| |
| Benvenuti! |
|
mer 27-06-2007 10:27
|
Siamo lieti di darvi il benvenuto nel nostro sito. Alla base di questo progetto e di queste pagine, c'è l'idea che l'Europa debba necessariamente cambiare: e subito. Per anni siamo stati appassionati studiosi di quanto accadeva a Bruxelles, speranzosi che un giorno l'Europa che ci avevano promesso avrebbe finalmente iniziato a funzionare: non è stato così, ed è sotto gli occhi di tutti.
Parleremo d'Europa, dell'idea d'Europa e di quanto si sta facendo per l'Europa, ma è bene fin da subito specificare che non ci riteniamo euro-entusiasti o euro-delusi, ma euro arrabbiati, che è ben diverso: arrabbiati in quanto profondamente convinti che si sta perdendo un'occasione unica e i fatti, purtroppo, ci stanno dando ragione considerando la farsa dell'ultimo vertice europeo...
(killjoy) |
| |
| Dove va l'Europa? |
|
mer 27-06-2007 10:27
|
Sorrisi a Bruxelles, strette di mano a Roma, festeggiamenti a Berlino: il vecchiocontinente,l’Europa dei 27, ha compiuto cinquant’anni, sebbene molti (in primis il sottoscritto), ancora si domandano come abbia fatto ad arrivarci.
C’è poco da fare i salti di gioia infatti, se in tutto questo tempo non si è riusciti a creare una politica estera il più possibile unitaria, uno straccio di esercito comune, una qualche identità europea nei cittadini, che dovrebbero essere i primi ed unici beneficiari di questa tanto decantata “unione”. I burocrati in doppio petto che sventolano bandierine blu a stelle gialle in tutte le TV del mondo, dovrebbero dirci la verità, che essi ben conoscono ma che temono di rivelare: c’abbiamo provato ma non ci siamo riusciti, ecco quello che dovrebbero dirci. Ci arrabbieremmo, ma almeno la smetteremmo di sentirci presi in giro, perchè non si tratta di essere euro-entusiasti o euro-scettici, ma bisogna una volta per tutte dire come la pensiamo: se questa è l’Europa che tanto ci hanno promesso che se la tengano pure!
Intere trasmissioni televisive per spiegare il naufragio (annunciato) della Costituzione europea, talk show fiume per cercare di capire la posizione di Bruxelles sulla Turchia e sulle più importanti questioni internazionali, montagne di pagine di giornale per rendersi conto del grado di paranoia raggiunto dall’eterno equilibrismo politico a cui quotidianamente eurolandia sottopone se stessa e i suoi cittadini; per non parlare poi di quanti dagli scranni dei parlamenti di tutta Europa non trovano altro da fare se non stare sempre lì a chiedersi (condannandola) perché l’America fa questo o attacca quello, se poi non si è in grado di contrapporre a Washington un politica seria e “forte”, che possa veramente fare da contrappeso allo strapotere a stelle e strisce, unica condizione che permetterebbe finalmente di poter avere un serio confronto con gli USA.
A tutti costoro ricordo che è inutile prendersela troppo, rischiando sbalzi di pressione agitando i pugni al cielo in preda al solito e ridondante isterismo anti-americano sempre più caro all’Europa: non vi preoccupate cari euro-politici, tanto alla Casa Bianca continueranno a fare il bello e cattivo tempo finché saranno certi di avere dall’altra parte dell’oceano la Babele di Bruxelles, tutta leggine e direttive, dove ognuno parla la sua lingua e nessuno capisce nessuno.
Ah, dimenticavo, buon compleanno Europa. (killjoy)
|
| |
| La politica secondo Jean Monnet: l'uomo di azione l'uomo di potere |
|
mer 27-06-2007 10:27
|
"Ciò che ho intrapreso, in ogni fase importante della mia vita, procedeva da una scelta, e da una sola, e questo limitarmi a un solo scopo mi ha salvato dalle tentazioni della varietà e anche dal gusto del potere dalle mille sfaccettature.
Sono fatto così e non riuscirei ad essere diverso. Ma credo anche che sia necessario trattare certe cose in questo modo per ottenere un risultato. Questa regola non vale per quelli che devono occuparsi di tutti gli affari dello Stato, poichè bisogna che essi considerino l'insieme dei problemi. Quest'altra attitudine dello spirito, che è necessaria all'uomo politico, contiene in sè i limiti del suo potere sulle cose. Se egli fosse dominato da una sola idea, non sarebbe più disposto per altre, che invece rientrano anch'esse nei suoi compiti; inversamente, dedicandosi a tutte, rischia di perdere l'occasione di agire, che è unica. Trovandomi davanti a questo dilemma, capi che avevo di meglio da fare che cercare di esercitare io stesso il potere ...
Mi accorgevo inoltre che per accedere a questo posto avrei dovuto farmi violenza. Per l'uomo politico l'obiettivo di ogni istante è di essere al Governo, e lì di essere il primo. ... Non ho mai conosciuto un grande uomo politico che non sia fortemente egocentrico, ed è logico: se non lo fosse, non avrebbe mai imposto la sua immagine e la sua persona. Io non avrei potuto esserlo e non per modestia: non si può concentrarsi su una cosa e su se stessi. E questa 'cosa' è sempre stata la stessa per me: far lavorare tutti gli uomini uniti, dimostrare loro che, al di là delle divergenze o al di sopra delle frontiere, essi hanno un interesse comune...
La concorrenza era viva attorno al potere, ma era praticamente nulla nel settore in cui io volevo agire, quello, cioè, che si occupa della preparazione dell'avvenire e che, per definizione, non è rischiarato dalle luci dell'attualità. Poichè non davo fastidio agli uomini politici, potevo contare sul loro appoggio. Inoltre, se ci vuole molto tempo per arrivare al potere, ne occorre molto poco per spiegare a quelli che ci sono arrivati come si possa uscire dalle difficoltà presenti: è un linguaggio che ascoltano volentieri al momento critico. In quel momento, quando mancano le idee, essi accettano volentieri le tue, purchè ne abbiano la paternità. Nel mio lavoro, gli allori bisogna dimenticarseli. Per quanto ne dicano, non mi piace tenermi nell'ombra, ma se solo con una certa riservatezza posso portare a termine le cose in modo più soddisfacente, ebbene, allora scelgo l'ombra". (J. Monnet - Mémoires, 1976) |
| |
|
| |
| |
| |
|
La bandiera europea |
| |
| |
|
Josè Manuel Durao Barroso |
| |
| |
 |
Operazioni militari dell'UE in Bosnia |
| |
| |
 |
|
|