| CHIESAZZA |
Diapositive |
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Prima Chiesa della Parrocchia di Ponso, edificata intorno all’anno 1000 con materiale di recupero in parte romano, conserva in parte la struttura originale. La Santa Maria di Palso detta anche Ciesazza è nominata in documenti storici del 1144 e del 1145 tra i beni di Santa Tecla di Este (PD). La parte più antica dell’edificio, sia per i materiali che per la tecnica di lavoro, è lo zoccolo dove è visibile la presenza di parecchio materiale lapideo e laterizio romano. Sul prato davanti alla Chiesa si trova ancora oggi un tronco di colonna appartenuta probabilmente ad un tempio pagano. Si trova nella strada che dal paese di Ponso porta a Valli Mocenighe, un luogo un tempo paludoso ora invece verde (forse per questo era stata demoninata S. Maria dei Prà o dei prati proprio perché immersa nel verde della campagna dopo le bonifiche veneziane con l’opera del “Retratto del Gorzon”) ed è edificata a capanna, lunga 17,74 m. e larga 9,50 m. con una torre campanaria posta nell’angolo di nord-est alta circa 14 m. e termina con una struttura a cupola con una croce di ferro a quattro braccia. La parete sud è quella meno regolare e presenta tracce di rifacimenti e di restauri in vari punti essendo la tecnica più rozza. L’interno della chiesa è molto semplice: composto da un’aula unica, molto spoglia, coperta con tetto di travi in legno e tavelle di cotto che hanno sostituito le tavole originali e coppi, con tre altari, uno nell’abside dedicato a S. Bovo, e gli altri due in legno dipinto di bianco a finto marmo sulle due pareti dedicati uno alla B. Vergine dell’Assunta e l’altro a S. Rocco e a S. Sebastiano. La pavimentazione irregolare mostra nel centro in corrispondenza dei due altari una lapide che testimonia la sepoltura di un “rettore” nel 1747. Questa è l’unica testimonianza di una sepoltura, anche se essendo stata una chiesa parrocchiale è da supporre che vi fosse stata un’area cimiteriale dal momento che, durante la realizzazione della nuova testata, gli scavi hanno portato alla luce resti di inumazioni.. Nel muro settentrionale sono affiorati sotto l’intonaco tracce di affreschi non in buono stato di conservazione, che ritraggono la Madonna con il Bambino e Santi (affresco parete sud), la Crocifissione (altare Maggiore), riferibili alla fine del 1300 e inizi del 1400. Negli anni ’90 alcuni interventi hanno provveduto al restauro delle cupide del campanile e di tutto il tetto della Chiesa, alla deumidificazione dei muri perimetrali e al restauro di alcuni affreschi della parete settentrionale e questo ha portato alla riapertura del culto e delle visite guidate dopo otto anni dalla chiusura. Si conserva anche un manifesto murale della Sagra della Chiesazza del 1904 che riportiamo di seguito con il testo integrale: |