I CENTO PASSI
di MARCO TULLIO GIORDANA
(Italia 2000 35 MM 114' colore)
Produzione TITTI FILM e RAI Cinema -
INTERPRETI: Luigi Lo Cascio Luigi Maria Burruano Lucia Sardo Paolo Briguglia Tony Sperandeo Andrea Tidona Claudio Gioe' -
Soggetto di Claudio Fava e Monica Zapelli

Film italiano più applaudito a Cannes, una nomination all'Oscar tra i film stranieri, interpretato da un emozionante Luigi Lo Cascio, al suo debutto cinematografico, I Cento passi, di Marco Tullio Giordana è l'opera migliore del regista, classe 1950, autore di Maledetti vi amerò, col quale vinse il Festival di Locarno nel 1980. Il soggetto porta le firme di Claudio Fava e Monica Zapelli e racconta la storia vera di Peppino Impastato ucciso, per aver osato sfidare e attaccare la mafia, da principio, dai microfoni di una radio libera, poi con la sua candidatura alle elezioni comunali. Siamo a Cinisi, paese siciliano, come tanti altri, ma negli anni 60 importante crocevia del traffico di droga. Peppino, egli stesso figlio di un mafioso di basso rango, rifiuta di percorrere idealmente i cento passi del titolo, ossia la vera distanza che separa la sua casa da quella del Boss di Cinisi, Badalamenti. Non accetta la logica d'onore dell'asservimento e dell'omertà. Si sa che l'ironia, la satira, la critica e la ribellione preoccupano i potenti, allentano e affievoliscono la morsa di paura con la quale il potere viene mantenuto. Siamo negli anni caldi, due giorni prima del voto, la mafia mette a segno la sua esecuzione. Solo dopo più di vent'anni la Procura di Palermo rinvia a giudizio Tano Badalamenti quale mandante dell'assassinio. Il film è pieno di energia, comunica sentimenti autentici. Rabbia e indignazione si mescolano alla riflessione che la violenza di certi eventi non è lontana da noi, la si respira, la si tocca, la si legge quotidianamente sulle cronache. Ma è anche un film sulla voglia di costruire, sugli ideali, l'immaginazione, la felicità, appartenuta a tanti ragazzi, persone, valori a cui guardare ancora. L'amicizia, l'onestà, la voglia di una società civile, la liberazione dalle mafie, la ricerca della trasparenza. Il film si chiude con le toccanti immagini del funerale di Peppino, girate in bianco e nero, a dare la sensazione di immagini di repertorio, pescate in qualche telegiornale dell'epoca: un lungo corteo di volti tesi ma determinati e bandiere rosse. La madre, magistralmente interpretata da Lucia Sardo, dice, guardando dalla finestra : "….. Peppino non è solo, guarda…"
Marina Ferrante