NOTE
Vasco Da Gama (Sines 1469 - Cochin 1524),
navigatore portoghese, nel 1497 doppiò per primo il Capo di Buona Speranza, toccò il Mozambico e Mombasa; da Malindi attraversò l'Oceano Indiano e raggiunse nel maggio 1498 Calicut, in India. Compì, sulla stessa rotta, altri due viaggi nel 1502 e 1524. Nominato viceré delle Indie, pose le basi della prosperità coloniale portoghese. Nel 1498 Vasco De Gama approdò per caso sulle coste del Kenya in cerca della Cina. Espulso dal sultano di Mombasa, de Gama fu accolto dal sultano di Malindi. Ebbe così inizio l'invasione portoghese dell'Africa che durò 200 anni, fino al XVII secolo quando gli Arabi si ristabilirono qui.
PILAR: la croce posta da Vasco De Gama a Malindi nel 1499
DINTORNI
Da Malindi, visitate le migliori località dei dintorni (la cittadina araba di Mambrui, le grotte sottomarine di Tewa), si può raggiungere più a nord-est la bellissima isola di Lamu (piccoli aerei la collegano a Nairobi e Mombasa) dove si coglie forse il vero carattere della dominazione araba nella regione: case intonacate, vicoli, moschee e bazar, niente automobili, abitanti sorridenti che vivono di artigianato e pesca, nessun servilismo verso i turisti, alberghi dignitosi ma non di lusso.
Da non mancare la bella spiaggia di Shela, la moschea Riadha e il museo (raccolte etnografiche e archeologiche).
ALTRE CITTA'
Mombasa
Mombasa (si raggiunge velocemente in aereo da Nairobi), sorta su un'isola di origine corallina, è il principale porto dell'Africa orientale e vanta una storia plurisecolare: il tessuto urbano ed etnico risente di decise influenze asiatiche.
Sono da vedere almeno il vecchio porto e la città vecchia a sud del Nyali Bridge, un labirinto di strette vie, case intonacate, balconcini di legno intagliato, le botteghe di oreficeria, tappeti, ottoni, ecc. Il punto di maggior richiamo è l'Old Port, con la dogana, il mercato del pesce e le vele triangolari delle imbarcazioni tradizionali; di qui si raggiunge l'imponente Fort Jesus (costruito dai Portoghesi nel XVI secolo), l'antica moschea Manadhara, i templi induisti di Shiva e Jain, la Sala d'avorio di Treasury Square, la grande animazione del Mackinnon's Market.
Anche la città nuova conserva un aspetto orientale, con strade affollate di gente di razze diverse vestita di vivaci colori. L'ingresso alla Moi Avenue (la via dei principali negozi) è contraddistinta da gigantesche zanne d'elefante, il simbolo della città. Nell'Uhuru Park, si acquistano oggetti d'artigianato vario (legni intagliati, tappeti, tessuti, teli colorati e gioielli) che si trovano anche al mercato di Mwembe Tayari.
Nairobi
La capitale, posta sull'altopiano a 1.675 metri d'altitudine, si è sviluppata rapidamente in meno di cento anni anche grazie alla posizione favorevole e al clima temperato che ne fanno un importante centro turistico. Nairobi, è bene precisarlo subito, è divenuta, il principale centro commerciale di tutta l'Africa orientale, con tutti i problemi che ne derivano: vertiginoso sovrappopolamento e disoccupazione. E tuttavia rimane anche una delle poche città africane a garantire al turista bianco una certa sicurezza, essendo al tempo stesso una specie di accampamento, dotato di ottime strutture alberghiere, nel bel mezzo di una savana rigurgitante di animali selvaggi. Nairobi, insomma, merita di essere visitata, anche se per distanze e traffico conviene limitare il proprio raggio d'osservazione al centro commerciale e ai quartieri limitrofi: anche muovendosi a piedi le cose da vedere sono tutte a portata di mano. Nairobi-centro è una moderna città ricca di grattacieli, ampie strade e parchi ben curati; in Moi Avenue e nelle vie circostanti si trovano hotel, ristoranti, banche, agenzie turistiche, compagnie aeree e i migliori negozi. Intorno alla City Square sorgono i principali edifici pubblici, ad esempio il neoclassico Palazzo di Giustizia; lungo la Harambee Avenue si trova il palazzo presidenziale e il Kenyatta Centre, la torre cilindrica che caratterizza lo skyline cittadino.
Tom Mboya Street segna il confine con la zona africana, il caos creativo della mitica River Road, la strada delle botteghe indiane. Oltre all'interessante rettilario del Parco dei Serpenti, da non mancare è una visita al Museo Nazionale (presso la Uhuru Highway): fondamentali le collezioni paleo-antropologiche (fossili, ecc.), etnografiche (oggetti tribali), animali e sulla storia del Kenya. Con brevi gite intorno alla capitale si possono raggiungere località di grande richiamo: Bomas of Kenya (con la ricostruzione di villaggi tribali e autentiche danze tradizionali), il Nairobi National Park (unico al mondo per varietà e ricchezza di animali selvaggi a così breve distanza da un centro urbano), la Riserva di Ngong Hills (con la fattoria- museo di Karen Blixen e gli spettacolari panorami a picco sulla Rift Valley) e il vulcano Kijabe.
Nairobi / La cucina
In Kenya la gastronomia non è particolarmente venerata, e si mangia più per necessità energetica che per golosità. Gli hotel offrono quasi sempre una copia poco fantasiosa della cucina inglese (eccezione da provare l'abbondante prima colazione) o le porzioni generosissime dei buffet. Per gli stranieri è un po' difficile abituarsi alla cucina locale, per lo più basata su specialità equatoriali: l'irio (mais, patate, zucca), il nyungu (pasticcio di piselli e patate), l'ugali (mais, miglio e tapioca), il paw-paw ndize (carne macinata con verdure e banane), gli arrosti di zebra o di antilope, il pollo al curry con noce di cocco, e sulla costa tanto buon pesce. Non mancano naturalmente la cucina internazionale e tutti i vini e liquori d'importazione (decisamente cari).
Nairobi / Gli acquisti
Per lo shopping le vie migliori sono Biashara Street (per le spezie), Mama Ngina Street (per il caffè), il City Market di Muindi Mbingu Street (fiori, frutta, artigianato locale), ma nel complesso si può dire che quasi ovunque c'è da acquistare qualcosa; gli antichi e costosi oggetti coloniali di Antiquity Shop (Hilton Arcade, Watali Street), le ottime copie di vecchi mobili di Antique Restorations, e infine il prestigioso African Heritage Centre (Kenyatta Avenue), il negozio in cui cercare collane, maschere, feticci piumati, vasi, statuette, borse 'Kikuyn', perline masai, ecc.
E così, tra un aperitivo al Bacchus e un'occhiata distratta al Kenya Times, la vita a Nairobi può trascorrere piacevolmente, in attesa di partire per i parchi o il mare.
spiaggia di Malindi
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