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Filastrocche

UNA FILASTROCCA TIRA L'ALTRA


B

FILASTROCCHE DELL'AMICIZIA E DELLA PACE Torna Su

Promemoria
(
Gianni Rodari) 

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
ne’ di giorno ne’ di notte
ne’ per mare ne’ per terra:
per esempio, LA GUERRA 


 Dopo la pioggia
(Gianni Rodari) 

Dopo la pioggia viene il sereno,
brilla in cielo l'arcobaleno:
è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.
È bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Pero’ lo si vede – questo e’ il male -
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe piu’ conveniente
il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta,
questa si che sarebbe una festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare
la pace prima della guerra.
 


Filastrocca burlona
(Gianni Rodari) 

Filastrocca un po' burlona
per divertire qualunque persona:
se la salita fosse in discesa,
se la montagna stesse distesa,
se tutte le scale andassero in giu’,
se i fiumi corressero all'insu’,
se tutti i giorni fosse festa,
se fosse zucchero la tempesta,
se sulle piante crescesse il pane,
come le pesche e le banane,
se mi facessero il monumento…
io non sarei ancora contento.
Voglio prima veder sprofondare
tutte le armi in fondo al mare.


Bella nave
(Gianni Rodari)

"Bella nave che vai sul mare,
quante cose puoi portare?"
"Posso portare mille persone,
cento sacchi di carbone,
tre scialuppe ed una lancia
e un capitano con la pancia.
Corro in
men che non ti dico
dalla Cina a Portorico,
la tempesta ed il tifone
mi fanno il solletico al timone...
Ma se un giorno del malanno
di bombe e cannoni mi caricheranno,
sai che faccio per ripicco?
Colo a picco!"


Proverbi
(Gianni Rodari) 

Dice un proverbio dei tempi andati:
"Meglio soli che male accompagnati".
Io ne so uno piu’ bello assai:
"In compagnia lontano vai".

Dice un proverbio, chissa’ perche’,
"Chi fa da se’ fa per tre".
Da questo orecchio io non ci sento:
"Chi ha cento amici fa per cento".

Dice un proverbio con la muffa:
"Chi sta da solo non fa baruffa".
Questa io dico, e’ una bugia:
"Se siamo in tanti, si fa allegria".


In fila indiana
(Gianni Rodari)

Filastrocca in fila indiana
per la tribu’ dei Piedi di Rana
Per la tribu’ dei Piedi Neri
per gli Apaches, gran guerrieri,
per i Navajos, i Mohicani,
gli Irochesi ed altri indiani,
compresi quelli del mio quartiere
che fanno la guerra tutte le sere,
poi se la mamma chiama "Carletto"!
fanno la pace e vanno tutti a letto.

Sul treno di frontiera
(Gianni Rodari) 

La frontiera voglio passare,
di la’ dai monti voglio andare
dove i francesi per dire di si’
dicono "Oui!"

Quando saro’ di la’ dal confine
trovero’ bambini e bambine,
tutte le lingue parleranno:
russo, tedesco e turcomanno.

Diranno: "Buon giorno" (io non capiro’)
e "Buona sera" rispondero’.
Ma poi rideremo insieme felici
e per sempre saremo amici.


FILASTROCCA DELLE DIFFERENZE
(Bruno Tognolini)

Tu non sei come me: tu sei diverso
Ma non sentirti perso
Anch'io sono diverso, siamo in due
Se metto le mie mani con le tue
Certe cose so fare io, ed altre tu
E messi insieme sappiamo far di piu’
Tu non sei come me: son fortunato
Davvero ti son grato
Perche’ non siamo uguali:
Vuol dire che tutt'e due siamo speciali

FILASTROCCA DEL BENVENUTO A CHI VIENE DA LONTANO
(Bruno Tognolini)

Amico sconosciuto
Sappi che qui fra noi sei il benvenuto
Tu vieni da lontano
Ecco la nostra mano
Hai viaggiato e sei stanco
C'e’ posto al nostro fianco
Questa e’ una terra amica
E noi ti aspettavamo, e siamo pronti
Abbiamo pane per la tua fatica
Abbiamo orecchie per i tuoi racconti


GIURAMENTO DELL’AMICIZIA
(Bruno Tognolini)

 Tutti per uno, uno per tutti
e' questo il patto che noi giuriamo
Nei giorni belli, negli anni brutti
Tutte le foglie da un unico ramo
E tutti i fiumi in un solo mare
Tutte le forze in un solo braccio
E questo braccio ce la puo’ fare
Voi ce la fate se io ce la faccio
Perche’ non resti piu’ indietro nessuno:
Uno per tutti, tutti per uno.


PER INVITARE A GIOCARE
(Bruno Tognolini) 

Vieni in un posto che e’ pieno di fate?
Vuoi una merenda di latte e risate?
Fai una partita con me senza fine?
Scambi le doppie delle figurine?
Io sono sola seduta sul letto,
ti sto chiamando e ora ti aspetto.
Ho anche un segreto nascosto per te.
Vieni a giocare con me?


Per invitare amici nella casetta
(Bruno Tognolini) 

La mia casetta va bene per me
Ma se venite ci stiamo anche in tre
C'e’ solo un tavolo, c'e’ solo un letto
Pero’ se venite vi aspetto


 PER BACIARE
(Roberto Piumini) 

Scende un bacio sulla fronte
come un falco sopra il monte!
Salta un bacio sul tuo occhio
come il grillo di Pinocchio!
Cade un bacio sul tuo naso
come una goccia nel vaso!
Ti do’ un bacio sulla guancia
col sapore dell'arancia!
Ti do’ un bacio sulla bocca,
col sapore di albicocca!


PER PRENDERE IN GIRO
(BrunoTognolini) 

Ma tu non sarai mica come Rita,
che invece della gomma si mastica le dita?
Ma tu non sarai mica come Carlo,
che gioca con l’orsetto invece di mangiarlo?
Ma tu non sarai mica come Gianni,
che mastica il suo ciuccio a diciassette anni?
Ma tu non sarai mica come Nico,
che ad ogni compleanno si mastica un amico?
Ma tu non sarai mica cosi’ sciocca
che ascolti fino in fondo anche questa filastrocca!


PER LITIGARE
(Roberto Piumini)

 Questa e’ la faccia mia,
e la tua portala via!
Vedi, questa e’ la mia mano:
la tua portala lontano!
Il mio naso e’ questo qui:
il tuo e’ lungo cosi’!
La mia faccia e’ proprio questa:
la tua e’ di cartapesta!
I miei occhi sono belli:
i tuoi sono rapanelli!


PER LITIGARE E FARE LA PACE
(Roberto Piumini) 

Ti prendo, ti stringo, ti tengo,
ti graffio, ti strappo, ti gratto,
ti picchio, ti rompo, ti stendo,
ti spacco, ti storto, ti batto.
Ma dopo facciamo la pace,
ti dono la mia caramella:
perche’ fare lotta mi piace
pero’ la pace e’ piu’ bella. 


per non litigare con chi provoca
(BrunoTognolini) 

Voce di aria, parole di vento,
quello che dici io non lo sento
e se lo sento, io non lo vedo
e se lo vedo, io non ci credo.
Le tue parole scorrono via,
come di acqua, come di sabbia,
non me la togli la mia allegria!
Non mi fai rabbia!


Otto bambini si tengono per mano
(Luciana Martini) 

Otto bambini si tengono per mano;
saltano, giocano, fanno baccano;
corrono in fila stretti in catena,
volano insieme sulla catena;
nessuno la mano dell'altro molla,
appiccicati son con la colla;
se cade uno, cadon di sotto
tutti quanto fino a otto,
ma sempre uno rimane sano
porta fortuna tenersi per mano.


Girotondo in tutto il mondo
(Gianni Rodari) 

Filastrocca per tutti i bambini,
per gli italiani e per gli abissini,
per i russi e per gli inglesi,
gli americani ed i francesi,
per quelli neri come il carbone,
per quelli rossi come il mattone,
per quelli gialli che stanno in Cina
dove e’ sera se qui e’ mattina.
Per quelli che stanno in mezzo ai ghiacci
e dormono dentro un sacco di stracci,
per quelli che stanno nella foresta
dove le scimmie fan sempre festa.
Per quelli che stanno di qua o di la’,
in campagna od in citta’,
per i bambini di tutto il mondo
che fanno un grande girotondo,
con le mani nelle mani,
sui paralleli e sui meridiani... 


Gli esquimesi
(Gianni Rodari)
 
Strana gente, gli esquimesi:
sono di ghiaccio i loro paesi;
di ghiaccio piazze, strade e stradette,
sono di ghiaccio le casette;
il soffitto e il pavimento
sono di ghiaccio, non di cemento.
Perfino il letto e’ di buon ghiaccio,
tagliato e squadrato col coltellaccio.
Ed e’ di ghiaccio, almeno pare,
anche la pietra focolare.
Di non-ghiaccio c'e’ una cosa,
la piu’ segreta, la piu’ preziosa:
il cuore degli uomini che basta da solo
a scaldare perfino il Polo


 Un lungo viaggio
(Gianni Rodari) 

Un lungo viaggio voglio fare,
i bimbi del mondo andro’ a trovare.
Ad uno ad uno li voglio vedere,
per sapere
come stanno, che fanno,
se vanno a scuola o non ci vanno,
se una mamma ce l'hanno
se hanno un papa’ che va a lavorare
e almeno una sorellina per giocare.
Voglio sapere chi rimbocca
le coperte dei loro lettini,
chi li sgrida se i ditini
si mettono in bocca,
se c'e’ chi pettina i loro capelli
con il pettine bagnato
e se e’ stato rattoppato
lo strappo nei calzoncini belli.
Voglio essere sicuro
che nessuno abbia paura quand'e’ scuro
che abbiano tutti vicino al cuscino
un bel sogno da sognare,
e una nonna che li tiene per mano
e l'Uomo Nero fa stare lontano.
E diro’ loro: "Buongiorno, bambini,
bianchi, gialli, morettini,
bimbi di Roma e di Santa Fe’,
color di latte o del caffe’,
Bimbi ridenti di Mosca e Pechino,
o poveri fiori falciati
nel Paese del Fresco Mattino
bimbi dal ciuffo nero o biondo
buongiorno a tutti i bambini del mondo".

B

FILASTROCCHE DEGLI ANIMALI Torna Su 

NELLA STALLA
(Giorgia Pollastri) 

Nella stalla della nonna
c'E’ una mucca con la gonna
c'E
’ un vitello col cappello
ed un toro col mantello.

Nel pollaio di zia Lietta
tre galline in bicicletta
e poi un'oca col tacchino
che si allenano un pochino,

mentre attorno a casa mia
c'E’ soltanto fantasia
per cantare piU’ felici
per giocare con gli amici.


 Case

Sta la volpe nella tana
nello stagno sta la rana
nel
pollaio la gallina
e
nel bosco la faina
sta
la mucca nella stalla
cosI’ pure la cavalla
nella
casa sta il bambino
e nel nido l'uccellino
Ci son case di ogni specie
ed ognuno ne E’ felice  


A CIASCUNO IL SUO
(Corinne Albaut) 

l’uccellino quieto quieto
dorme sopra un bel tappeto;
russa sodo cane fido
a ciambella dentro il nido
mentre il gatto baffolana
se la dorme nella tana.
se n’E’ andato a letto presto
il leprotto dentro il cesto!

ma che dici? E’ tutto sbagliato!
il proprio letto a ognuno va dato:
l’uccellino nel suo nido,
dentro il cesto cane fido,
sul tappeto baffolana
e il leprotto nella tana!


 Filastrocca di Fata Gaia per aiutare le api a fare il miele
(Bruno Tognolini) 

Sole sui fiori, aria alle foglie,
ali per l’ape che vola e raccoglie.
Goccia di sole nelle corolle,
diventa nettare tiepido e molle,
diventa pane per l’ape che vola,
diventa miele che cola!


 Filastrocca di Fata Gaia per far schiudere le uova
(Bruno Tognolini) 

Apriti sesamo, apriti uovo,
scatola magica, scrigno rotondo.
Apriti e libera un essere nuovo,
che voleRA’ per i cieli del mondo. 


LA GALLINA E IL CHICCO
(Roberto Piumini) 

razzolando in un campo, una gallina
un chicco di frumento vi trovO’. 
- chi vuole seminarlo? – domandO’
a un maiale, a una gatta e a un topolino.
- io no, io no, io no… - le rispose quel bel trio.
- va bene, - disse lei – lo farO’ io.

 quando il chicco una spiga diventO’,
- chi la vuole falciare? – domandO’
- io no, io no, io no… - le rispose quel bel trio.
- va bene, - disse lei – lo farO’ io.

 quando la spiga a casa fu portata,
- chi vuole macinarla? – domandO’
- io no, io no, io no… - le rispose quel bel trio.
- va bene, - disse lei – lo farO’ io.

 quando pure fu pronta la farina,
- chi vuole biscottarla? – domandO’
- io no, io no, io no… - le rispose quel bel trio.
- va bene, - disse lei – lo farO’ io.

 quando infine il biscotto fu sfornato,
- chi lo vuole mangiare? – domandO’
- io, io, io… - le rispose quel bel trio.
- eh no, - concluse lei – lo farO’ io.


 MIAO! CIAO!
(Gianni Rodari) 

Mi piacerebbe un giorno
poter parlare
con tutti gli animali
Che ve ne pare?
ChissA’ che discorsi geniali
sanno fare i cavalli;
che storie divertenti
conoscono i pappagalli,
i coccodrilli, i serpenti...
Una semplice gallina
che fa l'uovo ogni mattina
che lo taglia a metA’.
chissA’ cosa ci vuol dire
con il suo coccodE’...
E l'elefante, cosI’ grande e grosso,
la deve saper lunga
piU’ della sua proboscide.
Ma chi lo capisce
quando barrisce?
Nemmeno il gatto
puO’ dirci niente.
Domandagli come sta:
Non ti risponde affatto.
O - al massimo - fa
«miao»
che forse vuol
«ciao»


 Il maestro giusto
(Gianni Rodari) 

C'era una volta un cane
che non sapeva abbaiare.
andO’ da un lupo a farselo spiegare,
ma il lupo gli rispose
con un tale ululato
che lo fece scappare spaventato.
AndO’ da un gatto, andO’ da un cavallo,
e - mi vergogno a dirlo -
perfino da un pappagallo.
ImparO’ dalle rane a gracidare,
dal bove a muggire,
dall'asino a ragliare,
dal topo a squittire,
dalla pecora a fare
« bE’ bE’»,
dalle galline a fare coccodE’.
ImparO’ tante cose,
perO’ non era affatto soddisfatto
e sempre si domandava
(magari con un
« qua qua »...):
- Che cos'E’ che non va?
Qualcuno gli risponda, se lo sa.
Forse era matto?
O forse non sapeva
scegliere il maestro adatto?
 


IL BRUCO
(Roberto Piumini)

un bruco
in un buco
diceva: “avrei voglia
di fare come la foglia,
come gli uccelli in cielo,
volare”

e lo ascoltava un melo.
il melo disse: “bruco,
dormi nel buco
e sogna di volare,
quando bisogna ti verrO’ a svegliare”.

il bruco, nel buco,
per meglio sognare
si avvolse
in un materasso
soffice come il pane.

si addormentO’ di sasso
e poi sognO’ per venti settimane.
un mattino d’aprile, disse il melo:
“bruco
esci dal materasso,
esci dal buco,
vattene a spasso in cielo”.

il bruco si svegliO’.
sentI’ fuori del buco
un odore di fiori
e si mise a volare
nell’aria molle e fresca
verso i fiori del pesco.

non era piU’ un bruco
chiuso nel buco
ma una farfalla
libera e gialla
con due pallini uguali
nel centro delle ali.


 Il galletto superbione 

Un galletto superbione,
canzonava una gallina
e ridendo la chiamava
"Pitocchina, pitocchina".
Ma la cocca seria disse
"sei vestito come un re
ma non sai neppur far l'uovo,
sei pitocco piU’ di me!"


 il grillo sapientone

Nella sua casetta nera
quando viene primavera,
mastro grillo sapientone
agli insetti fa lezione.
La farfalla E’ svogliatina,
disattenta, birichina,
fa dispetti al moscon d’oro
tutto intento al suo lavoro.
Poi ci sono tre sorelle
Che si chiaman coccinelle,
hanno gli occhi birichini
e il vestito a puntolini.
Lucciolina a luce spenta
Piano piano si addormenta,
ma c’E’ il bruco pien di voglia
che ricama la sua foglia.
C’E’ una vespa e un moscerino
Tre formiche e un maggiolino
Tutti intenti alla lezione
Di quel grillo sapientone!


Anatre al fosso 

L'anatra dice:
qua qua qua
presto tuffatevi nel fosso qua.
Ma gli anatroccoli hanno paura
stan sulla riva, ch'E’ piU’ sicura.
Treman tutti – pio pio pio
è fredda l'acqua non vengo io.
E allora l'anatra – qua qua qua
la volpe capita eccola qua.
Tutti ci credon la vedon giA’
tutti si tuffano
pio pio qua qua.

B

FILASTROCCHE DEI COLORI Torna Su

I colori
(
Lina Schwarz) 

Noi siamo il rosso e il giallo,
facciamo insieme un ballo,
e per combinazione
vien fuori l'arancione.

Noi siam l'azzurro e il rosso,
giriamo a piu’ non posso,
uniti con affetto
formiamo il violetto.

Noi siamo il giallo e il blu,
ci rincorriam su e giu’:
ciascun dei due si perde,
e salta fuori il verde.


sette colori
(Elio Giacone) 

C’era una volta un paese lontano
dove i colori si davan la mano.
tra tutti il rosso era il piu’ piccolino
e l’arancione gli stava vicino.
Rideva forte il giallo brillante
e il verde li’ accanto parlava alle piante.
Alti nel cielo l’azzurro ed il blu
guardavan la terra e stavan lassu’.
Piu’ grande e piu’ scuro degli altri era il viola,
ma i sette sembravano una cosa sola
e chi li vedeva nel cielo sereno
diceva: “Guardate, c’e’ l’arcobaleno!”


L’ARCOBALENO
(Bruno Tognolini) 

Dopo la pioggia nel cielo sereno
sette cascate fa l’arcobaleno:
rosso di guance di rossi folletti,
arancio di sole negli occhi stretti,
giallo di luce del mezzogiorno,
verde tappeto che brulica intorno,
azzurro del cielo con cielo sopra,
indaco il buio che tutto ricopra,
violetto odore di vento vecchio.
Che colore rimane nel secchio?

B

FILASTROCCHE DELLE DITA Torna Su

cinque fratellini

SIAMO CINQUE FRATELLINI

tutti svelti e birichini,

indovina un po’ chi siamo?

siam le dita della mano!


LA FARFALLA PAZZA
(Bruno Tognolini) 

Un brutto giorno su una bella piazza
ci svolazzava una farfalla pazza.
Pinotto Pollice, che era un mangione,
voleva farsela per colazione.
Rebecca Indice, sempre arrabbiata,
voleva darle una bella sgridata.
Sandrone Medio, un po’ tardivo,
voleva prenderla senza motivo.
Jonny Anulare, vanitoso e bello,
voleva metterla sopra il suo anello.
Ma Mignolino, che era un bambino,
ed era l’ultimo della poesia,
batte le mani: farfalla scappa via!


 Filastrocca della gnoma Linfa per le cinque dita
(Mela Cecchi) 

Questo Pollice e’ chiamato,
dito basso e un po’ sgraziato.
Prende, stringe, forte, piano,
è il padrone della mano.
Questo Indice vien detto,
è saccente ma e’ perfetto.
Segna, suona e d e’ lezioni,
fa disegni e operazioni.
Questo e’ Medio, strano dito,
alto, alto e un po’ stordito.
Lui fra tutti e’ il numero tre
ma della mano si sente il re.
Questo serio e’ l’Anulare,
proprio un dito da sposare.
Suona bene il pianoforte,
e poi si lecca mangiando le torte.
E il numero cinque lo sai chi e’ ?
È un dito piccolo, somiglia a te.
Mignolo, coda di tutta la mano,
ringrazia e saluta da lontano.


 Disse il pollice 

Disse il pollice....non c'e’ piu’ pane
disse l'indice......come faremo?
disse il medio.....lo compreremo
disse l'anulare.....ce n'e’ un pezzettino
disse il mignolo...datelo a me che sono il piu’ piccino.


POLLICE NEL POZZO

POLLICE E' CADUTO NEL POZZO
l’indice l’ha tirato su,
il medio l’ha asciugato ben bene,
l’anulare ha preparato una torta
e il mignolino l’ha mangiata tutta!


Le dita della mano

Il piccolo mignolo
cosi’ per giocare
monto’ sopra il dorso
del buon anulare.
E questi dal medio
pian piano, bel bello
si fece portare
con l'altro fratello.
II medio ch'e’ forte
ma un po' fannullone
del povero indice
balzo’ sul groppone.
Ma il pollice furbo
si mise a fuggire
e l'indice, svelto,
lo volle inseguire.
E ancora l'insegue
coi tre sulla groppa.
Intanto la mano
galoppa
, galoppa.


LE CINQUE DITA 
ando’ al mercato il pollice
e compero’ una mela,
ma poi la vide l’indice
e agli altri la indico’,
il medio disse subito:
adesso chi la pela?
e tutti protestarono:
io no, io no, io no.
io no perche’ son stanco,
rispose l’anulare,
io neanche, disse l’indice…
i quattro litigarono,
nessuno la sbuccio’,
allora il furbo mignolo
la prese e la mangio’!
Gnam!  


IL MIO POLLICE
(Corinne Albaut) 

dieci dita per giocare,
disegnare e colorare,
per toccare e per contare,
per mostrare e modellare.
dieci dita fino a quando,
sonnecchiando e sbadigliando,
poggio il capo sul cuscino
e mi succhio il pollicino.
non c’e’ dubbio: questo dito
per la notte e’ il preferito!

B

FILASTROCCHE DELLA FAMIGLIA Torna Su

Diritto alla famiglia

(Bruno Tognolini)

Se foste uccelli, amerei le vostre ali
Se foste cervi coi musi giocherei
Dite che gli uomini non sono tutti uguali
È proprio vero, perche’ voi siete i miei
E non m’importa se siete dieci o tre
Se siete ricchi o furbi o neri o strani
Quello che conta e’ che siete qui per me
E che svegliandomi, vi trovo anche domani 


FILASTROCCA DEL BAMBINO FUTURO
(Bruno Tognolini)

Sono un bambino, sono il tuo dono
Prima non c'ero e adesso ci sono
Sono il domani, dalle tue mani
Devi difendermi con le tue mani
Sono il futuro, sono arrivato
E sono qui perche’ tu mi hai chiamato
Come sara’ l'orizzonte che tracci
Dipende da come mi abbracci

FILASTROCCA DEL DIRITTO A IMPARARE
(Bruno Tognolini) 

Leone grande, ora insegnami a cacciare
Orso grande, dimmi dove trovi il miele
Corvo grande, come faccio per volare?
Ragno grande, come faccio le mie tele?
Genitori che mi avete messo al mondo
Donna grande, dimmi cosa posso farci
Uomo grande, io ti chiedo e ti domando
Di insegnarmi cio’ che serve per restarci


PRIMA DI NASCERE
(G. Mantegazza) 

"Prima di nascere, mamma, dov'ero?".
"Tu eri gia’ dentro ogni mio pensiero,
dentro i miei sogni di felicita’,
nei pensieri di mamma e papa’!".
"Dai mamma, adesso
non mi imbrogliare
lo sai di che cosa volevo parlare!
Prima di nascere stavo benone,
sicuro e comodo nel tuo pancione!".
Dentro il pancione sono al sicuro,
non ho paura anche se e’ scuro,
Nuoto nell'acqua senza rumore
Ascolto il dolce tum tum del tuo cuore.
Mi ciuccio il dito per un momento
Se sono stanco cosi’ mi addormento.
Che gran giorno, che emozione:
sono uscito dal pancione!
Proprio adesso sono nato,
la mia mamma mi ha abbracciato
mi ha tenuto stretto stretto
al calduccio sul suo petto.
Non so ancora come sia:
so che lei e’ la mamma mia!


TI VOGLIO BENE
(Mela Cecchi e Bruno Tognolini)

 le puoi contare le stelle di notte?
le puoi contare le gocce del mare?
tutte le cose che si sono rotte,
tutta la gente che posso incontrare?
li puoi contare i respiri, gli uccelli?
o quanti sono nel mondo i capelli?

la tua risposta
non entra in un foglio…

Perche’ non sai
quanto bene ti voglio.


 LA MAMMA
(Roberto Piumini) 

Due braccia che m'abbracciano,
due labbra che mi baciano,
due occhi che mi guardano,
e mani che accarezzano
e sento un buon odore
e sento un bel sapore:
la mamma e’ questo per me
e molto altro ancora:
la mamma e’ una dolcissima signora.


Per la festa della mamma
(Lina Schwarz) 

Ho pregato un poeta di farmi una poesia
con tanti auguri per te, mammina mia;
ma il poeta ha risposto che il verso non gli viene;
cosi’ ti dico solo:
Ti voglio tanto bene!


Per la mamma 

A scuola ho imparato tantissime cose,
alcune fantastiche altre curiose.
Ma l'amore e la vita
a
chi e’ alto una spanna
li puoi insegnare soltanto tu,
MAMMA!


 Alla mamma 

Con due sillabe soltanto
posso avere il mondo in mano
quando e’ sera e mi racconti
una fiaba sul divano
e se al mattino tu mi risvegli
con un bacio dalla nanna
tutto e’ piu’ dolce con te mamma


 IL PAPa’
(Roberto Piumini) 

C'e’ un uomo grande:
gli faccio le domande.
C'e’ un uomo grosso:
gli salto addosso.
C'e’ un uomo attento:
gli soffio il vento.
C'e’ un uomo quieto:
gli dico il mio segreto.
C'e’ un uomo in casa mia
che mi fa compagnia.
Chi e’? Chissa’?
E' il mio papa’! 


Al papa’ 

Che bello giocare con le costruzioni
e poi quando e’ sera guardare i cartoni;
che gioia dipingere con i pennarelli
e mettere assieme i puzzle piu’ belli.
Ma il momento magico anche oggi sara’
quando ritorni tu: Papa’!


 Il Principe
(Marco Meschini) 

Arriva un Principe
con un cavallo bianco:
viene da lontano
e sembra molto stanco.
Al posto della spada
c'e’ l'ombrello
e c'e’ il cappotto
al posto del mantello;
pero’ a guardarci bene
il cavallo non ce l'ha,
io gli corro incontro
e gli dico: "Ciao papa’!"


IL RISVEGLIO
(Roberto Piumini) 

Apri gli occhi
che il sole e’ arrivato,
apri la bocca
che
il latte e’ versato,
apri le orecchie
che c'e’ un bisbiglio,
apri le braccia
che ci sono io!
 


Benvenuto fratellino
(Corinne Albaut) 

Osservo la mamma preoccupata
la sua pancia si e’ gonfiata.
Sotto il vestito cosa nasconde?
Un nuovo bimbo, mi si risponde.
Vedo la pancia di nuovo piatta,
vedo la mamma di la’ che allatta.
Ora mi sento molto orgogliosa
perche’ la famiglia e’ piu’ numerosa!


 Filastrocca che Tonio Cartonio dedica ai suoi nonni
(Mela Cecchi)

Ci sono delle cose
che solo i nonni sanno,
son storie piu’ lontane
di quelle di quest’anno.
Ci sono delle coccole
che solo i nonni fanno,
per loro tutti i giorni
sono il tuo compleanno.
Ci sono nonni e nonne
che fretta mai non hanno:
nonni e nipoti piano
nel tempo insieme stanno.


FILASTROCCA PER LA MORTE DEL NONNO
(Bruno Tognolini)

Caro nonno, son passati tanti giorni
Ho aspettato e ho capito che non torni
Ti hanno messo come un seme in un bell'orto
Ho guardato e ho capito che sei morto
Vorrei farti ritornare, ma non posso
Nel mio cuore il dolore ha fatto un fosso
In quel fosso come un seme ti ho sepolto
E per innaffiarti bene ho pianto molto
È venuta primavera e sei fiorito
Quando il pianto dei miei occhi era finito
Ora e’ maggio e oramai non piango piu’
Nel giardino son fioriti i gigli blu
E io ancora non ti vedo, pero’ ora so perche’
Non ti vedo perche’ sei dentro di me

B

FILASTROCCHE DELLE FESTETorna Su 

Babbo Natale di tutti i colori

Babbo Natale vestito di bianco
porta i tuoi doni a chi E’ forte a chi E’ stanco,
porta i tuoi doni a grandi e piccini,
Babbo Natale che ami i bambini.

Babbo Natale vestito di blu
porta i tuoi doni a chi vuoi tu,
porta i tuoi doni che son sempre veri
Babbo Natale di oggi e di ieri.

Babbo Natale vestito di rosso
porta i tuoi doni con un cesto grosso,
porta i tuoi doni a tutti gli amici
Babbo Natale che rendi felici.

Babbo Natale vestito di giallo
Porta i tuoi doni a chi E’ brutto e a chi E’ bello,
porta i tuoi doni di ogni colore
Babbo Natale che inviti all’amore

Babbo Natale vestito di verde
Porta i tuoi doni a chi vince e a chi perde,
porta i tuoi doni per mare e per terra,
Babbo Natale che non vuoi la guerra.

Babbo Natale
di tutti i colori
porta i tuoi doni a chi E’ dentro e a chi E’ fuori,
porta i tuoi doni a chi parla e a chi tace,
Babbo Natale che doni la pace.

Augu
ri, auguri a tutti i presenti:
mamme, paPA’, nonni e parenti;
tanti auguri con un girotondo,
tanti auguri a tutto il mondo.
 


Il mago di Natale
(Gianni Rodari)

S'io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l'alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all'Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po' di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.
In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d'ogni qualitA’,
che chiudono gli occhi
e chiamano papA’,
camminano da sole,
ballano il rock an'roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s'intende.
In piazza San Cosimato
faccio crescere l'albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l'albero del panettone
in viale Buozzi
l'albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.
Continuiamo la
passeggiata?
La magia E’ appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all'albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.
Ogni strada avrA’ un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterA’ un altro
dello stesso modello
o anche piU’ bello.
Per i grandi invece ci sarA’
magari in via Condotti
l'albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.
PerO’ non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti. 


Il pellerossa nel presepe
(Gianni Rodari) 

Il pellerossa con le piume in testa
e con l'ascia di guerra in pugno stretta,
come E’ finito tra le statuine
del presepe, pastori e pecorine,
e l'asinello, e i maghi sul cammelo,
e le stelle ben disposte,
e la vecchina delle caldarroste?
Non E’ il tuo posto, via, Toro seduto:
torna presto di dove sei venuto.
Ma l'indiano non sente. O fa l'indiano.
Ce lo lasciamo, dite, fa lo stesso?
O darA’ noia agli angeli di gesso?
Forse E’ venuto fin qua,
ha fatto tanto viaggio,
perchE’ ha sentito il messaggio:
pace agli uomini di buona volontA’.
 


Lo zampognaro
(Gianni Rodari) 

Se comandasse lo zampognaro
che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?
«Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d'oro e d'argento
».
Se comandasse il passero
che sulla neve zampetta
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
«Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarA’ acceso,
tutti i doni sognati,
piU’ uno, per buon peso
».
Se comandasse il pastore
dal presepe di cartone
sai che legge farebbe
firmandola col lungo bastone?
«Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino
».
Sapete che cosa vi dico
io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
accadranno facilmente;
se ci diamo la mano
i
miracoli si fanno
e il giorno di Natale
durerA’ tutto l'anno.


 Il pianeta degli alberi di Natale
(Gianni Rodari) 

Dove sono i bambini che non hanno
L’albero di Natale
Con la neve d’argento, i lumini
E i frutti di cioccolata?
Presto, presto, adunata, si va
Nel Pianeta degli alberi di Natale,
io so dove sta.

Che strano, beato pianeta...
Qui E’ Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta,
illuminati a festa,
sono carichi di doni.

Crescono sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale.
Perfino l’ortica,
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia
un campanello d’argento
che si dondola al vento.

In piazza c’E’ il mercato dei balocchi.
Un mercato coi fiocchi,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, anzi, il padrone
Ti fa l’inchino e dice: "Grazie assai,
torni ancora domani, per favore:
per me sarA’ un onore..."

Che belle le vetrine senza vetri!
Senza vetri, s’intende,
cosI’ ciascuno prende
quello che piU’ gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perchE’
la cassa non c’E’.

Un bel pianeta davvero
Anche se qualcuno insiste
a dire che non esiste...
Ebbene, se non esiste esisterA’:
che differenza fa?
 


Filastrocca di capodanno
(Gianni Rodari) 

Filastrocca di capodanno:
fammi gli auguri per tutto l'anno:
voglio un gennaio col sole d'aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile;
voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera;
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco;
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.
 


Anno nuovo
(Gianni Rodari) 

"Indovinami, Indovino,
tu che leggi nel destino:
l'anno nuovo come sarA’?
Bello, brutto o metA’ e metA’?"
"Trovo stampato nei miei libroni
che avrA’ di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto
e il giorno dopo del lunedI’
sarA’ sempre un martedI’.
Di piU’ per ora scritto non trovo
nel destino dell'anno nuovo!". 


Voglio fare un regalo alla Befana
(Gianni Rodari)  

La Befana, cara vecchietta,
va all'antica, senza fretta.

Non prende mica l'aeroplano
per volare dal monte al piano,

si fida soltanto, la cara vecchina,
della sua scopa di saggina:

è cosI’ che poi succede
che la Befana... non si vede!

Ha fatto tardi fra i nuvoloni,
e molti restano senza doni!

Io quasi, nel mio buon cuore,
vorrei regalarle un micromotore,

perchE’ arrivi dappertutto
col tempo bello o col tempo brutto...

Un po' di progresso e di velocitA’
per dare a tutti la felicitA’!


IL VESTITO DELL'AMICIZIA

arlecchino, poverino,
non aveva vestitino.

OGNI BIMBO GLI HA PORTATO

un pezzetto colorato
E LA MAMMA GLI HA CUCITO

un fantastico vestito.

e' di tanti bei colori,
come tanti sono i cuori

CHE HAN DONATO LA LETIZIA

con un gesto d’amicizia.


Il vestito di Arlecchino
(Gianni Rodari)

Per fare un vestito ad arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un'altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucI’
fece un vestito stretto cosI’.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone :
'Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrA’ bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l'altro bolletta!".


Il gioco dei se
(Gianni Rodari) 

Se comandasse Arlecchino
il cielo sai come lo vuole?
A toppe di cento colori
cucite con un raggio di sole.
Se Gianduia diventasse
ministro dello Stato,
farebbe le case di zucchero
con le porte di cioccolato.
Se comandasse Pulcinella

la legge sarebbe questa:
a chi ha brutti pensieri
sia data una nuova testa. 


Le Mascherine
(Attilio Cassinelli)

Balanzone gran dottore,
Pantalone gran signore,
Arlecchino e poi Brighella, ecco
arriva Pulcinella.
Furbe, vispe e biricchine...
benvenute mascherine!!


Le maschere di Carnevale
(Attilio Cassinelli) 

Arlecchino ti presento
tutte toppe ma contento.
e Brighella suo compare,
cosa pensa di brigare?
Scaramuccia faccia buffa
sempre pronto a far baruffa.
E Tartaglia che non sbaglia,
quando canta non tartaglia.
Meneghino che, pian piano,
va a passeggio per Milano
e Pierrot vediamo qui
che E’ venuto da Paris.
Vuoi sapere chi E’ costui?
Peppe Nappa, proprio lui
Pulcinella saggio e arguto
che da Napoli E’ venuto.
E Gianduia piemontese
che di tutti E’ il piU’ cortese.
Da Bologna ecco che avanza
Balanzon dalla gran panza.
Tutti insieme fan colazione
e chi paga E’ Pantalone!


 Scherzi di Carnevale
(Gianni Rodari)

 Carnevale,
ogni scherzo vale.

Mi metterO’ una maschera
da Pulcinella
e dirO’ che ho inventato
la mozzarella.

Mi metterO
’ una maschera
da Pantalone,
dirO’ che ogni mio sternuto
vale un milione.

Mi metterO’ una maschera
da pagliaccio,
per far credere a tutti
che il sole E’ di ghiaccio.

Mi metterO’ una maschera
da imperatore,
avrO’ un impero
per un paio d'ore:

per volere mio dovranno
levarsi la maschera
quelli
che la portano
ogni
giorno dell'anno...

E sarA’ il Carnevale
piU’ divertente
veder la faccia vera
di tanta gente.


L'invenzione di Pulcinella
(Gianni Rodari) 

Signore e signori, fatevi avanti
piU’ gente entra, piU’ siete in tanti!
Correte a vedere la grande attrazione,
la formidabile invenzione.
No
n sono venuto su questo mercato
per vendere il fumo affumicato.
Non sono venuto a questa fiera
per vendere i buchi del gruviera.
Il mio nome E’ Pulcinella
ed ho inventato la moz - za - rel - la!

Da questa parte, signori e signore
son Pulcinella il grande inventore!
Per consolare i poveretti
ho inventato gli spaghetti.
Per rallegrare a tutti la vita
creai
la pizza Margherita!
Olio, farina, pomodoro
nulla vale questo tesoro.
Ad ascoltarlo corre la gente,
si diverte... e non compra niente!!


 Dall'uovo di Pasqua
(Maria Loretta Giraldo) 

Dall'uovo di Pasqua
E’ uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: "Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio".
E volteggiando
di qua e di LA’
attraversando
paesi e cittA’
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
"Viva la pace,
abbasso la guerra".


Buon compleanno
(Corinne Albaut) 

Ecco oggi
tutti presenti,
di star con te siamo contenti.
Musica, dolci,
panna montata
per festeggiare questa giornata.
Tamburi, pifferi.
campanelli
per augurarti gli anni piU’ belli.


 Sono cresciuto
(Corinne Albaut) 

Dallo scorso compleanno
E’ passato solo un anno,
ma in dodici mesi sono cresciuto
piU’ di quanto avrei creduto.
Nei vecchi vestiti
non ci sto piU’:
ora mi serve
una taglia in piU’!


Nati in estate
(Corinne Albaut)

 Per i bambini
nati in estate,
in classe le feste
non ci son state.
Quando la mamma
li
ha partoriti,
i giorni di scuola
eran finiti.
Ma in gran segreto
ci siam riuniti
e a loro gli auguri
abbiamo spediti.
Anche se siamo
tutti in vacanza,
possiamo farci
gli auguri a distanza.

B

FILASTROCCHE DELLE FIABE Torna Su

hansel e gretel

un ragazzino di nome hansel
insieme a gretel, la sua sorellina,
sente per caso che la matrigna
dice a suo padre, una sera, in cucina:
“non c’E’ piu’ un soldo e per i tuoi figli
non c’E’ che un tozzo di pane a testa.
per non vederli morire di fame
abbandoniamoli nella foresta…”
il giorno dopo, padre e matrigna
vanno nel bosco coi due figlioli,
poi s’allontanano senza dir nulla
e i due bambini rimangono soli.
ma i sassolini, fatti cadere
dal furbo hansel lungo il cammino,
fanno tornare ben presto a casa,
col chiar di luna, bimba e bambino.
passano i giorni, la fame resta,
e son di nuovo lA’  abbandonati,
non trovan piu’ del pane i pezzetti,
giA’ gli uccellini li hanno mangiati!
gretel singhiozza: “ho tanta paura!”
hansel le dice: “con me sei al sicuro!”
le dA’ la mano e camminano a lungo…
intanto il bosco E’ sempre piu’ scuro!
a un tratto hansel, che scruta nel buio,
grida: “laggiu’ c’E’ una luce! E’ vicina!”
i bimbi corrono tutti felici
e cosi’ arrivano ad una casina.
che strana casa di zucchero e panna,
di cioccolato, biscotti e canditi!
i bimbi assaggiano… hanno una fame!
e chi resiste a quei dolci squisiti?
tutto ad un tratto la porta si apre
e una vecchina li invita ad entrare…
pero’ E’ una strega che mangia i bambini!
hansel e gretel si fanno acchiappare!
lei chiude hansel dentro una gabbia,
poi dice a  gretel: ”tu invece mi aiuti!
accendi il forno che voglio arrostire
quel ragazzino tra dieci minuti!”
povera gretel, non sa cosa fare!
poi ha un’idea e, con aria innocente,
dice alla vecchia: “non sono capace
di controllare se il forno E’ bollente!”
la strega infila la testa nel forno,
ma gretel, pronta accanto al portello,
la spinge dentro con tutte le forze
e chiude il forno con il chiavistello!
poi, finalmente, spalanca la gabbia
e abbraccia stretto il suo fratellino.
intorno a loro c’E’ un vero tesoro:
“possiamo prenderne almeno un pochino!”
e cosi’ i bimbi, con oro e gioielli,
tornano a casa dal loro papA’.
lui li credeva perduti per sempre
e adesso piange di felicitA’!


Alla formica
(Gianni Rodari) 

Chiedo scusa alla favola antica,
se non mi piace l'avara formica.
Io sto dalla parte della cicala
che il piu’ bel canto non vende, regala.
 


IL GIGANTE
(Roberto Piumini) 

C'era il gigante Straspilungone
che sul cappello aveva un omone
che sulla fronte aveva un ometto
che sulla testa aveva un nanetto
che fra i capelli aveva un bambino
che si chiamava Gianpiccolino:
pero’ il bambino, stando lassu’,
di tutti quanti era alto di piu’.


Settecuscini
(
Guido Quarzo) 

A Settecuscini c'E’ una bottega
che vende scope e cappelli da strega,
vende incantesimi e attrezzi per maghi
l'azzurro dei principi e il rosso dei draghi.
Ci trovi i sogni che fanno i bambini
nella bottega di Settecuscini. 


L'ALBERO DELLE FIABE
(Rita Rosa) 

son passati proprio qua,
forse andavan per di lA’,
tre porcelli col codino,
un bel principe azzurrino,
due fatine, tre streghette,
molti nani, forse sette.
m’inciampo’ nella radice
un ranocchio un po’ infelice,
prima d’esser tramutato
in un principe onorato.
e quel ramo che han tagliato
giA’ geppetto ha trasformato
nel famoso burattino
che conosce ogni bambino.
vuoi una fiaba? chiedila a me:
ho tante storie tutte per te!


 Le favole a rovescio
(Gianni Rodari) 

C'era una volta
un povero lupacchiotto
che portava alla nonna
la cena in un fagotto.
E in mezzo al bosco
dov'E’ piu’ fosco
incappo’ nel terribile
Cappuccetto Rosso,
armato di trombone
come il brigante Gasparone...,
Quel che successe poi,
indovinatelo voi.
Qualche volta le favole
succedono all'incontrario

e allora E’ un disastro:
Biancaneve bastona sulla testa

i nani della foresta,
la Bella Addormentata non si addormenta,

il Principe sposa
una brutta sorellastra,
la matrigna tutta contenta,
e la povera Cenerentola
resta zitella

e fa la guardia alla pentola.  


 La bella addormentata
(Gianni Rodari) 

Le favole dove stanno?
Ce n'E’ una in ogni cosa:
nel legno del tavolino,
nel bicchiere, nella rosa.
La favola sta li’ dentro
da tanto tempo, e non parla:
E’ una bella addormentata
e bisogna risvegliarla.
Ma se un principe, o un poeta,
a baciarla non verrA’,
un bimbo la sua favola
invano aspetterA’.


Lo zoo delle favole
(Gianni Rodari) 

Signori e signore
venite a visitare
lo zoo delle favole
con le bestie rare.
Ammirate in questa gabbia
il gatto con gli stivali
mentre con crema e spazzola
si lucida i gambali.
Al grillo parlante
qui rivolgete l'occhio:
E’ zoppo da tre zampe
per colpa di Pinocchio.
Il pesciolino d'oro
nuota in questo laghetto:
la zuppa di pepite
E’ il suo piatto prediletto.
Il coniglio di Alice
abita qui vicino:
ha un orologio svizzero
in ogni taschino.
Vedete da questa parte
il corvo poco saggio
che apre il becco a cantare
e perde il suo formaggio:
non ha ancora imparato
l'antica lezione:
ci costa ogni mattina
tre etti di provolone.


I sette fratelli
(Gianni Rodari) 

C'erano sette fratelli
che andavano per il mondo:
sei erano sempre allegri,
il settimo sempre giocondo.

Sei andavano a piedi
perchE’ non avevano fretta,
il settimo invece perchE’
non aveva la bicicletta.

Arrivarono a
un castello
che aveva sette finestre:
sei erano spalancate,
ma la settima era aperta.

Sette belle principesse
insieme si affacciavano:
sei piangevano, piangevano,
ma la settima singhiozzava.

"PerchE’ piangete, sei principesse
e voi settima perchE’ singhiozzate?"
"Ah, se sapeste, quei giovani...
quanto siamo sfortunate:

di sette fidanzati
che ci misero l'anello al dito,
sei sono scappati,
il settimo invece E’ fuggito".

"Sposateci noi altri,
sarA’ la vostra fortuna,
perchE’ noi siamo in sette
e voi, invece, sei piu’ una" 


La dinastia dei Poltroni
(Gianni Rodari) 

Dunque se state buoni
oggi vi spiego
la dinastia dei Poltroni.
Capostipite e fondatore
fu re Poltrone Primo,
detto il Dormitore,
che regno’ su Poltronia
vent'anni e un palmo.
Dopo di lui, nell'ordine,
regnarono:
Poltrone Secondo,
detto il Calmo;
Poltrone Terzo,
detto il Cuscinetto;
Poltrone Quarto,
inventore dello scaldaletto;
Poltrone Quinto,
detto lo Spinto,
perchE’ se non lo spingevano
sul trono
s'addormentava sui gradini;
Poltrone Sesto,
loSchiacciapiumini;
Poltrone Settimo,
ilRiposato;
Poltrone Ottavo, detto il Nono
per isbaglio;
Poltrone Decimo,
detto Accidenti-alla-sveglia
(sposo’ la regina Sbadiglia
ed ebbero per figli
diciassette sbadigli).
Infine la corona
corono
la pelata
di
Poltrone Undicesimo,
detto il Medesimo,
perchE’ per lui tutto
faceva lo stesso:
il bello, il brutto,
la pace, la guerra,
il cielo, la terra,
la frittata, il ragu’,
la lepre in salmi.
Con lui la dinastia fini’.

B

FILASTROCCHE DEI MESTIERI Torna Su

La scelta del mestiere
(Lina Schwarz)  

"Ho da scegliermi un mestiere",
pensa Piero tutto il giorno.
"Se facessi il panettiere?
Oh, ma scotta troppo il forno!...
Se facessi il muratore?
Ma il mestiere e’ tanto duro!
Forse forse il minatore...
Ma star sempre giU’ all'oscuro!
Potrei fare l'imbianchino...
E se piglio il torcicollo?
Mi farO’ spazzacamino!
E se il tetto mi dA’ un crollo?
Ho da fare il macellaio?
Be’! quel sangue mi fa orror!
O se andassi marinaio?
Ma del mare ho un tal terror!..."
CosI’ Piero tutto il giorno,
per cercar la professione,
se ne va girando intorno
sfaccendato e bighellone.
Cerca cerca, il tempo passa...
nulla importa e nulla sa,
e se in ozio ora s'ingrassa,
come mai la finirA’?


I colori dei mestieri
(Gianni Rodari) 

Io so i colori dei mestieri:
sono bianchi i panettieri,
s'alzan prima degli uccelli
e han la farina nei capelli;
sono neri gli spazzacamini,
di sette colori son gl'imbianchini;
gli operai dell'officina
hanno una bella tuta azzurrina,
hanno le mani sporche di grasso;
i fannulloni vanno a spasso,
non si sporcano nemmeno un dito
ma il loro mestiere non e’ pulito.


Gli odori dei mestieri
(Gianni Rodari) 

Io so gli odori dei mestieri:
di noce moscata sanno i droghieri,
sa d'olio la tuta dell'operaio, 
di farina il fornaio,
sanno di terra i contadini,
di vernice gli imbianchini,
sul camice bianco del dottore
di medicine c'e’ un buon odore.
I fannulloni, strano perO’ 
non sanno di nulla e puzzano un po'


Il pescatore
(Gianni Rodari) 

Pescatore che vai sul mare,
Quanti pesci puoi pescare?
Posso pescarne una barca piena
Con un tonno e una balena,
Ma quel ch' io cerco nella rete
Forse voi non lo sapete:
Cerco le scarpe del mio bambino
Che va scalzo, poverino.
Proprio oggi ne ho viste un paio
Nella vetrina del calzolaio:
Ma ce ne vogliono di sardine
Per fare un paio di scarpine.....
Poi con due calamaretti
Gli faremo i legaccetti.


A voce bassa
(Gianni Rodari) 

Filastrocca a voce bassa,
chi e’ di notte che passa e ripassa?
E' il principe Fine e non puO’ dormire
perche’ a sentito una foglia stormire?
O forse e’ l'omino dei sogni che porta
i numeri del lotto di porta in porta?
E' un signore col mal di denti
in compagnia di mille tormenti?
L'ho visto: e’ il vigile notturno
che fa la ronda taciturno:
i ladri scantonano per la paura,
la cittA’ dorme sicura.


 il vigile urbano
(Gianni Rodari) 

Chi e’ piU’ forte del vigile urbano? 
Ferma i tram con una mano.

Con un dito, calmo e sereno, 
tiene indietro un autotreno:

cento motori scalpitanti 
li mette a cuccia alzando i guanti.

Sempre in croce in mezzo al baccano:
chi e’ piU’ paziente del vigile urbano?


Il pane
(Gianni Rodari) 

S'io facessi il fornaio
vorrei cuocere un pane
cosI’ grande da sfamare
tutta, tutta la gente.
Un pane
piU’ grande del sole,
dorato, profumato
come le viole.
Un pane cosI’
verrebbero a mangiarlo
dall'India e dal ChilI’
i poveri, i bambini,
i vecchietti e gli uccellini.
SarA’ una data
da studiare a memoria:
un giorno senza fame!
Il piU’ bel giorno di tutta la storia.


 L'omino della gru
(Gianni Rodari) 

Filastrocca di sotto in su
per l'omino della gru.
Sotto terra va il minatore,
dov'e’ buio a tutte l'ore;
lo spazzino va nel tombino,
sulla terra sta il contadino,
in cima ai pali l'elettricista
gode giA’ un bella vista,
il muratore va sui tetti
e vede tutti piccoletti...
ma piU’ in alto, lassU’ lassU’
c'e’ l'omino della gru:
cielo a sinistra, cielo a destra,
e non gli gira mai la testa.

B

FILASTROCCHE DEI NUMERI E DELL'ALFABETOTorna Su

NUMERI
(Roberto Piumini) 

Uno era a digiuno,
Due si mangio’ un bue.
Tre e’ un grande re,
Quattro porta lo scettro.
Cinque sa molte lingue,
Sei sa i fatti miei.
Sette porta le ghette,
Otto porta il cappotto.
Nove e’ a far le prove,
Dieci son pochi ceci.


All'una vien la Bruna 

All'una vien la Bruna
Alle
due c'e’ il bue
Alle tre cavallo c'e’
Alle quattro cane e gatto
Alle cinque vien la lince
Alle
sei polli miei
Alle sette due caprette
Alle otto conigliotto
Alle nove tutti a casa perche’ piove
Alle dieci pasta e ceci


filastrocca delle vocali 

che cose strambe!
l’a con due gambe,
l’e con tre braccia,
l’o tondo in faccia,
curioso e’ l’u
che guarda in su,
ma il piu’ carino
e’ l’i col puntino.


 Filastrocca dell'alfabeto

 Un'Aquila nel cielo,
un Bimbo sopra un melo,
un Cane alla catena,
un Dado nella rena,
un Elefante grosso,
un Faro tutto rosso,
un Giglio e una conchiglia,
un Haaa! di meraviglia,
un Istrice arrabbiato,
un Lume affumicato,
un Mare azzurro e calmo,
un Nano grande un palmo,
un'Oca grulla assai,
un Pesce che non hai,
un Quadro di valore,
un Rospo col malore,
un Sasso grosso e tondo,
un Tino senza fondo,
un Uccellino giallo,
un Vaso con un gallo,
con lo Zufolo completo
evviva l'alfabeto!


 Alfabeto

A e’ l'anatroccolo che non sa volare
B e’ la banana pronta da sbucciare
C e’ la chitarra suonata con amore
D e’ il desiderio che nasce in fondo al cuore
E e’ l'emozione per un bel regalo
F e’ la finestra aperta sotto il cielo
G e’ il gelato al gusto di vaniglia
H non so dirti proprio a chi assomiglia
I e’ l'isolotto sperduto in mezzo al mare
L e’ il libro che ti vuoi comprare
M e’ il momento in cui ti son vicino
N mi ricorda il naso di un bambino
O e’ l'orsacchiotto per giocarci insieme
P e’ la pianta che cresce dopo il seme
Q e’ il quadrifoglio trovato per la via
R
e’ la rosa piu’ bella che ci sia
S e’ il sogno che ti piace fare
T e’ il tesoro che ognuno vuol trovare
U e’ l'ulivo colore dell'argento
V che cos'e’ cos'e’ se non il vento
Ne rimane una ultima tra tante
forse tra tutte quella piu’ importante
Z come zucchero per il bimbo mio
Zucchero e’ il bene che ti voglio iO

B

FILASTROCCHE DELLE PIANTE E DELLA NATURATorna Su

il castagno
(Gianni Rodari)  

un tempo ero un castagno,
fermo nella tempesta:
tra i miei rami fiorivano
i nidi sempre in festa.
vennero i boscaioli,
io caddi senza un grido.
ora sono il tuo letto:
non sono sempre un nido?


 l’albero delle matite
(Gianni Rodari)  

c’e l’albero del pane,
l’albero delle banane,
c’e’ la pianta del caffe’
e quella della gomma,
c’e’ quasi tutto, insomma,
ma non c’e’
- udite udite! –
l’albero delle matite. 

sarebbe stato bello
adesso che vien primavera
vederlo mettere i fiori,
su ogni rametto un pastello
di differenti colori. 

ognuno avrebbe potuto,
seminando un mozzicone,
allevarsi l’alberello
in un vaso sul balcone.
l’albero cartolaio:
una festa per il salvadanaio… 

e poi, giacche’ c’era,
la natura poteva fare
anche la pianta delle penne a sfera.
invece ha fatto quella del tabacco,
che fa spendere un sacco
di quattrini, fa tossire
e fa tanti altri danni da non dire.


CHICCOLINO

Chiccolino dove stai?
Sotto terra, non lo sai?
E la’ sotto non fai nulla?
Dormo dentro la mia culla.
Dorm
i sempre, ma perche’?
Voglio crescer come te!
E se tanto crescerai
Chiccolino che farai?
Tanti chicchi ti daro’
fresco pane diverro’.


 DI CHI e’ IL BOSCO?
(Rita Rosa)

SARA' TUO, SARA' MIO, SARA' FORSE DELLO ZIO,
SARA' DEGLI GNOMI, SARA' DELLE FATE,
DEI PRINCIPI AZZURRI, DELLE ADDORMENTATE? 
NON E' DI CHI USA LA SEGA E LA SCURE,
DI CHI METTE TRAPPOLE O SPARA NEPPURE,
NON DI CHI LASCIA RIFIUTI QUA E LA'
E NIDI E TANE DISTRUGGERA'

E' DI CHI ASCOLTA GLI UCCELLI CANTARE
O CERCA ERBE PER GLI ALTRI CURARE?
DI CHI RACCOGLIE LE FOGLIE SECCHE
E SODDISFATTO NELL’ORTO LE METTE?
DI CHI GLI ANIMALI VUOLE STUDIARE
O NUOVE FIABE VIENE A INVENTARE?
ORA HAI CAPITO E HA CAPITO LO ZIO
CHI POTRA' DIRE “IL BOSCO E' MIO”?
divideremo castagne e more,

ma non strappare le foglie e le viole,
raccogli subito carta e lattine,
non spaventare lepri e volpine,
spegni la radio, parla piu’ piano,
ascolta quello che ti diciamo:
tieni pulito con noi questo posto,
ora lo sai, il bosco e’ nostro!


  ACQUA ACQUA
(Roberto Piumini) 

Acqua acqua verde mare
o acqua fresca di sorgente.
Terra terra da scavare
o gran roccia resistente.
Fuoco fuoco che ci brucia
e si spegne e si riaccende.
Aria aria tutta luce,
non si vede e non si prende.


STORIA DI UNA GOCCIOLINA

GocciolinaGocciolinaGocciolinaGocciolinaGocciolinaGocciolina

 UNA NUBE, SU NEL CIELO
(QUELLA GROSSA, SOPRA  AL MELO)
D’IMPROVVISO CAMBIA UMORE:
CHE ABBIA PRESO IL RAFFREDDORE?

 PIANGE ORA DISPERATA,
NUVOLETTA SFORTUNATA!
MA GUARDATE COSA ACCADE:
UNA GOCCIOLINA CADE... 

LIEVE, SOSPESA NELL’ARIA LUCENTE,
MOSTRA, GRAZIOSA, COM’E’ TRASPARENTE
E...PLUFF! PIU’ LEGGERA D’UN MUCCHIO DI PIUME,
SI TUFFA NELL’ACQUA SCROSCIANTE DEL FIUME.  

CORRE VELOCE NEL FIUME IN DISCESA,
TRA LA PIANURA E LA VALLE SCOSCESA.

LA GOCCIA NUOTA, SI FA TRASPORTARE,
 FIN QUANDO IL FIUME SI GETTA NEL MARE. 

IL SOLE AMICO LA SCALDA E LA CHIAMA:
“FORZA, GOCCINA, E’ TARDI, FAI PRESTO!
ESCI DALL’ACQUA, IO SON QUI PER QUESTO!”

 LA NOSTRA GOCCINA, SU INVITO DEL SOLE,
eVAPORA LESTA COME LUI VUOLE.
E TORNA, SALENDO IN UN CIELO DI PANNA,
A RIABBRACCIARE LA NUVOLA MAMMA!

B

FILASTROCCHE DELLA SCUOLATorna Su

Diritto all'educazione
(Bruno Tognolini)

 

Se mi insegni, io lo imparo
Se mi parli, mi E’ piU’ chiaro
Se lo fai, mi entra in testa
Se con me tu impari, resta


 diritto al gioco
(Bruno Tognolini)

 

Fammi giocare solo per gioco
Senza nient’altro, solo per poco
Senza capire, senza imparare
Senza bisogno di socializzare
Solo un bambino con altri bambini
Senza gli adulti sempre vicini
Senza progetto, senza giudizio
Con una fine ma senza l’inizio
Con una coda ma senza la testa
Solo per finta, solo per festa
Solo per fiamma che brucia per fuoco
Fammi giocare per gioco 


 LA SCUOLA
(Roberto Piumini)
 

Vado a scuola, vedo amici,
gioco, parlo, imparo, rido,
piU’ si E’, piU’ si E’ felici:
degli amici io mi fido.
La maestra ha bei capelli,
E’ un'amica un po' piU’ grande:
lei ci insegna ritornelli,
lei risponde alle domande.
Vado a scuola, vedo cose,
le disegno con colori,
sento storie misteriose,
e alla fine torno fuori.


PER UNA SCUOLA CHE ASSOMIGLI AL MONDO
(Bruno Tognolini) 

Nel mondo ci sono le terre ed i cieli
Non sono divisi in scaffali
Nel mondo ci sono le fiabe e le arti
Non sono divise in reparti
Nel mondo c’E’ un nido, che E’ la tua classe
Uscendo non trovi le casse
Nel mondo ci sono maestri un po’ maghi
Ci sono, non solo se paghi
Nel mondo il sapere che vuoi si conquista
Nel supermercato si acquista
E allora rispondi con una parola
Com’E’ che la vuoi la tua scuola?


 FILASTROCCA DELLE MAESTRE
(Bruno Tognolini)

Maestra, insegnami il fiore ed il frutto
- Col tempo, ti insegnerO’ tutto
Insegnami fino al profondo dei mari
- Ti insegno fin dove tu impari
Insegnami il cielo, piU’ su che si puO’
- Ti insegno fin dove io so
E dove non sai? - Da lI’ andiamo insieme
Maestra e scolaro, un albero e un seme
Insegno ed imparo, insieme perchE’
Io insegno se imparo con te


A un bambino pittore
(Gianni Rodari)

Appeso a una parete
ho visto il tuo disegnino:
su un foglio grande grande
c’era un uomo in un angolino.

Un uomo piccolo, piccolo,
forse anche
un po’ spaventato
da quel deserto bianco
in cui era capitato,

e se ne stava in disparte
non osando farsi avanti
come un povero nano
nel paese dei giganti.

Tu l’avevi colorato
con vera passione:
ricordo il suo magnifico
cappello arancione.

Ma la prossima volta,
ti prego di cuore,
disegna un uomo piU’ grande,
amico pittore.

PerchE’ quell’uomo sei tu,
tu in persona, ed io voglio
che tu conquisti il mondo:
prendi, intanto
tutto il foglio!

Disegna figure
grandi grandi,
forti, senza paura,
sempre pronte a partire
per una bella avventura.

B

FILASTROCCHE DEL TEMPO E DELLE STAGIONITorna Su

LE STAGIONI
(Roberto Piumini) 

Prima viene Primavera
con i fiori sulla pianta,
poi Estate calda e chiara
quando la cicala canta,
poi Autunno bruno e quieto
con castagne e foglie rosse,
poi Inverno infreddolito
con starnuti, gelo e tosse.


AUTUNNO
(Roberto Piumini) 

QUANDO LA TERRA
COMINCIA A DORMIRE
SOTTO UNA COPERTA
DI FOGLIE LEGGERE,
QUANDO GLI UCCELLI
NON CANTANO NIENTE,
QUANDO DI OMBRELLI
FIORISCE LA GENTE,
QUANDO SI SENTE
TOSSIRE QUALCUNO,
QUANDO UN BAMBINO
DIVENTA UN ALUNNO:
ECCO L’AUTUNNO.
 


ALBERO ALBERTO 
(Roberto Piumini)

 albero alberto
aveva una foglia.
albero alberto
aveva una voglia.
E’ arrivato ottobre ventoso,
albero alberto ha perso la foglia.
E’ arrivato ottobre noioso:
albero alberto ha perduto la voglia.


Autunno  

E' caduta una foglia dall'albero lassU’,
quando l'albero si spoglia l'estate non c'E’ piU’.
 


FOGLIE MATTE

le foglie matte si lasciano andare,
dal soffio del vento si fan trasportare:
sale in alto l’arancione,
vola come un aquilone,
scendon giU’ due foglie rosse,
forse hanno un po’ di tosse,
corron dietro a quella gialla,
che fischietta e gioca  a palla,
dorme giA’ quella marrone
e non sente la canzone.
solo la verde si tiene ben stretta,
perchE’ di cadere non ha proprio fretta! 


 INVERNO
(M. G. Nielli) 
giU’ dal cielo grigio grigio,
zitta zitta, lieve lieve,
lenta lenta, bianca bianca,
sulla terra vien la neve;
mille fiocchi immacolati
danno ai monti, ai boschi, ai prati,
alle strade, ai tetti, al suolo,
un bellissimo lenzuolo.
i bambini guardan fuori
e non apron piU’ la bocca
e la neve lenta lenta
scende scende, fiocca fiocca.


 IL SONNO DELLA TERRA
(Maria Loretta Giraldo) 

 il mago dell’inverno
fece venir la neve:
- fa’ tu dormir la terra
con il tuo tocco lieve.
cosI’ la neve candida
discese a larghi fiocchi,
coprI’ tutta la terra
che giA’ chiudeva gli occhi.
le disse il mago inverno:
- sei stata proprio brava!

la terra, calda e umida,
felice riposava


LA NEVE
(Roberto Piumini) 

Bianca cosa luminosa
cala silenziosamente,
leggermente si riposa
sulle cose sulla gente.
Bianca meraviglia muta
che si guarda con stupore,
luce in terra ricaduta
che ti fa battere il cuore.


 L'uomo di neve
(Gianni Rodari)

 Bella E’ la neve per l'uomo di neve,
che ha vita allegra anche se breve
e in cortile fa il bravaccio
vestito solo d'un cappellaccio.
A lui non vengono i geloni,
i reumatismi, le costipazioni...
Conosco un paese, in veritA’,
dove lui solo fame non ha.
La neve E’ bianca, la fame E’ nera,
e qui finisce la tiritera.


Filastrocca della nebbia
(Bruno Tognolini) 

Nebbia furfante che rubi i colori
Dove li hai messi, tirali fuori
Nebbia fumante che fiati sul vetro
Tanto lo so che c'E’ il mondo lA’ dietro
Fata d'inverno col velo da sposa
Dentro di te la mia casa riposa
Vola un uccello e buca quel velo
Dietro lo so che c'E’ il cielo


 FILASTROCCA DI  PRIMAVERA
(Gianni Rodari)

 filastrocca di primavera,
piU’ lungo E’ il giorno,
piU’ dolce la sera.
domani forse tra l’erbetta
spunterA’ la prima violetta.
oh prima viola fresca e nuova,
beato il primo che ti trova,
il tuo profumo gli dirA’:

la primavera E’ giunta, E’ qua.
gli altri signori non lo sanno
e ancora in inverno si crederanno,
magari persone di riguardo,
ma il loro calendario va in ritardo.


risveglio

 la primavera
si desta, si veste,
corre leggera
per prati e foreste.
guarda un giardino:
ci nasce un fioretto.
guarda un boschetto:
c’E’ giA’ l’uccellino.
guarda la neve:
giA’ corre il ruscello,
viene l’agnello,
si china e ne beve.
guarda il campetto:
giA’ il grano germoglia.
tocca un rametto:
ci spunta una foglia.
canta un uccello
nel folto del rovo:
il mondo E’ bello
vestito di nuovo!


VIVA LA LIBERTA'
(Gianni Rodari) 

 viva la primavera
che viaggia liberamente
di frontiera in frontiera
senza passaporto,
con un seguito di primule,
mughetti e ciclamini
che attraversando i confini
cambiano nome come
passeggeri clandestini.
tutti i fiori del mondo son fratelli.


 La prima margherita
(Lina Schwarz) 

Si svegliO’ la prima margherita
tra l'erbe nuove sopra il breve stelo;
ancora tutta chiusa e infreddolita
levO’ la testa per guardare il cielo.
Vide venir la primavera e allora
gridO’: "Fiorite, o sorelline, E’ l'ora!"


primavera magica

 prendi fra le mani
una goccia di pioggia,
un soffio di vento dal cielo,
un fiocco di neve che scende
e poi… facciamo la magia
e poi… l’inverno se ne andrA’! 
abracadabra
primavera magica
prendi fra le mani
un fiore del prato,
una farfalla bianca che vola,
un piccolo pulcino che E’ nato
e poi… facciamo la magia
e poi… primavera  arriverA’!
abracadabra
primavera magica
prendi fra le mani
un raggio di sole,
una nuvola bianca di panna,
una foglia verde del prato
e poi… facciamo la magia
e poi… primavera  arriverA’! 
abracadabra
primavera magica
prendi fra le mani
una rosa profumata,
un din don
della campana che suona,
un bacio per la mamma e il papA’
e poi… facciamo la magia
e poi… primavera E’ giA’ qua!
abracadabra
primavera magica
 


 ESTATE
(Roberto Piumini) 

QUANDO LA TERRA
E’ calda e matura,
quando di sera
cerco frescura,
quando la valle
E’ piena d’oro
e le cicale
gridano in coro,
quando le gole
sono assetate,
ECCO l’estate.


 LA PIOGGIA
(Roberto Piumini) 

No, non E’ una sola goccia,
sono tante, sono pioggia:
scende sciolta, lava, bagna,
dA’ da bere a ogni campagna,
riempie buchi nelle strade,
fruscia fresca mentre cade,
fa la doccia al mondo secco,
dA’ una goccia ad ogni becco.


IL VENTO
(Roberto Piumini) 

Sentila, soffia,
sentila, sbuffa:
dolce ti graffia,
un'aria buffa.
Senti che voce,
senti che fiato,
vento veloce,
vento fatato.
Senti carezza,
senti spintone,
aria di brezza,
vento burlone.


 I MESI
(Roberto Piumini) 

Con Gennaio e Febbraio
ne conto solo un paio.
Con Marzo e con Aprile
ne ho quattro nel barile.
Con Maggio insieme a Giugno
ne tengo sei in pugno.
Con Luglio e con Agosto
sono otto, e siamo a posto.
Con Settembre ed Ottobre,
che son dieci si scopre.
Con Novembre e Dicembre
son dodici per sempre.


   Filastrocca dei mesi 

GENNAIO freddoloso
FEBBRAIO spiritoso
MARZO pazzerello
APRILE mite e bello
MAGGIO sognatore
GIUGNO cantatore
LUGLIO nuotatore
AGOSTO gran signore
SETTEMBRE grappolaio
OTTOBRE castagnaio
NOVEMBRE triste e stanco
DICEMBRE tutto bianco


I dodici mesi
Lo sapete che gennaio
tiene i frutti nel solaio,
che febbraio E’ piccolino,
breve, freddo e biricchino?
Arriva marzo pazzerello:
esce il sole e prendi l'ombrello!
Dietro a lui viene aprile:
sbadiglia, sbadiglia, E’ dolce dormire.
Esplode maggio ed E’ beato
chi per tempo ha seminato.
Biondo ondeggia di giugno il grano
pronto sta il contadino con falce in mano.
Luglio - lunghe son le giornate-
porta il pieno dell'estate.
Ecco, torrido d'agosto,
il solleone brucia il bosco.
E' settembre un mese bello:
sole misto a venticello.
Davvero ottobre E’ generoso
e di tutti il piU’ fruttuoso.
A novembre i dI’ gelati
son dannosi ai campi seminati.
A dicembre, neve abbondante
salva il grano per il pane croccante.


FILASTROCCA DEI MESI

GENNAIO SUL GHIACCIO E' GIA' SCIVOLATO
ADDOSSO A FEBBRAIO E L'HA QUASI SCHIACCIATO.
MARZO DAL DENTRO DELLA SUA STANZA
HA URLATO AD APRILE: "CI VUOL L'AMBULANZA"
A MAGGIO E' ARRIVATA LA TELEFONATA
PARTENDO CON GIUGNO DI GRANDE VOLATA
LUGLIO E' CORSO LI' PER GUARDARE
MA IL VIGILE AGOSTO NON LO FECE PASSARE.
SETTEMBRE ERA PREDA ALLA DISPERAZIONE
OTTOBRE CHIESE QUALCHE INFORMAZIONE.
DOTTORE NOVEMBRE FECE LA RADIOGRAFIA
"NIENTE DI ROTTO" ESCLAMO'
COSI' DICEMBRE LO PORTO' VIA.


Filastrocca per un anno
(Marco Meschini) 

A Gennaio E’ molto freddo
e i vestiti son di lana:
per fortuna che di notte
c'E’ sui tetti la Befana!

A Febbraio il Carnevale
porta a tutti l'allegria:
una maschera per strada
fa gli scherzi e scappa via.

Ecco Marzo ed ecco Aprile
che ci portano le viole,
poi a Maggio in mezzo ai prati
faccio mille capriole.

Viene Giugno insieme a Luglio
e se aspetti viene Agosto:
senza i bagni in mezzo al mare
finiremo tutti arrosto!

C'E’ Settembre con l'autunno
e c'E’ Ottobre con la scuola:
questo mese E’ molto lento
e l'estate invece vola.

Con Novembre triste e stanco
quasi, quasi muore l'anno,
ma puO’ essere un bel mese
se c'E’ qualche compleanno!

Alla fine ecco Dicembre
tutto bianco e illuminato:
dice d'essere piU’ buoni
perchE’ in Terra un Bimbo E’ nato


 LA SETTIMANA
(Roberto Piumini) 

LunedI’ era appena nato,
martedI’ era un bambino,
quando fu mercoledI’
tutto il giorno lui giocO’.
GiovedI’ era sposato,
venerdI’ era vecchino,
poi di sabato morI’
e domenica tornO’.


La settimana
(Jolanda) 

Tanto sole lunedI’
bianca neve martedI’
mercoledI’ si scende in piazza
per sentir la storia pazza.
Qu
i si ride il giovedI’
Non si piange il venerdI’
e po il sabato vi avviso...
c'E’ la festa del sorriso.
La domenica E’ baldoria
PerchE’?
PerchE’ inizia un'altra storia!


 i giorni della settimana  

LunedI’ andO’ da MartedI’
a vedere se MercoledI’
avesse saputo da GiovedI’
Se fosse vero che VenerdI’
avesse detto a Sabato
che Domenica era festa


 La settimana del pulcino 

LUNEDI' chiusin chiusino
MARTEDI' bucO’ l'ovino
saltO’ fuori MERCOLEDI'
pio pio fece GIOVEDI'
VENERDI' fece un volino
SABATO beccO’ un granino
e DOMENICA mattina aveva giA’ la sua crestina


 la settimana di pierino 

LUNEDI mamma a scuola mi mandO’
MARTEDI dissi: "ho sonno, non ci vo'!"
MERCOLEDI ebbi mal di testa,
GIOVEDI volli far festa
VENERDI la cartella non trovai
SABATO piovve e a scuola non andai
DOMENICA dissi: "Oggi a scuola voglio andare"
ma non mi vollero mandare! 


 Girotondo del fannullone
(Diego Valeri) 

Il lunedI’, ch'E’ il dI’ dopo la festa,
o Dio, che mal di testa,
non posso lavorare!
Il martedI’ mi siedo sulla soglia
ad aspettare la voglia
che
avrO’ di lavorar.
Il mercoledI’ preparo i miei strumenti,
ma ahimE’; che mal di denti,
non posso lavorar.
Il giovedI’, che fa cosI’ bel tempo,
davvero non mi sento
di andare a lavorar.
Il venerdI’, ch'E’ il dI’ di passione,
mi sento in devozione,
non posso lavorar.
Sabato si ch'E’ proprio il giorno buono:
ma per un giorno solo,
che vale lavorar?


 il giorno e la notte
(Corinne Albaut) 

quando si dice ”buongiorno”,
quando il pranzo E’ in forno,
quando E’ tempo di giocare,
quando a scuola devi andare,
quando E’ chiaro tutto intorno,
stai sicuro, questo E’ il giorno. 

quando la luna risplende,
quando il buio nero scende,
quando ci infiliamo a letto,
quando il gatto E’ sopra il tetto,
quando tutto E’ scuro scuro,
E’ la notte di sicuro!


IL PICCOLO GHIRO 
(Corinne Albaut) 

al mattino sono un coniglietto
che salta vispo giU’ dal letto

 a mezzodI’ sono un topolino
che rosicchia un buon panino 

di sera sono un piccolo ghiro
e m’addormentocon un sospiro

B

FILASTROCCHE PER TUTTI I GUSTITorna Su

AMBARABA’ CICCI’ COCCO’

AmbarabA’ CiccI’ CoccO’
tre civette sul comO’
che facevano l'amore
con la figlia del dottore .
Il dottore si ammalO’
AmbarabA’ CiccI’ CoccO’


Per una TV quadra tonda
(
Bruno Tognolini)

Mio nonno ciccione si chiama Felice:
E’ vero anche se la TV non lo dice.
In piazza da ieri E’ arrivata la giostra:
E’ vero anche se la TV non la mostra.
A me
piace Chicco ma a lui piace Carla:
E’ vero anche se la TV non ne parla.
A quello che dico mio padre ci crede:
E’ vero anche se in TV non lo vede.
Le cose del mondo son molte di piU’
di quelle che entrano nella TV.
E se lo disegni, E’ presto spiegato:
il mondo E’ rotondo, il video E’ quadrato.


L'UOMO GRASSO
(Roberto Piumini)

C'era un uomo molto grasso,
faticava a fare un passo,
la sua ombra era un pallone:
conteneva sei persone.
Poi quell'uomo E’ dimagrito,
ora E’ magro come un dito,
la sua ombra E’ un bastoncino:
non ci sta neanche un gattino.


Filastrocca dell'ombra
(Bruno Tognolini) 

La mia ombra per terra si chiama Rita
Fa le bestie sul muro con tutte le dita
Lei cammina vicina anche se sono stanco
Lei E’ nera di pelle anche se sono bianco
Mi sta sempre attaccata, perlomeno col piede
Se io corro lei corre, se mi siedo si siede
Solamente la notte non resta con me
Io la cerco nel letto e nel letto non c'E’
Se n'E’ andata volando in un posto lontano
Con le ombre sue amiche tenute per mano
Se ne vanno volando laggiU’ allo sprofondo
In un prato negretto nell'ombra del mondo
A ballare la danza piU’ nera e piU’ lieve
Abbracciate agli omini di neve


Filastrocca per piangere
(
Bruno Tognolini) 

Gli uccelli piangono persi nel volo
Lacrime piccole piovono al suolo
I pesci piangono lacrime amare
Acqua nell'acqua persa nel mare
I grandi piangono dietro le mani
I pianti grandi degli esseri umani
Io che son piccolo non mi nascondo
Piango benissimo davanti al mondo
Pianti di pioggia che asciugano i venti
E non m'importa se tu mi senti
E non m'importa se tu mi vedi
Io piango in piedi


 per farsi un autoritratto
(Mela Cecchi)

Metti te stesso davanti allo specchio,
come la luna si specchia nel secchio.
Guardati bene, guardati attento,
l’autoritratto si fa in un momento.
E’ lungo il tuo viso? E’ largo? Rotondo?
Allora disegna il cerchio del mondo.
E gli occhi? Il naso? Hai capelli all’insU’?
DI’ alla matita di farne di piU’.
Guardati ancora, piU’ giU’, fino al mento:
E’ l’autoritratto di un viso contento.


Stella stellina 

Stella stellina
la notte si avvicina
La fiamma traballa,
la mucca E’ nella stalla.
La mucca ha il vitello,
la pecora ha l’agnello.
La chioccia ha il pulcino,
ognuno ha il suo bambino.
Ognuno ha la sua mamma,
e tutti fan la nanna.


 IL DOLORE
(Roberto Piumini) 

Dito dito
un po' ferito,
dito dito
un po' malato,
soffio soffio
per magI’a,
e il malanno
vola via,
soffio soffio
piano piano
e il dolore
va lontano.


 LA GIOSTRA DEI FIDANZATI
(Bruno Tognolini) 

Giorgio ama Maristella
perchE’ forse E’ la piU’ bella.
Ma lei ama NicolO’,
anche se balbetta un po’.
Ma lui vuole bene a Sarah,
che ha la pelle cosI’ chiara.
Ma lei ama Pierandrea,
che ogni giorno cambia idea.
Ma lui vuole Margherita,
che sa far schioccar le dita.

Ma lei ama Piernicola,
che l’aspetta fuori scuola.

Lui perO’ vorrebbe Alice,
ma lo pensa e non lo dice.

PerO’ lei e Massimiliano
si tenevano per mano.

Ma lui niente, vuole Chiara,
che E’ piU’ piccola di Sarah.

Ma lei ama Gian Mattia,
anche se va sempre via.

Lui perO’ ama Simona,
che E’ biondina, ma piagnona.

Lei perO’ ama Matteo,
che la batte a Scarabeo.

Ma lui ama Giulia C.,
perchE’ dice sempre sI’.

PerO’ lei ha un altro amico:
io so chi, ma non lo dico.

Gira giostra, amori amici:
tu chi ami, me lo dici?


 E UNO E DUE E TRE
(Roberto Piumini) 

E uno e due e tre,
il papa non E’ un re,
il re non E’ un papa,
la pera non E’ rapa,
la rapa non E’ pera,
la falsa non E’ vera,
la vera non E’ falsa,
la zuppa non E’ salsa,
la salsa non E’ zuppa,
la trippa non E’ truppa,
la trippa la dO’ a te,
e uno e due e tre.


UNA VOLTA C’ERA UN RE
(Roberto Piumini) 

Una volta c'era un re,
latte zucchero e caffE’,
che aveva una figliola,
mozzarella e gorgonzola,
principessa molto bella,
spezzatino e mortadella,
e due duchi e sei baroni,
pasta inglese e zabaglioni,
ed una corona in testa,
birra, vino e acqua fresca.


 La donnina che semina il lino 

La donnina che semina il lino
volta la pagina e vedi il bambino,

il bambino che gioca per terra
volta la pagina e vedi la guerra ,

la guerra con tanti soldati
volta la pagina e vedi i malati,

i malati con tanto dolore
volta la pagina e vedi il dottore,

il dottore che passa tra i letti
volta la pagina e vedi i confetti,

i confetti che son tanto buoni
volta la pagina e vedi i mattoni,

i mattoni ammucchiati per via
volta la pagina e vedi Lucia,

la Lucia con la veste di lino
volta la pagina e vedi Arlecchino,

Arlecchino che fa lo sgambetto
Volta la pagina e vedi il galletto,

il galletto che canta piU’ forte
volta la pagina e vedi le porte,
dalle porte ci passa la gente
volta
la pagina e non vedi piU’ niente.


La donnina che semina il grano

La donnina che semina il grano
volta la carta e si vede il villano

il villano che zappa la terra
volta
la carta e si vede la guerra
la
guerra con tanti soldati

volta la carta si vede i malati
i malati con tanto dolore
volta la carta , si vede il dottore
il dottore che fa le ricette
volta la carta si vedon civette
le civette che van per la via
volta
la carta ,si vede Lucia

Lucia che fila il lino
volta la carta si vede Arlecchino
Arlecchino che fa lo sgambetto
volta la carta , si vede il galletto
il galletto che canta forte
volta la carta si vedon le porte

dalle porte ci passa la gente
volta
la carta ! Non si vede piU’ niente.


NON TROVI PIU' NIENTE

(Nico Orengo) 

Capitan del gran valore,
volta la carta e trovi:
un bel fiore,
un bel fiore che sta in giardino;
volta la carta e trovi:
un canarino
un canarino che porta un cartello,
volta la carta e trovi:
un uccello,
un uccello che becca il grano;
volta la carta e trovi:
un villano,
un villano che zappa la terra;
volta la carta e trovi:
una guerra,
una guerra con tanti soldati;
volta la carta e trovi:
i malati,
i malati che stanno nei letti;
volta al carta e trovi:
i confetti,
i confetti che son cosI’ buoni;
volta la carta e trovi:
i ladroni,
i ladroni che assaltan la gente;
volta la carta e
non trovi piU’ niente.


 VOLTA LA CARTA
(Bruno Tognolini) 

Buia la notte nel cielo cammina,
volta la carta ed E’ giA’ mattina.
E’ giA’ mattina e mi viene la fame,
volta la carta ed ecco un salame.
Ecco un salame col pane e col burro,
volta la carta e si apre l’azzurro.
Cielo d’azzurro con luna di cera,
volta la carta ed E’ subito sera.
Sera serena e poi notte lucente,
volta la carta e non vedi piU’ niente.


GIGI E IL SUO BERRETTO
(Lina Schwarz)

GIGI CERCA IL SUO BERRETTO
DOVE MAI L'AVRA' FICCATO?
NEI CANTUCCI, SOTTO IL LETTO
VA A FRUGAR TUTTO AFFANNATO.
CERCA, SBUFFA, SMANIA, PESTA:
POI S'ACCORGE CHE L'HA IN TESTA.


 L'ALBERO DELLE FILASTROCCHE
(Massimiliano Maiucchi)  

c’era una volta un albero
ma un albero strano,
era piU’ grande di un gigante
e piU’ piccolo di un nano.

 non stava per terra
e non aveva radici,
ma volava tra le nuvole
a cavallo di una bici. 

che era strano l’ho giA’ detto
ma questo non E’ tutto,
era l’albero di Natale
ma anche un albero da frutto. 

dai suoi rami regalava
mele, arance ed albicocche
e a ogni bimbo che passava
raccontava filastrocche.
 


 L'ALBERO DEI RICORDI
(Rita Rosa) 

io mi ricordo, ricordi anche tu…
…quando nei boschi correva re artU’?
…e quando quelle che ogni mattino
qui nella scuola ti stanno vicino,
che a volte dicono “Ma sei una peste!”,
quelle che tutti chiaman maestre,
erano bimbe piccine cosI’
e nel vasino facevan pipI’?
…e stavano i nonni, dico davvero
(me li ricordo, a quei tempi io c’ero)
col ciuccio in bocca e un bel grembiulino,
nel vecchio asilo, con il cestino?
…Quando la tele, di sera, non c’era?
…quando la barbie nessuno l’aveva?
i bimbi sapevano giA’ cosa fare,
i loro giochi vuoi imparare?
vedi i colori di un giorno che E’ stato?
senti i profumi del tempo passato?
se un bel ricordo mi regali tu,
io te ne dono cento e anche piU’!


 Filastrocca corta e matta
(Gianni Rodari)

Filastrocca corta e matta,
il porto vuole sposare la porta,
la viola studia il violino,
il mulo dice: - Mio figlio E’ il mulino -;
la mela dice: - Mio nonno E’ il melone -;
il matto vuole essere un mattone,
e il piU’ matto della terra
sapete che vuole? Fare la guerra!


Filastrocca impertinente
(Gianni Rodari)

Filastrocca impertinente,
chi sta zitto non dice niente;
chi sta fermo non cammina;
chi va lontano non s’avvicina;
chi si siede non sta ritto;
chi va storto non va dritto;
e chi non parte, in veritA’,
in nessun posto arriverA’
 


Semaforo

 Col rosso non si passa
col giallo fa attenzione
con il verde c'E’ via libera
per la circolazione.


 Domani E’ festa  

Domani E’ festa
Si mangia la minestra
La
minestra non mi piace
Si mangia pane e brace
La brace E’ troppo nera
Si mangia pane e pera
La pera E’ troppo bianca
Si mangia pane e panca
La panca E’ troppo dura
Si va a letto addirittura!


I BAMBINI SONO FIORI
(Roberto Piumini)

i bambini sono fiori
da non mettere nel vaso:
crescon meglio stando fuori
con la luce in pieno naso.
con il sole sulla fronte
e i capelli ventilati:
i bambini sono fiori
da far crescere nei prati.


se i libri fossero 

SE I LIBRI FOSSERO di torrone
ne leggerei uno a colazione.
se un libro fosse fatto di prosciutto
a mezzogiorno lo leggerei  tutto.
se i libri fossero di marmellata
a merenda darei una ripassata.
se i libri fossero di frutta candita
li sfoglierei leccandomi le dita.
se un libro fosse di burro e di panna
lo leggerei prima di far la nanna.


 filastrocca delle parole
(Gianni Rodari)  

filastrocca delle parole:
si faccia avanti chi ne vuole.
di parole ho la testa piena,
con dentro “la luna” e “la balena”.
c’E’ qualche parola un po’ bisbetica:
“peronospera”, “aritmetica”…
ma le piU’ belle le ho nel cuore,
le sento battere: “mamma”, “amore”.
ci sono parole per gli amici:
“buon giorno, buon anno, siate felici”,
parole belle e parole buone
per ogni sorta di persone.

la piU’ cattiva di tutta la terra
E’ una parola che odio: “la guerra”.
per cancellarla senza pietA’
gomma abbastanza si troverA’.


la conta del sonno
(Corinne Albaut) 

ho contato dei porcelli,
delle mucche coi vitelli;
delle pecore ho contato,
coi cavalli ci ho provato:
conto anche gli sbadigli,
poi dei gatti, anche conigli.
conto cani, dei tacchini,
tartarughe, dei pinguini!
e marmotte, topolini,
passerotti, pangolini!
finalmente tiro il fiato,
chiudo gli occhi, addormentato!


LE PANTOFOLINE
(Corinne Albaut)

buona notte, pantofoline,
vi metto qui, vicine vicine.
un avviso vi voglio dare:
non mettetevi a ballare!
niente valzer nE’ fandango,
cha cha cha, mazurka o tango,
niente rock nE’ giavanese,
niente balli di paese!
quando E’ ora di dormire,
pantofoline dovete ubbidire:
una di qua, l’altra di lA’,
in un baleno dormite giA’!


FILASTROCCA TOCCA TOCCA
filastrocca TOCCA TOCCA
TOCCA LA TESTA, TOCCA LA BOCCA, 
TOCCA IL NASO, TOCCA L'OCCHIO, 
TOCCA LA GAMBA, TOCCA IL GINOCCHIO.
 filastrocca vecchia vecchia,
TOCCA LA SCHIENA, TOCCA L'ORECCHIA
tocca il pollice, il mignolino,
TOCCA LE SPALLE, TOCCA IL PIEDINO,
TOCCA LA PANCIA, TOCCA IL PETTO,
TOCCA LA COSCIA, TOCCA IL CULETTO,
PER GUADAGNARE UN ALTRO CONFETTO!

Filastrocca girotondo

Dopo il giorno vien la sera
dopo
l'inverno vien primavera
dalle viti viene il vino
viene il fumo dal camino
va la mucca con il bue
van le ochette a due a due
e la vita in fondo in fondo
E’ un allegro girotondo.


 Filastrocca per quando piove
(Gianni Rodari)  

Filastrocca per quando piove
chi sta in casa non si muove.
Io che in casa divento tetro
Esco e il tetto mi porto dietro.
Un piccolo tetto di stoffa nera
con tante stecche messe a raggiera.
Oh, che fenomeno simpatico
vedere un tetto con il manico
CosI’ me ne vado bello bello
passeggiando sotto l'ombrello.


 bravi signori
(Gianni Rodari)  

Un signore di Scandicci
buttava le castagne
e mangiava i ricci.
Un suo amico di Lastra a Signa
buttava i pinoli
e mangiava la pigna.

Un suo
cugino di Prato
mangiava la carta stagnola
e buttava il cioccolato.

Tanta gente non lo sa
e dunque se ne cruccia:
la vita la butta via
e mangia solo la buccia.


Il malatino
(Gianni Rodari)

Filastrocca del bimbo malato,
con il decotto, con il citrato,
con l'arancia sul comodino,
tagliata a spicchi in un piattino.
Per tutti i mali di testa e di pancia
sul comodino c'E’ sempre un'arancia,
tra un confetto ed un mentino
per consolare il malatino.
Viene il dottore,
«Vediamo cos'E’»,
e ti fa dire trentatrE’.
Poi di sera viene la sera,
viene la mamma leggera leggera,
e succhiando la sua menta
il malatino s'addormenta.


NINNANANNA
(Roberto Piumini) 

Ninna come la Luna
che
dondolandotonda,
nanna come balena
che dondolandolonda.
Ninna come la Luna
che
dondolalontana,
nanna come la nonna
che
dondolalalana.
Ninna come la Luna
che
dondolandolenta,
nanna come bambina
che dondoladdormenta.


 Contro l'ora di andar via
(Bruno Tognolini) 

Brutti orologi somari e bugiardi
Dite che E’ presto, non dite che E’ tardi
Tempo non correre, siediti un poco
Lascia finire il mio gioco


Filastrocca del diario
(Bruno Tognolini)  

Caro Diario che mi ascolti
I tuoi fogli sono molti
Ma i miei giorni sono tanti
E i ricordi sono canti
Li racconto, li rivivo
Li ricordo se li scrivo
E se non ricordo piU’
Li racconti tu


Filastrocca di Tonio Cartonio per cantare senza vergognarsi
(Mela Cecchi)

Canta il cigno, canta il gallo,
canta il re sul suo cavallo.
Canto io che son stonato,
canta tu ciO’ che hai imparato.
Canta il canto e non pensare,
canta e non ti vergognare!


Rime di battaglia dei tre Gnomi per difendere le fiabe ed i boschi dalle cittA’
(Bruno Tognolini) 

Linfa: Se tutti i boschi son come cittA’,
tutte le fiabe son come realtA’,
tutta la vita si vede e si sente,
cosa si salva?

Lampo e Ronfo: Niente!

Linfa: Se noi possiamo fare qualcosa
perchE’ la fiaba sia misteriosa
e nessun bosco venga distrutto,
cosa facciamo?

Lampo e Ronfo: Tutto!

Linfa: Se nessun altro ci vuole pensare,
se tutti quanti stanno a guardare
e si dimenticano prima o poi,
chi si ricorda?

Lampo e Ronfo: Noi!


 Giovannino Perdigiorno
(Gianni Rodari)

Giovannino Perdigiorno
ha perso il tram di mezzogiorno,
ha perso la voce, l'appetito,
ha perso la voglia di alzare un dito,
ha pero il turno, ha perso la quota,
ha perso la testa (ma era vuota),
ha perso le staffe, ha perso l'ombrello,
ha perso la chiave del cancello,
ha perso la foglia, ha perso la via:
tutto E’ perduto fuorchE’ l'allegria.


Ninnananna delle stelle cadenti
(Bruno Tognolini) 

Lune lucenti, code comete
Stelle cadenti, dove cadete
Cadono a stormi, cadono a frotte
Sono cadute ma non si son rotte
Sono cadute sopra le foglie
Mamma le vede ma non le raccoglie
Dormi bambino, dormi bambina
Le raccogliamo domani mattina


LA LUNA
(Roberto Piumini) 

Palla bianca molto in alto
non ti prendo anche se salto,
e se salto anche di piU’
non ti prendo: sei lassU’.
Palla bianca tanto lenta,
su nel cielo sei contenta?
Quando poi non ti si vede,
palla bianca, che succede?
Palla bianca solitaria,
perla chiara su nell'aria,
questa notte io ti attendo:
e vedrai, forse ti prendo.


FIORE LUNARE
(Roberto Piumini) 

sulla luna c’E’ un solo fiore
che non ha petali e non ha profumo

PerchE’ a raccoglierlo non c’E’ nessuno,
che non ha stelo e non ha radici
PerchE’ nessuno lo dA’ agli amici,
che non ha forma e non ha colore
PerchE’ nessuno lo dA’ al suo amore:
lA’ sulla luna c’E’ un solo fiore.


I mari della luna
(Gianni Rodari)

Nei mari della luna
tuffi non se ne fanno:
non c'E’ una goccia d'acqua,
pesci non ce ne stanno.
Che magnifico mare
per chi non sa nuotare


Io vorrei
(Gianni Rodari)

Io vorrei che nella Luna
ci si andasse in bicicletta
per vedere se anche lassU’
chi va piano non va in fretta.
Io vorrei che nella Luna
ci si andasse in micromotore
per vedere se anche lassU’
chi sta zitto non fa rumore.
Io vorrei che nella Luna
ci si andasse in accelerato
per vedere se anche lI’
chi non mangia la domenica
ha
fame il lunedI’.


Il Castello
(K. Jackson) 

Quando andremo sulla spiaggia,
con paletta e con secchiello,
con la sabbia noi faremo
un magnifico castello.
Di conchiglie e stelle rosse
sarA’ tutto incastonato
e da un granchio con due pinze,
bimbi miei, sarA’ abitato.
 


 Il cielo E’ di tutti
(Gianni Rodari) 

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo E’ di tutti gli occhi,
di ogni occhio E’ il cielo intero.
E' mio, quando lo guardo.
E' del vecchio e del bambino,
dei romantici e dei poeti,
del re e dello spazzino.
Il cielo E’ di tutti gli occhi,
e ogni occhio, se vuole,
si prende la Luna intera,
le stelle comete, il sole.
Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.
Spiegatemi voi dunque,
in prosa o in versetti,
perchE’ il cielo E’ uno solo
e la Terra E’ tutta a pezzetti.


La galleria
(Gianni Rodari)

La galleria E’ una notte per gioco,
E’ corta, corta e dura poco:
che piccola notte scura, scura:
non si fa in tempo ad aver paura!


La testa del chiodo
(Gianni Rodari) 

La palma della mano
i datteri non fa,
sulla pianta del piede
chi si arrampicherA’?
Non porta scarpe il tavolo,
su quattro piedi sta:
il treno non scodinzola
ma la coda ce l'ha.
Anche il chiodo ha una testa,
perO’ non ci ragiona:
la stessa cosa capita
a piU’ d'una persona.


La testa
(Bruno Tognolini) 

Testa di luna, testa di pera,
testa volante di palloncino,
testa non essere troppo leggera:
stai nelle nuvole, ma qui vicino.
Testa di sole, testa parlante,
testa foresta di troppi capelli,
testa non essere troppo pesante:
posati pure, ma come gli uccelli.


L'ascensore
(Gianni Rodari) 

Io so che un giorno l'ascensore
al quarto piano non si fermerA’,
continuando la sua corsa
il soffitto bucherA’,
salirA’ tra due comignoli
piU’ su delle nuvole e del vento
e prima di tornare a casa
farA’ il giro del firmamento.


Per tener su le calze che scendono
(Bruno Tognolini)  

Sole che sali negli alti mattini
Fai stare in alto anche questi calzini
Io tiro su ma non vogliono stare
Stupide calze somare


Per tutti i gusti
(Corinne Albaut) 

Pizzette e salatini,
ghiaccioli e pasticcini,
tartine con l'acciuga
guarnite di lattuga.
Biscotti al cioccolato
e coppe di gelato,
spiedini di salumi
oppure con gli agrumi.
Panini di prosciutto,
insomma un po' di tutto
e ognuno mangerA’
quel che gli piacerA’.


 Bolli, bolli pentolino

 Bolli, bolli pentolino,
fai la pappa al mio bambino;
la rimescola la mamma
mentre il bimbo fa la nanna.
Fai la
nanna, gioia mia,
o la pappa scappa via.
Guarda, guarda il can che scappa,
che ha portato via la pappa,
via la pappa al mio bambino
per portarla al cagnolino.
Cagnolin tutto contento
se la mangia in un momento,
se la mangia e fa bu, bu,
e la pappa non c’E’ piU’.


Apelle, figlio di Apollo

 Apelle, figlio di Apollo
Fece una palla di pelle di pollo
Tutti i pesci vennero a galla
Per vedere la palla di pelle di pollo
Fatta da Apelle figlio di Apollo


Arancina profumata

Arancina profumata
ben tornata, ben tornata!
Ora levo e poi ripongo
la tua veste tutta d'oro.
Arancina profumata,
sei contenta? T'ho sbucciata.
I tuoi spicchi saporiti
nella bocca mi nascondo.
Arancina profumata,
mi perdoni? T'ho mangiata.


Bastian contrario 

Bastian contrario dorme di giorno
la notte lavora o va d'intorno;
mangia l'acqua, beve il pane,
carezza il lupo, picchia il cane.
Il cane stupito gli fa: " miao miao"
e il gatto seccato gli fa: "bao bao".


Batti le manine 

Batti batti le manine,
fai volar le farfalline,
gira gira il mulinello,
questo bimbo E’ molto bello!


Per far star zitti gli allarmi delle auto
(
Bruno Tognolini)

 Macchina scema che gridi per niente
Solo per fare arrabbiare la gente
Nessuno
ti ruba, nessuno ti tocca
Piantala macchina sciocca
  


 Per finire
(Bruno Tognolini) 

Chiudo un occhio, mezzo mondo
Chiudo l'altro, nero tondo
Chiudo le orecchie, non sento piU’
Chiudo la bocca: mm!

Matite

NURSERY RHYMESTorna Su

(dAL LABORATORIO SING A SONG)

i'm a little teapot

I'm a little teapot,
short and stout
Here is my handle
here is my spout
When I get all steamed up then I shout.
Tip me over and pour me out


RING A RING O’ROSES

Ring a ring o’roses
A pocket full of posies.
A-tishoo! A-tishoo!
We all fall down.

Matite

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