della
“Giornata per la salvaguardia del Creato” del 1° settembre. Questa lettera
verrà consegnata a tutti i partecipanti all’incontro di preghiera, assieme
naturalmente al libretto con la liturgia, tradotta in tutte le lingue.
«Se vogliamo una nuova terra con amore, pace e prosperità – ha spiegato padre Gregorios – occorre trasformare la mentalità della gente, facendole capire che la custodia dell'ambiente è un dovere religioso fondamentale che Dio stesso impone all'umanità. Non è troppo tardi: il mondo che Dio ha creato per noi, ha un incredibile potere di guarigione. Nell'arco di una sola generazione, potremmo imprimere alla terra il giusto orientamento per il futuro dei nostri figli. Esprimiamo l'auspicio che sia la nostra generazione, quella di oggi, a farlo, con l'aiuto e con la benedizione di Dio».
Per questo tutti sono invitati all’incontro di preghiera, per rivolgere al Creatore di tutto e di tutti la preghiera comune, venerdì 23 settembre alle 18.30 nella Chiesa Greco Ortodossa in Riva Tre Novembre, 7.
Martina Seleni
articolo tratto da Il Piccolo di Trieste, in data 1 settembre 2011
ORTODOSSI E CATTOLICI
CELEBRANO INSIEME LA FESTA DELLA CREAZIONE
Una giornata di riflessione e preghiera circa i rapporti tra umanità e ambiente: è questo il significato che la Chiesa cattolica ha voluto attribuire al 1° settembre, “Giornata per la Salvaguardia del Creato”. Lo ha ricordato il Vescovo di Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi, in una lettera rivolta a tutte le comunità cristiane e ai singoli fedeli. La desertificazione, il degrado di vaste aree agricole, l’inquinamento dei fiumi, la perdita della bio-diversità ed il disboscamento delle aree tropicali costringono molti gruppi comunitari a drammatiche migrazioni. “Tutti possiamo fare opinione e pressione – scrive a questo proposito il Vescovo – sulla comunità internazionale e sulle persone che hanno a cuore l’habitat dell’intera umanità perché, anzitutto, si intervenga concretamente “a quo” sul da farsi nell’arrestare quei fenomeni di impoverimento ambientale che hanno la loro causa nella speculazione e nella mal gestione del territorio”.
La giornata per la Salvaguardia del Creato, inoltre, può essere l’occasione per un incontro tra le varie confessioni cristiane al fine di sensibilizzare l’intera famiglia umana a cooperare “affinché le risorse ambientali siano preservate dallo spreco, dall’inquinamento, dalla mercificazione e dall’appropriazione da parte di pochi” a danno di tutti. A tale scopo, venerdì 23 settembre alle 18.00, presso la Chiesa greco ortodossa di San Nicola, si terrà un incontro ecumenico di preghiera per la salvaguardia del creato, celebrato congiuntamente dalle Chiese Cattolica e Ortodossa e aperto a tutti. “Già l'anno scorso – ricorda monsignor Ettore Malnati – realizzammo questo meraviglioso Momento di Condivisione, che si svolse presso chiesa cattolica Notre Dame de Sion. La liturgia venne celebrata congiuntamente dai padri delle comunità cattolica e ortodosse della città: alle lodi all'Altissimo, alternammo le nostre riflessioni sulle tematiche ambientali. Con me, c'erano il Parroco della Chiesa Serbo Ortodossa padre Rasko Radovic, il Parroco della Chiesa Romeno Ortodossa padre Eusebio Costantin Negrea e l'archimandrita della Chiesa Greco Ortodossa: padre Gregorio Milaris”.
Vale la pena ricordare la riflessione che padre Gregorio volle offrire in quell'occasione: “se vogliamo una nuova terra con amore, pace e prosperità – disse l'archimandrita - occorre trasformare la mentalità della gente, facendole capire che la custodia dell'ambiente è un dovere religioso fondamentale che Dio stesso impone all'umanità. Non è troppo tardi: il mondo che Dio ha creato per noi, ha un incredibile potere di guarigione. Nell'arco di una sola generazione, potremmo imprimere alla terra il giusto orientamento per il futuro dei nostri figli. Esprimiamo l'auspicio che sia la nostra generazione, quella di oggi, a farlo, con l'aiuto e con la benedizione di Dio".
Non deve stupire l'intensità con cui vengono
sentite dalla Chiesa Greca ortodossa le celebrazioni per la Giornata della
salvaguardia del Creato. “Il Patriarca di Costantinopoli Demetrio – spiega a
tal proposito il Presidente di Religioni per la Pace FVG , Claudio Caramia –
animato da una profonda consapevolezza della gravità della crisi ambientale e
della responsabilità della Chiesa di affrontarla in modo efficace, pubblicò la
prima enciclica ufficiale sulla tutela dell'ambiente, e istituì il 1°
settembre - inizio dell'anno liturgico per la Chiesa ortodossa - come giornata
di preghiera per la tutela dell'ambiente!”.
Martina Seleni