|
Londra, 7 luglio
2002
Vent'anni di emozioni
di Eleonora The Rose
|
 |
Ero poco più
di una bambina in quella calda mattina mentre passeggiavo tra le bancarelle del
mercato al mio paese giù in Sicilia.
Un suono,
una voce, mi distrassero dai miei irrequieti pensieri "Give
me time to realise my crime...".
Fui come
fulminata e per il resto della mattinata quelle note mi frullarono in testa,
non mi diedi pace finché quella canzone, chetanto mi aveva incantato, non
ebbe |
un
volto ed un nome.
Sono passati
20 anni da allora.
Qualche
giorno fa ero a Londra a festeggiare il ventennale della mia band preferita i
Culture Club
in un teatro veramente incantevole, il Royal Albert Hall.
Esserci è
stato qualcosa di molto importante per me, qualcosa di molto emozionante che mi
ha fatto riprovare lo scossone interiore provato vent'anni fa in quella calda
mattina.
Di cose ne
sono successe nell'arco di tutto questo tempo.
Adesso sono
cresciuta, ma l'affetto per i
Culture Club
e
tutto ciò che li circonda è rimasto immutato.
Prima del
concerto ho partecipato ad un meeting organizzato da alcuni fans all'interno di
una fantastica sala dentro il Royal Albert Hall, con l'intero cast del musical
Taboo.
Non saprei
dire quanto vino ho mandato giù pur di riuscire a superare l’emozione del
momento.
Il mio
grande handicap è quello di capire ben poco l'inglese e di poterlo parlare anche
molto meno. Così, quando
Euan Morton
mi si e'avvicinato e dandomi un bel bacione sulle labbra ha cominciato a
parlarmi, avrei voluto sprofondare per il dispiacere di non poter riuscire ad
esprimergli tutti i miei pensieri.
Per fortuna,
Carlo Ottavi è corso in mio aiuto e non ho fatto la figura della perfetta
cretina.
Finito il
meeting, insieme a Carlo, siamo scesi giù per prendere posto.
   
Dodicesima
fila: troppo indietro per i miei gusti.
Comincia a
suonare la band di supporto, gli Owen, tre quarti d'ora di pura noia.
Quando
finalmente vanno via, dopo una breve attesa, Zee arriva sul palco.
Zee (superba
cantante e corista di George ormai da anni) è molto amata dai fans di Boy George
e dei Culture Club, quasi come la mitica Helen Terry.
La sua
entrata, provoca un po’ di eccitazione in tutti, così io approfitto di questo
piccolo momento di confusione per raggiungere la prima fila.
Zee canta 4
canzoni e subito dopo ecco che finalmente entrano Jon, Roy e Mickey, e nello
stesso istante, partono le note di
Do You Really want to hurt me.
In quel
preciso momento entra sul palco una persona dall’aspetto familiare, un’immagine
che ho dentro di me da sempre.
Se non fosse
che erano passati vent’anni, direi che per un attimo ho visto George col look di
allora fare il suo ingresso sulla scena.
E’ solo un
secondo il tempo che passa finché non appare chiaro che quello sul palco che sta
cantando quelle note in me da sempre e che somiglia a Boy George così tanto,
altri non è che Euan con i costumi del musical.
Passa
qualche altro istante e finalmente arriva Boy George, in stile Leigh Bowery.
E anche
stavolta come sempre accade al suo ingresso, scoppia il delirio
nell'affollatissima Royal Albert Hall.
Io intanto
raggiungo, facendo anche la furbetta, il centro della prima fila.
Lo
spettacolo e' stato grandioso, nonostante la scaletta fosse identica a quella
presentata durante il
Club Sandwich Tour
(1999-2000). Di nuovo ci sono gli spazi dedicati a
Taboo,
che pur essendo, anche musicalmente, diverso da un concerto dei
Culture Club,
creano una mistura interessante, in qualche modo specchio della filosofia di
Boy
George
che in questi anni ha arricchito la sua vita di esperienze professionali davvero
multiformi.
L'acustica
in questo teatro prestigioso era impeccabile e l'interpretazione davvero
eccellente.
George si è
commosso ben 2 volte: quando cantava
Cold Shoulder
e
quando
Jon Moss
in Victims,
verso il finale della canzone, da quei gran colpi alla batteria che in genere mi
riempiono di brividi.

Ma ho pianto
quando la fantastica Lyn Paul (la madre di Bill nel musical e dunque, lo
specchio della madre di George nella vita), ha cantato e George ha dedicato
questo magico momento a sua madre Dinah, una donna eccezionale, di estrema
fierezza e forza.
Lo
spettacolo è finito in bellezza con il cast di
Taboo
sul palco e anche con la presenza del solito Philip Sallon (quello vero, per
così dire…).
Dopo lo
show, restando fedele alla fama di ragazza intraprendente che circola tra i miei
amici, ho fatto di tutto per riuscire ad entrare al party privato che si stava
tenendo in un’altra sala riservata.
E, dopo
un’interminabile attesa, approfittando della distrazione del tipo che
controllava gli accessi, sono davvero riuscita ad entrare.
C'erano
tutti eccetto George (un classico).
Mikey è
stato il più disponibile a chiacchierare di progetti futuri e ci ha anticipato
l'uscita di un probabile nuovo singolo dei Culture Club per il prossimo
mese di novembre.
Sono felice
di essere stata presente ad un momento così emozionante e anche così ricco di
significato per quelli della mia generazione che hanno trovato forza, grinta,
coraggio e capacità di sopravvivenza attingendo, o meglio, ispirandosi, a ciò
che George ha composto in questi lunghi anni e cantato al nostro cuore con la
sua voce splendida.
Eleonora The Rose
|