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GIROLAMO FRANCESCO MARIA MAZZOLA  detto il 'PARMIGIANINO'

Immagini del 'Parmigianino'

DOCUMENTAZIONE SULL'UOMO E L'ARTISTA

1503  -  11 Gennaio nasce a Parma Girolamo Francesco Maria Mazzola. I fratelli Michele

              e Pier Ilario erano pittori e furono questi ultimi , che a detta del Vasari , alle-

              varono Francesco e , successivamente , lo avviarono all'apprendimento del di-

              segno e della pittura verso cui il giovinetto aveva dimostrato una straordina-

              ria inclinazione.

1521  -   Nell'estate , a causa del conflitto , giunto fino a Parma , che oppone le truppe

              di Leone X e Carlo V a quelle di Francesco I, gli zii inviano il Parmigianino a Via-

              dana. Durante il soggiorno , secondo il Vasari , dipinse due tavole a tempera.

1522  -   Il Parmigianino fa ritorno a Parma. Il 21 novembre è chiamato insieme al Ron-

              dani , all'Anselmi e al Correggio , a dipingere ad affresco nel duomo parmense.

              Si impegna a decorare una cappella per 145 ducati d'oro , ma il lavoro non ha

              seguito.

1524  -   Nella seconda metà di quest'anno  ha inizio il soggiorno romano dell'artista. Nu-

              merose furono le opere eseguite dal Parmigianino in quel periodo.

1527  -   Nel maggio , dopo il 'sacco' lascia Roma. Dopo il maggio il Parmigianino è a Bolo-

              gna. In questo periodo si sarebbe dedicato anche alle incisioni. Il ritorno a Par-

              ma dovrebbe cadere tra il 1530 e il 1531 , comunque prima del 10 maggio , da-

              ta in cui stipulò il contratto per gli affreschi della Steccata.

1531  -  10 maggio. In tale data viene stipulato il contratto in base al quale il Parmigia-

              nino si impegna con fabbricieri della Steccata a dipingere l'abside e il sottarco

              della cappella maggiore della chiesa. Il lavoro si protrae , tra rinvii , nuovi ac-

              cordi , burrascosi rapporti con i fabbricieri per il lento procedere delle pittu-

              re , fino al 1539. Di questo periodo il Vasari ricorda l'esecuzione del "Cupido" e

              della "Madonna dal collo lungo".

1539  -  Alla fine di quest'anno il Parmigianino , giunta al culmine la tensione con i fabbri-

             cieri della Steccata che lo avevano fatto persino incarcerare per inadempienza

             nel rispetto delle scadenze del lavoro , lascia Parma per Casalmaggiore dove si

             fermerà fino alla morte.

1540  -  Secondo la testimonianza del Vasari il 24 agosto l'artista si spegne. "[...] fu as-

             salito , essendo mal condotto e fatto malinconico e strano , da una febbre gra-

             ve e da un flusso crudele , che lo fecero in pochi giorni passare a miglior vita...

             Volle essere sepolto nella chiesa dei frati de' Servi , chiamata la Fontana ; e co-

             me lasciò fu sepolto nudo , con una croce d'arcipresso sul petto in alto". Basan-

             dosi sulle notizie del Vasari , intorno all'ultimo periodo di vita del Parmigianino

             dedito all'alchimia , e al sopraggiungere della sua morte , ipotizza che questa

             potesse essere stata causata da "un avvelenamento da mercurio". La volontà

             del Parmigianino in merito al luogo della sua sepoltura venne rispettata. Nel

             1846 nella seconda cappella a sinistra della chiesa venne posta una lapide in suo

             ricordo.

 

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