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  GIORNATA del DIALOGO e della COOPERAZIONE

 tra le RELIGIONI

 

"CONTINUARE ASSISI"

 


 

GIORNATA DEL DIALOGO INTERRELIGIOSO  

 

                               Prima esperienza di condivisione interreligiosa a Trieste nel 2001- 

INCONTRO INTERRELIGIOSO DI CONDIVISIONE - DOMENICA 24 ottobre 2010 

Centro Culturale Paolo VI via Tigor 24\2 - Trieste

                                       

Presidente comunità Islamica Saleh Igbaria, Vicario Generale mons.P.Emilio Salvadè, parroco S.Spiridione rev Rasko Radovic

 

Parroco Chiesa S.Nicola, Archimandrita Gregorios Milaris, ani Cherab Choden (ani Malvina Savio)del Centro buddhista SAKYA, segretaria Comunità Bahà'i di Trieste maura DelPuppo,Pastore chiesa Luterana Dieter Kampen, Pastore Chiese Riformate Elvetica e Valdese e Chiesa Metodista Ruggero Marchetti.

Saluto dell'Arcivescovo della Diocesi di Trieste mons Giampaolo Crepaldi

Giornata del Dialogo e della Cooperazione tra le Religioni

articolo tratto dal giornale:  il Piccolo - 13 ottobre 2010

 

Alla presenza degli esponenti delle varie comunità religiose della città, e con la partecipazione di un centinaio di persone di varia etnia e religione si è svolto ieri sera l'incontro interreligioso di condivisione.

Dopo una breve presentazione da parte del segretario di Religions for Peace - regione FVG,  tesa a ribadire l'assoluta estraneità di ogni forma di sincretismo come pure di irenismo e proselitismo, la serata è stata caratterizzata dagli interventi degli intervenuti.

E' stata presentata la lettera per la proposta nazionale per proporre  una giornata per il dialogo interreligioso:"continuare Assisi"

Dopo i saluti da parte del rabbino Ariel Haddad, impedito ad essere presente da motivi imprescindibili, c'è stato un breve riferimento alla splendida esperienza (promossa dalla Comunità Ebraica di Trieste in occasione della X Giornata europea della Cultura Ebraica del settembre 2009 )a proposito della Tenda di Abramo,allestita  per l'occasione in piazza S.Antonio,  esperienza emblematica per i credenti delle Religioni monoteiste, ma non solo,  in quanto espressione massima dell'accoglienza e dell'ospitalità per il forestiero: la Tenda infatti è aperta da ogni lato, a significare che ognuno può accedervi dall'esperienza, dalla cultura, dalla religione o dalla non religione che gli è propria... e  dentro la Tenda può fare esperienza di condivisione con il forestiero, con l'altro... (Gn 16).

Sono seguiti gli interventi della monaca  Sherab Choden,(ani Malvina Savio) del Centro buddhista tibetano Sakya e quindi   gli interventi delle comunità cristiane.

In primo luogo quella del Vicario Generale della Diocesi di Trieste mons Pier Emilio Salvadè che ha portato il saluto e un breve pensiero dell' arcivescovo della diocesi mons Giampaolo Crepaldi,   a cui sono seguiti gli interventi del Vicario generale per tutta l'Italia della Chiesa Serbo ortodossa, rev Rasko Radovic, parroco della chiesa di S.Spiridione, poi quello dell'Archimandrita Gregorios Milaris parroco della Chiesa Greco ortodossa di  S.Nicola , e quindi del rev padre Eusebio Negrea, parroco della Chiesa Romeno ortodossa di Trieste .

Sono poi seguiti gli interventi dei pastori evangelici: rev Dieter Kampen per la Chiesa Luterana,  rev Ruggero Marchetti  pastore delle Chiese Evangeliche Riformate Elvetica e Valdese e della Chiesa Evangelica Metodista e quindi il rev Patrizio Calliari pastore della Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno.

Quindi ha parlato il Presidente del Centro Culturale Islamico di Trieste e della Venezia Giulia, Saleh Igbaria.        Il riferimento all'evento che ha caratterizzato questo nostro tempo e cioè l'iniziativa presa, per la prima volta nella storia,dai credenti musulmani che prendendo lo spunto dalla Sura 4 che esorta a "...cercare una parola comune con i popoli del Libro, di fatto apre una nuova era nei rapporti interreligiosi con l'Islam.  Questa ricerca deve essere fatta "..con bella maniera.." recita il testo sacro e quindi apre un nuovo stile di dialogo con l'Islam

In conclusione ha parlato la segretaria dell'Assemblea Spirituale Bahà'i  Maura del Puppo. ribadendo l'assoluta necessità di cercare insieme l'unità di  tutto il genere umano...

E' seguito un ricco momento conviviale durante il quale oltre a cibi e bevande che tutti gli intervenuti  hanno portato, si sono condivisi anche gli spunti di riflessione che  l'incontro ha suscitato.

L'interesse e l'entusiasmo suscitati  ci convincono a continuare a percorrere questa strada.

 

 

 Intervento del Vicario Generale della Diocesi di Trieste- mons Pier Emilio Salvadè

 

 

La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuor solo ed un’anima sola (At. 4,32).

Sono i saluti che porto con il cuore a nome del nostro Arcivescovo Giampaolo a tutti i fratelli qui presenti appartenenti alle varie Religioni per la pace.

Portiamo nel nostro cuore le preghiere delle nostre sorelle e fratelli delle varie fedi e le loro attese. Dio Altissimo, Onnipotente e Onnipresente che ci ha donato la fede ci chiama a perseverare con coraggio ed assiduità e forza a portare il messaggio di Gesù Cristo e la testimonianza al suo Vangelo che è un Vangelo di amore e di pace in mezzo a tutto il mondo.

 Il primo grande gesto dell’amore di Dio è aver creato l’uomo a sua immagine e somiglianza ed averlo posto a dare il nome ad ogni creatura vivente.

Dopo la colpa originale non lo abbandona ma lo chiama e lo libera dalla paura.

Dio si impegna a tutelare l’uomo e ad offrirgli una prospettiva di salvezza.

Con Abramo pone le basi per il Suo popolo che sarà segno dell’amore Suo nei confronti dell’intera umanità e con Abramo stipula l’Alleanza di identità.

 All’umanità intera attraverso Mosè rivela il suo nome , libera il suo popolo dalla schiavitù d’Egitto facendolo passare oltre il mare e dona il Decalogo.

 Nel libro di Giona richiama a chi ha la missione di annunciare che la salvezza sta nel convertirsi a Dio.

Nella pienezza dei tempi ha inviato Cristo Gesù perché in Lui tutti gli uomini trovino salvezza e redenzione nell’amore e per amore.

  La credibilità della sequela Christi si realizza nell’amore del prossimo che è certo aiutarlo nelle difficoltà materiali, ma oggi più che mai sta nell’indicare all’uomo che la sua vera felicità e vera realizzazione sta nel suo aprire il cuore a Dio , come già scriveva S. Agostino : “ Il cuore dell’uomo non è in pace finchè , o Dio, non riposa in te”

Oggi siamo di fronte a numerose sfide. La prima viene da noi stessi e dalle nostre Chiese. Ciò che Cristo ci domanda è di accettare la nostra fede e di viverla in ogni ambito della vita. Ciò che Egli domanda alle nostre Chiese è di rafforzare la comunione all’interno di ciascuna Chiesa , di ciascuna Religione …perché tutto il mondo creda e viva nella pace  La seconda sfida viene dall’esterno dalle condizioni sociali ! Dio vuole che noi siamo cristiani nel e per la nostra società .Ma il fatto di vivere insieme ad altre sante Religioni è il piano di Dio su di noi ed è la nostra missione , la nostra vocazione. In questo ambito ci comporteremo con la guida del comandamento dell’amore e con la forza dello Spirito in noi.

 

Noi Religioni per la Pace siamo parte integrante della nostra società. La nostra missione basata sulla fede di ciascuno di noi e il nostro dovere verso tutti , qui e nel nostro paese ci obbligano a contribuire alla costruzione della civitas insieme con tutti gli altri cittadini. Essere per mezzo della fede , della speranza e dell’amore come il sale che dona sapore e senso alla vita, come la luce che illumina le tenebre e come il lievito che trasforma i cuori e le intelligenze.

 Nel documento che il nostro arcivescovo ha scritto alla comunità cattolica “ Essere lettera di Cristo a Trieste…”in trepida attesa del Sinodo diocesano del 2012 … troviamo che sono le Beatitudini Evangeliche che indicano uno stile di vita , perché esigono l’impegno di tutta l’esistenza del credente e portano alla conversione profonda di tutto il nostro essere , per riscoprire nella vita il primato di Dio e del suo amore.

 Rendiamo lode a Dio perché siamo chiamati ogni giorno ad essere segno luminoso dell’amore di Dio e dell’intima unione tra Dio e gli uomini . E’ nella qualità spirituale e mistica della vita – conclude l’arcivescovo Giampaolo – che risiede il punto focale per la testimonianza del nostro essere credenti.

 O Dio fai di noi le persone che desideri che noi siamo. Ti ringraziamo di aver risposto alla nostra preghiera e per la tua presenza nella nostra vita ora. Amen

 

 

MONS Pier Emilio Salvadè , Vicario generale della Diocesi di Trieste


 

   

27 OTTOBRE 2010 :

INIZIA IL 25° DELL’ INCONTRO DI PREGHIERA PER LA PACE

 

CONTINUARE ASSISI “

 

Per adesioni al progetto

PER  ADERIRE AL PROGETTO  click sul collegamento

  http://www.religioniperlapaceitalia.org/adesione_continuare_assisi.html

 

Ventiquattro anni fa, il 27 ottobre 1986, fu convocata ad Assisi, da Giovanni Paolo II, la  Giornata mondiale di preghiera per la pace, alla quale presero parte i rappresentanti di tutte le grandi religioni mondiali. Disse il Papa in quell’occasione: "E' in sé un invito fatto al mondo per prendere coscienza che esiste un'altra dimensione della pace e un altro modo di promuoverla, che non sono solo il risultato di trattative, di compromessi politico- economici". La convinzione era che "la preghiera e la testimonianza dei credenti, a qualunque tradizione appartengano, può molto per la pace nel mondo".

 Infatti anche se l’insicurezza non risparmia nessuno in assoluto, neanche le persone religiose,  dal rischio di praticare il conflitto e di “uccidere”, tuttavia è innegabile che la vita spirituale, fondata sulla meditazione e sulla preghiera, rappresenta un forte argine alla pratica della violenza, in quanto può liberare dall’angoscia esistenziale e dalla paura dell’altro.

 Da quel giorno veramente benedetto del 27 0ttobre ’86 si sono intensificati gli incontri tra credenti e guide spirituali di varie religioni per conoscersi, condividere valori e promuovere la pace attraverso l’impegno solidale per la giustizia, fondato sul credo, che accomuna le varie fedi,  per il quale la vita e la pace sono un dono da custodire con delicatezza e con fermezza in sintonia con quel Mistero di Unità che ci trascende e che fa degli umani una famiglia universale che si senta nel mondo come in una casa comune, da governare insieme con spirito di cura.

Il 25° è un anniversario importante per riaffermare l’impegno a  cercare l’unità non temendo, anzi valorizzando la differenza, ed a cooperare per il bene comune : come farlo ?

Come  RELIGIONS FOR PEACE  invitiamo tutte le realtà religiose presenti in Italia [ la chiesa romano-cattolica ( ed in particolare le sue componenti più impegnate nel dialogo – la comunità di Sant’Egidio ed il movimento dei Focolari ), le chiese ortodosse, le chiese della Riforma, le comunità ebraiche, che rappresentano la più antica tradizione nel nostro paese, le comunità islamiche, più recenti ma sempre più numerose, le comunità buddhiste, le comunità hinduiste, le comunità Sikh, la comunità Bahai e chiunque altro si voglia associare ] a preparare insieme un programma per celebrare questo anniversario speciale.

 La rinnovata preghiera a più voci “accordate” dalla sapienza spirituale, segno concreto dell’accoglienza dei nostri limiti e di fiducia nella possibilità di un Bene più Grande, sarà il punto di partenza per assumerci  impegni concreti nel favorire a livello locale l’integrazione civile  nel rispetto della dignità delle differenze ( con particolare sensibilità verso le condizioni più esposte: bambini, donne, minoranze, rifugiati, emarginati) e nel mantenere viva e costante a livello internazionale l’attenzione al disarmo nucleare, alla riduzione degli armamenti ed alla ricerca e distribuzione secondo giustizia delle risorse necessarie per lo sviluppo.

Proponiamo a tutte le numerose realtà impegnate in Italia nel dialogo tra le fedi di fare del 27 ottobre 2011, compimento del 25° anniversario dello storico incontro di Assisi, la “data di nascita” della GIORNATA DEL DIALOGO E DELLA COOPERAZIONE TRA LE RELIGIONI, da celebrare annualmente  come occasione per riflettere sul lavoro comune svolto ed avanzare nuove proposte per favorire la sicurezza condivisa interna ed internazionale, convinti, come fu affermato il 27 ottobre 1986, che : "la preghiera e la testimonianza dei credenti, a qualunque tradizione appartengano, può molto per la pace nel mondo".

 Per adesioni al progetto 

 http://www.religioniperlapaceitalia.org/adesione_continuare_assisi.html

 

PER  ADERIRE AL PROGETTO  click sul collegamento

 Segreteria Religioni per la Pace Italia info@religioniperlapaceitalia.org

  per tutte le altre News vai al sito www.religioniperlapaceitalia.org

 


 

GIORNATA DEL DIALOGO INTERRELIGIOSO

                                                       Sezione Italiana- regione FVG     

            

Con riferimento all’iniziativa nazionale  di Religioni per la Pace Italia

 

la sezione di Religioni per la Pace – FVG e 

Il Centro Culturale  Studium Fidei

congiuntamente propongono:

 

Incontro interreligioso di condivisione

 

Domenica 24 ottobre 2010

presso il Centro Culturale Paolo VI In via Tigor 24\2 - ore 17.00

 

 

Sono invitate le comunità religiose ( cristiane, (ortodosse,evangeliche e cattolica ), ebraica, islamica, buddhista, bahà’i ..)presenti in città,

 

seguirà un momento conviviale  durante il quale condivideremo i cibi e le bevande che ognuno di noi avrà portato, come pure le impressioni che l’incontro ci ha ispirato…

 

Tutti sono invitati.

Il Centro dispone di un ampio parcheggio

 

 informazioni: Religioni per la Pace –FVG- http://xoomer.alice.it/alcarami -

e mail: ecumenico@tin.it - cell 339 6207061

 


interventi 

Credo che il dialogo interreligioso è di estrema inportanza per dimostrare

che attraverso una collaborazione di culture e religioni diverse possiamo

 costruire la Pace, naturalmente il primo lavoro da farsi è su ognuno di noi , perchè se in noi non c' è la Pace come possiamo donarla agli altri.

Comunque il punto principalòe è quello della preghiera , la preghiera volta all ' Altissimo porterà la forza in noi per trovare ogni soluzione.

Caramente nel Dharma

ani Malvina

segretaria bahà'i

È molto importante considerare le differenze di cultura, di razza, di religione una risorsa e non un pericolo. È possibile in un certo qual modo assimilare altre sensibilità culturali e rifletterle nel proprio contesto culturale e produrre esempi di feconda coesistenza.  Pur essendo diversi fra noi nell’aspetto fisico ed emotivo, pur dotati di talenti e capacità differenti, nasciamo tutti dalla stessa radice, apparteniamo tutti alla stessa famiglia umana. Negli scritti baháí vi sono molti brani che ci insegnano a percorrere la via dell’unità e ad aiutare gli altri ad intraprendere lo stesso percorso. Dobbiamo fare tutto il possibile per superare i pregiudizi, questi sono i maggiori ostacoli alla costruzione di un mondo migliore. Gli incontri interreligiosi hanno creato e continueranno a creare importanti momenti di condivisone che possono venire considerati ponti di amicizia per abbracciare tutti i popoli della terra.

 

 


past luterano Dieter Kampen 

“C'è un solo Dio, ma ci sono tante religioni. Tutte le religioni parlano di un Dio d'amore, ma tutte fanno delle guerre.” mi diceva recentemente una Signora indicando così delle contraddizioni che ti fanno prendere le distanze dalla religione. Che però le religioni sono per  natura portatrici  di pace e che le guerre non sono il prodotto della religione, ma della sua strumentalizzazione e distorsione di queste, è la convinzione profonda del gruppo “Religioni per la Pace” che si incontra da alcuni anni a Trieste e che fa parte dell'omonima associazione su livello nazionale e globale (mondiale).

Dal momento che la ragione più importante dei conflitti è l'ignoranza, il gruppo Religioni per la Pace organizza, oltre ai vari incontri locali, un grande incontro regionale che ogni anno viene organizzato in un'altra città del Friuli Venezia- Giulia e che quest'anno avrà luogo a Trieste, esattamente il 24 ottobre, ore 18. Ospita il Centro Paolo VI, Via ….........

Più che note storiche o teologiche, che si possono anche attingere dai libri, è fondamentale conoscere direttamente le persone che vivono una fede ed è questo lo scopo principale di questi incontri. Perciò si chiamano “incontri di condivisione”. Verranno condivise delle riflessioni dai rappresentanti delle religioni bahai, buddista, cristiana (cattolica, ortodossa ed evangelica), ebraica ed islamica, verranno condivisi i cibi che i partecipanti porteranno e soprattutto verrà condiviso un po' di tempo per incontrarsi realmente. L'incontro è pubblico e sono benvenute tutte le persone di buona volontà indipendentemente dal proprio credo religioso.

 


                                                                                                                                                              

 

 

 articolo tratto dal giornale Il Piccolo di Trieste -13ottobre 2010

Incontro interreligioso di condivisione

Domenica 24 ottobre 2010 – via Tigor 24\2 – ore 17.00

«Credo che il dialogo interreligioso sia di estrema importanza per dimostrare che attraverso la collaborazione di culture e credo diversi si possa davvero costruire la Pace». E’ il pensiero che Ani Malvina Savio, presidente del Centro buddhista tibetano Sakya, ha espresso nell’accettare l’invito di Religioni per la Pace FVG alla “Giornata del dialogo interreligioso”, che svolgerà domenica 24 ottobre presso il Centro Culturale Paolo VI In via Tigor 24/2 alle 17.00. All’incontro sono state invitate tutte le comunità presenti in città: parteciperanno anche il rabbino, il presidente della comunità islamica, il pastori delle chiese evangeliche, i sacerdoti di quelle ortodosse e la responsabile della comunità bahà'ì.

«Anche il nuovo arcivescovo – spiega con entusiasmo Claudio Caramia, presidente di Religioni per la Pace FVG – ha dimostrato molto interesse per l'iniziativa.

Questa esperienza, iniziata nella nostra città già nel novembre del 2001, si è poi riproposta annualmente, nelle città della regione e quest’anno di comune accordo con  il Centro Culturale Studium Fidei, abbiamo pensato di celebrare l’incontro di condivisione nuovamente a Trieste, anche per continuare l’eredità che ci ha lasciato Giovanni Paolo II, che ventiquattro anni fa convocò ad Assisi la prima Giornata mondiale di preghiera per la pace, cui presero parte i rappresentanti di tutte le grandi religioni mondiali». Disse il Papa in quell’occasione: «la preghiera e la testimonianza dei credenti, a qualunque tradizione appartengano, possono molto per la pace nel mondo». Da allora si sono intensificati gli incontri tra credenti e guide spirituali di varie religioni per conoscersi, condividere valori e promuovere la pace attraverso un impegno solidale.

«Un incontro di condivisione – precisa Caramia – è un momento in cui ognuno racconta l’esperienza che ha fatto di Dio nella sua comunità, nella sua chiesa. Pur con diversi percorsi formativi, infatti, le diverse religioni tendono sempre verso l’unico fine, Dio, che è creatore di tutto e di tutti. Un giorno, mentre spiegavo questi concetti davanti ad una scolaresca, in particolare parlavo del sincretismo e di altre forme sbagliate di intendere la religione, uno studente  di quinta elementare mi ha fatto notare che le varie religioni, viste in quest’ottica,  sono come la frutta nella macedonia: nella macedonia ogni frutto conserva la sua forma, il suo colore e condivide “fraternamente” il suo gusto con quello degli altri frutti, pur conservando gelosamente i suoi attributi (..identità)! Quel bambino aveva colto perfettamente il significato, l’obiettivo di un incontro di condivisione tra religioni!».

 

Religioni per la pace, d’altra parte, trae la sua ispirazione ( prima assemblea di Kyoto del 1970), dalla considerazione che dove c'è una sincera ricerca del divino, lì sgorga anche una sincera comunione tra gli uomini, che è la base per costruire la Pace. «Naturalmente – ha commentato la monaca buddhista Ani Malvina – il primo lavoro da farsi è su ognuno di noi, perché solo se in noi c’è la Pace, possiamo davvero donarla agli altri». Maura Del Puppo dell’assemblea spirituale bahà'i di Trieste, ha aggiunto: «È molto importante considerare le differenze di cultura, di razza e di religione una risorsa e non un pericolo. Pur essendo diversi fra noi nell’aspetto fisico ed emotivo, nasciamo tutti dalla stessa radice, apparteniamo tutti alla stessa famiglia. Negli scritti bahá′í vi sono molti brani che ci insegnano a percorrere la via dell’unità e ad aiutare gli altri ad intraprendere lo stesso percorso».

Alla fine dell’incontro, seguirà un momento conviviale, durante il quale i partecipanti condivideranno i cibi e le bevande che ognuno avrà portato, come pure le impressioni che l’incontro avrà ispirato.

Tutti sono invitati.

Il Centro culturale Paolo VI dispone di un ampio posteggio

Per informazioni: Religioni per la Pace FVG

sito web http://xoomer.alice.it/alcarami-- e-mail: ecumenico@tin.it

Cell: 339 6207061

 

Martina Seleni

 

 

 


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